| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 51 - n. 111 | 5 giugno 2009 |
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“Il ministro Zaia- aggiunge Politi- in questi mesi ha fatto soltanto tante belle e trionfali promesse, ma di fatti concreti molto pochi. Il settore agricolo si trova in grave difficoltà. Nei prossimi giorni avremo modo di fare il punto sull’intera situazione, denunciando una scarsissima attenzione verso i problemi che oggi vivono i nostri agricoltori. Una cosa, comunque, è certa: il ministro non tollera la pur minima critica. Ogni volta che si cerca di affrontare una questione concreta per l’agricoltura italiana, accusa la nostra Confederazione di fare campagna elettorale sulla testa dei produttori agricoli. Un’accusa del tutto gratuita e priva di ogni fondamento. Noi ci assumiamo tutte le responsabilità del nostro operato che ha come obiettivi la crescita dell’imprenditoria agricola e la difesa del reddito degli agricoltori e in questa direzione continueremo ad andare avanti”. “Per quanto riguarda, poi, l’art. 68 -rileva il presidente della Cia- abbiamo sottolineato in occasione degli incontri tecnici l’esigenza di concentrare gli interventi intorno a tre misure: sostegno alla zootecnia estensiva; sostegno alla qualità per la filiera del grano duro; sostegno alle filiere cerealicole per l’alimentazione animale. “Al ministro diciamo, inoltre, che non può finanziare le assicurazioni con i soldi degli agricoltori. Anche sul Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali -sottolinea Politi- ha annunciato più volte la soluzione definitiva. Ma finora assolutamente niente di concreto. L’unica cosa sicura è che i finanziamenti non ci sono”. “Di certo, non ci facciamo intimorire dai diktat del ministro, né tanto meno dalle critiche e dalle accuse. Per noi il confronto e la concertazione sono elementi fondamentali della democrazia e per questo vanno assolutamente valorizzati. Non abbiamo alcun imbarazzo e non ci lamentiamo in continuazione. Noi ci battiamo per un preciso obiettivo che è il rilancio dello sviluppo e della competitività delle imprese agricole. A questo punto pensiamo che quello del ministro non sia lo stesso”.
In merito al rapporto di Legambiente, Frutta e verdure ”made in Italy” sono sicure. Gli ultimi dati, contenuti nella ricerca sulla ''salubrità dei prodotti ortofrutticoli”, del ministero del Welfare lo confermano chiaramente. Più del 66 per cento di prodotti ortofrutticoli è, infatti, totalmente privo di residui. I nostri agricoltori -come evidenziato anche dall’Istat- usano sempre meno chimica e sono orientati alla qualità e alla sicurezza alimentare. E’ quanto sottolinea Secondo l’autorevole ricerca del ministero, i campioni irregolari di frutta, verdura, cereali, olio e vino con residui chimici al di sopra dei limiti di legge sono risultati intorno all’1 per cento. Una ricerca che, dunque, conferma il primato italiano nella qualità e sicurezza alimentare. E i dati -rileva D’altra parte, proprio l’agricoltura del nostro Paese -sottolinea In questi anni, sotto questo profilo, si sono raggiunti risultati significativi che premiano il lavoro degli agricoltori che, anche a costi di sacrifici e di investimenti onerosi, hanno puntato decisamente -ricorda Ovviamente, questi positivi e rassicuranti risultati -conclude
