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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 51 - n. 48 6 marzo 2009
COMUNICATI
  • Allevamenti bovini in crisi: serve subito un Piano di settore
  • Olio d’oliva: con l’etichettatura d’origine più tutela per il “made in Italy”. Garantiti i produttori e consumatori
TERRITORIO
  • Cia di Pesaro e Urbino: presentata l’iniziativa “Il Mese dell'Agriturismo”
  • Emilia Romagna: le organizzazioni agricole e cooperative sul decreto legge quote latte
  • Gli agricoltori pugliesi alla mobilitazione interregionale Cia di Scanzano Jonico
  • La Cia di Treviso sul Prosecco Doc
APPUNTAMENTI
  • Crisi: “35 mila aziende siciliane a rischio chiusura nel 2009”. Martedì 10 marzo, a Palermo, Assemblea regionale degli agricoltori Cia
  • Festa provinciale dei pensionati Cia di Padova
  • 8 marzo: iniziativa delle donne Cia di Catania
  • Le agricoltrici in piazza a Palermo per l’8 marzo. Sapori e saperi antichi, tradizione e qualità in vendita su via Libertà. In distribuzione la guida che raccoglie settanta esperienze di imprese agricole al femminile orientate alla multifunzionalità
  • Pensionati Cia di Genova: 8 marzo festa della donna contadina

 

COMUNICATI


Allevamenti bovini in crisi: serve subito un Piano di settore

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi scrive al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia. Bisogna sostenere l’impegno dei produttori e un settore che garantisce i consumatori con carni di grande qualità e sicurezza.

 

Subito un Piano di settore per le carni bovine. E’ quanto sollecita il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in una lettera al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, nella quale si rileva che l’allevamento da carne italiano sta vivendo da un lungo periodo una crisi profonda.

Politi, nella lettera, lamenta il fatto che “il nostro è un Paese largamente deficitario nella produzione di carne bovina, ma pochissimo è stato fatto per dare prospettive certe al futuro del settore”. Da qui l’esigenza di interventi in tempi brevi e estremamente concreti.

“Dobbiamo, tra l’altro, ricordare che -scrive il presidente della Cia- in questo momento le difficoltà sono presenti sia nei grandi allevamenti da ingrasso (prezzi dei vitelli francesi, aumento dei costi di produzione) sia negli allevamenti impegnati nella produzione vacca-vitello, importante per la qualità delle carni (razze pregiate italiane) e per il ruolo di difesa del territorio del Centro-Sud d’Italia”.

“Nella passata legislatura, dopo una lunga discussione all’interno della filiera, il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali -scrive ancora Politi- aveva approvato una bozza di ‘Piano di settore delle carni bovine’. In tale ‘Piano’, tra l’altro, erano individuate le varie azioni che dovevano di seguito essere finanziate nel contesto generale dei Piani di settore”.

“A tutt’oggi, seppure in molte riunioni svolte presso il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali se ne sia accennato, nessuna proposta di ‘Piano di settore delle carni bovine’ -sottolinea il presidente della Cia- ci risulta presentata. Per questa ragione riteniamo fondamentale che in tempi rapidi siano convocati i rappresentanti della filiera per giungere all’approvazione del ‘Piano’ con i relativi impegni di spesa”.

Politi conclude al lettera al ministro Zaia evidenziando l’esigenza “di sostenere questo settore che garantisce in questo momento i consumatori con carni di grande qualità e sicurezza. Non solo. Il settore è, in molte aree del Paese garanzia di salvaguardia del territorio”.

D’altra parte, i numeri parlano chiaro e mettono in rilevo l’importanza che il settore bovino ha attualmente in Italia. Sono, infatti, oltre 90 mila gli allevamenti e di più di 2.200 le imprese di macellazione. Gli occupati complessivi superano le 80.000 unità, mentre il valore della produzione agricola di carne bovina è di 4.200 milioni di euro (8 per cento produzione agricola).

Dopo il tremendo crollo provocato dalla Bse, i produttori italiani, colpiti pesantemente da una crisi senza precedenti, hanno vissuto momenti difficili, ma hanno saputo reagire con decisione. E oggi questo loro impegno è stato premiato. E’ stata riacquistata la fiducia dei consumatori che si sono rivolti di nuovo alla carne bovina. Ora, però, è assolutamente indispensabile -sottolinea la Cia- che il Piano di settore venga varato al più presto proprio per sostenere l’azione degli allevatori che non possono continuare operare in un quadro di incertezze e difficoltà, ma avere chiare prospettive di sviluppo.


