| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 53 - n. 197 | 6 ottobre 2011 |
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Sempre più attrattivo l’agriturismo umbro. Gli ultimi dati ufficiali, fermi al mese di luglio, e la tendenza espressa dagli operatori agrituristici per i mesi di agosto e settembre dimostrano un consolidamento del trend di crescita degli arrivi e delle presenze nelle oltre 1.200 aziende operanti capillarmente su tutto il territorio regionale. Un comparto, quello agrituristico, che oggi può vantare un’ offerta molto varia: non solo ospitalità e ristorazione ma anche agricampeggio, degustazione e vendita diretta di prodotti tipici e biologici, fattoria didattica, fattoria sociale, attività culturali, sportive e ricreative e tanto altro ancora. Un paniere di beni e servizi molto ricco e composito che dimostra la vivacità imprenditoriale degli agricoltori interessati e la loro capacità di innovare valorizzando la storia, la cultura, le tradizioni, il paesaggio e le tipicità dei diversi territori. Un’ attività, insomma, che merita un’ attenzione particolare da parte delle istituzioni e della pubblica amministrazione e che al contrario, a giudizio della Cia dell’ Umbria, continua ad essere gravata da soffocanti adempimenti burocratici, oltre che da una persistente sottovalutazione in quasi tutte le iniziative di promozione della nostra regione. “Un passaggio importante al fine di creare le migliori condizioni per un pieno sviluppo delle potenzialità del nostro agriturismo -dichiara Giampiero Rosati, presidente regionale di Turismo Verde, l’ associazione agrituristica della Cia - dovrà essere rappresentato dalla nuova normativa di settore. Infatti – sottolinea Rosati - un adeguamento della legge regionale attualmente in vigore, la n. 28 del 1997, è assolutamente indispensabile per adattarla ai grandi mutamenti che hanno interessato l’ agricoltura negli ultimi quattordici anni ed alle leggi nazionali che, nel frattempo, sono state emanate - basti citare la legge quadro per l’ agriturismo (L. 96 del 2006) e la legge d’ orientamento in agricoltura (D. L.vo 228 del 2001) - oltrechè per qualificare ulteriormente la ricettività in ambito rurale. Dobbiamo purtroppo lamentare -prosegue il presidente di Turismo Verde Umbria- che, a quasi due anni dalla redazione di una prima bozza di legge regionale risalente al dicembre 2009, e nonostante le ripetute assicurazioni fornite in tal senso dalla nuova Giunta regionale, a tutt’oggi non è stata ancora elaborata una nuova proposta di legge. Un ritardo grave che deve essere colmato con urgenza avviando la fase di partecipazione su un testo che l’ assessorato regionale all’ agricoltura deve al più presto licenziare. Il mondo del turismo, infatti, è in continua evoluzione; per questo chiediamo alle istituzioni interventi rapidi ed efficaci. In questa logica -conclude Giampiero Rosati- per essere presenti in un mercato sempre più competitivo, presenteremo il 15 ottobre a Perugia, nell’ ambito di Eurochocolate, la nuova guida agrituristica dell’ Umbria. Per dare risalto e visibilità nazionale alla nostra guida abbiamo instaurato un rapporto di collaborazione con la rivista Turisti per Caso ed il suo testimonial Patrizio Roversi, parteciperà alla presentazione della nuova guida.”
