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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 46 - n. 175 5 ottobre 2004
COMUNICATI
  • Accordo kiwi: un passo avanti verso una maggiore qualità del prodotto
  • Ogm: il decreto sulla coesistenza è un passo deciso per tutelare le coltivazioni agricole italiane
  • Un nuovo Patto sociale per rilanciare sviluppo e competitività. Promuovere una Conferenza nazionale sull'agricoltura.
TERRITORIO
  • Agrigento: sempre più difficile la situazione dell’agricoltura
  • Manifestazioni di serricoltori a Vittoria, Gela e Scicli: inizia l’autunno caldo dell’agricoltura siciliana
  • Umbria: produzioni locali perno del nuovo mercato. Impegno della Cia per informare gli agricoltori sulle novità della Pac
APPUNTAMENTI
  • Cia Salerno: primo meeting per l’agricoltura

 

COMUNICATI


Accordo kiwi: un passo avanti verso una maggiore qualità del prodotto


L’Organismo interprofessionale dell’ortofrutta ha fatto un passo importante ratificando l’accordo sul kiwi italiano proposto dal  relativo Comitato di prodotto, al cui tavolo aderisce  tutta la filiera .  Lo sostiene la  Cia-Confederazione italiana agricoltori.   Oggetto dell’accordo è appunto il miglioramento della qualità del prodotto attraverso regole precise che definiscono date di raccolta e commercializzazione, nonché calibro minimo e parametri di qualità. 

Ora -sottolinea la Cia- è auspicabile che tale accordo venga osservato da tutti gli operatori interessati nel corso della presente campagna, che -come già è noto- presenterà non poche difficoltà di allocazione del prodotto date le previsioni  di produzione record anche in questo comparto.

Altro pilastro dell’accordo interprofessionale sarà, inoltre, l’attuazione di un efficace e capillare sistema di controlli da parte delle autorità competenti.  A tale proposito la Cia ricorda che ingenti quantità di prodotti ortofrutticoli sono state importate anche quest’anno  dai paesi terzi senza che vi siano stati adeguati controlli sul livello di fitofarmaci presenti  in queste partite nei porti di arrivo italiani. 

Questa -conclude la Cia-  è una grave carenza  da parte delle autorità pubbliche, che, provocando,  purtroppo, una concorrenza sleale  da parte dei produttori esteri nei confronti dei  nostri produttori ortofrutticoli, rende ancor più drammatica la situazione di grande difficoltà  in cui si trova quest’anno l’intero comparto ortofrutticolo.


Ogm: il decreto sulla coesistenza è un passo deciso per tutelare le coltivazioni agricole italiane

La Cia accoglie con favore l’annuncio del ministro Alemanno. Il presidente Politi: sollecitiamo la convocazione al più presto del Tavolo con le organizzazioni agricole e sementiere.

 

La Cia-Confederazione italiana agricoltori accoglie con favore l’annuncio del ministro delle Politiche agricole Alemanno della prossima presentazione del decreto applicativo sulla coesistenza tra colture Ogm e colture convenzionali.

“E’ un passo decisivo -afferma il presidente della Cia  Giuseppe Politi-  per  tutelare  le coltivazioni agricole italiane da pericoli immediati di inquinamento,  che potrebbero derivare dalla recente iscrizione  nel catalogo comunitario di ben 17 varietà geneticamente modificate”.

“Ho chiesto anche al ministro -prosegue  Politi- di chiedere urgentemente alla Commissione europea una sospensione temporanea della commercializzazione di tali varietà  proprio per dare il tempo sufficiente agli stati membri di definire ed avviare  tutti i vincoli normativi necessari.   Anche in Italia -afferma ancora il presidente della Cia-   il decreto sarà finalmente operativo solo dopo che tutte le regioni avranno  contribuito a sostanziare  le linee procedurali del decreto,  in base alle loro specificità ed esigenze”.

“Rinnovo inoltre  -conclude Politi- l’invito al ministro di convocare  al più presto un Tavolo nazionale con le organizzazioni agricole e sementiere per  concordare modalità e tempi applicativi della  gestione complessiva di tale complessa materia”.


