| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 46 - n. 22 | 5 febbraio 2004 |
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Come è noto, la registrazione dei contratti di affitto dei fondi rustici con durata superiore a trenta giorni è obbligatoria ed indipendentemente dalla data di inizio del rapporto, in deroga alla procedura ordinaria che la prevede entro il trentesimo giorno e per ogni singolo contratto (Dpr n. 131/86), essa può essere fatta cumulativa di tutti i contratti in essere in un anno, entro la fine del mese di febbraio successivo, con un’imposta minima di 52 euro (L.448/98). Nel 2004 -sottolinea l’Associazione nazionale coltivatori a contratto agrario (Ancca)- il termine ultimo sarà il 29 febbraio; la tardiva registrazione comporta sanzioni pecuniarie e l’impossibilità della denuncia cumulativa (circ. Min. Finanze 36E/99), per cui vi è un rinvio obbligato alla via ordinaria che prevede la singola registrazione del contratto con relativa imposta minima, aggravando i costi in caso di più affitti. Si ricordi inoltre che anche in presenza di un solo contratto è consentita la registrazione entro la fine di febbraio (circ. ministero Finanze 36E/99 paragrafo 3), in quanto l’evenienza di più contratti nell’arco di un anno deve essere tenuta in debito conto a prescindere dalla effettiva realizzazione. Unitamente al modulo di pagamento va presentata all'ufficio di registro un modello di distinta recante i seguenti dati: generalità dei contraenti; canone e durata dei rapporti; indicazione catastale dei terreni affittati.
Nell’ambito della Mostra anternazionale dell’Alimentazione ( svoltasi a Rimini dal 31 gennaio al 4 febbraio) si è svolta la manifestazione “Biomense”, uno spazio dedicato alla ristorazione biologica. Il fenomeno è stato oggetto di un apposito convegno organizzato nell’ambito della fiera dal quale sono emersi alcuni dati interessanti: dal 1996 al 2003 i pasti biologici forniti nelle mense scolastiche sono passati dai 24 mila giornalieri ai 785 mila; le mense interessate erano 70 nel ’97 sono diventate 561 nel 2003; il 92 per cento delle mense offre pasti biologici per tutta la settimana; l’80 per cento della frutta utilizzata è biologica così come il 75% delle verdure e dei secondi piatti (dati Biobank). Accanto ad un quadro complessivamente ottimistico rispetto alla potenzialità della diffusione del cibo biologico nelle mense scolastiche, ma anche ospedaliere e aziendali in genere, non potevano mancare analisi critiche circa la disponibilità del prodotto. La fase dell’approvvigionamento per le imprese che gestiscono le mense è quella che crea più difficoltà e, paradossalmente, più cresce la richiesta più aumentano i problemi. In sostanza, c’è carenza di prodotto biologico e cresce la carenza in loco man mano che si amplia la rete delle amministrazioni locali che impongono nei capitolati delle mense pubbliche i prodotti biologici. Un aspetto non secondario che si trovano ad affrontare le amministrazioni è legato al costo. Per rispondere alle esigenze che avanzano le famiglie ed i comuni, il biologico deve contenere i propri costi che, seppure differenziati da quelli del convenzionale, non possono essere eccessivi. Questo aspetto può comunque essere controllato e governato in ambito di rifornimento in loco, tenendo però presente che i costi alla produzione sono maggiori. Certamente uno sforzo in questo senso va sostenuto anche nell’applicazione della riforma della Pac, ma intanto è necessaria un’azione coordinata tra i soggetti. Anabio e Cia, presenti alla manifestazione unitamente alla Cia dell’Emilia Romagna, hanno voluto offrire una opportunità di contatto diretto tra le proprie aziende e le imprese che si occupano di ristorazione al fine di favorire il più possibile la creazione di reti dirette e locali di fornitura di prodotto biologico, favorire lo scambio di informazione anche in termini di conoscenza della gamma di prodotti richiesti.
