| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 134 | 5 luglio 2010 |
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In merito all’indagine Istat, la Cia evidenzia come la crisi economica abbia cambiato le abitudini alimentari. E il carrello della spesa continua a modificarsi. La tavola nel tempo della crisi. Nel 2009 sei famiglie su dieci sono state costrette a cambiare gli acquisti dei prodotti alimentari; mentre oltre il 35 per cento ha ridotto la spesa. Il 40 per cento ha optato per prodotti di qualità inferiore e il 30 per cento ha comprato soltanto “promozioni”, sempre più frequenti nella nostra catena distributiva. Poco meno del 14 per cento ha, invece, rinunciato a pranzi e cene fuori dalle mura domestiche (ristoranti, trattorie, tavole calde, fast food, pizzerie). E così il carrello della spesa continua a modificarsi. In netto calo soprattutto gli acquisti di pane (meno 12 per cento negli ultimi due anni). E’ quanto rilevato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati Istat sui consumi delle famiglie nello scorso anno. Nel contesto dei “tagli” alimentari, si riscontra -fa notare la Cia- che circa il 50 per cento delle famiglie ha ridotto proprio gli acquisti di pane. Analogo il discorso per la scelta di prodotti di qualità inferiore, dove l’orientamento delle famiglie, a livello nazionale, ha, infatti, riguardato il pane per il 41,6 per cento. Il prodotto simbolo della dieta mediterranea, assieme alla pasta, si allontana sempre di più dalle nostre tavole, complici sia il cambiamento della dieta che ha spinto verso un calo dei consumi sia gli effetti dell’aumento medio del prezzo del pane che nello scorso anno è cresciuto di oltre il 4 per cento e del 2 per cento nel primo trimestre 2010. E proprio in quest’ultimo periodo si è avuta una contrazione nelle vendite del 4 per cento. Gli italiani -fa notare la Cia- hanno, dunque, apportato alcune modifiche al carrello della spesa. Molte di queste sono di natura strutturale, cioè indipendenti dal momento di crisi, ma dettate da nuovi stili di vita e di consumo. E’ il caso del calo nel consumo di pane, che ha trovato una valida alternativa nei suoi sostituti: crackers, grissini e fette biscottate, in particolare. La Cia ricorda che il 72 per cento degli italiani mangia pane ogni giorno, l'11 per cento 3 o 4 volte a settimana, il 10 per cento 5 o 6 volte a settimana. Nella fotografia della Cia sui consumi alimentari, si rileva che la famiglia italiana acquista con maggiore consapevolezza e attenzione al prezzo, con l’obiettivo di spendere al meglio le risorse disponibili. Si cercano alternative più convenienti, si rincorrono, appunto, le promozioni, si compra in punti vendita dove gli stessi prodotti si trovano a prezzo più basso, si guarda con interesse a saldi, sconti, offerte. Si punta, quindi, al prezzo più basso. E così l’indice degli acquisti domestici resta al palo. La ripresa ritarda e, al momento, è difficile prevedere quando si manifesterà in maniera tangibile.