Le Cia dell’Abruzzo, del Molise, della Puglia, della Basilicata, della Campania, della Calabria, della Sicilia e della Sardegna ribadiscono un giudizio di forte insoddisfazione. Inviata una lettera agli assessori all’Agricoltura affinché, preferibilmente attraverso una concertazione tra loro, i rispettivi presidenti di Regione e le organizzazioni professionali agricole, sviluppino un’azione di contrasto, nelle competenti sedi istituzionali (Conferenza Stato-Regioni), nei confronti dell’ipostesi ministeriale. “E’ lesiva dei diritti degli agricoltori e degli allevatori delle regioni del Sud e malcela un forte antimeridionalismo. E’ un deciso attacco alla dignità degli agricoltori del Mezzogiorno”. Cosi viene definita dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori dell’Abruzzo, del Molise, della Puglia, della Basilicata, della Campania, della Calabria, della Sicilia e della Sardegna la proposta del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia sull’attuazione delle misure relative all’art. 68 previsto dall’ultima riforma della Pac (Health check), condividendo il giudizio di totale insoddisfazione già espresso dall’Organizzazione a livello nazionale. “E’ una proposta -si afferma in una lettera inviata agli assessori all’Agricoltura di queste regioni- fortemente penalizzante per gli agricoltori e gli allevatori di queste Regioni”. Essa “non prevede nessun obiettivo strategico nazionale da perseguire, nessun intervento di politiche di valorizzazione della qualità, del miglioramento della commercializzazione e di compensazione effettiva delle situazioni di svantaggio. Nella sostanza, una proposta che prevede soltanto una diversa ricollocazione delle risorse, spostandole dal Mezzogiorno al Nord del Paese”. Per questa ragione, i presidenti delle Cia regionali chiedono agli assessori all’Agricoltura, preferibilmente attraverso una concertazione tra loro i rispettivi Presidenti di Regione e le organizzazioni professionali agricole, “una decisa azione di contrasto, nelle competenti sedi istituzionali (Conferenza Stato-Regioni), nei confronti dell’inaccettabile proposta avanzata dal ministro”. “E’ evidente -viene sottolineato nella lettera agli assessori- che in assenza di sostanziali e profonde modifiche della proposta ministeriale è preferibile, a difesa degli interessi degli agricoltori e allevatori delle nostre regioni, non dare attuazione all’art. 68, opzione peraltro contemplata dalla stessa norma, evitando così uno scippo e un danno a tutta l’agricoltura delle nostre regioni”. Nella lettera i presidenti delle Cia ricordano, infatti, che gli agricoltori e gli allevatori del Mezzogiorno, pur essendo i principali finanziatori del fondo di cui all’art. 68 che per oltre il 60 per cento è alimentato dal prelievo operato sui premi per i seminativi, per l’olivicoltura, per gli ovi-caprini e per l’ortofrutta, godrebbero di benefici assolutamente marginali dall’attuazione delle misure proposte dal ministro Zaia. Il 50 per cento del fondo servirebbe a finanziare gli interventi sulle assicurazioni, finora a totale carico del Bilancio dello Stato, ed a questo si aggiunge anche il danno che dello stesso fondo solo una minima parte ritornerebbe alle aziende agricole del Meridione”. Non solo. Secondo la proposta del ministro, oltre 90 milioni di euro sui 146 previsti per gli interventi accoppiati, circa il 70 per cento, è destinato alle principali produzioni del Nord, quali bovini da carne e bovini da latte. Si tratta, quindi, di una scelta politica diretta verso interventi che -affermano i presidenti delle Cia del Sud- emarginerebbero le regioni del Mezzogiorno, deficitarie proprio in tali produzioni”. Per quanto riguarda l’ortofrutticoltura e l’olivicoltura, fortemente rappresentate nel Sud d’Italia e che contribuiscono per oltre il 30 per cento all’intero fondo, questi due settori “subiscono un trattamento di grave penalizzazione. All’ortofrutta non è destinato alcun intervento ed all’olivicoltura è riservata la misera somma di 6 milioni di euro per un incentivo ai soli oli d’oliva Dop e Igp”. Infine, gli interventi previsti per il grano duro -è sostenuto nella lettera- “vengono destinati alle misure agro-ambientali prevedendo solo un aiuto agli agricoltori che praticano l’avvicendamento triennale e finalizzato alla copertura dei costi supplementari ed alla perdita di reddito connessa alla pratica colturale”. Da qui l’esigenza di sviluppare una reale azione incisiva per modificare una proposta del tutto inaccettabile.
