| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 48 - n. 134 | 5 luglio 2006 |
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E’ opportuno che la gestione della legge 215/92, rimanga in capo al ministero per lo Sviluppo economico, dal momento che riguarda l’applicazione di misure economiche. Per questo il Coordinamento Donne d’Impresa, organismo che riunisce le esponenti delle principali Organizzazioni del lavoro autonomo -Agci, Casartigiani, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop- ha scritto, il 3 luglio scorso, una lettera al presidente del Consiglio Romano Prodi. “In riferimento all’emendamento governativo relativo alla conversione in legge del decreto-legge 181/2006 recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei ministeri -si legge nella lettera- il Coordinamento Donne d’Impresa fa presente che, per l’esperienza consolidata e soprattutto per il fatto che siamo in presenza di una attività economica, sarebbe opportuno che la gestione della Legge 215/92 rimanesse in capo al ministero per lo Sviluppo economico”. “Si riterrebbe -continua la nota- fatto fortemente positivo che il Coordinamento fosse assunto direttamente dalla Presidenza del Consiglio quale elemento di valorizzazione di una questione così strategica”.
Veronica Navarra è stata riconfermata presidente delegato dell’Onilfa. La riconferma è venuta dal ministro Paolo De Castro, che il prossimo 19 luglio incontrerà le componenti dell’Osservatorio nazionale per l’Imprenditoria e il lavoro femminile in agricoltura e procederà all'insediamento, per il secondo mandato, del presidente delegato. A Veronica Navarra, Donne in Campo, attraverso la sua presidente Paola Ortensi, fa le più affettuose congratulazioni ed esprime la propria soddisfazione per la scelta che la vede protagonista. Una scelta che premia il migliore intendimento della politica, ossia valorizzare professionalità, talento e consenso costruitosi nell’impegno svolto, non sacrificando le scelte all’opportunità delle stagioni e dei cambiamenti delle maggioranze. Di questo, Donne in Campo, ringrazia, il ministro De Castro, che ne è l’interprete principale, in qualità non solo di ministro, ma anche di presidente dell’Onilfa.
La Cia sollecita il Governo italiano ad una forte azione a livello comunitario affinché si giunga ad una decisione che permetta di rendere disponibili interventi concreti a sostegno del settore duramente colpito. Come tutti ormai hanno compreso la “psicosi dell’influenza aviaria” ha provocato in Italia una sola vittima: il comparto avicolo ed i suoi addetti, allevatori per primi. Ora, oltretutto, apprendiamo che La Cia, preoccupata per l’indagine avviata a livello comunitario, non può che auspicare che La Cia invita il nostro Governo ad una forte azione a livello comunitario affinché si giunga ad una decisione che dia finalmente il via libera ad interventi concreti per gli allevatori del nostro Paese duramente colpiti.
