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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 51 - n. 238 4 dicembre 2009
COMUNICATI
  • Finanziaria: non togliere risorse all’agricoltura. Sul Fondo per le calamità naturali il Governo deve rispettare la volontà del Parlamento
  • Finanziaria: passo avanti sul Fondo per le calamità naturali. Aperti ancora il problema dei contributi previdenziali, l’ “accisa zero” sul gasolio e l’Iva sui carburanti
  • Ponte dell’Immacolata: niente tutto esaurito per gli agriturismi. La crisi fa sentire i suoi effetti. Si punta molto sul “last minute”
TERRITORIO
  • Cia Umbria: nel 2009 un olio di eccellente qualità
  • La Cia di Modena sul Parmigiano Reggiano: occorre aggregare l’offerta e definire strategie commerciali che prevedano prezzi base di vendita in rapporto ai costi di produzione per fare recuperare valore alle imprese produttrici di latte
  • Le organizzazioni agricole di Pordenone incontrano il prefetto

 

COMUNICATI


Finanziaria: non togliere risorse all’agricoltura. Sul Fondo per le calamità naturali il Governo deve rispettare la volontà del Parlamento

 

La Cia: il finanziamento è indispensabile per dare sostegno a migliaia di imprese oggi in grave difficoltà.

 

Le risorse destinate dalla finanziaria all’agricoltura con gli emendamenti, già approvati in Commissione alla Camera, e attualmente di nuovo in discussione, non devono essere cancellate. In particolare, i finanziamenti derivanti dallo scudo fiscale (250 milioni di euro) e destinati al Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali devono rimanere. Il governo deve rispettare la volontà già espressa dal Parlamento. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori, preoccupata per la fase di confusione che si sta registrando nell’iter sulla manovra economica per il 2010.

Il finanziamento del Fondo -avverte la Cia- è indispensabile per le aziende agricole, che sono alle prese con una serie di innumerevoli problemi che rischiano di provocare pesantissimi contraccolpi sull’intero settore. Le risorse provenienti dallo scudo fiscale- sulle quali il Parlamento si è espresso favorevolmente- non possono essere messe in discussione. Non si possono togliere stanziamenti senza i quali molte imprese potrebbero chiudere i battenti.

La Cia, pertanto, invita il governo al rispetto degli impegni assunti e dell’orientamento del Parlamento. Sottrarre soldi all’agricoltura significa accentuare ancora di più una fase di vera emergenza, con tutte le sue immaginabili conseguenze.

 


Finanziaria: passo avanti sul Fondo per le calamità naturali. Aperti ancora il problema dei contributi previdenziali, l’ “accisa zero” sul gasolio e l’Iva sui carburanti

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi commenta gli emendamenti alla manovra economica per il 2010 in discussione alla Camera: un primo risultato ottenuto grazie alla nostra mobilitazione sull’intero territorio nazionale, che proseguirà nei prossimi giorni. Rimangono, comunque, parziali le risposte alle esigenze degli agricoltori. Rinnovato l’appello alla convocazione del Tavolo agroalimentare e della dichiarazione dello stato di crisi.

 

“Soltanto un primo passo avanti. Molti ancora i problemi che restano aperti e che richiedono subito immediate risposte”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta gli emendamenti alla legge finanziaria per il 2010 in discussione alla Camera che contengono anche stanziamenti di 250 milioni di euro per il Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali derivanti dallo scudo fiscale.

“Le risorse previste per il Fondo, che non devono essere utilizzate per altre ‘voci’, non sono certo sufficienti per coprire in maniera adeguata le esigenze dei produttori agricoli. In ogni caso, è un segnale importante che -avverte Politi- qualcosa nei confronti dell' agricoltura si sta muovendo. E questo grazie alla nostra mobilitazione sull’intero territorio nazionale attraverso la quale abbiamo denunciato sia alle istituzioni che all’opinione pubblica la gravità della crisi che stanno attraverso migliaia di imprese, oppresse da costi produttivi, contributivi e burocratici asfissianti e da un crollo verticale dei prezzi praticati sui campi. Una mobilitazione che proseguirà, anche con iniziative promosse con altre organizzazioni”.

“Insomma, una risposta -sottolinea il presidente della Cia- molto parziale. C’è, infatti, bisogno di altri interventi per dare reali sostegni alle aziende agricole. In particolare, occorre stabilizzare la fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna. Un’agevolazione da allargare a tutti quei settori che fanno i conti con una profonda crisi”.

“Altro elemento fondamentale per fronteggiare la delicata situazione in cui versano le aziende -rimarca Politi- è quello di estendere a tutte le attività agricole e zootecniche l’ ‘accisa zero’ per il gasolio, comprese, quindi, le colture sotto serra, che l’Ue vuole cancellare e sulla quali serve un chiarimento da parte delle nostre istituzioni preposte. Ad esso si deve necessariamente aggiungere la riduzione al 4 per cento dell’aliquota Iva sui carburanti utilizzati nelle attività a tutto il 2010”.

