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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 51 - n. 158 5 agosto 2009
COMUNICATI
  • Latte: il prezzo alla stalla rimane il vero problema. Ma il decreto sull’etichettatura è un valido strumento
TERRITORIO
  • Cia Calabria: crisi, agevolare accesso al credito per aziende agricole
  • Cia Sicilia: preoccupazione tra i viticoltori, grande assemblea a Petrosino per crisi comparto alla presenza dell’assessore Cimino
  • Cia Toscana: bene la proposta di legge per la riforma dell’agriturismo
  • La Cia Sicilia ricorda Girolamo Scaturro

 

COMUNICATI


Latte: il prezzo alla stalla rimane il vero problema. Ma il decreto sull’etichettatura è un valido strumento

 

Per la Cia rimangono irrisolte le gravi questioni del settore lattiero-caseario, ma il commento sul decreto illustrato oggi dal ministro Zaia sull’etichettatura è positivo.

 

Il decreto per l’etichettatura d’origine per il latte a lunga conservazione e tutti i derivati del latte va nella direzione giusta, ma non risolve di certo i complessi problemi che sono costrette ad affrontare le imprese. E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito al decreto ministeriale illustrato oggi dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia nel corso di una conferenza stampa.

E’, comunque, apprezzabile e importante che su tale decreto -afferma la Cia- sia stato aperto un confronto serio con tutte le parti interessate.

Per la Cia, però, il problema del prezzo del latte alla stalla resta la priorità. Gli allevatori sono alle prese con una situazione realmente grave.

Questo decreto può diventare il primo passo per permettere l’etichettatura d’origine anche ai prodotti lattiero-caseari che importiamo. In questo senso la Cia auspica l’apertura di un confronto a livello europeo, come già successo per l’etichettatura dell’olio d’oliva.

 

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TERRITORIO


Cia Calabria: crisi, agevolare accesso al credito per aziende agricole

 

La Confederazione italiana agricoltori della Calabria, da mesi, manifesta l’assoluta urgenza di affrontare il problema dell’accesso al credito per il settore agricolo.  Alle forze politiche, al consiglio regionale, al governo regionale e al presidente Loiero, è stata rappresentata la situazione di grave crisi che investe l’agricoltura che accentua sempre più una situazione che vede i prezzi all’origine in costante calo, senza alcun vantaggio per i consumatori, perchè i prezzi al dettaglio continuano a crescere, mentre l’aumento vertiginoso dei costi di produzione  annulla i redditi delle imprese agricole.

Purtroppo -evidenzia la Cia della Calabria- a fronte della solidarietà e condivisione espressa verbalmente da tutti, ad oggi, non è venuta alcuna risposta. Se l’attuale situazione dovesse permanere, le aziende agricole si vedranno preclusa la possibilità di realizzare i progetti presentati con il Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013. In sede di Comitato Regionale del credito, istituito presso la prefettura di Catanzaro, insieme alle altre organizzazioni agricole, la Cia ha richiesto di destinare una quota dei fondi FAS per la costituzione di un fondo di garanzia per l’agricoltura. In quella sede, i direttori generali dei dipartimenti agricoltura e attività produttive si erano impegnati ad esaminare nel merito la richiesta. Malgrado ciò, però, nel documento  in discussione al Consiglio Regionale di domani (6 agosto), non è contenuta alcuna misura per le imprese agricole ed agroalimentari. Se non è possibile , come sostiene la regione, destinare risorse del Fas per finanziare un fondo di garanzia per l’agricoltura, allora la Giunta regionale reperisca da altre fonti le risorse necessarie (almeno 5 milioni di euro), per riattivare il fondo di garanzia Ismea- Regione), istituito qualche anno fa e ora non attivo per mancanza di risorse.

Registriamo -continua l’organizzazione calabrese- l’assenza assoluta di risorse anche per le azioni che potevano e dovevano essere attivate con i fondi Fas. Mi riferisco, in particolare, all’avvio dei progetti esecutivi e cantierabili delle opere di irrigazione inserite nel “programma pluriennale delle opere di bonifica, di irrigazione e tutela del territorio”, previsti dalla legge regionale 11/2003, art. 5. Auspichiamo -conclude la Cia Calabria- che il consiglio regionale nella seduta di domani, destini l’attenzione necessaria anche all’agricoltura in quanto settore, da tutti verbalmente considerato,  strategico per l’economia della regione.


Cia Sicilia: preoccupazione tra i viticoltori, grande assemblea a Petrosino per crisi comparto alla presenza dell’assessore Cimino

 

Un migliaio i viticoltori che ieri pomeriggio si sono dati appuntamento a Petrosino per partecipare all’assemblea organizzata dalla Cia. Alla presenza dell’assessore Michele Cimino sono stati discussi i problemi che agitano il comparto alla vigilia della vendemmia.

“La situazione del comparto è già pesante da qualche anno -ha affermato Giuseppe Aleo presidente della Cia di Trapani, aprendo i lavori dell’assemblea- ed è preoccupante il tentativo di speculazione sui prezzi delle uve da mosto”. “La paventata riduzione dei prezzi -ha aggiunto Aleo- appare ingiustificata e soprattutto inaccettabile perché non esiste oggi alcun riferimento di mercato che supporti tale eventualità”.

