| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 214 | 5 novembre 2010 |
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Il presidente della Cia Giuseppe Politi: La “riapertura” della legge di stabilità -annunciata dal ministro Tremonti- è l’occasione per varare misure indispensabili per la stessa sopravvivenza delle aziende. Un’altra opportunità è rappresentata dal prossimo decreto “Milleproroghe”. La nostra mobilitazione non è, comunque, cessata. Invito alle altre organizzazioni a promuovere iniziative di carattere unitario. “Fiscalizzazione degli oneri sociali e reintroduzione del ‘bonus gasolio’ per le serre. Sono questi i provvedimenti indispensabili ed urgenti che l’agricoltura italiana attende. Adesso che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha annunciato di ‘riaprire’ la legge di stabilità (la vecchia finanziaria), attualmente in discussione in Parlamento, inserendo alcuni provvedimenti per lo sviluppo e, anticipando, di fatto, il decreto ‘Milleproroghe’, atteso per metà novembre, si pone l’opportunità di varare misure fondamentali per la stessa sopravvivenza di migliaia di imprese agricole, oberate da proibitivi costi produttivi, contributivi e burocratici e da prezzi sui campi in discesa”. E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale si presenta un’occasione importante per il governo “per passare dalle promesse, tante nei confronti del settore primario, ma puntualmente mai mantenute”. “Siamo, comunque, pronti a tornare in piazza. La nostra mobilitazione non è mai cessata. Vogliamo subito risposte concrete. Dal governo -ha aggiunto Politi- continuiamo a registrare un silenzio assordante. Il settore primario che negli ultimi tempi è caduto, purtroppo, nel dimenticatoio. E intanto le imprese vivono una drammatica crisi. Senza interventi incisivi si rischia il tracollo”. “E’ vero che la Commissione Bilancio della Camera, durante l’esame della legge di stabilità, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti, approvati in Commissione Agricoltura, relativi proprio alle agevolazioni contributive per le zone di montagna e svantaggiate, ma è altrettanto vero, come riconosciuto dallo stesso ministro Tremonti, che il provvedimento non è più ‘blindato’ e, quindi, ‘aperto’ a misure che -ha rimarcato il presidente della Cia- possono dare una boccata d’ossigeno ai tanti imprenditori agricoli che sono costretti ad operare tra innumerevoli difficoltà e ostacoli”. “La riapertura della legge di stabilità e il decreto ‘Milleproroghe’ rappresentano passaggi nevralgici per predisporre strumenti adeguati nei confronti delle imprese agricole. Per questo -ha affermato Politi- svilupperemo tutte le azioni necessarie perché si venga realmente incontro ai bisogni degli agricoltori. Non escludiamo manifestazioni e invitiamo, pertanto, anche le altre organizzazioni ad iniziative di carattere unitario che gli stessi imprenditori ci sollecitano”. “La fiscalizzazione e l’accisa zero per il gasolio sono misure fondamentali per evitare un collasso a tante imprese che, altrimenti, corrono il pericolo di chiudere i battenti, D’altra parte, le avvisaglie le abbiamo avute già lo scorso anno quando più di 50 mila aziende agricole sono state costrette a chiudere. Ovviamente, questo non è sufficiente per superare la drammatica crisi. C’è bisogno, anche in vista della Pac post 2013, di un nuovo progetto per l’agricoltura che deve nascere dalla Conferenza nazionale, oggi dimenticata, ma che deve essere al più presto ripresa e sviluppata per poterla svolgere in tempi ragionevolmente brevi”.
