| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 48 - n. 51 | 6 marzo 2006 |
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La Cia sottolinea che una donna su due riceverà in dono il ramoscello dai fiori gialli. Si spenderanno circa 45 milioni di euro. Più di quindici milioni di mazzetti di mimosa saranno donati in occasione dell’8 marzo. A ricevere il ramoscello di fiori gialli sarà una donna su due. E’ quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale sottolinea che questo particolare dono floreale metterà in moto un giro d’affari che si avvicina ai 45 milioni di euro. La Cia ricorda che la mimosa venne introdotta dal Sud America e dall’Australia in Europa all’inizio del 1800. La pianta si è adattata subito al clima temperato del nostro Paese, specialmente in regioni come la Liguria, dove c’è la massima concentrazione nazionale della produzione. La Cia evidenzia che la mimosa divenne il simbolo della festa delle donne solo alla fine della seconda guerra mondiale. Si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata delle donne. E furono proprio le donne italiane a trovare nelle palline morbide e accese, che costituiscono la profumata mimosa, il simbolo della loro festa. Inoltre, questi fiori avevano (e hanno) il gran vantaggio di fiorire proprio nel periodo dell’8 marzo e di non essere troppo costosi. La Cia ribadisce che la produzione italiana annua di mimose è pari a oltre 125 milioni di steli, mentre le imprese impegnate sono circa 2.000, con una superficie coltivata che si avvicina ai La pianta di mimosa è un’ Acacia Dealbata, un arbusto sempreverde originario delle zone tropicali, che può raggiungere -afferma la Cia- anche grandezze considerevoli. Le foglie sono composte da tante foglioline poste perpendicolarmente alla nervatura principale. Alcune varietà non presentano le classiche foglie, ma hanno delle foglie trasformate, che sono come dei rametti appiattiti, chiamati filladi. L’infiorescenza -rileva la Cia- è composta da un insieme di capolini globosi da cui si dipartono numerosi stami. La grande quantità di fiori conferisce a questa pianta un fascino tutto particolare.
La Cia esprime soddisfazione per il decreto interministeriale che garantisce il prodotto nostrano e lo tutela da possibili imitazioni. Ora la passata di pomodoro italiana sarà più tutelata e con essa anche i consumatori che potranno identificare il prodotto da un’etichetta chiara e trasparente. E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito al decreto interministeriale (ministeri delle Politiche agricole e dell’Attività produttive) inviato per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e che dal prossimo 15 giugno prevede l’obbligatorietà di indicare sulle confezioni la zona effettiva e la nazionalità della coltivazione. Si tratta -afferma la Cia- di un decreto importante in quanto rende finalmente trasparente sia l’origine del prodotto che il metodo di lavorazione che viene adottato per la passata. Infatti, potrà chiamarsi passata di pomodoro solo quella proveniente da spremitura di pomodoro fresco, eliminando il rischio di utilizzare questa definizione anche per i prodotti a base di concentrato di pomodoro, tra cui possibili provenienze di prodotto clandestino cinese. Questi prodotti dovranno essere indicati con nomi differenti. Nel decreto -sostiene la Cia- vengono, inoltre, puntualmente definiti i requisiti, i parametri e le metodologie di analisi che dovranno essere rispettati per poter utilizzare tale definizione, rendendo così più agevole anche il lavoro dei controlli da parte dell’Ispettorato per la repressione frodi. Questa normativa, oltre ad accrescere la trasparenza dell’informazione ai consumatori, tutela i nostri produttori di pomodoro e rappresenta -conclude la Cia- un prezioso contributo alla valorizzazione del nostro “made in Italy” di cui la passata di pomodoro è un’ importante componente.
