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Anno 53 - n. 160 6 agosto 2011
COMUNICATI
  • Crisi, le parti sociali: il piano annunciato dal governo non basta. Subito liberalizzazioni e tagli ai costi della politica

 

COMUNICATI


Crisi, le parti sociali: il piano annunciato dal governo non basta. Subito liberalizzazioni e tagli ai costi della politica

 

Le associazioni sindacali e imprenditoriali commentano i provvedimenti presentati dal premier Silvio Berlusconi e dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti: l’impegno è apprezzabile, ma si può e si deve fare di più.

 

Le parti sociali continuano il “pressing” su Palazzo Chigi per spingerlo a “fare”. Di più e meglio. In questo senso, il piano in quattro punti annunciato venerdì 5 agosto dal premier Berlusconi e dal ministro Tremonti per raggiungere il pareggio di bilancio già nel 2013 è apprezzabile, ma non basta.

I provvedimenti presentati dal governo comprendono: l’inserimento in Costituzione del pareggio di bilancio tramite disegno di legge; l’anticipo di un anno della delega sulla riforma assistenziale e fiscale rispetto ai tempi previsti 2013-2014; la modifica dell’articolo 41 della Costituzione sulla libertà economica d’impresa; la riforma del mercato del lavoro.

In risposta al piano, sabato 6 agosto le associazioni bancarie, datoriali e sindacali (Abi, Alleanza cooperative italiane, Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Cia-Confederazione italiana agricoltori, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Claai, Rete Imprese Italia, Ugl, Ania) hanno inviato un comunicato congiunto.

 

Ecco il testo: 

“Con le decisioni annunciate ieri, il governo ha preso atto della serietà della situazione sui mercati finanziari. Apprezziamo, in particolare, l'impegno a sottoporre subito le misure al Parlamento e a costituzionalizzare l'obbligo del pareggio di bilancio.

Siamo pronti a confrontarci con l'esecutivo sulle misure che verranno proposte in materia di fiscalità e assistenza per anticipare il pareggio di bilancio al 2013.

Riteniamo opportuna una seria e rapida consultazione delle parti sociali su queste misure. In materia di lavoro deve essere riconosciuto il ruolo degli attori sociali.

Riteniamo che non vi sia alcun motivo di attendere una modifica dell'articolo 41 della Costituzione, in sé positiva, per procedere alle liberalizzazioni e a quelle semplificazione della Pubblica amministrazione, che possono ridurre gli oneri su imprese e cittadini e dare più spazio alla libera attività imprenditoriale e al mercato.

Ribadiamo che è necessario anticipare i tagli ai costi della politica; sarà altrimenti molto difficile chiedere sacrifici al Paese”.

Il messaggio delle parti sociali ha sortito un effetto immediato. Mercoledì 10 agosto ci sarà un nuovo incontro tra governo e mondo imprenditoriale e sindacale. 

 

 

 

 

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