Costruire una nuova politica agraria nazionale e regionale partendo dal territorio e, quindi, dal supporto degli enti locali. E’ questo l’obiettivo della “Carta di Matera”, il manifesto programmatico delineato dalla Cia per coinvolgere i comuni italiani nella costruzione di “un futuro con più agricoltura”. Un invito raccolto dai sindaci dei comuni della provincia di Lecce che ieri (mercoledì 5 ottobre), presso la sala Conferenze della Provincia di Lecce, hanno sottoscritto, con il presidente della Cia di Lecce Giulio Sparascio, con il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, con l’assessore provinciale all’Agricoltura Francesco Pacella, con il vicepresidente dell'Anci Puglia Cosimo Durante -alla presenza del presidente regionale della Cia Puglia Antonio Barile- la “Carta di Matera” impegnandosi a veicolare e a promuovere le istanze contenute nel documento. Con la firma di ieri, dunque, s’inaugura ufficialmente un nuovo corso delle relazioni tra agricoltori e comuni della provincia di Lecce, in un momento in cui il settore primario attraversa una crisi assai complessa: costi e oneri burocratici in crescita, redditi in caduta libera, prezzi non remunerativi, scarsa mobilità fondiaria, debolezza di servizi qualificati di formazione o consulenza e squilibri notevoli nella filiera agroalimentare. Il tutto mentre l’Unione europea, a cominciare dalla riforma della Pac post 2013, pone nuove sfide che non possono non essere raccolte: i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili, le risorse idriche e la salvaguardia della biodiversità. “Per affrontare tutto questo -spiega il presidente provinciale della Cia di Lecce Giulio Sparascio- è necessario, oggi più che mai, lavorare insieme agli enti locali, stabilendo rapporti e stipulando accordi, concordando indirizzi e programmi di attività e soprattutto attuando politiche sul territorio a favore di tutta la collettività. La ‘Carta di Matera’ promuove un ‘patto’ tra le organizzazioni degli agricoltori e gli amministratori locali, che si fonda su principi come la rivalutazione dell’attività agricola in tutte le sue forme, la salvaguardia del suolo e dell’ambiente e la valorizzazione del rapporto tra cibo e territorio. Non dimenticando la diffusione prioritaria dei servizi e la semplificazione della macchina burocratica, senza le quali le imprese agricole non vanno avanti. La firma in provincia di Lecce della ‘Carta di Matera’ assume un significato particolare proprio perché nel, territorio, a forte vocazione agricola, c’è bisogno di azioni ed iniziative sia per salvaguardare le aziende agricole e zootecniche che negli anni sono notevolmente diminuite che per tutelare un patrimonio di prodotti agro-alimentari di qualità. Obiettivo centrale è quello di costruire una nuova politica agraria nazionale e regionale partendo dal supporto dei comuni”. “Ci auguriamo che con la firma della ‘Carta di Matera’ si possa dare un contributo per rimettere in moto la crescita della Puglia e della provincia di Lecce puntando su un settore, quello dell’agricoltura, che ha grandi potenzialità -ha spiegato il presidente della Cia Puglia Antonio Barile-. La Cia ritiene il supporto dei comuni fondamentale per la costruzione di una nuova politica agraria nazionale e regionale. E’ importante prevedere per i singoli Comuni dei Piani di sviluppo delle aree rurali. I sindaci devono occuparsi del settore primario, incrementando tutta una serie di iniziative tese, appunto, a valorizzare, innovare e rendere più redditizia l’agricoltura pugliese. All’interno della filiera turistica -ha continuato Barile-, ad esempio, il settore agricolo può rappresentare un ulteriore e fondamentale fattore attrattivo. I principi della rivalutazione dell'attività agricola, della salvaguardia del suolo e dell'ambiente e della valorizzazione del rapporto tra cibo e territorio, sono i nostri principi. Sono i principi ai quali devono ispirarsi tutti gli enti locali pugliesi”. Diversi altri sindaci della provincia di Lecce, non potendo partecipare alla iniziativa di ieri, hanno assicurato, comunque, la loro adesione alla “Carta di Matera”.
La Cia della Campania parteciperà dal 7 al 9 ottobre alla II edizione di “Race for the Cure”, organizzata dall’Associazione Susan G. Komen Ialia, che si svolgerà a Napoli, in piazza Plebiscito La “Race for the Cure” è un evento di rilevanza nazionale che coniuga benessere e sport con i valori della solidarietà sociale per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione dei tumori del seno La Cia della Campania partecipa in quanto le produzioni di pregio che i nostri agricoltori producono sono fondamentali per una alimentazione sana e priva di rischi. La corretta alimentazione unitamente alla salvaguardia del territorio sono i cardini su cui la Confederazione lavora da anni e la dimostrazione è la partecipazione a questo evento. La “Race for the Cure” è un evento che coinvolge migliaia di persone di ogni età, corridori professionisti, “sportivi della domenica” scuole aziende e associazioni, in un weekend ricco di iniziative, musica, sport, attività dedicate alla salute e giochi per bambini, che culminerà in una corsa di 5Km. ed una passeggiata di 2 km. Sarà una autentica festa per tutta la famiglia, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza della prevenzione, ed esprimere solidarietà alle “Donne in Rosa”, donne che si confrontano con questa malattia e che partecipano all’evento rendendosi visibili indossando una maglietta e un cappellino rosa per dimostrare un atteggiamento culturale più coraggioso e più positivo nei confronti del tumore del seno. Nelle giornate di venerdì 7 (ore 11-20) e sabato 8 ottobre (ore 10-20), il “Villaggio della Salute” offrirà visite senologiche ed ecografie gratuite alle donne e sarà possibile degustare presso lo stand della Cia piatti tipici della dieta mediterranea.
