| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 50 - n. 47 | 6 marzo 2008 |
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Tutto pronto per l’8 marzo, Festa della Donna. Si annuncia una vendita di oltre 18 milioni di ramoscelli di mimose, fiore simbolo di questa ricorrenza. E saranno tutti “made in Italy”, grazie ai nostri floricoltori che, nonostante le difficoltà, hanno dato grande prova di capacità e di professionalità, garantendo un prodotto in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori. A sottolinearlo è In questi giorni al Mercato dei fiori di Sanremo, che assicura circa il 95 per cento della produzione nazionale di mimosa, c’ è grande attività. La quantità di mimose venduta -segnala Il prezzo medio rilevato quest'anno -afferma La produzione italiana di mimose -aggiunge La concorrenza per i nostri produttori non rappresenta poi un problema. Non solo perché la produzione sanremese riesce a soddisfare quasi totalmente le richieste dei consumatori, ma anche perché -rimarca La mimosa venne introdotta dal Sud America e dall’Australia in Europa all’inizio del 1800. La pianta -ricorda La mimosa -sostiene La pianta di mimosa è un’Acacia dealbata, un arbusto sempreverde originario delle zone tropicali, che può raggiungere anche grandezze considerevoli, in particolare nella Colombia. Le foglie sono composte da tante foglioline poste perpendicolarmente alla nervatura principale. Alcune varietà non presentano le classiche foglie, ma hanno delle foglie trasformate, che sono come dei rametti appiattiti, chiamati filladi. L’infiorescenza -conclude
La Cia Basilicata, di intesa con Donne in Campo, associazione delle imprenditrici agricole della confederazione, in occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, promuove l’Edizione 2008 del Premio Donne in Campo. Il Premio si articola in tre sezioni: sezione impresa, rivolto a donne con esperienza imprenditoriale che si distingue per creatività ed originalità di idea di impresa, rispetto dell’ambiente, attività multifunzionali, valorizzazione prodotti di qualità, utilizzo degli strumenti multimediali, un apporto significativo alla crescita economica, sociale e culturale delle aree rurali; sezione informazione, riservato a giornaliste e collaboratrici di periodici; sezione ricerca, per donne che si siano distinte nel settore della ricerca scientifica. La partecipazione al Premio avviene su autosegnalazione o su segnalazione di persone fisiche, giuridiche, enti. La premazione avverrà in una manifestazione nel mese di maggio prossimo presso
Domani venerdì 7 marzo, alle ore 11, a Firenze, presso il caffè “Le Giubbe Rosse”, piazza della Repubblica, 13/14, la Cia Toscana presenta il primo dossier “Urbanistica, agricoltura e aree rurali. In 50 casi i difficili rapporti tra gestione del territorio e imprese agricole”. Un dossier , insomma, sulle anomalie che derivano dall’attuazione delle norme urbanistiche regionali e che rappresentano ostacoli spesso insormontabili per le aziende agricole toscane. In tutte le province sono emersi casi eclatanti: dall’obbligo di rimozione degli annessi agricoli, alle richieste “esose” di fideiussioni da parte delle amministrazioni locali. Lunghi iter per la concessione di una autorizzazione e difficoltà nell’adempiere agli obblighi, come per la conservazione di cereali e mangimi. Problemi anche per gli agriturismi toscani; limitazioni per l’installazione di pannelli solari, divieti di recinzione delle colture per proteggerle dai cinghiali, così come per la realizzazione di edifici ad uso abitativo. Sono, quindi, 50 i casi di inseriti nel dossier della Confederazione italiana agricoltori della Toscana, grazie ad un meticoloso lavoro realizzato con le confederazioni provinciali e con le aziende agricole interessate. All’iniziativa di domani Intervengono Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana, e Marco Failoni, responsabile ambiente e territorio della Cia regionale.
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