Il presidente Giuseppe Politi esprime solidarietà e vicinanza e ribadisce che il lavoro nei terreni confiscati alla criminalità organizzata deve proseguire. Non deve trionfare il clima di paura, ma la democrazia. Fronte comune per battere le mafie. “Esprimiamo tutta la nostra più viva solidarietà e la nostra vicinanza al sindaco Carolina Girasole e agli amministratori di Isola Capo Rizzuto per i gravissimi atti intimidatori di cui sono stati fatti vittime”. E’ quanto sottolinea il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che condanna con estrema fermezza questi gesti di violenza e di sopruso che, secondo le prime indagini, si collegano alla confisca dei terreni sottrattati alla criminalità organizzata e assegnati all’associazione “Libera”. “Ancora una volta -afferma Politi- ci troviamo davanti a vili gesti (al sindaco di Isola Capo Rizzuto è stata incendiata l’auto) attraverso i quali la criminalità organizzata vuol dettare le regole e allungare sempre più i suoi micidiali tentacoli contro l’onesta e la giustizia. Sono atti contro i quali ci batteremo con forza, assieme agli amministratori locali che rappresentano un vero presidio contro delinquenti che vogliono imporre il loro criminale potere”. “La nostra confederazione -evidenzia il presidente della Cia- è al fianco della gente onesta, degli amministratori coraggiosi che, insieme alle forze dell’ordine, alla magistratura, all'Associazione “Libera”, alle organizzazioni di categoria, si impegnano con senso di responsabilità per l’affermazione della cultura della legalità e del lavoro''. Politi ribadisce l’importanza di lavorare insieme per rafforzare la democrazia e per sviluppare una ferma battaglia affinché trionfi la legalità. Insomma, bisogna fare fronte comune e impedire che la criminalità organizzata vinca sullo Stato, sulla democrazia, sulla convivenza civile. Ecco perchè bisogna sottrarsi al clima di paura e far in modo che il lavoro sui terreni confiscati alle mafie prosegua senza interruzione e possa affermarsi così un’economica sana, improntata alla legalità”. Politi conclude che la Cia è al fianco degli amministratori di Isola Capo Rizzuto e svilupperà il massimo impegno affinché attorno ad essi non si faccia terra bruciata, si coagulino tutte le forze politiche, sociali ed economiche per vincere una vera e propria guerra, quella contro la criminalità. Politi ricorda, infine, che “Libera” ha sottoscritto un protocollo di collaborazione con la Cia che, attraverso le sue strutture e i suoi tecnici, fornirà consulenza e assistenza alle cooperative e ai soci del progetto “Libera Terra” nella gestione dei terreni confiscati alla criminalità organizzata.
Giovedì prossimo 8 luglio la Direzione nazionale della Confederazione deciderà tempi e modi di una nuova grande mobilitazione. Ai lavori parteciperà anche il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan. Il presidente Giuseppe Politi: subito emendamenti per la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna, (che, però, deve essere propedeutica ad una riforma per ridurre i costi contributivi a tutte le aziende agricole) e per il “bonus gasolio”. L’agricoltura in grave crisi, asfissiata dagli alti costi produttivi, contributivi e burocratici, da prezzi sui campi in caduta libera e da un taglio drastico dei redditi, torna in piazza per chiedere che nella manovra del governo, attualmente in discussione in Parlamento, vengano inserite immediate e straordinarie misure a sostegno delle imprese, che sono costrette ad operare in grande affanno e vedono sempre più compromessa la propria competitività. Sarà la Direzione nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori, convocata per giovedì prossimo 8 luglio a Roma e alla quale parteciperà anche il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan, a decidere tempi e modi di una nuova massiccia mobilitazione che dovrebbe prendere corpo dal 15 luglio in poi. “Stiamo vivendo -afferma il presidente della Cia Giuseppe Politi che terrà la relazione introduttiva della Direzione nazionale- un momento estremamente difficile. I costi delle imprese sono insostenibili e dal prossimo agosto aumenteranno ulteriormente, visto che il 31 luglio finirà la fiscalizzazione degli oneri sociali per le imprese delle zone svantaggiate e di montagna. Un quadro allarmante che rischia di mettere fuori gioco migliaia di aziende. Solo nello scorso anno oltre 50 mila sono state costrette a chiudere i battenti. Bisogna, quindi, intervenire e in maniera concreta. Con la nostra mobilitazione, che si articolerà in una serie di iniziative territoriali e nazionali, si vogliono porre le pressanti questioni agricole al centro dell’attenzione e sollecitare governo e forze politiche a sviluppare le indispensabili azioni per dare risposte valide alle esigenze degli agricoltori”. “La presenza in Direzione nazionale del ministro Galan sarà l’occasione -continua il presidente della Cia- per avviare un confronto serrato e costruttivo sui temi agricoli. Ma anche un momento per rappresentare il panorama agricolo in tutta la sua drammaticità. Il governo deve intervenire se non vuole disperdere un patrimonio, quello della nostra agricoltura, che rappresenta un puntello fermo sia in campo economico che sociale”. Tra le misure immediate da adottare e da inserire, attraverso opportuni emendamenti, nella manovra anti-crisi, la Cia chiede, quindi, la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna (che, però, deve essere propedeutica ad una riforma tesa a ridurre i costi contributivi a tutte le aziende agricole) e il ripristino del “bonus gasolio” non solo per le serre, che in questi ultimi mesi hanno subito un pesante aggravio nei costi petroliferi, ma anche per tutte le altre imprese. “Il settore vive una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. E’ assurdo che nei confronti degli agricoltori continui ad esserci un assordante silenzio. Il settore primario ha, invece, bisogno di strategie ben diverse. Di misure che diano reali sostegni agli imprenditori e valorizzino il ‘made in Italy’. Provvedimenti in grado di assicurare nuovi margini di manovra per le aziende. In due anni le misure del governo non danno alcuna risposta. Ecco perché -conclude Politi- torniamo a mobilitarci. Vogliamo un’immediata svolta”.