La campagna vitivinicola 2011 in Sicilia si caratterizza per il positivo avvio legato all’ottima qualità e i prezzi del vino in salita. Dopo gli illeciti e le truffe recentemente scoperte in Sicilia, ma anche in altre regioni d’Italia, la Cia regionale conferma la preoccupazione che le frodi sulla produzione di uva e la sofisticazione del vino possano influire sul mercato siciliano che vede un trend positivo anche per la scarsa produzione della vendemmia 2011. “Abbiamo chiesto un incontro all’assessore regionale D’Antrassi -spiega Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia- per discutere delle iniziative che la Regione Sicilia deve intraprendere a tutela dei viticoltori, delle cantine e del vino siciliano di qualità, ma anche evitare ulteriori penalizzazioni a quelle migliaia di produttori che hanno dovuto registrare una forte calo delle rese, in alcuni casi superiori al 50 per cento, e per i quali il recupero del reddito non sarà purtroppo assicurato dall’aumento dei prezzi”. Quest’anno, per la prima volta, la produzione siciliana è scesa sotto i 5 milioni di ettolitri (4,7 milioni di ettolitri è la stima più accreditata) e la scarsa produzione ha interessato tutte le regioni italiane con un calo del 13 per cento rispetto al 2010. Dietro i numeri della vendemmia 2011, la Cia siciliana teme però che possano nascondersi le truffe sulla produzione di vino siciliano grazie alla moltiplicazione artificiale (e basata solo sulla documentazione cartacea) degli ettolitri prodotti e venduti sul mercato nazionale. La Cia ribadisce la necessità di intensificare i controlli e soprattutto di mettere urgentemente in sinergia le azioni di tutte le istituzioni ad essi preposte. Più volte la Cia Sicilia ha chiesto la istituzione di una cabina di regia formata dai tanti soggetti interessati ai controlli dei prodotti agricoli, soprattutto per verificare la tracciabilità delle produzioni in entrata dagli altri paesi sia comunitari che extra Ue. “La produzione siciliana è sempre più qualificata nei mercati nazionali ed internazionali. La Doc Sicilia che dalla prossima vendemmia entrerà nel mercato nazionale e internazionale -aggiunge Gurrieri- è anche il risultato della rinomanza che il vino siciliano ha assunto in questi anni. Non vorremmo che pochi operatori truffaldini possano offuscare la buona reputazione che in questi anni con fatica molti viticoltori e cantine hanno saputo far apprezzare”.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi: premiato il nostro impegno in difesa dei produttori e dei consumatori italiani. “Scampato pericolo per lo yogurt. Nei vasetti, come ingrediente base, troveremo ancora latte e non polvere concentrata”. Lo afferma Giuseppe Politi, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della direttiva comunitaria 2007/61 sul latte conservato o disidratato. “E’ una vittoria del mondo agricolo, che da subito si è battuto contro il tentativo di modificare la normativa prevista dalla legge 138/74 -spiega Politi- ed è una vittoria degli allevatori e dei consumatori, che hanno la certezza di vedere riconosciute le istanze di qualità e trasparenza nella fabbricazione di prodotti lattiero-caseari. Così è stato premiato il nostro impegno in difesa del settore”. “In questo modo -continua il presidente della Cia- non si rischia di intaccare la genuinità e l’originalità dello yogurt ‘made in Italy’. Una garanzia che, se fosse venuta meno, avrebbe potuto compromettere il ‘boom’ dei consumi. Solo nel 2010, nelle case degli italiani sono entrate oltre 450 mila tonnellate di yogurt, con un giro d’affari di oltre 1,7 miliardi di euro. Tra compatti e liquidi, scremati o interi, con cereali o frutta o integratori, infatti, ogni italiano ne consuma in media sette chili l’anno”.