L’affollata, partecipata e vivace assemblea ha lanciato all’assessore la richiesta di urgenti e adeguate misure per fronteggiare lo stato di emergenza e contrastare i tentativi, sempre più evidenti, di speculazioni che rischiano di determinare la chiusura di migliaia e migliaia di aziende vitivinicole dell’Isola. L’Assessore, su pressante sollecitazione della Cia, si è impegnato a convocare le organizzazioni professionali e le cantine sociali per insediare un tavolo di confronto che, oltre a monitorare lo stato del mercato delle uve da mosto, possa contribuire a individuare forme e modalità per sostenere un’azione di riorganizzazione del sistema associativo del comparto.

La Cia ha chiesto all’assessore Cimino di investire della drammatica crisi che colpisce il comparto vitivinicolo il ministro dell’agricoltura Zaia al fine di ottenere in sede comunitaria il ripristino temporaneo degli aiuto allo stoccaggio dei vini e di prevedere in sede nazionale la trasformazione degli aiuti comunitari al comparto in aiuti disaccoppiati rapportati alla superficie coltivata.

“La situazione è grave -ha dichiarato Carmelo Gurrieri presidente regionale della Cia, concludendo i lavori dell’assise- per questo è necessario che il Governo regionale si faccia interprete del malessere dei viticoltori prima che questo si traduca in incontrollabili manifestazioni di piazza, ma allo stesso tempo deve lavorare per tracciare un progetto di rilancio del comparto sfruttando tutti gli strumenti disponibili, dalla promozione ai controlli sull’import, dall’efficacia dell’azione degli enti strumentali preposti al comparto, al convinto e pieno appoggio alla Doc Sicilia”.

 


Cia Toscana: bene la proposta di legge per la riforma dell’agriturismo

 

Piace alla Cia Toscana la proposta di legge per la riforma dell’agriturismo varata dalla Giunta regionale, purché venga approvata in tempi rapidi e con qualche aggiustamento. Come aveva anticipato nei giorni scorsi la Cia regionale, sono da valutare in modo positivo gli aspetti della semplificazione, dai tempi più rapidi per l’apertura di un agriturismo che passano da un anno ad un giorno, fino alle regole sulla somministrazione dei cibi. “Valutiamo positivamente la struttura dell’impianto della proposta di legge -sottolinea Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana- che porterà l’agriturismo toscano a rispecchiare il territorio più che in passato, attraverso l’attività agricola, i prodotti tipici da vendere o da degustare sul posto e attraverso i servizi offerti”. Se la semplificazione burocratica che emerge dalla riforma di legge è una novità estremamente positiva per la Cia - “perché rende più semplice l’attività delle aziende agrituristiche e le rende più competitive sul mercato” - restano da considerare delle correzioni che demarchino ancora meglio il confine fra azienda agricola e attività rurale generica.

La Cia apprezza le aperture sulla ristorazione, purché consentano il rafforzamento delle attività agricole, utilizzando prevalentemente i prodotti aziendali o del territorio, rafforzando il rapporto fra impresa agricola e il legame con l’economia locale, promuovendo circuiti di vendita diretta per le aziende agricole e potenziando così la filiera corta. Non ultimo per l’innalzamento della qualità dei servizi delle aziende agrituristiche toscane, valorizzando la cultura enogastronomica della tradizione rurale toscana.

“Inoltre -aggiunge Pascucci- è prioritario che venga definita una classificazione nazionale omogenea; e che venga fatta una promozione più omogenea del settore. E’ poi importante -prosegue il presidente della Cia Toscana- che si tuteli l’uso del termine agriturismo, riservandolo solo a chi ne ha realmente le caratteristiche, e non come oggi a tutti gli operatori in ambito rurale”. Per la Cia regionale è, quindi, necessario favorire tutte le iniziative per il rafforzamento delle attività agricole e per la coltivazione “produttiva” dei terreni; rafforzare le incentivazioni e le specificità per le attività svolte nelle aree montane, svantaggiate, a minor flusso turistico. “Bisogna fare molta attenzione -conclude il presidente Cia Toscana- alla parte urbanistica, utilizzando al meglio gli immobili disponibili, e rendere compatibile lo svolgimento delle attività anche attraverso specifiche deroghe”.

Infine, secondo la Cia, è opportuna la tutela delle piccole attività, sostenibilità delle norme igienico-sanitarie, agevolando anche le attività di macellazione aziendale per piccoli capi legati alla ristorazione.

 


La Cia Sicilia ricorda Girolamo Scaturro

 

All’età di 87 anni, dopo una vita dedicata alla difesa dei diritti delle popolazioni rurali e contadine, è scomparso ieri a Palermo Girolamo “Mommo” Scaturro, primo presidente della Cic (Confederazione italiana coltivatori) della Sicilia, che in anni più recenti ha preso il nome di Cia (Confederazione Italiana Agricoltori).Mommo Scaturro, deputato regionale del Pci per alcune legislature, compresa quella del periodo del cosiddetto milazzismo, guidò nel ’77 la “Costituente Contadina” che traghettò l’Alleanza Coltivatori della Sicilia, la Federterra e una parte dell’Uci (Unione coltivatori italiani) verso la costituzione della Cic-Confcoltivatori. Scaturro venne eletto al vertice dell’organizzazione siciliana e ne restò presidente fino all’83. “Con Scaturro”, dice Carmelo Gurrieri presidente di Cia Sicilia, “scompare un pezzo importante della storia del movimento contadino isolano. Un protagonista assoluto di quelle battaglie che portarono alla riforma agraria e al varo delle leggi regionali in favore dei coltivatori”.

 

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