Ieri, 4 giugno, alla imminente vigilia delle elezioni per il presidente della Provincia di Alessandria, presso la sala “Vincenzo Massone” della Cia provinciale, i dirigenti della Confederazione hanno incontrato, separatamente, i due principali candidati a tale carica: Paolo Filippi (centrosinistra) e Francesco Stradella (centrodestra). Per Ai due candidati è stato consegnato un documento con le proposte che Vivace il confronto con i dirigenti presenti che hanno sottoposto ai candidati le problematiche del settore specifiche di ogni zona, discutendo principalmente sul futuro piuttosto che della contingente campagna elettorale.
Nei giorni scorsi Alla manifestazione sono intervenuti gli alunni delle classi seconde e terze della Scuola primaria “G. Pascoli” di Castellaneta. Nel piazzale erano stati allestiti una ventina di gazebo di colore verde e rosso, venticinque pannelli utilizzati per la mostra, un palco, un grande pallone gonfiabile e numerose bandiere di colore verde con la scritta Cia. L'iniziativa ha avuto inizio nella prima mattinata con La prima attività svolta dai bambini è stata quella di ballare la pizzica con abiti e costumi della tradizione popolare. Nel piazzale era stata allestita una mostra di foto e disegni relativi a tutta l'attività svolta nel corso dell'anno scolastico 2008/2009. I presenti hanno potuto visionare un video di circa 24 minuti riassuntivo delle ventiquattro visite didattiche: campi di uva da tavola e da vino, mercato ortofrutticolo di Fasano, campi di verdure (insalate, cavoli, finocchi, funghi, asparagi), azienda apistica, e dei diciotto laboratori di cucina a base di verdure e dolci svolti con l'aiuto di Gianluca Staffieri e Giuseppe Caffè. Le aziende coinvolte per le visite didattiche sono state Nicola Bruno, Vito Terrusi, Agral Fasano, Arcangelo Santoro, F.lli Masi, Gaetano Falciglia, Arcangelo De Biasi, Sierro Lo Greco e Mimmo Di Mauro. Nel corso della mattinata i presenti hanno potuto degustare prodotti forniti da: Caseificio San Benedetto, Agricola Guida, Ortofrutta del Parco di Grazia Esposto e supermercato da Franco Orlando. Le donne della Associazione Culturale Gaia di Castellaneta hanno provveduto a preparare nelle cucine, sin dal giorno prima della manifestazione, le gustose prelibatezze presentate con molta cura dagli esperti dell'Istituto Alberghiero. In bellavista una notevole quantità di frutta, verdure e dolci preparata dalle mani esperte di Gianluca Staffieri e Giuseppe Caffè, con l'aiuto di numerose mamme volontarie, che con molta pazienza e spirito di sacrificio hanno trascorso diverse ore in cucina. Alla manifestazione erano presenti il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi, la responsabile nazionale di “Scuola in Fattoria” Rosa Critelli, il presidente della Cia Calabria Giuseppe Mangone, il vicepresidente della Cia Puglia Franco Catapano, il presidente della Cia Taranto Nicola Spagnuolo, il presidente del Comprensorio Occidentale Cia Vito Rubino, oltre a numerosi dirigenti Cia provenienti da tutta la provincia di Taranto, il dirigente scolastico dell'Istituto alberghiero sen. prof. Rocco Loreto, la dirigente della Scuola primaria “G. Pascoli” professoressa Eufemia Patella, il direttore della Banca Carime dott. Lorenzo Pala. Il comune di Castellaneta era rappresentato dall'assessore alla Pubblica Istruzione Annarita D'Ettorre e dal presidente del Consiglio comunale Giovanni Gugliotti. Il direttore di Agrisette Telenorba ing. Roberto De Petro ha coordinato gli interventi dei presenti. Nel corso degli interventi tutti sono stati concordi nel sottolineare l’importanza di queste iniziative per avvicinare i bambini, la futura classe dirigente del Paese, ai valori dell’agricoltura. Molto spesso non conosciamo l’origine dei cibi, non sappiamo il lavoro che c’è dietro, da dove provengono e come sono stati cucinati. È importante far comprendere che dietro ogni prodotto ci sono il lavoro e anni di sacrifici degli agricoltori; peraltro è importante consumare frutta e verdura sin da piccoli per sconfiggere le malattie degenerative e combattere l’obesità.