Un nuovo Patto sociale per rilanciare sviluppo e competitività. Promuovere una Conferenza nazionale sull'agricoltura.

Il presidente Giuseppe Politi alla Direzione nazionale della Cia sottolinea che il Patto per l’Italia è ormai superato. Per il settore agricolo occorre un nuovo progetto per delineare un quadro di certezze per le imprese che oggi operano con grande difficoltà.

 

“Ormai riteniamo superato il Patto per l’Italia e concordiamo sulla necessità di un nuovo Patto sociale. Ad imporlo sono la gravità della situazione economica in cui versa il Paese e l’esigenza sempre più impellente di dare risposte concrete ai nuovi bisogni delle imprese, dando vita ad un progetto forte per rilanciare lo sviluppo e la competitività”.  Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi nella sua relazione alla Direzione nazionale dell’Organizzazione professionale agricola svoltasi oggi a Roma durante la quale è stato compiuto un dettagliato esame dello scenario socio-economico, dell’agricoltura, della legge finanziaria e delle prospettive future, che appaiono ancora molto incerte.

“Penso -ha rilevato Politi- che le scelte del governo, il non mantenimento degli impegni assunti e la persistente dimenticanza dei problemi da risolvere per permettere un reale sviluppo dell’agricoltura ci pone nelle condizioni obbligate di dichiarare superato il Patto sottoscritto nel luglio del 2002 e di lavorare per accordi finalizzati alla realizzazione di un nuovo progetto e di un nuovo Patto”.

Nell’analizzare i vari problemi sul tappeto, il presidente nazionale della Cia ha sostenuto che “la legge finanziaria solleva grandi preoccupazioni poiché non affronta i nodi complessi dell’economia, pecca di facile ottimismo, delinea una manovra di emergenza che blocca la spesa e introduce un aumento dell’impostazione fiscale delegato agli enti locali e alle Regioni, rinuncia a compiere scelte per promuovere lo sviluppo. Un’impostazione che contraddice gli stessi impegni del Documento di programmazione economica e finanziaria nel quale le politiche di risanamento e di sviluppo erano considerate strettamente collegate”.

Nella sua relazione, Politi ha delineato un quadro del settore agricolo carico di preoccupazioni che alimenta le difficoltà e il malessere dei produttori costretti ad operare in una costante emergenza. “Una situazione -ha affermato- che pone l’esigenza di un progetto per la competitività dell’agricoltura. Un progetto che vuol dire porre al centro dello sviluppo del settore i produttori agricoli e loro imprese, sostenere la tesi di un governo dell’economia, poiché i processi non siano lasciati al libero agire delle forze del mercato”.

Nel sostenere che in un mercato sempre più aperto e concorrenziale, la qualità è arma vincente del nostro mondo agricolo, il presidente della Cia ha rilanciato con grande determinazione la richiesta della Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale. “Una conferenza -ha sottolineato- organizzata dalla Conferenza Stato-Regioni, che definisca la nuova missione dell’agricoltura italiana e ne colga la giusta dimensione istituzionale e di governo”.

 

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TERRITORIO


Agrigento: sempre più difficile la situazione dell’agricoltura

 

Le organizzazioni professionali agricole (Cia, Coldiretti e Confagricoltura) di Agrigento hanno chiesto al prefetto la convocazione di un incontro urgente per attivare un tavolo permanente di crisi con tutti gli organi preposti al fine di affrontare il difficile momento attraversato dall’agricoltura della provincia.

Cia, Coldiretti e Confagricoltura sono preoccupate per il protrarsi della crisi del mercato che sta mettendo in ginocchio migliaia di imprese agricole, in particolare vitivinicole ed ortofrutticole.

L organizzazioni mettono inoltre in rialto il continuo aumento dei costi di produzione, gli effetti del caro prezzi sui beni di consumo, la carenza di adeguati strumenti di controllo dei mercati e della formazione dei prezzi.

Le tre confederazione, infine, evidenziano i ritardi burocratici amministrativi con cui le aziende continuano ad attendere l’erogazione degli indennizzi dovuti per le calamità naturali degli anni scorsi, la non applicazione da parte degli enti competenti di norme e provvedimenti a salvaguardia delle imprese agricole colpite da eventi calamitosi in materia di credito e di bonifica.


