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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 49 - n. 28 6 febbraio 2007
COMUNICATI
  • Clima: lo spettro siccità aleggia sull’agricoltura italiana. Senza piogge e nevicate abbondanti sarà un vero dramma. A rischio molti raccolti
  • Tavolo permanente di coordinamento tra organizzazioni agricole e mondo cooperativo per rilanciare sviluppo e competitività
TERRITORIO
  • Cia Toscana: contro il clima anomalo un Piano energetico che guardi all’agricoltura
APPUNTAMENTI
  • Cia Padova: seminario su "Gestione titoli: aspetti giuridici e fiscali"

 

COMUNICATI


Clima: lo spettro siccità aleggia sull’agricoltura italiana. Senza piogge e nevicate abbondanti sarà un vero dramma. A rischio molti raccolti

 

La Cia condivide le preoccupazioni della Protezione Civile. La carenza d’acqua richiede interventi mirati per salvaguardare le produzioni. Nonostante le precipitazioni di queste ultime ore, i bacini montani, i laghi e i fiumi, soprattutto del Nord Italia, sono sempre più a secco. Ortofrutta e cereali i settori più in pericolo.

 

Se nelle prossime settimane non ci saranno piogge e nevicate abbondanti, per l’agricoltura italiana sarà un vero disastro. Molti i raccolti a rischio, in particolare cereali e ortofrutta. Nonostante le precipitazioni di queste ultime ore, che però risultano insufficienti, c’è il fondato pericolo che si ripeta un altro 2003, quando proprio a causa della siccità si registrarono nel settore primario danni per circa 5 miliardi di euro. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alle preoccupazioni espresse dalla Protezione Civile sulla situazione meteorologica del nostro Paese.

L’anomalo clima temperato che ha caratterizzato sia l’autunno che l’inverno tiene in forte apprensione gli agricoltori che -afferma la Cia- vedono le produzioni completamente stravolte nel ciclo naturale, con fioriture precoci e colture che hanno raggiunto dimensioni che normalmente si riscontrano nel periodo primaverile. E su tutto aleggia lo spettro della siccità, soprattutto durante la prossima estate. D’altronde, i bacini montani, i laghi e i fiumi, soprattutto del Nord Italia, sono sempre più a secco.

La Cia, quindi, condivide le affermazioni del capo della Protezione Civile Guido Bertolaso secondo il quale bisognerà monitorare con attenzione la risorsa acqua nei prossimi mesi per intervenire, in caso di necessità, con provvedimenti “ad hoc” che ne permettano un utilizzo più funzionale.

Per la Cia è, di conseguenza, importante il fatto che il  tavolo di esperti del Dipartimento della Protezione civile -come annunciato dallo stesso Bertolaso- sarà allargato anche ad altri interlocutori, tra cui l'associazione delle bonifiche, i rappresentanti degli agricoltori e quelli che gestiscono la risorsa acqua. In questo modo, il settore agricolo potrà dare il suo contributo per interventi mirati a salvaguardare le produzioni e nello stesso tempo per tutelare i redditi dei produttori che da due anni subiscono tagli netti nei loro redditi anche a causa delle intemperie atmosferiche, a cominciare dalla siccità.

Tutta l’agricoltura italiana è, dunque, in stato di allarme. Dal Piemonte alla Sicilia, si assiste ad uno scenario insolito per questo periodo dell’anno, che dovrebbe essere contraddistinto non solo da piogge abbondanti e continue e da copiose nevicate in montagna e anche in pianura. Le precipitazioni nevose sono, infatti, indispensabili per ricreare i bacini montani, rafforzare le falde acquifere e alimentare torrenti e fiumi, fondamentali per l’irrigazione delle campagne.

I cambiamenti climatici -sottolinea la Cia- ormai si manifestano in maniera frequente e non solo in Italia. E questo sta facendo saltare i cicli stessi dell’agricoltura. Un’agricoltura che fa i conti con temperature in aumento, con una modifica radicale delle precipitazioni (che determinano disastri e alluvioni, senza, però, irrigare), riduzione allarmante della risorsa acqua, con lo spostamento sempre più a Nord di produzioni tradizionali, con l’erosione dei terreni, in particolare quelli montani e collinari. Conseguenze che richiedono interventi incisivi e politiche adeguate per fronteggiare una situazione che non è più un’emergenza, ma, purtroppo, una drammatica costante.

 


Tavolo permanente di coordinamento tra organizzazioni agricole e mondo cooperativo per rilanciare sviluppo e competitività

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi, intervenendo all’Assemblea nazionale della Legacoop Agroalimentare, rilancia la proposta di un confronto serrato e costruttivo per dare prospettive nuove alle imprese e garantire la tutela dei redditi degli agricoltori. La cooperazione riveste ancora un ruolo di grande importanza.

 

“Per affrontare e cercare di risolvere i gravi problemi che condizionano pesantemente l’agricoltura italiana, oggi in una preoccupante crisi strutturale, riproponiamo l’’esigenza di costituire un Tavolo permanente di coordinamento tra le organizzazioni agricole e il mondo della cooperazione. In questo modo possiamo operare per rilanciare sviluppo e competitività delle imprese”. E’ quanto  sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi intervenendo ai lavori dell’Assemblea nazionale della Legacoop Agroalimentare.

“Nell’attuale difficile situazione in cui versa il settore primario la cooperazione e l’associazionismo -ha aggiunto Politi- possono svolgere un ruolo di grande rilevanza. Entrambi, anche se con storie e ruoli diversi, se realmente supportanti con misure e politiche realmente incisive possono dare prospettive al settore e garantire la difesa dei redditi degli agricoltori”.