“In ogni modo, al di là della finanziaria, per la quale auspichiamo un cambiamento di rotta nei confronti dell’agricoltura, rinnoviamo l’appello al governo affinché -ribadisce il presidente della Cia- convochi al più presto il Tavolo agroalimentare a Palazzo Chigi, per discutere con tutti i protagonisti della filiera le misure e le strategie per far uscire dal coma profondo il settore agricolo, e si proceda alla dichiarazione dello stato di crisi. Una procedura necessaria per far slittare tutte le scadenze, contributive e fiscali, alle quali gli agricoltori, vista la persistente difficoltà economica, non sono in grado di assolvere”.

 

 


Ponte dell’Immacolata: niente tutto esaurito per gli agriturismi. La crisi fa sentire i suoi effetti. Si punta molto sul “last minute”

 

Nonostante il settore registri difficoltà meno pesanti rispetto agli altri comparti agricoli, Turismo Verde-Cia evidenza i problemi e il clima d’incertezza delle aziende. Le prenotazioni per la prossima festa dell’8 dicembre mostrano una situazione non omogenea nelle varie regioni. In alcune ci sarà il “pienone”, in altre diversi “vuoti”. Confermato il trend al ribasso registrato durante il 2009. Un’indagine condotta ad Agri@tour di Arezzo evidenzia che i giovani sono molto interessati alla prenotazione mobile, tramite cellulare, già attiva in molti agriturismi.

 

Per il prossimo ponte dell’Immacolata niente tutto esaurito. La crisi continua, anche se con minore intensità rispetto agli altri settori, a far sentire i suoi effetti sull’agriturismo. Le prenotazioni mostrano, infatti, una situazione non omogenea nelle varie realtà territoriali: alcune regioni o province, particolarmente vocate alle vacanze estive (Emilia Romagna, Sardegna ed alcune zone costiere della Toscana), registrano un significativo calo rispetto allo scorso anno (meno 7-8 per cento), il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, l’Umbria, il Lazio, il Salento, la Calabria, la Sicilia fanno, invece, il “pienone”. Non solo. Mentre in Veneto e in Friuli gli ospiti saranno quasi esclusivamente italiani, nelle altre regioni molti degli ospiti saranno stranieri (40 per cento circa). E’ quanto evidenzia Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che mette in evidenza come in questo particolare comparto, che negli ultimi anni ha messo a segno un vero boom, cominci a frenare, anche se le luci ancora sovrastano le ombre che, al contrario, per l’intera agricoltura sono alquanto pesanti.

Il ponte dell’8 dicembre, che di consuetudine dà l’avvio alla stagione delle vacanze invernali, che avranno il loro culmine con le feste di fine d’anno, conferma, d’altra parte, il trend dell’intero 2009 che per gli agriturismi -come rileva Turismo Verde-Cia- non è stato esaltante, anche se in alcune realtà del Paese si è avuta una situazione brillante. Uno scenario, dunque, non certo nitido. Le preoccupazioni per gli operatori del settore, alimentate soprattutto dagli alti costi di gestione, restano e il minor afflusso di ospiti e i soggiorni “mordi e fuggi” (due-tre giorni), concentrati in particolare nei fine-settimana, contribuiscono ad accrescere un clima d’incertezza.

Nella festività dell’Immacolata -afferma Turismo Verde-Cia- saranno, comunque, il “last minute” e le condizioni meteorologiche a condizionare gli spostamenti dei vacanzieri. L’offerta enogastronomica e la possibilità di trascorrere, all’interno dell’azienda in caso di pioggia, i giorni di vacanza sono uno degli elementi vincenti del prossimo lungo ponte: la possibilità di frequentare brevi corsi di apprendimento, centri benessere, intrattenimenti per adulti e bambini sono sempre un forte richiamo per chi è alla ricerca di un breve periodo di serenità.

In tale contesto Turismo Verde-Cia presenta il bilancio di un’indagine svolta nel corso della recente ottava edizione di Agri@tour, il Salone nazionale dell’agriturismo, tenutosi ad Arezzo, alla quale ha partecipato. Effettuato tra le oltre 40 aziende presenti nello stand dell’associazione ed i numerosi visitatori che hanno contattato gli operatori e i responsabili di Turismo Verde sull’offerta agrituristica, il sondaggio rileva che i giovani (40 per cento circa dei 12.000 visitatori di quest’anno) sono molto interessati alla prenotazione mobile, tramite cellulare, presentata proprio da Turismo Verde-Cia ad Arezzo e già attiva in molti agriturismi della Sicilia, della Calabria, della Lombardia. Inoltre, risulta che le giovani famiglie, con bambini al di sotto dei 10 anni (30 per cento circa), preferiscono scegliere la vacanza in agriturismo soprattutto tramite internet. Il resto si affida al passaparola tra amici, depliant aziendali e guide.

 

 

 

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TERRITORIO


Cia Umbria: nel 2009 un olio di eccellente qualità

 

La Giunta della Cia Umbria si è riunita a Perugia, nei giorni scorsi, per analizzare la situazione del comparto olivicolo ed i programmi da mettere in atto per il suo potenziamento. In apertura dei lavori il presidente regionale della Cia  Domenico Brugnoni  ha espresso un giudizio positivo sull’ andamento della produzione 2009, diminuita del 10-15 per cento rispetto a quella dello scorso anno ma di qualità veramente eccellente.