Gli Stati dell’Ue possono concedere un sostegno specifico agli agricoltori, secondo quanto previsto dall’art. 68 dell’Health Check. È nella normale prassi che la proposta, da rimettere al vaglio delle Regioni, sia competenza del ministero. E così è avvenuto: il ministero ha presentato una bozza sulla quale avviare il confronto. A questa valutazione, il Ministro Zaia risponde invitando A proposito delle “sedi preposte”, viene da domandarsi come mai, mentre gli altri Ministri della Repubblica Italiana convocano le parti sociali per confrontarsi sulle proposte, per misurarsi sui problemi, il ministro Zaia non abbia mai convocato il Tavolo Verde, che è una “sede preposta”. Cia Toscana conferma per intero la propria valutazione, rilevando con dispiacere la manifesta intenzione del Ministro Zaia di sottrarsi al confronto nel merito dei fatti. Cia Toscana rivendica ed afferma il proprio ruolo, così come afferma il proprio diritto, sia di critica che di apprezzamento, verso chiunque abbia l’onore di gestire e governare la cosa pubblica: l’abbiamo fatto nel passato e lo faremo nel futuro, indipendentemente dalla maggioranza politica che governa. I fatti, anche recenti, certificano il comportamento lineare ed il carattere autonomo dell’azione sindacale della Cia Toscana.La Cia, e il ministro dovrebbe saperlo, non è una forza politica, non fa campagna elettorale, ed associa gli agricoltori, indipendentemente dal loro orientamento politico. L’adesione alla Cia è libera, e non deve certo sottostare ad una verifica preventiva sull’orientamento politico del socio. Orgogliosa della propria storia e della propria autonomia, Quanto al mancato finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale Infine, è bene ricordarlo, le risorse disponibili per l’applicazione dell’art. 68 dell’Health Check, sono risorse Pac, sono risorse dell’agricoltura e degli agricoltori. E non si tratta di nuovi stanziamenti disposti dal Governo. Il ministro Zaia ha sicuramente altri meriti ma, se non sarà modificata la proposta rimessa alla valutazione delle Regioni, non si arroghi il merito di aver finanziato il Fondo di Solidarietà Nazionale: se lo saranno finanziato gli agricoltori.
Servono maggiori risorse per il “vigneto Toscana” per poter sfruttare al meglio la nuova Ocm (Organizzazione comune di mercato) vino, in vigore da agosto, che prevede la ristrutturazione e riconversione dei vigneti. Lo ha sottolineato in una lettera indirizzata al presidente della Regione Toscana e assessore all’Agricoltura, Claudio Martini Fra le azioni previste dalla nuova Ocm del vino -afferma La scarsità delle risorse a disposizione per le azioni di ristrutturazione e riconversione dei vigneti mette seriamente a rischio questa possibilità: “Già si registra -aggiunge Pascucci- una fortissima differenza fra le richieste di finanziamento e le risorse disponibili per cui tanti produttori che hanno in corso operazioni di rinnovamento dei vigneti non hanno la certezza di poter contare sul sostegno necessario”. La situazione è ancor più grave -rimarca “Questa situazione -spiegano Adriano Rubegni e Paolo Fabrizzi, coordinatori del Gruppo di interesse economico vitivinicolo della Cia Toscana- penalizza fortemente La nuova Ocm del vino, infatti, con pratiche che non puntano alla qualità, può anche creare delle ulteriori difficoltà ad una produzione come quella Toscana che invece sulla qualità e il legame con il territorio punta tutto il suo valore aggiunto. “E’ fondamentale quindi -aggiungono- che la qualità delle produzioni toscane possa essere rivendicata a cominciare dal momento produttivo, ovvero con vigneti moderni nella concezione tecnologica, innovativi sul piano delle varietà autoctone e in linea con le tradizionali della viticoltura regionale”.
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