Manifestazioni di serricoltori a Vittoria, Gela e Scicli: inizia l’autunno caldo dell’agricoltura siciliana

 

I serricoltori e gli agricoltori della fascia trasformata della Sicilia, quella che va da Gela a Pachino, scendono in piazza. Manifestano per i bassissimi livelli dei prezzi alla produzione e dei consumi di frutta e verdura che comunque nei mercati al dettaglio, compresa la grande distribuzione organizzata, continuano a mantenere livelli esagerati e non giustificati. Dopo Vittoria e Scicli, dove ieri sono state organizzate manifestazioni di piazza e presidi del mercato, oggi ancora a Vittoria e a Gela, dove si sono dati appuntamento i serricoltori e gli agricoltori della provincia di Caltanissetta.

“La pesante crisi commerciale -dichiara Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia e componente della Presidenza nazionale- interessa tutti i principali comparti dell’agricoltura siciliana e determina una forte penalizzazione dei produttori e dei consumatori a causa della riduzione insostenibile dei prezzi alla produzione e del costante aumento dei prezzi al consumo”.

 “Questa crisi -continua Gurrieri- può essere affrontata solo se i governi regionale e nazionale saranno in grado di dare risposte nuove e adeguate alla gravità delle difficoltà in cui versa l’agricoltura isolana, ma soprattutto se entrambi saranno capaci di promuovere la ripresa dei consumi e l’aumento del potere d’acquisto delle famiglie italiane e di mettere in campo interventi capaci di incoraggiare e favorire la massiccia aggregazione dell’offerta, indispensabile per fare acquisire un equilibrato potere contrattuale ai produttori agricoli rispetto agli altri soggetti della filiera agroalimentare e della grande distribuzione organizzata”.

Tutte le difficoltà legate ai grandi mutamenti che stanno interessando l’agricoltura nazionale, e in modo particolare quella del bacino del Mediterraneo, stanno quindi emergendo in modo travolgente.

“Negli ultimi anni -denuncia il presidente della Cia Sicilia- occhi e orecchi sono stati mantenuti costantemente chiusi davanti agli allarmi che venivano dal mondo agricolo preoccupato per le grandi trasformazioni, soprattutto per l’agricoltura del Mezzogiorno, che le politiche comunitarie stavano per determinare a seguito delle iniziative di allargamento dell’Ue, dell’apertura dell’area di libero scambio nel bacino del Mediterraneo, dell’accordo sul commercio mondiale Wto. La colposa superficialità con la quale sono state affrontate le grandi problematiche riguardanti la globalizzazione dei mercati e i profondi mutamenti che hanno interessato il settore agricolo, (anche se per molti versi inarrestabili e purtroppo irreversibili), hanno portato migliaia di migliaia di agricoltori davanti a un baratro. Occorre recuperare il tempo perduto ed avviare, da subito, una molteplicità di iniziative per ridare slancio e opportunità alle nostre aziende attraverso la riduzione dei costi di produzione da quelli energetici a quelli contributivi e previdenziali, dai prelievi fiscali al risanamento delle passività, e di misure atte a incrementare la competitività del sistema agroalimentare che garantiscano il giusto riconoscimento del valore dei prodotti agricoli”.

“L’attiva adesione e la partecipazione delle tante Amministrazioni Locali e delle altre rappresentanze delle forze produttive e sociali alla mobilitazione del mondo agricolo siciliano, è un fatto decisamente positivo, aggiunge il presidente della Cia siciliana. “Tutto ciò -conclude Gurrieri-  - va nella direzione di quanto auspicato dalla Confederazione Italiana Agricoltori tendente a costruire larghe alleanze con il mondo produttivo, con le pubbliche amministrazioni e con i cittadini che diventano utili per ricollocare le grandi questioni che interessano il futuro dell’agricoltura siciliana, al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e dell’attività dei governi, rendendo così tutti consapevoli che l’agricoltura non solo è fonte di ricchezza e di sviluppo della regione, ma anche elemento di caratterizzazione della sua storia, cultura e tradizione e soprattutto della sua modernità”.

