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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 50 - n. 47 6 marzo 2008
COMUNICATI
  • 8 marzo: si venderanno oltre 18 milioni di ramoscelli di mimosa tutti “made in Italy” e i prezzi non dovrebbero subire rincari al consumo
TERRITORIO
  • Cia Basilicata: promosso per l’8 marzo il premio Donne in Campo
APPUNTAMENTI
  • Cia Puglia: Donne in Campo all’iniziativa “La donna nell’arte”
  • La Cia Toscana presenta domani il dossier “Urbanistica, agricoltura e aree rurali”

 

COMUNICATI


8 marzo: si venderanno oltre 18 milioni di ramoscelli di mimosa tutti “made in Italy” e i prezzi non dovrebbero subire rincari al consumo

 

La Cia evidenzia che, grazie ai nostri produttori, anche quest’anno la produzione nazionale garantirà le esigenze dei consumatori. Dal Mercato dei fiori di Sanremo arriva il 95 per cento dei prodotti messi in commercio. Superate le difficoltà di una fioritura precoce. Le quotazioni sia all’origine che all’ingrosso sono più basse rispetto al 2007 e al 2006. Non c’è carenza e non si giustificano aumenti.

 

Tutto pronto per l’8 marzo, Festa della Donna. Si annuncia una vendita di oltre 18 milioni di ramoscelli di mimose, fiore simbolo di questa ricorrenza. E saranno tutti “made in Italy”, grazie ai nostri floricoltori che, nonostante le difficoltà, hanno dato grande prova di capacità e di professionalità, garantendo un prodotto in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale rileva anche che i prezzi non dovrebbero subire aumenti se non addirittura ribassi rispetto al 2007.

In questi giorni al Mercato dei fiori di Sanremo, che assicura circa il 95 per cento della produzione nazionale di mimosa, c’ è grande attività. La quantità di mimose venduta -segnala la Cia- è stata intorno ai 540 quintali, comprendendo 185 quintali venduti direttamente dal deposito del mercato e 12.000 cartoni (circa 360 quintali) "depositati" nel periodo primo febbraio-6 marzo, in parte venduti tramite il deposito, in parte direttamente dai produttori.

Il prezzo medio rilevato quest'anno -afferma la Cia- è di 3,08 euro al kg per il prodotto venduto a peso, e di 12,87 euro al cartone per il prodotto inscatolato, contro, rispettivamente, ai 6,36 euro e ai 27,14 euro di media dell'anno scorso, e ai 6,61 euro e 18,54 euro del 2006. Quotazioni, dunque, molto più basse rispetto agli anni scorsi, dovute ad una fioritura particolarmente anticipata, a causa di un anomalo andamento stagionale con temperature elevate, che ha portato molti produttori e commercianti a stoccare consistenti quantità di mimose, determinando un surplus di offerta nel momento di maggiore commercializzazione.

La produzione italiana di mimose -aggiunge la Cia- risponde così alle esigenze dei consumatori. E, quindi, non dovrebbero esserci neanche rincari al consumo. Non ci sono, infatti, elementi che giustificano aumenti, anche perché, oltre a prezzi più bassi all’origine e all’ingrosso, non c’è carenza di prodotto sui mercati. Di conseguenza, la Cia avverte i consumatori ad acquisti oculati, diffidando di chi cerca solo di speculare, facendo lievitare artificiosamente i prezzi.

La concorrenza per i nostri produttori non rappresenta poi un problema. Non solo perché la produzione sanremese riesce a soddisfare quasi totalmente le richieste dei consumatori, ma anche perché -rimarca la Cia- i prodotti che arrivano dalla Costa Azzurra transitano principalmente attraverso il Mercato dei fiori. Altri prodotti, locali o di importazione, possono rappresentare un complemento, ma non una reale alternativa, al tradizionale mazzolino di mimosa, almeno nei paesi (Italia in testa) dove questa è ancora il fiore dell'8 marzo.

La mimosa venne introdotta dal Sud America e dall’Australia in Europa all’inizio del 1800. La pianta -ricorda la Cia- si è adattata subito al clima temperato del nostro Paese, specialmente in regioni come la Liguria, dove vi è la massima concentrazione nazionale della produzione. Produzione che è pari a oltre 125 milioni di steli (quest’anno, ovviamente, è stata minore), mentre le imprese impegnate sono circa 2.000, con una superficie coltivata che si avvicina ai 550 ettari.