Olio d’oliva: con l’etichettatura d’origine più tutela per il “made in Italy”. Garantiti i produttori e consumatori


La Cia commenta positivamente l’annuncio, da parte del commissario all’Agricoltura Ue Mariann Fischer Boel, che il provvedimento è da oggi legge europea.


 Un altro importante obiettivo per la tutela e la valorizzazione del “made in Italy” è stato raggiunto. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta l’annuncio, da parte del commissario Ue all’Agricoltura Mariann Fischer Boel, che l’etichettatura obbligatoria per l’olio d’oliva è da oggi diventata “legge europea” e diventerà operativa dal prossimo primo luglio.

Nel ricordare che il provvedimento l’Italia lo aveva introdotto fin dall’ottobre del 2007 e che è stato oggetto di una dura contrapposizione con la Commissione europea, la Cia sostiene che la misura permette di difendere il nostro olio d’oliva dalle falsificazioni, dall’assalto degli “agropirati” e dalle sofisticazioni. E così anche il lavoro dei nostri produttori, che puntano da anni alla qualità, è pienamente valorizzato.

Si tratta -afferma la Cia (che da sempre si è battuta per una misura in tal senso)- di un provvedimento importante, attraverso il quale si impedisce di ingannare i consumatori vendendo come italiano un olio ricavato, invece, da miscugli diversi e soprattutto da olive provenienti da altri Paesi, come Grecia, Tunisia e Spagna. Un fenomeno, questo, molto diffuso e che ogni anno provoca al nostro settore olivicolo un danno superiore ai 500 milioni di euro.

Nei mercati -sottolinea la Cia- troviamo, infatti, olio straniero sempre più in abbondanza. Oggi su tre bottiglie due sono di olio estero, ma i consumatori italiani non lo sanno e le comprano come prodotto nazionale, in quanto manca una precisa informazione.

Il nuovo regolamento -rileva la Cia- va, quindi, nella direzione giusta. Oltre a porre fine al lungo contenzioso con l’Ue, con il provvedimento si giunge ad una completa trasparenza, garantendo sia i consumatori che i produttori che in questo modo possono essere più tutelati. Insomma, uno stop deciso ai falsi oli d’oliva “made in Italy”.

Il nostro Paese -conclude la Cia- è il secondo produttore europeo di olio di oliva con una produzione che supera le 600.000 tonnellate (ricavate da 250 milioni di piante), due terzi delle quali extravergine e con molte Dop e Igp. Da non dimenticare poi il biologico. Il tutto per un valore produttivo che si avvicina ai 2,2 miliardi di euro.

 

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TERRITORIO


Cia di Pesaro e Urbino: presentata l’iniziativa “Il Mese dell'Agriturismo”

 

Nella serata del 5 marzo, nella splendida cornice dell'Agriturismo La Possione, in località Pian di Castello, si è svolta la presentazione della seconda edizione dell'iniziativa “Il Mese dell'Agriturismo”, promosso dalla Cia di Pesaro e Urbino con l'Associazione Turismo Verde. Nella serata, a cui hanno partecipato una cinquantina di persone tra addetti ai lavori, giornalisti e rappresentanti politico istituzionali, sono state presentate le peculiarità del settore agrituristico, i suoi punti di forza e le sue potenzialità ricettive, sempre finalizzate alla qualità.

La manifestazione, che si svolgerà dal 7 marzo al 5 aprile  2009 e che coinvolgerà 29 agriturismi della Provincia di Pesaro e Urbino, proporrà  per il periodo dell'iniziativa menù tipici della cucina contadina e pernottamenti  a prezzi speciali.

Primo saggio sulla genuinità e straordinarietà dei menù si è avuta proprio in occasione della presentazione, svoltasi in grande stile, grazie all'Agriturismo La Possione.

La serata di presentazione della seconda edizione de “Il Mese dell'Agriturismo” è avvenuta in grande stile, in un clima conviviale, ma anche molto interessante dal punto delle conoscenza delle peculiarità del mondo dell'agriturismo che, come specificato dal presidente della Cia provinciale Gianfranco Santi rappresenta un settore a sè, da non confondere con altre forme ricettivo-turistiche come il B&B, le Case rurali o le Country House. Nel caso dell'agriturismo si parla sempre di aziende agricole pure che offrono anche i loro prodotti e la loro ospitalità. Sulla stessa linea è stato anche l'intervento del presidente di Turismo Verde Walter Trivellizzi che ha sottolineato come l'agriturismo rappresenti una straordinaria risorsa per il nostro Paese,  tant’è che proprio il  sito di Turismo Verde regista il passaggio di tantissimi visitatori da tutto il mondo.