La Cia giudica in modo positivo la risoluzione approvata dalla Commissione Agricoltura dell’Assemblea di Strasburgo. E’ un’azione che va nella direzione giusta. C’è bisogno di politiche e strategie concrete per ''salvare le api'': Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta la risoluzione approvata dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, presieduta da Paolo De Castro, sulla salute, appunto, delle api e sulle sfide per l'apicoltura. Siamo in presenza di un importante passo che conferma -aggiunge la Cia- l’impegno dell’Assemblea di Strasburgo per la valorizzazione di un settore fondamentale per l’agricoltura, per il mantenimento della biodiversità. Basti pensare che l'84 per cento delle specie di piante e il 76 per cento della produzione alimentare in Europa dipendono in larga misura proprio dall'impollinazione ad opera delle api. L’aumento della moria di api potrebbe, quindi, avere pesanti conseguenze sulla produzione di cibo e creare squilibri ambientali. Giustamente gli eurodeputati -rimarca la Cia- chiedono più fondi per l'apicoltura nella nuova politica agricola comune dopo il 2013 e un maggiore sostegno per la ricerca. La moria di api, infatti, non pone a rischio soltanto la produzione di miele. In pericolo vi sono molte colture e possono esserci riflessi negativi anche nel settore zootecnico, vista l’importanza che riveste l’impollinazione nei confronti dei pascoli e del foraggio. In Italia il settore conta più di 70 mila apicoltori, oltre un milione e 100 mila alveari, una produzione di miele che supera le 15 mila tonnellate l’anno, per un valore monetario di 25 milioni euro.
La crisi dell’ortofrutta e la situazione del Metapontino dopo l’alluvione dei primi di marzo sono i temi affrontati a Policoro dal Comitato direttivo comunale della Cia. All’incontro -che si è concluso con l’elezione dell’agricoltore Leonardo Persiani a presidente della sede di Policoro della Cia- hanno preso parte il direttore regionale Luciano Sileo e il responsabile dell’Ufficio economico Paolo Carbone. La campagna ortofrutticola estiva nel Metapontino -è stato sottolineato- è stata caratterizzata da grandi difficoltà specie per la riduzione dei prezzi pagati da grossisti ed industrie di trasformazione ai produttori agricoli. Le nettarine sono il prodotto di qualità che ha spuntato i prezzi più bassi accrescendo il già forte divario tra i costi aziendali e la redditività. Quanto alla situazione post-alluvione, i dirigenti comunali e regionali della Cia hanno espresso soddisfazione per il provvedimento dell’Assessore all’agricoltura che integra l’area originariamente individuata dalla Giunta regionale con la delibera 751 del 2011 tra quella danneggiata dall’evento calamitoso, un provvedimento -è stato evidenziato- che raccoglie le sollecitazioni delle stesse organizzazioni agricole dei comuni di Pomarico, Craco, Albano di Lucania e Calciano. La questione degli indennizzi per i forti danni subiti e per favorire la ripresa produttiva delle aziende del Metapontino richiede comunque un’accelerazione delle misure previste attraverso il finanziamento dei 7 milioni di euro contenuto nell’ultima manovra finanziaria del governo e da parte della Giunta regionale. La Cia continua a sollecitare innanzitutto il governo a dare risposte adeguate. Tra le azioni più urgenti ed immediate, che vanno celermente tradotti in provvedimenti, da parte della Regione e specificatamente da parte del Dipartimento Agricoltura a favore delle aziende agricole, vi sono: -l’applicazione immediata della delibera di aprile 2011 che prevede il concorso sui costi sostenuti dalle aziende agricole rientranti nell'area delimitata e danneggiata, per la fruizione di servizi irrigui relativa agli anni 2010-2011; -l’attuazione dei contenuti della delibera 539 del 18/4/2011, tesa a riconoscere quale primo intervento a parziale copertura dei danni subiti, per la ripresa produttiva e per i costi di ripristino, un contributo a tutte le aziende agricole che hanno subito un danno rilevante almeno del 70 per cento a domanda tramite i Consorzi di difesa, attivando la misura nel rispetto delle procedure del “regime di deminimis” (tra 7.500 e 15.000 euro); -l’immediata attuazione della misura 126 del Psr 2007/2013, per favorire il ripristino del patrimonio aziendale danneggiato, (appena chiuso il negoziato con Bruxelles). Per la Cia tutto questo rappresenta un concreto percorso per dare risposte alle aziende che hanno subito danni, oltre che un tangibile segnale da parte della Regione Basilicata che in questo modo di fatti oltre a poter rendicontare le spese sostenute, quale concorso degli interventi, può sostenere di aver individuare unilateralmente forme e modalità concrete per aiutare le aziende, anche dopo la penalizzante modifica della legge che opportunamente è chiamata “la tassa sulle disgrazie”. Da troppo tempo -sottolinea la nota della Cia- abbiamo messo in guardia il sistema politico sul rischio che su tali questioni si consumi un corto circuito istituzionale non gestibile, con il rischio di acuire tensioni sociali, disperazione, distacco dei cittadini dalle istituzioni.