Riunione ieri a Roma presieduta dal vicepresidente Rizzioli. Costituito un gruppo di lavoro. La Cia-Confederazione italiana agricoltori si mobilita per affrontare i problemi del settore olivicolo. In una riunione che si è tenuta ieri a Roma, presieduta dal vicepresidente Mino Rizzioli, è stato deciso di promuovere un’iniziativa nazionale da svolgersi nelle prossime settimane nella capitale con la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni olivicole italiane e dei produttori, al fine di discutere ed analizzare con la massima concretezza la riforma dell’Ocm olio e tutte quelle questioni che oggi costringono il comparto a vivere una situazione di estrema difficoltà. .Contemporaneamente è stato istituito un apposito gruppo di lavoro (composto da Enzo Mastrobuoni, responsabile Settori produttivi della Cia, Paolo Surace, responsabile dell’Osservatorio economico, Pietro Palumbo, responsabile nazionale Cia per il settore olio, Paolo De Carolis, presidente del Consorzio nazionale olivicoltori-Cno, Antonio Barile, presidente della Cia della Puglia, Roberto Scalacci, della Cia della Toscana, Giuseppe Natale, vicepresidente della Cia dell’Umbria) che ha compito si sviluppare un ampio esame del settore e di proporre una serie di iniziative, tra le quali quella di Roma, in grado di porre al centro dell’attenzione delle istituzioni nazionali e locali le tematiche connesse alla proposta di riforma dell’Ocm olio. Nel corso della riunione, alla quale hanno preso parte i rappresentanti della Cia nazionale e territoriale e delle associazioni di settore, è stato rivolto un vivo apprezzamento per l'iniziativa del Presidente nazionale Massimo Pacetti tesa a sensibilizzare i parlamentari europei nei confronti dei problemi del comparto dell’olio e della riforma dell’Ocm e per gli impegni presi dalla Direzione nazionale della Confederazione.
Si è svolto a Roma, presso la sede dell’Inea, un incontro tra il presidente dell’Istituto nazionale di economia agraria Simone Vieri e il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti. Alla riunione, richiesta dalla Cia, erano presenti anche Carmine Masoni e Giuseppe Cornacchia, della Direzione nazionale della Confederazione. L’incontro si è svolto in un clima cordiale e di fattiva collaborazione. Il colloquio si è concentrato soprattutto sullo sviluppo di possibili sinergie operative tra la Cia e l’Inea, in particolare sui temi della spesa pubblica in agricoltura e sui suoi effetti sul sistema agroalimentare e sui riflessi dell’applicazione della riforma della Politica agricola comunitaria.
Le osservazioni della Cia alla nuova bozza della circolare presentata dal ministero delle Attività produttive. Sulle bevande di fantasia occorre massima chiarezza e una corretta informazione per i consumatori. La Cia-Confederazione italiana agricoltori, in riferimento all’ultima bozza di circolare consegnata in occasione del recente incontro presso il ministero delle Attività produttive, ribadisce, infatti, l’importanza non solo di chiarire da un punto di vista tecnico-amministrativo la normativa vigente, ma di provvedere, da parte del governo, a riempire il vuoto normativo che, a livello nazionale, si è verificato dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha reso inapplicabile l’art.11 del Dpr 719/58. Lo spirito ed i contenuti di tale articolo, indispensabili per tutelare realmente gli interessi dei consumatori in materia di corretta informazione, devono, ad avviso della Cia, essere riproposti nell’ambito di un nuovo decreto legislativo. Ciò avrà l’auspicabile “effetto collaterale” di salvaguardare parzialmente il reddito di molti produttori ed operatori del comparto agrumicolo, di cui sono note le difficoltà di commercializzazione, ma che rappresenta comunque uno dei settori produttivi caratteristici del “made in Italy”, famoso in tutto il mondo e determinante per le economie di alcune regioni del nostro meridione. Infine, in virtù dell’art.2 del decreto legislativo n.109/92, la Cia chiede che le bevande di fantasia non possano riportare raffigurazioni del frutto o della pianta perché una percentuale di succo al di sotto del 12 per cento non legittima l’uso dell’immagine del frutto relativo.
Alla presenza del presidente della Anp-Cia Mario Pretolani e del presidente della Cia Toscana Enzo Pierangioli il 2 febbraio si è svolta l'annuale Assemblea regionale della Associazione dei pensionati della Cia Toscana. I lavori, che sono stati preceduti da una breve ma significativa commemorazione di Elvio Collu, recentemente scomparso, da parte del vicepresidente Primo Cavallini, sono stati aperti dalla relazione del presidente della Ap Toscana Enio Niccolini, che ha fatto il punto sulla attività svolta e ha sottolineato le priorità per le quali l'Associazione dovrà impegnarsi per il prossimo futuro: pensioni, concertazione territoriale, crescita organizzativa. Si è, quindi, sviluppato un ampio dibattito che ha evidenziato la positività del lavoro svolto e ha tacciato il programma per il 2004. Fra le decisioni assunte lo svolgimento della festa regionale del pensionato a Campiglia Marittima in provincia di Livorno il 26 e 27 Giugno 2004. Successivamente l'Assemblea ha approvato alla unanimità lo Statuto della Associazione regionale e ha invitato le Ap provinciali ha dotarsi di un proprio statuto. Di seguito a tale atto l'Assemblea ha provveduto alla nomina del Collegio dei Garanti, alla cui presidenza è stato chiamato Rigoletto Calugi. Infine. l'Assemblea ha provveduto ad integrare l'Assemblea e la Direzione. A termine dei lavori, la Direzione ha nominato la presidenza che risulta essere composta, oltre che dal presidente e dal vicepresidente, Niccolini e Cavallini, da Carlo Braccesi, Maurizio Cavani, Antonio Mugnaini e Gianfranco Turbanti.