La Direzione nazionale dell’Associazione pensionati della Cia esprime forte preoccupazione e sconcerto per un pacchetto di misure inique. Particolarmente colpita la spesa sanitaria. Nessun recupero del potere d’acquisto per le fasce più deboli. In questo modo si rende impraticabile la realizzazione del federalismo fiscale. D’accordo con la posizione critica delle Regioni. La mancanza di un percorso in grado di recuperare il potere d’acquisto ai redditi bassi rappresentati dalla maggioranza delle pensioni, capaci di incrementare i consumi e dare un contributo alla crescita economica, rendono l’insieme della manovra anti-crisi del governo, ora in discussione in Parlamento, fortemente squilibrata e non in grado di contribuire strutturalmente alla diminuzione del debito pubblico. E’ questo uno dei giudizi negativi sul “pacchetto” di provvedimenti varati dall’esecutivo espressi dalla Direzione nazionale dell’ Associazione pensionati (Anp) della Cia-Confederazione italiana agricoltori, riunitasi a Roma, che ha manifestato tutta la sua forte preoccupazione e il suo evidente sconcerto su misure penalizzanti e assolutamente inique. La Direzione nazionale dell’Anp-Cia è consapevole della necessità di un intervento urgente per sanare la finanza pubblica, ma al tempo stesso riafferma l'esigenza di un riequilibrio del peso della manovra, che, nella sua versione originaria, si limita a una riduzione del deficit, seguendo un approccio centralistico, in contrasto con i principi del federalismo fiscale e senza prevedere politiche di impulso all'economia, diversamente da altri Paesi. Per questa ragione i pensionati Cia giudicano pesanti gli interventi sulla sanità e sulla riclassificazione della spesa farmaceutica, sui tagli a Regioni, Provincie e Comuni, chiamati a contribuire a regime per 8,5 miliardi di euro, oltre il 60 per cento della riduzione prevista nella spesa. Per le Regioni si tratta del sostanziale annullamento dei trasferimenti per il finanziamento delle funzioni devolute con le leggi Bassanini nel 1997; per Comuni e Province, un taglio ai trasferimenti dell’ordine del 20 per cento del totale. Con questa impostazione -sottolinea la Direzione dell’Anp-Cia- si rende impraticabile la realizzazione del federalismo fiscale che, viceversa, rappresenta la strada, assieme alle riforme istituzionali del bicameralismo, all’eliminazione degli enti inutili, alla riorganizzazione delle province, in grado di contribuire realmente a rimuovere le ragioni strutturali che nel nostro Paese continuano ad alimentare un così elevato debito pubblico. Altri aspetti preoccupanti della manovra sono, per i pensionati Cia, le diminuzioni nei trasferimenti agli enti locali, gli interventi sul sistema sanitario, sulla farmaceutica, che complessivamente portano ad una diminuzione degli interventi sulle politiche sociali che rappresentano ormai l’unica forma di sostegno alle categorie più in difficoltà rappresentate in particolare dai pensionati. La messa in difficoltà del federalismo, i tagli agli enti locali, costringono queste istituzioni -è stato evidenziato- ad applicare le aliquote fiscali massime, aumentando la pressione fiscale complessiva che già in questi giorni viene stimata superiore al 43 per cento del prodotto interno lordo. La Direzione dell’Anp-Cia condivide l’azione delle Regioni e degli Enti locali tesa al recupero di un maggiore equilibrio della manovra, ma esprime anche la necessità che, sia Regioni che Enti locali, si impegnino maggiormente nella lotta agli sprechi