E’ stata inviata una lettera alla cortese attenzione del residente della Provincia, dell’assessore ai Lavori Pubblici, dell’assessore con competenze sulla viabilità e alla consigliera provinciale Carmela Rubino, per sottolineare la inadeguatezza della strada provinciale n. 13 (Castellaneta-Castellaneta Marina) risalta in tutta la sua evidenza specie con la perdurante non transitabilità della strada provinciale n. 12 (che costeggia il fiume Lato). D’altronde, sono evidenti anche i limiti strutturali della parallela strada provinciale n. 8 (masseria Umberto I-strada statale 106). Ad oggi va, purtroppo, rilevato che l’adeguamento della strada provinciale 13 Castellaneta-Castellaneta Marina, molto presente nelle aspettative della comunità di Castellaneta, non appare tra le effettive priorità di governo e tra i reali impegni finanziari della Provincia di Taranto. Recenti, gravi incidenti stradali e la perdita di vite umane ripropongono drammaticamente la urgente adozione di misure minime di sicurezza agli incroci tra la strada provinciale 13 con la provinciale 11 (proveniente dalla zona ‘Carabella’) e la provinciale 10 (incrocio per la zona S. Andrea), nonché all’incrocio tra le strade provinciali 8 e 11 (area parco ‘Felifonte’), con la predisposizione di rotonde spartitraffico, bande di rallentamento e segnaletica stradale adeguata. Dato che nei mesi scorsi sono state pubblicate notizie di stampa circa incontri e riunioni tenute presso
Rilancio del sistema cooperativo ed associativo, accelerazione della spesa regionale e semplificazioni burocratiche, ripresa della contrattazione interprofessionale, interventi urgenti per far fronte alla crisi dell'uva, del vino e del latte: ecco alcuni dei temi-chiave che "Se non si reagisce con decisione e tempestività -dichiara il presidente provinciale della Cia Francesco Caruso- la crisi dell'agricoltura barese rischia di avvitarsi irrimediabilmente: nonostante i drammi vissuti la scorsa stagione, culminata con le manifestazioni di piazza causate dalla violenta crisi dell'uva, ben poco si è fatto per migliorare le condizioni di reddito degli agricoltori, pesantemente colpiti in tutti i settori produttivi. E' tempo di ridare fiducia alle imprese agricole della provincia di Bari, restituendo loro la dignità di appartenere ad un grande sistema produttivo di qualità, quello pugliese, del quale la provincia di Bari sostanzia il paradigma più rappresentativo e compiuto”. “Il nuovo Governo della Regione Puglia -in carica ormai da quasi un anno- deve farsi protagonista del rilancio e del riscatto dell'economia agricola barese e pugliese, cogliendo - aggiunge- anche le opportunità offerte dal governo Prodi per operare le scelte necessarie a ridare slancio e fiato alla nostra agricoltura. Bene la concertazione regionale, ma da sola non basta: bisogna agire subito con azioni condivise e penetranti sul territorio con il contributo delle forze agricole organizzate e maggiormente rappresentative. Sulla situazione del vino e dell'uva da tavola bisogna attivarsi adesso con un monitoraggio degli stoccaggi di vino esistenti e con l'avvio tempestivo di una campagna promozionale dell'uva da tavola pugliese presso i distributori. Chiediamo che l'assessorato organizzi un incontro urgente con gli operatori produttivi e commerciali per prevenire la crisi”. Molte aziende zootecniche della Murgia barese -sottolinea Caruso- ha sono ancora senza il prezzo del latte alla stalla, vittime della debolezza e della speculazione di alcuni trasformatori.Sporadiche le iniziative di promozione dei prodotti pugliesi, mentre la sola Regione Emilia Romagna ha messo a disposizione ben quasi 4 milioni euro per i suoi prodotti regionali per l'anno 2006. Non abbiamo un sistema strutturato di servizi che renda, tra l'altro, accessibili le certificazioni (Iso, EurepGap, ecc.) che devono garantire le nostre aziende e i nostri prodotti destinati all'esportazione. E comunque manca del tutto un sistema commerciale per i prodotti agroalimentari che possa dare seguito alle azioni di promozione, organizzando e gestendo l'offerta dei prodotti. Abbiamo distrutto negli ultimi anni il tessuto associativo e cooperativo che dobbiamo rapidamente rimettere su perché gli agricoltori siano protagonisti delle politiche di prodotto. Ecco, noi crediamo che su questi temi e su tanti altri “Occorre -sostiene il presidente della Cia di Bari- una svolta, e bisogna fare presto! I dati recessivi del nostro sistema produttivo ci dicono che non possiamo più aspettare, è tempo di una cabina di regia che metta a punto le azioni e le risorse e definisca le priorità, evitando confusione e sovrapposizioni di interventi. Gli agricoltori aderenti alla Cia chiedono: - il rilancio del sistema associativo e cooperativo, con la ridefinizione e l'attuazione di interventi agevolativi ed incentivanti da parte della Regione; - la ripresa della contrattazione interprofessionale per il riequilibrio dei rapporti interni alle filiere produttive; - la pronta definizione della legge sui Consorzi di Bonifica che ne ridetermini compiti e funzioni a servizio dell'agricoltura e del territorio, con la definitiva sanzione del principio di pagamento solo a fronte di un servizio o beneficio certo e reso; - il rilancio di una seria politica dell'irrigazione che riduca i costi salvaguardando il patrimonio idrico regionale; - lo snellimento della spesa regionale e la semplificazione delle procedure, superando la logica dei bandi e dei settori nella nuova programmazione regionale, privilegiando interventi verso le forme associate e i distretti agroalimentari; - il pagamento immediato di tutte le domande del vecchio Psr e delle calamità naturali pregresse; - la definizione di un pacchetto di agevolazioni e semplificazioni, anche in deroga, che facilitino la pratica della cosiddetta "filiera corta", in un più complessivo quadro di valorizzazione del territorio e del turismo rurale; - l'attuazione della legge di orientamento per la parte relativa alla multifunzionalità delle imprese agricole, “orientando” le pubbliche istituzioni ad utilizzare in pieno le possibilità offerte dalla normativa per diversificare l'operatività delle numerose piccole imprese presenti sul territorio; - la realizzazione di un sistema misto pubblico-privato che garantisca l'accesso alla certificazione aziendale e di prodotto (Iso, EurepGap, ecc.) alle piccole e medie imprese agricole, riducendo i costi ed i tempi di certificazione; - una "cabina di regia" partecipata che coordini l'azione dei vari enti territoriali pubblici e di diritto pubblico per evitare sprechi ed inutili sovrapposizioni; - una politica della ricerca e dell'innovazione orientata al mercato e alle imprese che "metta in rete" i centri e gli enti di ricerca attivi sul territorio; - la revisione della normativa sulle calamità che tenga conto delle crisi di mercato e con una dotazione adeguata; - la riforma della previdenza agricola con l'abbattimento strutturale dei costi previdenziali e la definizione del pregresso; - controlli sulla provenienza e sulla qualità delle importazioni di prodotti agricoli; - agevolazioni ed azioni innovative per garantire l'accesso al credito per le piccole e medie imprese.
Lunedi prossimo 10 luglio, alle ore 17 , a Lamezia Terme (presso il Grand Hotel Lamezia) organizzato dalla Cia di Catanzaro si terrà il convegno su “ Imigrazione, legalità, sviluppo. Più braccia per l’agricoltura”. Il convegno, patrocinato dalla Camera di Commercio di Catanzaro, dalla Direzione generale per l’impiego-ministero del Lavoro, dalla Commissione regionale per l’emersione del lavoro non regolare della Calabria, dall’assessorato regionale Politiche del Lavoro, sarà presieduto da Giuseppe Mangone, presidente Regionale Cia Calabria. La relazione introduttiva sarà svolta da Franco Lucia, presidente provinciale della Cia di Catanzaro. Seguiranno le relazioni di Claudia Merlino, responsabile Politiche del lavoro della Cia nazionale, e Natalina Rotella, responsabile Politiche del lavoro della Cia di Catanzaro. E’ prevista la partecipazione del sen Nuccio Iovene, dell’ on. Ida D’Ippolito, del presidente di Unioncamere Calabria Paolo Abramo, di Di Domenico Zannino, segretario Cisl Catanzaro, di Luca Meldolesi , presidente del Comitato nazionale per l’emersione del lavoro irregolare, di Cosimo Cuomo, direttore Fondazione Field, di Mario Muzzì, presidente Fondazione Field, di Tommaso Di Girolamo, assessorato regionale all’Agricoltura. Le conclusioni sono affidate ad Alberto Giombetti, coordinatore della Giunta Cia nazionale e all’ on. Antonio De Gaetano, assessore regionale alle Politiche del lavoro.
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