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Anno 52 - n. 111 4 giugno 2010
TERRITORIO
  • Cia di Pordenone: sui contributi agricoli versati in eccesso un ennesimo caso di “malaburocrazia”

 

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Cia di Pordenone: sui contributi agricoli versati in eccesso un ennesimo caso di “malaburocrazia”

 

Mentre versa le rate all’Inps, l’Agea gli trattiene lo stesso importo. Del doppio pagamento si è accorta la Cia di Pordenone durante un controllo effettuato per conto di un agricoltore di San Quirino, inerente la rateizzazione per contributi versati per conto di dipendenti stagionali. In pratica, mentre l’imprenditore stava pagando le rate, l’Agea (Agenzia per i pagamenti in agricoltura), relativamente alle contribuzioni pubbliche previste per legge, gli tratteneva lo stesso importo. Il produttore, al ricevimento della “seconda” cartella di esazione, essendo impossibilitato a pagare, ha successivamente ricevuto un’ulteriore “sollecitazione” accompagnata dal blocco amministrativo del veicolo primario, mettendolo in una situazione di grandissimo disagio. Per sbloccare il veicolo, l’agricoltore ha dovuto provvedere, con grande difficoltà, al pagamento delle cartelle.

“Crediamo che in un momento di difficoltà economica come questo -sottolinea Davide Vignandel, direttore della Cia di Pordenone-  trattenere contributi versati in eccesso sia una cosa scandalosa. Non è possibile che l’Agea o l’Inps non si siano accorti di nulla o, quantomeno, non siano stati in grado di accertare o incrociare i dati informatici di pagamento. Se così è, questo sta a significare che non esiste un gestionale di controllo affidabile per cui le banche dati Agea e Inps non dialogano e non riescono a incrociare i dati. Se la Cia non avesse effettuato questo controllo, nessuno -prosegue Vignandel -.si sarebbe accorto della situazione e il produttore avrebbe continuato a pagare il doppio del dovuto. Le aziende, in questo modo, anziché essere sostenute, vengono messe in ginocchio. Chissà quanti produttori della nostra provincia o regione sono nella stessa situazione di questo produttore? Speriamo, almeno, che i soldi pagati in eccesso vengano saldati o restituiti quanto prima”, conclude Vignandel.

A fronte di questo ennesimo caso di “malaburocrazia”, l’agricoltore ha richiesto all’Inps la restituzione del dovuto o quantomeno lo sgravio di altre cartelle di pagamento che erano in corso. Nella domanda, il produttore ha specificatamente richiesto il blocco dei pagamenti attualmente in atto, finché non venga sistemata la situazione attuale.

 

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