ed alle spese inutili, contribuendo anch’essi all’azione complessiva di riorganizzazione della spesa pubblica. In particolare i pensionati Cia vigileranno affinché nell’azione di riorganizzazione dei servizi sociali e sanitari non siano colpite particolarmente le zone rurali. Nelle prossime settimane l’Anp-Cia svilupperà un’azione di incontri generalizzati con le Regioni e gli enti locali, per portare il proprio sostegno, ma anche per tutelare i pensionati dai pericoli di smantellamento generalizzato dei servizi e parteciperà alla mobilitazione annunciata dalla Cia. L’Anp-Cia, è impegnata, inoltre, a sviluppare una campagna di assemblee informative a tutti i pensionati ed a esercitare sul governo tutta la pressione che assieme alle altre organizzazioni del Cupla (Coordinamento unitario dei pensionati del lavoro autonomo) è possibile sviluppare attraverso incontri con i gruppi parlamentari.
Oggi,presso la sala Bramea del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata alla presenza dell’assessore Agatino Mancusi, dei rappresentanti del Parco di Gallipoli Cognato, della Provincia di Potenza con il vicepresidente Macchia e del sindaco del Comune di Pietrapertosa, oltre che del presidente Cia Basilicata Donato Distefano, si è tenuta una conferenza stampa finalizzata a presentare ed illustrare i contenuti del progetto, le finalità, il percorso attuativo e le potenziali ricadute. Il progetto che ha superato una nutrita selezione internazionale: sarà finanziato per 1,32 milioni di euro dalla Ue equivalente al 75 per cento (il massimo consentito)del budget complessivo del progetto, per la quota nazionale dalla Regione Basilicata e dalla Provincia di Roma e inizierà il suo svolgimento triennale a partire dal Gennaio 2011. Nella fattispecie del progetto si tratta di ripristinare la presenza della associazione erbacea Festuca Brometalia in tre Sic (Siti di interesse comunitario) dei parchi selezionati (due in Provincia di Roma e nel SIC di Pietrapertosa nel Parco Gallipoli Cognato). Il Programma Life Natura ha l’obiettivo di favorire la diffusione di specie vegetali e animali definiti “in via di estinzione” nell’elenco allegato alla direttiva Habitat. I fattori decisivi che hanno portato all’impoverimento delle specie in via di estinzione in queste zone sono: l’abbandono della terra, il pascolo non regolamentato, l’invasione delle specie aliene. - Per contrastare questi fenomeni il progetto prevede di realizzare diverse azioni dipendenti dalle differenti condizioni delle zone coinvolte. Per quelle con un carico di pascolo ridotto si interverrà sostanzialmente con rimozione degli arbusti, decespugliamento selettivo e riattivazione di punti d’acqua per abbeveratoi; per quelle sovraccaricate si organizzeranno piani razionali di pascolamento per assicurare un carico equilibrato predisponendo anche recinzioni elettrificate. Ruolo specifico della Cia Basilicata sarà quello di fornire agli agricoltori delle tre zone, attraverso periodici incontri, azioni di dimostrazione e assistenza tecnica sulle migliori pratiche per proteggere e diffondere le specie in via di estinzione funzionali anche ad un miglioramento delle produzioni agricole. Il progetto non ha solo un grande valore naturalistico e ambientale ma assume, specialmente nel Parco Gallipoli Cognato un grande rilievo economico e sociale. Infatti in queste zone pascola la mucca podolica che, alimentandosi con l’associazione erbacea Festuca Brometalia, produce latte di alta qualità che viene utilizzato per