Un grave lutto ha colpito Rosaria, 55 anni, era una donna piena di energie e idee, un appassionata dirigente della nostra organizzazione. Il suo impegno e la passione per Il presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, a nome della Confederazione tutta, si stringe ai famigliari della cara Rosaria, al figlio e al marito, in questo momento di grande dolore. “Rosaria lascia un vuoto immenso che ci fa male, però vogliamo ricordarla per la sua grinta e per le innovazioni che ha introdotto nella Cia. In una solo parola, Rosaria era una donna brillante, una persona preziosa. Ciao Rosaria”.
La Cia di Taranto ha chiesto. al prefetto dott.ssa Carmela Pagano la convocazione urgente del tavolo per l'ordine e la sicurezza in agricoltura. Tale richiesta scaturisce all'indomani del verificarsi di fenomeni delinquenziali nei confronti delle aziende agricole, ed in particolare nella zona occidentale della nostra provincia. Fra gli altri, nei giorni scorsi in agro di Castellaneta, si sono verificati tagli di tendoni, furti di mezzi di proprietà delle aziende agricole; inoltre, nei mesi scorsi vi sono stati furti di cavi elettrici a servizio delle pompe di irrigazione ed altri piccoli ma significanti gesti delinquenziali. Ovviamente la Cia di Taranto è fortemente preoccupata per la recrudescenza di tali fenomeni, che si innestano in uno scenario di crisi diffusa del comparto, determinando quindi un comprensibile crescendo di sfiducia e sconforto nelle aziende agricole coinvolte e con impossibilità da parte di queste ultime, a svolgere serenamente la normale attività imprenditoriale quotidiana. La Cia di Taranto sono diversi anni che segnala fenomeni criminali a danno degli imprenditori agricoli, e a tal proposito nel 2009 ha redatto a livello nazionale un rapporto criminalità sui reati in agricoltura; peraltro nei mesi scorsi la Cia aveva anche lanciato l'allarme nella nostra provincia, relativo alla possibilità di infiltrazioni della malavita organizzata nelle vendite giudiziarie dei terreni agricoli. Per tali motivazioni, ed in virtù del protocollo d'intesa sottoscritto nell'ambito dell'Osservatorio regionale per i reati nel settore agricolo, fra il sottosegretario agli Interni on. Alfredo Mantovano ed i presidenti delle Associazioni di categoria, si chiede –afferma la Cia di Taranto- una convocazione urgente del Tavolo per l'ordine e la sicurezza in agricoltura, al fine di attivare tutte le iniziative necessarie per circoscrivere e debellare il fenomeno.
La Camera di Commercio Italo Orientale di Bari domani venerdì 7 ottobre, alle ore 11.00, terrà, presso la Sala Verde della Camera di Commercio di Bari (Corso Cavour, 2), alla presenza di una delegazione ministeriale indonesiana e dei dirigenti Halal International Autorithy (Hia), una conferenza stampa per promuovere e presentare le opportunità di collaborazione commerciale, sia in incoming che in outcoming, direttamente con l’Indonesia, ed anche con altri mercati che apprezzano il made in Italy e l’Italian style. Alla conferenza stampa parteciperanno: Antonio Barile, presidente della Camera di Commercio Italo Orientale di Bari e presidente della Cia Puglia, i dirigenti dell'Indonesian council of Ulama (Mui), organismo governativo che controlla il mercato Halal in Indonesia e partner di Hia,. Amidan Shaberah, presidente Mui, Mohammad Ichwan Sam, segretario generale Mui, Lukmanul Hakim, direttore generale Lppom Mui, Fahd Alaredh, membro Comitato internazionale Shariah di Hia, Sharif Lorenzini, presidente della filiale italiana di Hia, e rappresentanti della Camera di Commercio di Bari.
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