Nella serata si sono poi toccati altri argomenti di contingente attualità come, ad esempio, quello della crisi. Il presidente della Camera di Commercio provinciale  Alberto Drudi ha decritto uno scenario non troppo pessimista, asserendo che la crisi non è un tunnel cieco, ma una occasione per investire in innovazione e gettarsi in  nuove sfide. Drudi ha, insomma, infuso buone dosi di ottimismo, sostenendo la grande risorsa che oggi riveste l’agriturismo italiano.

Il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Palmiro Ucchielli ha elogiato il valore del lavoro agricolo, delle imprese che vi lavorano e che riescono a rendere i nostri prodotti tipici sempre più unici e di qualità. Ucchielli ha, poi, insistito sul fatto che la bellezza e la bontà di una iniziativa come questa sugli agriturismi va di pari passo con le bellezze storiche, artistiche, paesaggistiche e architettoniche della nostra belle provincia.

Infine, è utile rilevare anche l'intervento dell'assessore provinciale all'Agricoltura Giovanni Rondina che ha rimarcato le problematiche del mondo agricolo. Problematiche che affronta in frequenti tavoli di confronto con le associazioni di settore, ma che si dice felice di discutere, poiché permettono una migliore conoscenza del comparto agricolo e offrono la concreta possibilità di risolvere alcuni problemi e anche di assistere ad iniziative interessanti come questa sugli agriturismi.

Dopo le parole, le interviste televisive e gli interventi, si è passati alla degustazione del menù speciale preparato per l'occasione dalla signora proprietaria, insieme al marito dell'agriturismo La Possione. Tra le portate non si faranno di certo dimenticare i cappellacci ricotta e noci, i tortelli ricotta e funghi, le tagliatelle al ragù (tutte sapientemente tirate a mano dalla padrona di casa), ma di certo i nostro palato avrà memoria futura anche per lo straordinario cinghiale arrosto con cipolline in agrodolce, sublimi agnello e coniglio al forno, con contorno di gratin, erbe cotte di campo ed insalata. Finale in dolcezza poi con gli sfiziosissimi dolci secchi e crostate della casa, accompagnati dalla impareggiabile Visciolata (Vino di Visciole) dell'Azienda Massaioli. La cena si è lasciata accompagnare da ottimi vini rossi e delicati bianchi doc e igt delle aziende delle nostre terre: Azienda Agraria Serfilippi, Azienda Selvagrossa di Taddei, Azienda Massaioli, Azienda Bruscia, Azienda Morelli e infine Azienda Speranzini.  Nella serata si sono incontrate poi le varie aziende partecipanti all'iniziativa che hanno condiviso le loro esperienze.

Merita, infine, qualche parala la descrizione del paesaggio che accoglie l'agriturismo la Possione, perla da veduta pittorica, incastonata nel territorio rurale del comune di Mercatino Conca. L'Azienda è immersa nella natura, senza null'altro intorno che verde e colline a parte....un grazioso laghetto che accoglie chiunque decida di farsi ospitare dalla cortesia dei padroni di casa....in cerca di pace, golosità o stuzzicanti prelibatezze della tradizione.

Alla serata hanno partecipato anche Elso Renzi, coordinatore provinciale del Gruppo di interesse dell'agriturismo, il responsabile provinciale della associazione Turismo Verde Daniele Sanchioni, il presidente regionale della Cia Marche Nevio Lavagnoli, e la Banca Popolare di Ancona.

 


Emilia Romagna: le organizzazioni agricole e cooperative sul decreto legge quote latte

 

Il decreto legge sulle quote latte approvato dal Senato è senza dubbio migliore rispetto a quello proposto dal Governo: è quanto affermano le associazioni cooperative Fedagri/Confcooperative e Legacoop Agroalimentare dell’Emilia Romagna e le organizzazioni agricole regionali Cia e Confagricoltura. Le modifiche introdotte nel provvedimento, ed in particolare la rinuncia preventiva ai contenziosi da parte dei produttori che accederanno alla rateizzazione, vanno infatti nella direzione di garantire equità tra i produttori.