La Cia lancia l’allarme: per l’agricoltura ancora un’emergenza. Pesanti conseguenze per l’ortofrutta e per le strutture aziendali. Il maltempo che sta imperversando in tutta Italia ha messo in ginocchio anche l’agricoltura. Neve, freddo, pioggia e vento hanno causato danni molti rilevanti alle colture. Danni che ammontano a decine di milioni di euro. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, attraverso un primo monitoraggio sull’intero territorio nazionale, ha registrato pesanti conseguenze a moltissime coltivazioni orticole, agli alberi da frutta primaverile ed estiva. Secondo la Cia, risultano gravemente danneggiate, a causa delle abbondanti nevicate e degli smottamenti di terra in seguito alle copiose e persistenti piogge, strutture agricole e in particolare serre florovivaistiche. Stesso discorso per le stalle e per le cascine per il rimessaggio di foraggio e di attrezzature. Anche per la zootecnia -sostiene la Cia- il quadro è preoccupante. Il maltempo ha provocato, infatti, danni agli allevamenti. La neve e la pioggia hanno praticamente reso impraticabili le strade di campagna che conducono alle imprese agricole. Sono ancora una volta a forte rischio gli approvvigionamenti (mangime e foraggio) per il bestiame, mentre si cominciano a verificare difficoltà nel trasporto del latte. Per questo motivo la Cia solleciterà la delimitazione delle zone colpite al fine di richiedere lo stato di calamità naturale. I danni alle coltivazioni -secondo il monitoraggio della Cia- si sono avute nella maggior parte delle regioni. Danni che rendono ancora più difficile lo scenario della nostra agricoltura che già attraversa una fase di grande incertezza. Gli imprenditori agricoli continuano a vedere calare i propri redditi e diminuire sempre di più la loro competitività sui mercati.
Si è conclusa nella tarda mattinata di sabato scorso 4 marzo, al Centro Fiere di Reggio Emilia, la 4° Assemblea elettiva congressuale della Cia reggiana, con la riconferma di Ivan Bertolini a presidente provinciale, l’elezione del nuovo Consiglio e dei delegati all’Assemblea regionale ed a quella nazionale e con l’approvazione di un documento. La sera di venerdì 3 aveva visto la relazione introduttiva dello stesso Bertolini, di fronte alla platea dei 179 delegati (designati dai congressi zonali svoltisi in precedenza) e numerosi invitati; quindi, il saluto della presidente della Provincia Sonia Masini, che ha ricordato il legame di prodotti quale il Parmigiano Reggiano al destino del territorio. E’ seguita poi una tavola rotonda sul futuro dell’agricoltura, nel corso della quale il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi, ha approfondito i contenuti dello slogan che contrassegna l’Assemblea congressuale: Patto, Unità, Reddito e l’azione dell’associazione. Patto, vuol dire riformulare le ragioni dell’agricoltura nei confronti della società, dato che negli ultimi anni ci sono stati vistosi cambiamenti: è la stessa Politica agricola comunitaria che oggi non richiede più all’agricoltore di produrre in quantità, ma piuttosto di farlo con qualità e di svolgere un ruolo di custode del territorio. Unità è l’espressione del bisogno che ha l’agricoltura di una rappresentanza più unita e di superare la frammentazione delle strutture economiche di trasformazione e commerciali, in modo da agire in modo più coeso sui mercati, garantendo anche attraverso questa strada un reddito alle imprese. La grande manifestazione di Bologna del novembre scorso, segna dal punto di vista unitario una tappa importante, proprio per l’entusiasmo e la convinzione con la quale gli agricoltori vi hanno aderito. Compito di un’organizzazione di rappresentanza come Alla tavola rotonda hanno preso parte l’assessore provinciale all’Agricoltura Roberta Rivi, Daniele Rama docente di marketing agroalimentare all’Università Cattolica di Piacenza, Eros Valenti presidente di Granterre; ha coordinato i lavori il giornalista Gianni Montanari. Un momento toccante della seconda mattinata dei lavori, è stato costituito dalla consegna di una targa ricordo ad alcuni anziani esponenti dell’agricoltura reggiana che 50 anni fa parteciparono al Congresso di fondazione dell’Alleanza nazionale dei Contadini. Il correggese Camillo Cocconi ed il guastallese Italo Busana hanno ritirato di persona il riconoscimento; altri due non hanno potuto presenziare, ma hanno ricevuto il riconoscimento: Giuseppe Cavalcabue e Vasco Ghidozzi. L’Assemblea della Cia reggiana ha, quindi, approvato un documento che approfondisce alcune questioni. La cooperazione, in una provincia dove le cooperative sono un perno per il settore agricolo: si chiede loro di guardare ad una maggiore competitività, rimettendo però i soci e le loro aziende al centro delle scelte. Secondo punto d’approfondimento l’energia da fonti rinnovabili e quindi da biomasse di origine agricola, cui