“Da questa convinzione -ha rilevato il presidente della Cia- deriva il nostro impegno a promuovere e valorizzare l’esperienza della cooperazione e dell’associazionismo. Intendiamo continuare a dare il nostro contributo per superare limiti di una cooperazione ancora circoscritta alla dimensione locale e le difficoltà di un associazionismo che, una volta venuti meno la gestione degli strumenti della Politica agricola comune (ad esempio, i ritiri dal mercato e i prezzi minimi che ne avevano favorito l’iniziale successo), stenta a trovare una sua collocazione nel sistema delle relazioni di filiera”.

“In più occasioni e in vari documenti abbiamo sempre evidenziato che le cooperative devono poter crescere, competendo alla pari con le altre imprese. In questa evoluzione -ha rimarcato Politi- vediamo una delle prospettive di successo della nostra agricoltura”.

“Nel nostro progetto di competitività -ha detto ancora il presidente della Cia- poniamo l’esigenza di un rafforzamento della filiera agroalimentare, oggi troppo frammentata e priva di quei raccordi che possano consentire un’azione trainante per l’impresa agricola. In questa ottica proprio la cooperazione è in grado di assolvere ad una funzione di straordinaria importanza”.

“E proprio nell’ambito dell’organizzazione economica delle relazioni di filiera -ha concluso Politi- crediamo che sia quanto mai esenziale rendere efficaci  gli attuali ‘tavoli di filiera’ al fine di predisporre adeguati progetti da finanziare. Vanno promosse e sostenute forme di aggregazione fra imprese agricole, che ne valorizzino ed esaltino le specificità: forme di unione che si preoccupino di assolvere a parti dell’attività economica e non alla sua interezza”.

 

 

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TERRITORIO


Cia Toscana: contro il clima anomalo un Piano energetico che guardi all’agricoltura

 

“Lo sviluppo delle agri-energie per combattere anche in Toscana il problema dello smog e effetto serra. Un adeguato sviluppo dell’energia verde è in grado di contribuire ad aprire prospettive nuove e a frenare inquinamento e surriscaldamento grazie al bassissimo impatto ambientale”.E’ questo il parere della Cia Toscana all’avvio del confronto sul Piano energetico regionale (Per). La posizione della Cia arriva anche in seguito al grido di allarme lanciato a Parigi dal gruppo di esperti delle Nazioni Unite (Ipcc) che ha delineato un quadro estremamente preoccupante sul peggioramento delle condizioni climatiche del Pianeta e le consequenziali riduzioni di risorse idriche che potranno comportare gravi ripercussioni sulle coltivazioni e sulla competitività delle imprese.

“In Toscana -afferma in proposito Giordano Pascucci, presidente regionale della Cia- sono molte le potenzialità per far decollare l’intero settore agroenergetico, ma è necessario che la Regione punti con decisione a politiche di sviluppo per le fonti energetiche rinnovabili di origine agricola e forestale e di supporto alle imprese del settore che si organizzano per coltivare, produrre e vendere energia. Occorre, dunque, che il Piano energetico regionale tenga conto del ruolo primario che il comparto dell’agricoltura può svolgere in questo particolare contesto incentivando la realizzazione di piccoli impianti e promovendo la filiera locale».

Secondo la Cia Toscana, i combustibili derivanti da fonti agricole (biodiesel, bioetanolo, olio vegetale puro e biogas) possono rappresentare una concreta opportunità per le imprese agricole e una risposta significativa agli obiettivi di riduzione delle emissioni in atmosfera. “L’agricoltura e gli agricoltori -aggiunge Pascucci- hanno il diritto di entrare a pieno titolo nel panorama delle energie rinnovabili, perché dai campi, dai boschi, dagli allevamenti è possibile oggi produrre e risparmiare tanta energia. Basti pensare alla produzione del biodiesel, del bioetanolo, alla produzione di energia elettrica o termica con la combustione del legno e così via, tutte fonti attraverso cui è possibile creare sviluppo economico locale, occupazione, miglioramento ambientale e di conseguenza riduzione dell’inquinamento atmosferico oltre a dare uno slancio concreto alla nostra agricoltura che soprattutto per quei in crisi può trovare in questa direzione una svolta importante”.

Il Piano energetico regionale (Per) 2007/2010 si prefigge una riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera dell'ordine di circa 10 milioni di tonnellate all'anno, 3 milioni in più di quanto spetterebbe alla Toscana sulla base della percentuale di Kyoto e del peso del suo sistema socio-produttivo nel sistema nazionale. Il Piano, redatto sulla base della L.R. 45/97, favorisce e promuove l'uso di fonti rinnovabili e la loro integrazione con le attività produttive e urbane del tessuto socio-economico regionale. Con l'attuazione del piano si prevede lo sviluppo e la diffusione delle fonti rinnovabili, la cogenerazione con gas metano, la produzione energetica derivante dall’agricoltura. Il piano regionale prevede, tra l'altro, che l'energia eolica abbia entro il 2010 un incremento di 300 megawatt, corrispondente ad una riduzione di CO2 in atmosfera di 420 mila tonnellate l'anno, e individua in Toscana 92 possibili aree eoliche.

 

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APPUNTAMENTI


Cia Padova: seminario su "Gestione titoli: aspetti giuridici e fiscali"

 

Lunedì prossimo 12  febbraio a Padova, alle ore 11, si svolgerà  seminario di approfondimento alla Cia provinciale  sul tema: "Gestione titoli: aspetti giuridici e fiscali". Ai lavori, indrodotti da Maurizio Antonini, presidente Caa-Cia Veneto, interverrà anche Massimo Bagnoli, responsabile dell’Ufficio fiscale della Cia nazuionale.

 

 

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