La Cia giudica insufficienti i 20 milioni stanziati per i primi interventi nelle cinque regioni colpite pesantemente dalla violenza delle intemperie. Sollecitate misure valide per dare risposte alle imprese agricole che, soprattutto in Veneto, sono in una situazione drammatica. Bene lo stato di emergenza per cinque regioni (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana e Calabria) gravemente colpite dal maltempo dei giorni scorsi. I fondi stanziati per i primi interventi (20 milioni di euro), sono, però, inadeguati per fronteggiare i pesanti danni, soprattutto in Veneto. Sono indispensabili risorse certe anche per il mondo agricolo che ha subito conseguenze disastrose: le prime stime parlano di 200-250 milioni di euro. E’ quanto sottolineato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale ribadisce l’esigenza di un’immediata azione concreta che permetta di dare risposte esaurienti alle popolazioni, al sistema imprenditoriale, al territorio che oggi si trovano in una situazione drammatica. Si è calcolato che per il solo Veneto i danni superano il miliardo di euro. E’, quindi, indispensabile -avverte la Cia- che già dai primi interventi si predispongano validi finanziamenti. Un discorso che vale anche per l’agricoltura che è costretta a registrare una vera e propria devastazione nelle cinque regioni colpite, ma soprattutto in quella veneta che è totalmente in ginocchio. L'agricoltura del Veneto -ribadisce la Cia- ha, infatti, subito effetti tragici dal maltempo, specialmente nelle provincie di Vicenza, Padova e Verona. Tantissime sono state le imprese agricole che hanno subito danni ingenti alle strutture (cantine, stalle e serre) che sono finite sott’acqua. Scenario tragico anche per gli allevamenti e le coltivazioni (cereali, vitigni, oliveti, tabacco, piante e fiori, ortaggi e radicchio) che sono andate completamente distrutte. Ma anche nelle altre regioni lo scenario non è certo confortante. In tutte si sono avute conseguenze rilevanti per le campagne. Da qui -conclude la Cia- l'esigenza di un intervento finanziario che sia realmente corrispondente all’entità dei danni subiti, che sono -ripetiamo- molto gravi.
La Cia interprovinciale di Napoli e Caserta negli anni ha chiesto più volte un intervento a tutti i politici regionali per le questioni riguardanti la serricoltura, in particolar modo la floricoltura della provincia di Napoli. Dopo tante riunioni con l’on. Antonio Marciano, la Cia chiedeva un forte interessamento per le problematiche di un settore strategico dell’agricoltura napoletana, quello della serricoltura e del florovivaismo, settore peraltro molto vitale anche se attanagliato da una forte crisi. Infatti, dopo le richieste della Cia, l’ottava Commissione Agricoltura ha approvato la proposta di legge sulla regolarizzazione degli impianti serricoli, riprendendo vecchie leggi risalenti al 1998 ed al 2001. Tale legge dà la possibilità di sanare manufatti serricoli per orticoltura, per il settore tabacchicolo ed anche per altri settori ove è necessario essere dotati di un impianto serricolo. Naturalmente, il riscontro positivo più importante lo si avrà per quelle aziende che, una volta regolarizzati gli impianti e dopo essersi munite di valido strumento urbanistico, potranno avere accesso ai finanziamenti comunitari per ammodernare e rendere più competitive le proprie strutture. Grazie alle proposte della Cia interprovinciale Napoli-Caserta ci sarà nuova linfa per rendere questo comparto ancora appetibile soprattutto ai giovani imprenditori. Il presidente della Cia interprovinciale Napoli-Caserta Salvatore Ciardiello ha ringraziato tutti coloro che nella propria carriera politica hanno dato e continuano a dare un sostegno alle problematiche agricole, settore strategico e punto di riferimento dell’economia regionale. Un particolare ringraziamento è stato rivolto all’on. Marciano, il presidente dell’ottava Commissione Pasquale De Lucia e a tutti gli onorevoli che hanno votato tale provvedimento.