Italo Garrafa è stato confermato all’unanimità alla guida della Cia di Cosenza. L’elezione è avvenuta a conclusione della 4a assemblea provinciale dell’Organizzazione, sabato 4 marzo, nella sala dei congressi dell’hotel San Francesco di Rende, alla quale hanno preso parte 190 delegati su 231 (82 per cento). Eletti all’unanimità anche Numerosi ed autorevoli gli ospiti: l’assessore regionale all’Agricoltura, Pirillo; il vicepresidente della Provincia di Cosenza, Perugini; i presidenti di Confagricoltura e Coldiretti (Caligiuri e Tarasi); il presidente della Camera di Commercio (Lucchetti); i presidenti provinciali di Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casa, e rappresentanti di enti locali, Istituti, ed enti strumentali per l’agricoltura. E’ stata, altresì, presente una numerosa delegazione dei Ds, guidata dall’on. Franco Ambrogio. La relazione del presidente Garrafa si è incentrata sulla nuova missione dell’agricoltura e, quindi, sul nuovo patto degli agricoltori con la società e sul progetto di una nuova costituente per l’unità nelle campagne. “La politica deve avere, sia a livello regionale che nazionale, la capacità di interpretare e valorizzare i punti di forza del sistema produttivo, e aiutare il superamento delle debolezze del settore. Non chiediamo -ha sottolineato Garrafa- provvedimenti assistenziali, ma azioni coordinate e con un respiro strategico tra governo centrale, regionale e il mondo agricolo”. Le conclusioni dell’assemblea sono state tratte da Giuseppe Mangone, presidente della Cia Calabria, che, ha tra, l’altro sottolineato: “in Calabria c’è incapacità di programmare. Sui 200 miliardi del Por Calabria abbiamo una capacità di spesa del solo 50 per cento”.
Si è svolta il 3 marzo scorso a Legnaro, presso All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Cia Veneto Alessandro Ghiro, l’assessore provinciale all’Agricoltura Luciano Salvò, l’assessore al Comune di Padova Mauro Bartoli, Maurizia Dosso della Camera di Commercio e numerosi esponenti politici. Nella sua relazione, il presidente provinciale Toniolo ha richiamato tutti alle proprie responsabilità. “Nella nostra proposta -ha detto- l’agricoltura pone il proprio patrimonio di capacità imprenditoriali e produttive, di tradizione e di cultura al servizio della società italiana”. E come rispondono la società e le forze politiche, economiche e sociali? “Quando ci siamo relazionati -ha aggiunto Toniolo- abbiamo trovato sempre il sostegno e la condivisione a Parole. Ma le azioni concrete sono state rare. Considerata la crisi dell’agricoltura non ce lo possiamo permettere. E’ necessaria una nuova politica agraria, un progetto per la competitività mirato a sostenere lo sviluppo del settore, tutelare i redditi, creare le condizioni perchè i produttori possano operare in condizioni di maggiore certezza”. Nelle sue conclusioni, il presidente nazionale della Cia Politi ha evidenziato i complessi problemi che oggi condizionano l’agricoltura italiana. Ha, quindi, illustrato, la proposta della Cia attraverso la quale si sollecita una politica organica che consenta uno solido e duraturo sviluppo del settore e che apra prospettive nuove agli imprenditori che sono costretti ad operare tra difficoltà e intralci.
L’auspicio e che a questo punto non ci siano ulteriori intralci e che quindi vengano approvate, con la copertura finanziaria necessaria, le misure previste per fronteggiare l'emergenza aviaria e per dare risposte ai problemi di carattere previdenziale che oggi pesano sulle aziende. Nel settore avicolo c’è un quadro drammatico con allevamenti, specie quelli rurali e biologici, che a causa del crollo dei consumi di pollame sono sull’orlo del tracollo. L’amarezza sta nel constatare che per tutta la legislatura abbiamo assistito a ripetuti annunci di risoluzione della questione previdenziale, sta di fatto che si è atteso il termine della stessa per tentare di varare un provvedimento che avrebbe dovuto risolvere la debitoria pregressa Inps. Inoltre, va evidenziato che il provvedimento rimandato alle Camere dal presidente Ciampi prevedeva soluzioni molto diverse da quelle sbandierate, per l’intera legislatura, dal ministro Alemanno e dal sen. Azzollini, soprattutto in occasione di pubblici dibattiti.