Ciò nonostante, secondo le organizzazioni agricole e cooperative dell’Emilia Romagna rimangono inevase alcune richieste fondamentali, quali l’aumento consistente della dotazione finanziaria del Fondo che deve essere destinato esclusivamente agli allevatori che hanno acquistato quote, il superamento della eccessiva penalizzazione per coloro che hanno oltrepassato del 6% il proprio livello produttivo, la priorità di assegnazione a chi ha affittato la quota rispetto agli splafonatori e l’abbinamento dell’assegnazione della quota alla certezza dell’adesione al piano di rateizzazione con il pagamento della prima rata. Contemporaneamente, il mondo agricolo e cooperativo esprime apprezzamento per la proroga al 31 dicembre 2009 delle agevolazioni previdenziali per le aree svantaggiate e montane, mentre ribadisce l’esigenza di individuare una adeguata dotazione finanziaria per il Fondo di solidarietà nazionale per gli anni 2008 e 2009. Fattori strutturali, questi, indispensabili per mantenere la competitività delle imprese agricole impegnate a fronteggiare una crisi economica senza precedenti.

Queste richieste sono state presentate ai Parlamentari eletti in Emilia Romagna in occasione della manifestazione pubblica organizzata in questi giorni a Reggio Emilia unitariamente da Fedagri/Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Cia e Confagricoltura.


Gli agricoltori pugliesi alla mobilitazione interregionale Cia di Scanzano Jonico

 

La Cia Puglia si mobilita per la manifestazione interregionale -alla quale parteciperà anche la Cia di Basilicata, Campania, Calabria e Molise- che si svolgerà a Scanzano Ionico (Matera) domani sabato 7 marzo con inizio alle ore 10.00 presso l’Hotel “Miceneo”.

L’obiettivo dell’iniziativa -alla quale parteciperà il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi- è quello di rimettere al centro dell’agenda politica l’agricoltura del Mezzogiorno di Italia con tutte le sue problematiche.

La Cia Puglia ha lanciato da diversi mesi una fase di forte mobilitazione ed ha partecipato a Roma alla manifestazione davanti al Parlamento per richiamare il governo nazionale ad un maggiore ascolto alle ragioni degli agricoltori.

Le richieste della Cia, che saranno ribadite sabato prossimo, sono chiare:

- la proroga di tre anni (al 31/12/2011) degli sgravi contributivi in agricoltura (l’assenza di questo provvedimento comporta il raddoppio degli oneri sociali per la manodopera): solo la Puglia assume  mediamente 15.000.000 di giornate lavorative (e sono interessati circa 40.000 datori di lavoro agricolo), e quindi se saltasse la fiscalizzazione degli oneri contributivi l'assunzione per giornata costerebbe 10 euro in più, che significa un aggravio per la Puglia di 150milioni di euro; una situazione insopportabile che porterebbe molte aziende agricole a lasciare senza lavoro i 180.000 braccianti agricoli pugliesi;

- finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali;

- cambiare radicalmente l’iniquo decreto sulle quote latte del ministro Zaia che premia soltanto pochi allevatori splafonatori del Nord penalizzando gli allevatori pugliesi e del Mezzogiorno;

- riduzione, anche con interventi di carattere fiscale, dei pesanti costi produttivi (accise zero sui carburanti per uso agricolo, Iva al 4 per cento sui mezzi tecnici di produzione, Iva zero sugli investimenti effettuati dalle imprese agricole con le misure del Psr, ecc..)

- semplificazione amministrativa;

- immediato pagamento degli aiuti comunitari da parte di Agea.


La Cia di Treviso sul Prosecco Doc

 

Nessun no alla spumantizzazione e all’imbottigliamento  del Prosecco fuori della zona di produzione, solo e unicamente se si tratta di produttori storici che lo fanno da più di 20 anni. Il presidente della Cia di Treviso Denis Susanna, insieme al presidente di Confagricoltura Treviso Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, intervengono in merito alla delicata questione della tutela e della denominazione del Prosecco, ricordando che lo scorso dicembre nel disciplinare della nuova Doc allargata è stata inserita una clausola discussa e approvata da tutta la filiera vitivinicola trevigiana, la quale permette l’imbottigliamento del Prosecco fuori dai confini territoriali della Doc - tracciati dal disciplinare stesso - soltanto a quelle aziende che lo producono da almeno vent’anni. Nel caso specifico si tratta di grandi nomi del settore, tra cui, Gancia, Cinzano, Martini e Rossi. “La filiera vitivinicola trevigiana; dalla cooperazione, al mondo agricolo all’industria, hanno ritenuto opportuno dare -spiega il presidente di Cia Treviso, Denis Susanna- ai produttori storici questa possibilità. Le deroghe sono già state date. Troppe discussioni non fanno certo bene al Prosecco: serve abbassare i toni polemici”.