Tagli ai fondi sociali, liste d’attesa da abbattere, assistenza domiciliare integrata da implementare, migliore funzionamento dei distretti socio-sanitari. Sono stati questi gli “argomenti caldi” discussi questa mattina dalla Giunta regionale dell’Anp Puglia (l’Associazione pensionati della Cia), alla presenza del presidente regionale della stessa associazione Mauro Zaccheo e del presidente della Cia Puglia Antonio Barile. Nel corso della riunione è stata deliberata la mobilitazione dei pensionati aderenti all’Anp e degli agricoltori aderenti alla Cia che si terrà nelle prossime settimane su tutto il territorio regionale pugliese per chiedere alla Regione Puglia ed al governatore Nichi Vendola e all’assessore regionale alla sanità Tommaso Fiore impegni precisi per la riduzione delle liste d’attesa, per la attivazione della assistenza domiciliare integrata e per un migliore funzionamento dei distretti socio-sanitari. La giunta regionale dell’Anp ha anche approvato un documento che sarà distribuito nelle iniziative pubbliche per denunciare la dilapidazione da parte del Governo nazionale dei fondi sociali da 2520 milioni di euro nel “Tagliare i servizi socio-sanitari alle persone è da incivili -sottolinea il presidente regionale dell’Anp Mauro Zaccheo-. Noi diciamo “no” a questi tagli selvaggi e daremo seguito alla mobilitazione dei pensionati e dei cittadini contro la macelleria sociale dei governanti nazionali, la riduzione dei servizi per scelte ragionieristiche e lo spreco e l’affarismo di stato dilagante. Tutto per contribuire ad ottenere sul territorio servizi di qualità adeguati ai bisogni delle persone”. “
L’agricoltura italiana e toscana è in sofferenza da ormai due anni, ma il governo sembra far finta di niente. Non ci stanno Cia e Confagricoltura della Toscana -come sottolineato quest’oggi in una conferenza stampa a Firenze- anche perché il settore è stritolato da una crisi senza precedenti e fra soli due anni prenderà il via un nuovo capitolo della Politica agricola comune (Pac), che dal 2013 imporrà un cambio di rotta e nuove regole all’agricoltura. Il primo passo verso la riforma sarà il prossimo 17 novembre quando il Commissario Ue Dacian Ciolos presenterà le linee guida; ma a pochi giorni dall’importante appuntamento il governo italiano non ha ancora presentato una propria proposta. Molto attiva invece la Conferenza delle Regioni che ha messo a punto una proposta concreta e positiva per il mondo agricolo, recependo anche spunti ed indicazioni fornite da Cia e Confagricoltura della Toscana. Attualmente degli aiuti diretti della Pac ne beneficiano annualmente 47 mila imprese agricole toscane per un volume complessivo di 160milioni di euro, e proprio nei giorni scorsi Artea ha avviato il pagamento di 60 milioni (come anticipazione della cifra complessiva) per 26 mila aziende. E dal primo dicembre partiranno anche i pagamenti alle restanti aziende agricole. L’agricoltura toscana negli ultimi tre anni ha perso il 3% del valore aggiunto, ed il governo ha tolto all’agricoltura, solo nell’ultimo anno, oltre 1 milione di euro di risorse. Inoltre nei prossimi due anni “grazie” ai tagli della Finanziaria giungeranno nei campi toscani 29 milioni di euro in meno. Risorse in meno che per gran parte andranno a penalizzare ulteriormente le aree svantaggiate della Toscana, le zone montane e quelle che già oggi hanno più bisogno di investimenti e di servizi, per mantenere occupazione ed evitare l’abbandono delle campagne. “Si propone di attuare una riforma della politica agricola comune -afferma Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana- che faccia perno sugli attuali strumenti (pagamenti diretti, misure di mercato e assi dello sviluppo rurale), ma secondo una nuova articolazione punti ad una semplificazione degli strumenti e delle procedure; alla finalizzazione degli interventi a favore degli agricoltori professionali. E poi, per l’agricoltura toscana -prosegue- c’è bisogno di un’agricoltura che valorizzi il ruolo del settore agricolo per la