Si è svolta il primo marzo scorso a Paestum la quarta Assemblea congressuale della Cia di Salerno, che ha visto la riconferma a presidente provinciale di Daniele Petrone. L’Assemblea è stata una vera assise sull’agricoltura provinciale e regionale per il rilancio del comparto agricolo ed agroalimentare. Nella sua relazione, il presidente Petrone ha disegnato quello che sarà l’impegno confederale per costruire in modo sinergico con le istituzioni locali un progetto per l’agricoltura. Punti fondamentali il ruolo strategico che riveste il polo agroalimentare, in un’area a grande valenza agroalimentare come Ai lavori congressuali sono intervenuti il parlamentare De Luca, il consigliere regionale Rosania, gli assessori provinciali all’Agricoltura Martinangelo ed al Lavoro Cariello, il presidente associazione industriali Prete, il presidente Confesercenti Bottiglieri, il presidente distretto agroindustriale Guarnaccia, il direttore Upa Orsitto, il direttore dell’ Istituto sperimentale di orticoltura Magnifico. L’Assemblea è stata presieduto da Giuseppe Avolio e le conclusioni dei lavori sono state affidate al presidente nazionale dell’ Inac Alberto Giombetti.
Il tema dell’unità del mondo agricolo ha caratterizzato la mattinata dedicata agli invitati ed alla relazione di Stefano Poleschi alla IV Assemblea elettiva provinciale di Livorno, sabato scorso 4 marzo, alla Cinquantina di Cecina. Ai lavori, presieduti da Primo Cavallini, sono intervenuti, fra gli altri, Giordano Pascucci, presidente di Cia Toscana, e Alberto Giombetti, presidente nazionale Inac. “Patto, Unità, Reddito “ è stato lo slogan attorno al quale si è sviluppata la relazione introduttiva, che a detta degli intervenuti è stata pregnante di tutti i temi legati alla realtà agricola livornese (ed alla difficile crisi strutturale che sta attraversando l’agricoltura italiana. Ha iniziato il sindaco di Cecina, Pacini, a sottolineare che quando si vuole, l’unità si trova nelle azioni concrete, portando l’esempio dell’approvazione proprio il 3 marzo della Doc Terratico di Bibbona di cui presiede il comitato, e che riguarda i comuni di Bibbona, Cecina, Rosignano, Collesalvetti, e della realizzazione del macello pubblico. Scatena, assessore provinciale all’Agricoltura, ha riconosciuto l’esigenza di ridurre l’eccesso di burocrazia esistente nel settore e la necessità di redistribuire le risorse in Toscana a favore di un’agricoltura di qualità come quella livornese. Il prof. Pazzagli, del Centro studi Storia del Movimento Contadino dell’Università di Pisa, nell’inedita veste di vicepresidente della Cooperativa Terre dell’Etruria di Donoratico, ha annunciato come con le recenti acquisizioni Giulia Massini, dell’Associazione Piccola Industria, ha tessuto le lodi delle qualità di Poleschi che ha saputo condurre la grande intuizione di Impresafutura, il cartello fra tutte le associazioni del lavoro autonomo, presidenza che ha lasciato nei giorni scorsi a Tinagli di Confesercenti. Nardi, presidente della Camera di Commercio, ha assicurato tutto l’interessamento per mantenere Sono seguiti gli interventi dei delegati: Manola Pizzi, di Donne in Campo, Massimo Ciarcia, giovane presidente di Bibbona, Giancarlo Ferri, bibbonese a nome dell’Asport, Roberto Pagni, presidente Ap di Livorno, Patrizia Lotti, giovane floricultrice di Cecina, Enrico Giannellini, viticoltore ,già funzionario della Cia della Valdicornia, Giovanni Chiappini, viticoltore di Castagneto, Renzo Compagnoni, direttore dell’Inac di Livorno (è intervenuto sulla riforma pensionistica, presentando anche un ordine del giorno che è stato accolto), Enzo Giannellini e Pietro Feltrin, dirigenti storici della Valdicornia, Umberto Frosini, anche nella veste di neoeletto presidente dell’Apa, Antonio Troilo, presidente della Cia di Collesalvetti, Alessandro Meini, della Valdicornia, Primo