E’ stato stimato, infatti, un livello produttivo di circa 80 mila tonnellate di olio, esclusivamente extravergine, a fronte delle oltre 100 mila tonnellate prodotte nel 2008 considerato universalmente un anno eccezionale. Ma la vera sorpresa è quella della qualità, favorita da condizioni climatiche molto positive, tanto che l’ olio umbro del 2009 sarà ricordato, con ogni probabilità, come uno dei migliori mai ottenuti.

 “Purtroppo -ha sottolineato Brugnoni- dobbiamo registrare una rischiosa caduta dei prezzi a fronte di un vertiginoso aumento dei costi di produzione, con grandi difficoltà per un settore sempre più importante anche per l’ apporto che fornisce alla salvaguardia dell’ ambiente ed alla configurazione del nostro inimitabile paesaggio”.

La Giunta regionale della Cia Umbria non ha mancato di sottolineare le esigenze più pressanti per il comparto: rivedere il disciplinare dell’ Olio Dop “Umbria” a 10 anni dalla sua applicazione; istituire il Catasto olivicolo regionale per avere un quadro dettagliato del contesto produttivo, necessario per l’ auspicata redazione del più volte richiesto Piano per l’ olivicoltura umbra; valorizzare le nostre varietà autoctone come la “Nostrale di Rigali”; promuovere adeguatamente l’ olio umbro sui mercati nazionali ed internazionali.

Nel corso del suo intervento, Massimo Sisani, presidente della Cia di Foligno nel cui territorio si sta realizzando un progetto di tracciabilità in collaborazione con il Consorzio olivicolo nazionale, ha rimarcato l’importanza della filiera corta e della vendita diretta anche per una maggiore tutela del consumatore, evidenziando come, presso le aziende olivicole ed i frantoi, possa essere acquistato in questi giorni un olio di qualità eccellente, garantita direttamente dal produttore, a prezzi sicuramente convenienti.


La Cia di Modena sul Parmigiano Reggiano: occorre aggregare l’offerta e definire strategie commerciali che prevedano prezzi base di vendita in rapporto ai costi di produzione per fare recuperare valore alle imprese produttrici di latte

 

“Aggregare l’offerta del Parmigiano Reggiano, definire strategie commerciali che prevedano prezzi base di vendita in rapporto ai costi di produzione per fare recuperare valore alle imprese produttrici di latte”. Lo ribadisce la Cia di Modena a seguito dell’incontro svolto in Provincia oggi  (4 dicembre) convocato dall’assessore all’Agricoltura Giandomenico Tomei sulle drammatica crisi del “re dei formaggi”.

“Una situazione -commenta la Cia di Modena- che sta causando espulsioni di imprese zootecniche dal settore agricolo con pesanti ricadute sul piano occupazionale e sociale”.

La Cia, che ha partecipato all’incontro, ha condiviso e sostenuto con la propria azione le proposte illustrate per aggregare l’offerta di Parmigiano “e per dare concretezza a tale percorso -osserva- occorre costruire unitariamente una forte azione di stimolo e sostegno al progetto ed al percorso tra produttori di latte soci dei caseifici (che già in due occasioni si sono riuniti spontaneamente a Parma e Reggio Emilia).

Bisogna partire, tuttavia, “da obiettivi minimi concretizzabili a breve termine -conclude la nota della Cia modenese-  attraverso un patto tra caseifici su qualità e livelli base  in rapporto a costi e prezzo del Parmigiano per giungere poi rapidamente e condivisione ad una vera e propria aggregazione commerciale al fine di valorizzare meglio sul mercato il prodotto con benefici economici per l’impresa agricola”.

 


Le organizzazioni agricole di Pordenone incontrano il prefetto

 

Le organizzazioni agricole in mobilitazione hanno incontrato il prefetto di Pordenone, Pierfrancesco Galante, a cui hanno consegnato un documento unitario di rivendicazioni. In rappresentanza del comparto rurale provinciale c’erano, Elio Battistin della Cia, Marco Bagnariol della Confcooperative e Piergiovanni Pistoni di Confagricoltura. Dopo aver sottolineato il fatto che la provincia di Pordenone porta il suo contributo all’economia regionale per il 40 per cento del Pil, gli esponenti dell’agricoltura hanno illustrato i contenuti salienti del documento sottoscritto congiuntamente e consegnato al rappresentante territoriale del governo. I problemi della finanziaria nazionale con una drammatica carenza di risorse per il comparto che sta mettendo in ginocchio le aziende; il fondo di solidarietà nazionale non ancora rifinanziato. Inoltre, si è discusso delle modalità di proseguimento della Pac dopo il 2013, con l’intento di ottenere delle proposte precise da parte del governo, possibilmente condivise con le organizzazioni professionali.

In conclusione, il prefetto Galante si è impegnato a discutere dei problemi presentati, con sollecitudine, nelle sedi competenti.

 

 

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