La mimosa -sostiene la Cia- divenne il simbolo della Festa delle Donne solo alla fine della seconda guerra mondiale. All’epoca si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata delle donne. E furono proprio le donne italiane a trovare nelle palline morbide e accese, che costituiscono la profumata mimosa, il simbolo della loro festa. Inoltre, questi fiori hanno il gran vantaggio di fiorire proprio nel periodo dell’8 marzo e di non essere troppo costosi.

La pianta di mimosa è un’Acacia dealbata, un arbusto sempreverde originario delle zone tropicali, che può raggiungere anche grandezze considerevoli, in particolare nella Colombia. Le foglie sono composte da tante foglioline poste perpendicolarmente alla nervatura principale. Alcune varietà non presentano le classiche foglie, ma hanno delle foglie trasformate, che sono come dei rametti appiattiti, chiamati filladi.

L’infiorescenza -conclude la Cia- è composta da un insieme di capolini globosi da cui si dipartono numerosi stami. La grande quantità di fiori conferisce a questa pianta un fascino del tutto particolare.

 

 

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TERRITORIO


Cia Basilicata: promosso per l’8 marzo il premio Donne in Campo

 

La Cia Basilicata, di intesa con Donne in Campo, associazione delle imprenditrici agricole della confederazione, in occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, promuove l’Edizione 2008 del Premio Donne in Campo.

Il Premio si articola in tre sezioni: sezione impresa, rivolto a donne con esperienza imprenditoriale che si distingue per creatività ed originalità di idea di impresa, rispetto dell’ambiente, attività multifunzionali, valorizzazione prodotti di qualità, utilizzo degli strumenti multimediali, un apporto significativo alla crescita economica, sociale e culturale delle aree rurali; sezione informazione, riservato a giornaliste e collaboratrici di periodici; sezione ricerca, per donne che si siano distinte nel settore della ricerca scientifica. La partecipazione al Premio avviene su autosegnalazione o su segnalazione di persone fisiche, giuridiche, enti. La premazione avverrà in una manifestazione nel mese di maggio prossimo presso la Camera di Commercio di Potenza.

 

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APPUNTAMENTI


Cia Puglia: Donne in Campo all’iniziativa “La donna nell’arte”

 

L’associazione Donne in Campo della Cia Puglia partecipa all’iniziativa “La donna nell’arte - I linguaggi delle donne”, organizzata dal ministero per i Beni culturali in occasione della giornata della donna. All’incontro parteciperà Anna Santoliquido, presidente del movimento internazionale “Donne e Poesia”,  e Anna Casatella, per il primo Congresso della stampa femminile italiana nelle carte di Tommaso Fiore. L’iniziativa si svolgerà presso la Biblioteca nazionale di Bari, Auditorium, via Pietro Oreste, 45, sabato prossimo 8 marzo, alle ore 10.30. Nel corso della manifestazione sarà distribuito a tutti i partecipanti un omaggio floreale dalle imprenditrici Donne in campo della Cia.


La Cia Toscana presenta domani il dossier “Urbanistica, agricoltura e aree rurali”

 

Domani venerdì 7 marzo, alle ore 11, a Firenze, presso il caffè “Le Giubbe Rosse”,  piazza della Repubblica, 13/14,  la Cia Toscana presenta il primo dossier “Urbanistica, agricoltura e aree rurali. In 50 casi i difficili rapporti tra gestione del territorio e imprese agricole”. Un dossier , insomma, sulle anomalie che derivano dall’attuazione delle norme urbanistiche regionali e che rappresentano ostacoli spesso insormontabili per le aziende agricole toscane. In tutte le province sono emersi casi eclatanti: dall’obbligo di rimozione degli annessi agricoli, alle richieste “esose” di fideiussioni da parte delle amministrazioni locali. Lunghi iter per la concessione di una autorizzazione e difficoltà nell’adempiere agli obblighi, come per la conservazione di cereali e mangimi. Problemi anche per gli agriturismi toscani; limitazioni per l’installazione di pannelli solari, divieti di recinzione delle colture per proteggerle dai cinghiali, così come per la realizzazione di edifici ad uso abitativo. Sono, quindi,  50 i casi di inseriti nel dossier della Confederazione italiana agricoltori della Toscana, grazie ad un meticoloso lavoro realizzato con le confederazioni provinciali e con le aziende agricole interessate. All’iniziativa di domani Intervengono  Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana, e Marco Failoni, responsabile ambiente e territorio della Cia regionale.

 

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