La Regione metta in campo strumenti utili a garantire il pagamento del prodotto conferito da parte degli allevatori e degli agrumicoltori siciliani nel caso in cui Latte Sole ed Emmegi, a causa delle difficoltà economiche del gruppo Parmalat, non potesse far fronte agli impegni economici nei confronti dei conferitori. La richiesta è stata fatta da Cia, Coldiretti e Confagricoltura nel corso dell’incontro svoltosi ieri sera con l’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione, alla presenza dei sindacati Cgil, Cisl e Uil e dei rappresentati dei lavoratori di Emmegi e latte Sole, perfettamente consapevoli, anch’essi che senza conferimenti regolari da parte della produzione non sarà possibile garantire l’attuale livello occupazionale delle due aziende siciliane del gruppo Parmalat. Se la Regione si farà garante dei pagamenti del prodotto conferito alle due aziende, tornerà tranquillità tra i produttori, verrà meno la diffidenza e lo sbandamento che finora hanno caratterizzato l’atteggiamento degli agricoltori e degli allevatori nei confronti delle due aziende siciliane del gruppo di Collecchio. Cia, Coldiretti e Confagricoltura hanno manifestato all’assessore Castiglione la necessità di incontrare il commissario Enrico Bondi non appena verrà a fare i previsti sopralluoghi negli stabilimenti isolani, per attivare un confronto sul futuro dei due impianti che sono di grande importanza per il settore agro-alimentare regionale visto che lavorano il 50 per cento del latte e il 20 per cento degli agrumi prodotti in Sicilia.
La Cia-Confederazione italiana agricoltori e l’Istituto Affari Internazionali (IAI) hanno organizzato per il prossimo 11 febbraio a Roma una conferenza internazionale sul tema: “I negoziati Wto sull’agricoltura, sfide e opportunità per l’Europa e l’Italia”. L’iniziativa si propone di analizzare e discutere gli sviluppi della questione agricola nell’ambito del ciclo di negoziati avviati dall’Organizzazione mondiale per il commercio ( Wto) in occasione della quarta Conferenza ministeriale riunitasi a Doha, Qatar, nel novembre del 2001. Il fallimento della quinta Conferenza ministeriale, che ha avuto luogo a Cancun, in Messico, nel settembre del 2003, rappresenta un segnale importante, che non va sottovalutato, per le implicazioni sulle relazioni multilaterali e sull’andamento dei negoziati. La scadenza del dicembre 2004 sembra essere ormai da escludere; tuttavia, i principali attori hanno confermato la determinazione a dare nuovo vigore all’Agenda concordata a Doha (Doha Development Agenda). I lavori si concentreranno, da un lato, sulle strategie negoziali dell’Unione europea e degli Usa e, dall’altro, sul nuovo ruolo giocato in ambito multilaterale dai paesi emergenti; particolare attenzione sarà quindi rivolta alla nuova coalizione del G21. Obiettivo dell’iniziativa è offrire un’occasione di confronto qualificato, coinvolgendo esperti internazionali, referenti istituzionali e del mondo economico italiano su un tema cruciale per gli interessi dell’Italia e per una partecipazione attiva del nostro paese al negoziato Wto in corso. Intenso il programma della manifestazione. Gli interventi introduttivi saranno tenuti dal presidente della Cia Massimo Pacetti, che parlerà su “I negoziati Wto e le prospettive dell’agroalimentare italiano”, e da Paolo Guerrieri, vicepresidente dello IAI e professore all’Università “La Sapienza” di Roma, che tratterà sul tema “Gli scenari del round di Doha”. Subito dopo si aprirà la sessione di lavori sul tema “I negoziati agricoli: stato e prospettive per la costruzione di un nuovo regime degli scambi internazionali dei prodotti agroalimentari”. Giovanni Anania, professore all’Università della Calabria esporrà “La posizione e gli interessi negoziali dell’Ue”, Timothy Josling, professore all’ Institute for international studies (Iiis), Stanford University, “Le proposte statunitensi”, Alexander Sarris, direttore della Divisione prodotti di base e commercio della Fao, “Interessi e strategie negoziali del G21”. Al termine del dibattito ci sarà l’intervento dell’on. Giovanni Alemanno, ministro per le Politiche agricole e forestali.
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