Cavallini, vicepresidente regionale dell’Ap (che ha denunciato i tagli del 50 per cento dei finanziamenti ai comuni), Leo Ferri, di Campiglia.,Paolo Pescia, apicoltore e consigliere comunale a Rosignano, Domenico De Campo, presidente dell’Ap di Collesalvetti, Giordano Pascucci, dal canto suo, ha sostenuto l’esigenza di un progetto e di una conferenza per il rilancio dell’agricoltura italiana. Ha poi annunciato che presto ci sarà un incontro per affrontare con la neo-assessore regionale Cenni i ritardi nei pagamenti della Pac denunciati da Poleschi e dagli intervenuti. Ha concluso i lavori Alberto Giombetti rilevando l’alta qualità dell’Assemblea elettiva, facendo propria la relazione di Poleschi e degli interventi in materia sociale di Cavallini e Compagnoni. Ha richiamato i temi centrali del congresso, dal “ Nuovo patto per l’agricoltura” alla “Costituente per l’agricoltura”, a come organizzare l’offerta. Di qui l’esigenza della Conferenza dell’agricoltura, prima promessa dall’attuale governo e poi rimasta lettera morta. Un appuntamento importante sollecitato più volte dalla Cia che s si deve fare con
Lo scorso 3 marzo, presso il Centro Anziani di via Milano, sul tema “Patto, Unità, Reddito per una nuova costituente del mondo agricolo” si è svolta l’Assemblea organizzativa della Cia zonale di Canicattì (Agrigento). Dopo la relazione introduttiva che il responsabile di zona Pietro Sabatino ha svolto di fronte ad una sala gremita di gente, si è sviluppato un ampio dibattito a cui hanno partecipato oltre ai produttori, i quali hanno sottolineato le difficoltà in cui si trovano ad operare a causa delle ormai frequenti crisi di mercato, anche i dirigenti dell’Esa, della Condotta agraria e di esponenti delle altre organizzazioni professionali e sindacali. I lavori dell’Assemblea dopo le conclusione di Giovanni Greco, presidente provinciale della Cia di Agrigento, si sono conclusi con l’elezioni del direttivo e con la designazione dei delegati alla IV assemblea elettiva provinciale dell’Organizzazione che si terrà 11 marzo ad Agrigento.
Nell’incontro di martedì scorso “Se un'importante azienda offre quella cifra -sostiene “E’ inaccettabile l’idea -ha affermato Alessandro Del Carlo, della presidenza Cia Toscana, nel corso dell’incontro di Siena- secondo la quale si vogliono i benefici delle azioni previste dall’accordo di filiera senza farsi carico degli impegni che tale accordo prevede, primo fra tutti il pagamento di un prezzo concordato del latte”.
“Donne in Campo e…nell’arte”. E’ il tema di una serie di iniziative organizzate dall’Associazione Donne in Campo della Cia di Livorno e dalla Cooperativa Microstoria Rosignano. Un gruppo di artiste eterogeneo, vario che presenta acquerelli, sculture, ceramiche, pitture a olio e bricolage artistico. Un programma denso di eventi ,incontri enogastronomici diversificati secondo la tradizione degli agriturismi coinvolti. L’Associazione Donne in Campo è l’espressione di molte imprenditrici agricole impegnate per la valorizzazione ed il rilancio di una delle più antiche pratiche dell’uomo, la coltivazione della terra per la produzione di alimenti e l’allevamento degli animali. Nel dettaglio il programma della rassegna. Mercoledì 8 marzo ore 21. Cena presso l'agriturismo” Pane e Vino” di Sabina Mannucci a Gabbro. Prima della cena, visita al Laboratorio di tessitura dell’azienda. Sabato 11 alle ore 17. Sarà inaugurata una mostra di artiste presso la sede di Microstoria, a Rosignano Marittimo, con degustazione di prodotti delle aziende agricole di Donne in Campo. Sabato 11 marzo ore 21. Cena presso l'agriturismo” Orzalesi” di Cantini Anna a Rosignano Marittimo. Domenica 12 marzo. Alle ore 16, presso la sede di Microstoria, presentazione del libro "Le tre C della mia cucina" a cura di Lia Galli, illustrato dalla pittrice Manola Pizzi, con un'introduzione storica di