produrre ottimi prodotti caseari. La qualità è riscontrabile anche negli allevamenti zootecnici da carne, infatti è dimostrato che quanto più è diversificata e varia l’alimentazione delle mandrie, tanto più aumentano le qualità nutrizionali e organolettiche delle carni. Il recupero dei valori culturali e l’aggiornamento delle tecniche di allevamento potrà costituire un importante tassello per levare qualità delle produzioni, redditi ed economia locale. Al termine del progetto, dopo tre anni, si prevede tra l’altro di avere una moltiplicazione di capi podolici con conseguente incremento di produzioni agricole di qualità. Inoltre è dimostrato che esiste una stretta associazione tra valore di conservazione della natura e valore economico non solo dei beni ma dell’intero complesso dei servizi eco-sistemici diretti e indiretti che porta il ripristino degli habitat. Per questo il progetto potrà costituire un percorso dimostrativo facilmente esportabile in altri contesti europei. Il progetto assegna grande peso alla predisposizione di materiale informativo a vantaggio degli agricoltori, della popolazione e delle amministrazioni locali. In questa prospettiva il ruolo degli agricoltori diventa decisivo per la riuscita del progetto e, essendo loro gli esecutori materiali degli interventi, del suo prosieguo dopo la scadenza triennale del progetto
ll presidente provinciale della Cia di Trapani Giuseppe Aleo esprime solidarietà ai dipendenti del Consorzio di Bonifica Trapani 1 e preoccupazione per il ritardo o peggio ancora, dell'impossibilità d'iniziare la campagna irrigua, a causa di un pignoramento per un debito contratto dal Consorzio pari a circa 6 milioni e mezzo di euro (13 miliardi del vecchio conio). Debito vantato dal Consorzio Siciliano Romagnoli Grassetto dal lontano 2000 di circa 3 miliardi di lire, per lavori di adduzione e distribuzione delle acque invasate nel serbatoio Garcia sul fiume Belice sinistro adduttore principale. Un debito che poteva essere tranquillamente regolarizzato e addirittura, se i responsabili del Consorzio di allora non l'avessero impugnato, essere liquidato con un ribasso. Oggi, questa caparbietà costa 10 miliardi in più.di vecchie lire. “Non stiamo ricercando le colpe e nemmeno i colpevoli, anche perché -sostiene Aleo- non possiamo perdere tempo, e poi, in questo preciso momento, servono risposte immediate sia dalla politica che dal governo regionale per evitare di danneggiare, non solo i dipendenti del Consorzio, da mesi senza stipendi e chissà ancora per quanto tempo, ma, i migliaia di ettari di produzione agricola che andranno distrutte per il ritardo dell'irrigazione”.
L’Associazione pensionati della Cia di Bari esprime un giudizio negativo sulla manovra economica del governo. Così com'è strutturata, gli effetti che ricadranno sul welfare locale rischiano di essere devastanti. La drastica riduzione dei trasferimenti, previsti, agli enti locali ha, infatti, conseguenze negative sull’erogazione di servizi agli anziani, sulle persone disabili e sulla qualità della sanità, soprattutto nelle aree rurali e svantaggiate. L’Associazione pensionati Cia di Bari ritiene necessario predisporre un’adeguata campagna di informazione fra i propri soci promuovendo incontri dibattito con gli enti locali per monitorare l'entità dei tagli. Per i prossimi giorni sono state programmate le Assemblee pubbliche nei comuni di Alberobello, Putignano, Turi, Conversano, Grumo Appula, Terlizzi, Ruvo di Puglia, Palo del Colle, Gravina di Puglia, Altamura.