La Cia siciliana ritiene, pertanto, indispensabile continuare nella mobilitazione del mondo agricolo per consolidare questi positivi rapporti e contribuire, in tal modo, ad affermare il valore e il ruolo strategico dell’agricoltura per lo sviluppo della regione e dell’intero Paese.


Umbria: produzioni locali perno del nuovo mercato. Impegno della Cia per informare gli agricoltori sulle novità della Pac

 

Informazioni a tutti gli associati per accedere ai contributi europei secondo le disposizioni della nuova Riforma della politica agricola comune (Pac) e presentazione delle nuove azioni nell’ambito  “Piano di sviluppo rurale dell’ Umbria”, di prossima pubblicazione, sono stati i due temi principali del direttivo della Cia dell’Alto Cascio tenutosi il 4 ottobre nella sede dell’associazione a Gubbio.

Tutta la Cia dell’Area è, infatti, impegnata nel controllo delle documentazioni necessarie per accedere ai nuovi contributi con un’informazione precisa e puntuale agli agricoltori su quelle che sono le novità introdotte dalla riforma della Pac, che entrerà in vigore il primo gennaio 2005, e le prospettive economiche che da essa scaturiscono, nell’ottica di un incremento del reddito per le proprie aziende.

Progetti integrati di filiera, da realizzarsi attraverso la costituzione di associazioni di prodotto; valorizzazione sul territorio delle produzioni di qualità esistenti quali, ad esempio, le produzioni zootecniche, cerealicole, biologiche o convenzionali e i prodotti da esse trasformati, questi gli strumenti che, secondo i rappresentanti della Cia, devono essere messi in atto con il “Piano di sviluppo rurale”, per dare forma e sostanza allo slogan “la qualità legata al territorio per il mercato” e  alla dichiarazione «che la qualità delle produzioni della zona siano perno centrale di una nuova economia di mercato» ribadita nel convegno della Cia di Gubbio del 29 maggio.

All’incontro erano presenti: Giuseppe Natale, vicepresidente Cia Regionale, Alfio Casagrande, membro della presidenza, Massimo Spigarelli, presidente Cia Gubbio, e Stefano Facchini, segretario Cia Gubbio.

 

 

 

 

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APPUNTAMENTI


Cia Salerno: primo meeting per l’agricoltura

 

La Cia di Salerno organizza per i giorni 7-8-9-10 ottobre prossimi il primo meeting per l’agricoltura salernitana, presso il centro di formazione Gallotta, sito in via G. Clark 103, Salerno.

La crescente domanda di qualità, di tipicità e tradizione, di biologico, di multifunzionalità che viene rivolta all’agricoltura manifesta un disagio dell’uomo della società moderna che chiede di essere sanato.

La comunità rurale, opportunamente recuperata, può svolgere una grande funzione in questa direzione non, però, rendendo inconciliabili la qualità con il calcolo economico razionale quantitativo, la tipicità e la tradizione con  l’innovazione e la sperimentazione, il biologico con la moderna scienza biologica, la multifunzionalità con la diversificazione e la specializzazione.

La comunità rurale non contrappone il locale e l’essere cittadino del mondo moderno, tuttavia coglie di quest’ultimo la perdita di radici, la solitudine della folla, l’isolamento dell’individuo e si propone di dare il suo contributo al recupero del disagio entro un modello che è sempre stato di coesione ed inclusione.

L’agricoltura, dunque come fattore essenziale di sviluppo, di riequilibrio e progresso per alleviare la fame nel mondo e per contribuire alla distensione e alla pace dei popoli. 

L’iniziativa, dunque, porterà nella città di Salerno una proposta di rurale allo stesso tempo antica e moderna, essa si articolerà su temi come: i distretti rurali, i distretti agroalimentari di qualità, crisi del welfare, sussidarietà e funzione di recupero del rurale, la rappresentanza sociale della comunità rurale.

Questi temi non solo avranno trattazione convegnistica, ma si articoleranno in manifestazioni plastico-visive.

L’agricoltura salernitana, punto di eccellenza dell’economia regionale, è pertanto chiamata ad assolvere un ruolo più alto per una diversa qualità della vita, per una società più armoniosa ed equilibrata, dove il concetto di “qualità totale” sia il pilastro portante per uno sviluppo sostenibile.

 

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