Angela Porciani. Sarà presente la presidente nazionale di Donne in campo Paola Ortensi. Sabato 18 marzo. Alle ore 16, presso la sede di Microstoria, “L’apparecchiatura della tavola toscana e la cultura della buona accoglienza” a cura di Enrica Bobbio. Sabato 18 marzo. Alle ore 21 cena all’agriturismo “Villa Caprareccia” di Lia Galli a Bibbona. Domenica 19 marzo. Alle ore 16 “Come curare, conservare e fare composizioni con le piante grasse” a cura di Silvia Taffi del vivaio “Il Germano” di Castelnuovo M.. Venerdì 24 marzo. Alle ore 15 visita guidata con assaggi di “Cinta Senese” all’ Azienda Biorialto di Nibbiaia. Sabato 25 marzo. Alle ore 16 bricolage Artistico per bambini con Ursula Stegmann. Sabato 25 marzo. Alle ore 21 cena all’Agriturismo” Villa Graziani” di Ferri Stefania di Vada con visita al Museo di Arte contadina dell’azienda. Domenica 26 marzo. Alle ore 16 bricolage artistico per adulti con Ursula Stegmann. Tutte le iniziative si svolgono presso i locali di Microstoria Via de Nicola 2 Rosignano Marittimo. Le aziende agricole che partecipano sono: Loredana Bartolomei, Enrica Bobbio , Livia Campanelli, Anna Cantini, Monica Balzarini, Sonia Falchetti, Stefania Ferri, Lia Galli, Sandra Galloni, Alba Gasparet, Sabina Mannucci, Mariella Menici, Rita Salvadori, Silvia Taffi, Rosa Maria Bianco. Le Artiste che partecipano sono: Beatrice D’Avino, Patrizia Garberi, Camilla Riccardi, Manola Pizzi , Liana Guelfi, Ursula Stegmann, Anna Gariboldi, Rita Salvadori. Per informazioni www.microstoria.it oppure 347-5631257 e Donne in Campo Rosignano Marittimo 0586-799411 vicolo del Poggetto 10,e-mail rosignano@cia.it, microstoria1@virgilio.it .
“Patto, Unità, Reddito per la difesa del reddito dell’impresa agricola di Capitanata”. Questo il tema attorno al quale ruoterà E’ un appuntamento molto importante della Confederazione e vedrà la partecipazione di esponenti delle istituzioni, delle forze politiche, sociali ed economiche della provincia di Foggia oltre che del governo Regionale. I tre temi che fanno da cornice all’Assemblea racchiudono, in sintesi, non solo una aspirazione e una scelta di campo, ma rappresentano il compendio di una linea strategica coerente nel tempo. Temi che sono sviluppati nell’articolato documento predisposto in occasione della prossima Assemblea. Il documento analizza la situazione complessiva dell’agricoltura nel nostro Paese, riscontrando una preoccupante crisi strutturale che ha colpito vasti strati di agricoltori i quali hanno visto vanificati il loro lavoro e i loro investimenti. Il documento affronta le questioni di fondo che sono oggetto della proposta di rilancio e di sviluppo dell’agricoltura: i cambiamenti e le ragioni del nuovo patto con la società; l’unità del mondo agricolo; la rappresentanza e La proposta di una Costituente dell’agricoltura è, quindi, proprio indirizzata a dare agli agricoltori più peso propositivo e contrattuale, a sostenere le imprese agricole nella competizione, a migliorare le condizioni sociali e civili nelle aree rurali, a difendere, insomma, gli interessi e i redditi degli agricoltori.
Si terrà l'8 marzo prossimo la quarta Assemblea elettiva della Cia di Milano e Lodi. I lavori -che si svolgeranno dalle L'Assemblea festeggerà anche il 50° anniversario della Costituzione dell'Alleanza Contadini alla presenza dei fondatori storici, a cui saranno consegnate le targhe celebrative. I temi in discussione, prendendo spunto dalle parole d'ordine "Patto, Unità, Reddito", riguardano la realtà specifica dell'area milanese e lodigiana, in cui
Domani martedì 7 marzo, con inizio alle ore 10, all’Hotel Sheraton (Cannizzaro) di Catania si svolgerà I lavori verranno introdotti dal presidente della Cia di Catania Francesco Costanzo e conclusi dal presidente nazionale della Confederazione Giuseppe Politi.
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