Nel disciplinare della nuova Doc del Prosecco a dicembre è stata inserita la provincia di Venezia. Il Prosecco si produce in tutto il Veneto e in Friuli in 9 province, ad esclusione di Verona e Rovigo. Deroghe per la lavorazione sono state date alla regione confinante del Trentino Alto Adige, oltre che alle province di Verona e Rovigo, ai produttori che producono da 10 anni. Fuori di questi confini territoriali vige la deroga riservata solo alle aziende che imbottigliano Prosecco da più di 20 anni.

Cia Treviso insieme a Confagricoltura, nel ribadire la validità di questa concessione approvata e inserita nella normativa che regola la Doc del Prosecco, chiedono che la clausola venga applicata sempre alla lettera e che non venga allargata la possibilità ai produttori che imbottigliano Prosecco da meno di 20 anni: “Siamo contrari al fatto che venga concessa questa possibilità agli ultimi arrivati. In questo caso Cia e Confagricoltura ribadiscono la necessità dei confini territoriali della zona Doc e alzano molte riserve”. In merito alla questione la normativa comunitaria sulla denominazione di origine protetta di un prodotto è chiara: per essere considerato Dop deve essere non soltanto prodotto in un determinato territorio ma anche subire le successive trasformazioni e lavorazioni nella zona di origine e provenienza. Per Cia e Confagricoltura serve dunque tenere alto il livello di attenzione sulla produzione e abbassare invece i toni della polemica: “Chiediamo a tutti, produttori di settore, organizzazioni di categoria e politici -conclude il presidente di Cia Denis Susanna-  di non alimentare la polemica. Al processo di tutela del prodotto serve soprattutto attenzione alla qualità e rigore nelle diverse fasi di produzione”.

 

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APPUNTAMENTI


Crisi: “35 mila aziende siciliane a rischio chiusura nel 2009”. Martedì 10 marzo, a Palermo, Assemblea regionale degli agricoltori Cia

 

Oltre 35 mila aziende del settore agricolo nel 2009 rischiano la chiusura in Sicilia, se non dovesse essere approvata la proroga degli sgravi contributivi, fermi attualmente al 31 marzo, e se non dovesse essere facilitato l'accesso al credito. L’allarme è della Cia siciliana che discuterà delle conseguenze della crisi in occasione dell’Assemblea regionale che si terrà martedì 10 marzo, alle ore 10, all’Hotel San Paolo di Palermo (via Messina Marine, 91).

All’incontro parteciperanno i sindaci e i presidenti dei consigli comunali dell’Isola, il presidente della Regione Raffaele Lombardo, l’assessore regionale all’Agricoltura Giovanni La Via e il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi.

“Sarà l’occasione -spiega il presidente della Cia Sicilia, Carmelo Gurrieri- per presentare al Governo regionale le nostre richieste per rilanciare il settore che, senza interventi mirati e straordinari, rischia il tracollo”.


Festa provinciale dei pensionati Cia di Padova

 

In occasione della giornata della donna, domenica prossima 8 marzo si svolgerà la Festa provinciale dei pensionati Cia di Padova. Nell’ambito della manifestazione, a partire dalle ore 9.30, presso il cinema parrocchiale di San Giorgio in Bosco, si terrà un convegno sul tema “Anziani e salute”. Seguirà, alle ore 12.30, a Villa del Conte Ristorante “Al Leone”, il pranzo sociale.


8 marzo: iniziativa delle donne Cia di Catania

 

Anche a Catania,  durante  il mercatino degli  agricoltori  che si terrà l’8 marzo a Villa Pacini, le  agricoltrici di Donne in Campo della Cia  saranno presenti  con propri  stand  per la vendita diretta.  Per l’occasione verrà  distribuita  la guida “L’altra metà della terra”,  edita da Turismo Verde Sicilia e l’associazione Donne in Campo Sicilia.

Nella giornata delle donne saranno presenti tutte le aziende agricole femminili che consegneranno un simbolico ramoscello di mimosa alle cittadine catanesi, invitandole a sostenere il mondo agricolo femminile ed affermare con forza il principio della diversità come valore.