crescita economica e l’occupazione; oltre alla qualificazione dell’attività agricola per fronteggiare adeguatamente le sfide globali”. “In ogni caso -sottolinea il presidente di Confagricoltura Toscana, Giuseppe Bicocchi- prima di stabilire le prospettive finanziarie per il 2014-2020, andrebbero definiti i principi, i criteri direttivi ed i fabbisogni della riforma della politica agricola per i prossimi anni”. Fra le ipotesi di intervento che le due organizzazioni di categoria suggeriscono “vanno evidenziati -aggiunge Bicocchi- i pagamenti diretti, con un pagamento di base ad ettaro per compensare il carattere particolare dell’attività agricola; ed un pagamento aggiuntivo ad ettaro in base a parametri oggettivi fissati forfettariamente a livello di Stato membro”. Devono poi continuare ad essere previsti gli interventi di mercato, rafforzandoli notevolmente rispetto alla situazione attuale, al fine di garantire minor volatilità di prezzi e maggior equilibrio fra domanda ed offerta. Una strada percorribile attraverso l’introduzione nella Pac “post 2013” -sottolineano Cia e Confagricoltura- con una effettiva “rete di sicurezza”, che permetta di affrontare in maniera tempestiva ed efficace le crisi di mercato. Inoltre per lo sviluppo rurale, la spesa dovrà mantenere la programmazione territoriale, il principio del cofinanziamento delle risorse da parte degli Stati membri e dei beneficiari; concentrandosi solo su misure a vantaggio delle imprese puntando sull’aumento della competitività, per sostenere gli investimenti aziendali con particolare priorità a quelli indirizzati alla introduzione di innovazione tecnologica ed organizzativa nelle imprese; al ricambio generazionale e al recupero di competitività sui mercati con iniziative di integrazione di filiera e di promozione all’export. Cia e Confagricoltura, infine, hanno presentato alle istituzioni nazionali e regionali un documento per il rilancio della politica agraria nazionale, in cui si ribadisce, tra l’altro, l’esigenza di un intervento per affrontare l’emergenza dei costi di produzione “quelli previdenziali e per il gasolio, per cui si attende una risposta da troppo tempo”, chiedendo, inoltre, “la convocazione della Conferenza nazionale, con regole e politiche per i mercati, sostegni per rilanciare la competitività delle imprese, efficaci interventi di semplificazione e di taglio della burocrazia”.
La Cia, la Confagricoltura, la Legacoop, la Confcooperative-Fedagri, la Copagri e l’Agci del Lazio hanno dato vita ad un coordinamento definito “Alleanza per l’agricoltura” per affrontare assieme i principali problemi dell’agroalimentare del Lazio e offrire alle istituzioni un unico interlocutore e un progetto condiviso. A conclusione di un comune approfondimento è stata convocata per giovedì prossimo 11 novembre l’Assemblea regionale dei gruppi dirigenti, con l’obiettivo di aprire un confronto sui temi della crisi e sulle necessarie politiche di sviluppo. Questa importante iniziativa unitaria è finalizzata a proporre alle istituzioni soluzioni adeguate ad affrontare le gravi emergenze nelle varie filiere e i nodi strutturali del settore in un contesto di crisi generale, in cui, le imprese agricole e agroalimentari, stanno già pagando e rischiano di pagare, in futuro, il prezzo più alto. La crisi del settore e i provvedimenti necessari per uscirne vanno al di là delle competenze dell’assessorato all’Agricoltura. Riguardano, invece, l’insieme delle politiche di governo della Regione Lazio. L’Assemblea unitaria, che si terrà Roma, alle ore 11.00, presso l’Hotel Aran Mantegna (via Andrea Mantegna 130), oltre ai presidenti regionali di Cia Alessandro Salvadori, di Confagricoltura Paolo Perinelli, di Legacoop Giuseppe Codispòti, di Confcooperative-Fedagri Giuseppe Sparvoli, di Copagri Mario Serpillo e di Agci Umberto Bassetti, vedrà la partecipazione della presidente della Regione Lazio Renata Polverini, di assessori e di numerose autorità regionali e locali.
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