Il patronato Inac della Cia evidenzia che l'ospedale di Castellaneta è in uno stato di totale abbandono. A nulla sono finora valsi appelli, raccolte di firme, denunce sui giornali e pressanti inviti. La marginalizzazione della struttura determina il continuo svuotamento di professionalità e competenze; infatti, un numero consistente di medici è stato finora costretto alla migrazione presso altre strutture. Problemi annosi, a distanza di lungo tempo, restano irrisolti ed anzi si aggravano. Una struttura ospedaliera, quella di Castellaneta, al servizio di un bacino di utenza superiore a 100 mila abitanti, continua -affrema una nota- a non disporre di una moderna Tac e di una risonanza magnetica adeguata ai bisogni. I pazienti vengono così sballottati per tutta la provincia, fino a Grottaglie, e prossimamente forse anche fino a Manduria. La vita dei pazienti sottoposti ad interventi delicati e di urgenza è -sottolinea la nota- messa continuamente a repentaglio dalla perdurante mancata attivazione della ranimazione (struttura sigillata e non ancora utilizzata da anni), su cui si registra un impenetrabile mutismo da parte della direzione generale della Asl. Per il patronato Inac della Cia è, pertanto, giunta l'ora di dare risposte, chiare e risolutrici. É giunta l'ora di rendere conto dell'operato, dei soldi pubblici utilizzati e del merito delle scelte
Non disperdere l’immenso patrimonio culturale della Toscana rurale, che è andato formandosi nei secoli, e che, in pochi anni rischia di restare soltanto un ricordo. E’ questo in estrema sintesi, l’obiettivo principale del progetto Mater Tosca – Madre Terra Toscana che sarà presentato domani, martedì 6 luglio (inizio ore 9.15) a Lucca presso il Palazzo Ducale (Sala Maria Luisa), nell’evento organizzato dall’Associazione pensionati della Cia Toscana, con il patrocinio della Provincia di Lucca. Proprio in occasione dell’Anno del Mezzadro, ecco, quindi, la presentazione del sottoprogetto “Mezzadri e Cultura mezzadrile: una biblioteca diffusa sul territorio toscano”, sempre all’interno di Mater Tosca. “L’Associazione pensionati della Toscana -sottolinea il presidente regionale Enio Niccolini - si pone l’obiettivo di creare un archivio della memoria dei saperi dei contadini e delle popolazioni rurali che hanno vissuto il passaggio dal Paese a prevalenza contadino a quello industriale. Una miniera di conoscenze che ha fatto ricca la nostra terra Toscana. Il progetto Mater Tosca vuole, quindi, essere un messaggio culturale di valori da recuperare e da offrire come risposte utili alla crisi di questo momento ma vuole anche proiettare nel futuro i valori del nostro passato. E, a nostro avviso, nessuno meglio di una associazione come la nostra può farlo”. Il progetto vuole recuperare le conoscenze degli anziani toscani attraverso registrazioni audio e visive di storie di vita vissuta e delle attività svolte. Raccogliere materiali fotografici e documentativi per realizzare un archivio della memoria rurale e, al tempo stesso, produrre materiale per fini didattici. “Da qui l'idea di raccogliere il sapere dei nostri soci (70 mila in tutta la regione), e non solo – spiega ancora il presidente dell’associazione pensionati della Cia Toscana- in maniera diffusa dalla Lunigiana alla Maremma, passando dall'Appennino alle Crete Senesi. L'intento è quello di creare un archivio della memoria diffuso sul territorio da mettere a disposizione della Cia Toscana e di chiunque ne faccia richiesta”. Il programma – Inizio ore 9.15; presentazione “Le ragioni di un Progetto sulla Memoria”, Enio Niccolini, presidente Anp/Cia Toscana; “Il Progetto Mater Tosca e la sua attuazione” Enrico Vacirca, Agricoltura è Vita Appennino s.r.l.; conclusioni Valentino Vannelli, Cia Toscana; interverrà Gianni Salvadori.
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