Le agricoltrici in piazza a Palermo per l’8 marzo. Sapori e saperi antichi, tradizione e qualità in vendita su via Libertà. In distribuzione la guida che raccoglie settanta esperienze di imprese agricole al femminile orientate alla multifunzionalità

 

Domenica 8 marzo dalle 10,00 alle 18,00 venticinque agricoltrici siciliane saranno in via Libertà (tra piazza Crispi e via Archimede) per proporre ai palermitani i prodotti delle proprie aziende.

Qualità, tipicità, tradizione, fantasia e creatività sono elementi distintivi delle imprese femminili che in agricoltura spesso scelgono anche la strada della multifunzionalità e della multiattività. Non solo prodotti, quindi, ma anche beni e servizi di tipo sociale: dall’agriturismo, alla ristorazione, dall’educazione alimentare di adulti e bambini alla valorizzazione delle tradizioni, dall’accoglienza di soggetti deboli e a rischio alla produzione di alimenti per soggetti con intolleranze alimentari, con la massima attenzione per la salute del consumatore e la tutela delle risorse naturali.

Titolari, coadiuvanti o più semplicemente componenti del nucleo familiare dell’agricoltore, le donne delle imprese agricole hanno declinato in molteplici forme la loro propensione verso la multiattività e la multifunzionalità, traendo da una vocazione naturale la propria filosofia d’impresa.

Nel corso della mostra-mercato organizzata da Turismo Verde Sicilia in sinergia con Donne in Campo, sarà distribuita “L’altra metà della Terra”, la guida delle aziende agricole e multifunzionali al femminile nata dalla collaborazione delle due associazioni, sotto l’egida della Cia e con il finanziamento dell’Assessorato regionale all’Agricoltura.

La guida, così come la giornata di vendita diretta dedicata alle imprese agricole al femminile,  è un impegno che per la Cia, Donne in Campo e Turismo Verde serve a marcare le potenzialità del ruolo delle donne per lo sviluppo dell’agricoltura dell’Isola.

Nella guida sono presenti settanta aziende orientate alla multifunzionalità e che nella maggior parte dei casi sono condotte da una donna. Ma non sono state trascurate quelle figure femminili che nelle imprese agricole multifunzionali svolgono un ruolo determinante. “Non c’è agriturismo, fattoria didattica, fattoria sociale, o attività d’impresa orientata alla vendita diretta e alla trasformazione dei prodotti che possa crescere senza la presenza di una o più donne”, spiega Angela Sciortino, presidente di Donne in Campo Sicilia che ha curato la raccolta e la elaborazione dei materiali della guida.

La guida è un primo passo per valorizzare le agricoltrici che producono qualità e contribuiscono allo sviluppo sostenibile della Sicilia, conservando la tradizione e la cultura rurale.  “Quasi il trenta per cento delle imprese agricole è a titolarità femminile e ciò testimonia l’energia di una classe imprenditoriale che sta dando un forte contributo al rinvigorimento dell’agricoltura siciliana”, dichiara Carmelo Gurrieri, presidente della Cia siciliana.

Le donne dell’agricoltura possiedono la grande capacità di coniugare la tradizione e la tipicità produttiva con la garanzia sanitaria, gli alti standard qualitativi delle produzioni con la gestione innovativa, dinamica e originale delle proprie aziende.

“Molte di queste sono in guida e non sono anonime: le abbiamo fotografate e ne abbiamo descritto le attività quotidiane”, spiega Antonio Terrasi presidente dell’Associazione Turismo verde Sicilia che edito la guida. Ma non sono ovviamente le sole. “La nostra guida -prosegue- è solo una piccola, ma significativa ed emblematica rassegna. Sul sito web appositamente realizzato ci sarà spazio per tutte coloro che non hanno fatto in tempo ad essere inserite nella guida cartacea”.

 


Pensionati Cia di Genova: 8 marzo festa della donna contadina

 

Nell’intento di valorizzare il contributo che ha avuto e che ha la donna contadina per lo sviluppo delle campagne, l’Associazione pensionati della Cia di Genova ha organizzato per  domenica 8 marzo una giornata di amicizia per tutte le donne e le loro famiglie.

Per riaffermare le importanti conquiste di emancipazione e di liberazione della donna nella realtà locale delle campagne liguri è stata promossa l’iniziativa presso il ristorante “ La Teleferica” a Piandifieno nel comune di Nè. E’ previsto, tra gli altri, l’intervento di Marisa Bacigalupo, presidente del Gal Appennino Genovese.

 

 

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