| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 49 - n. 70 | 4 aprile 2007 |
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La Cia, insieme alle associazioni d’impresa, ha presentato al Cespa (Consiglio economico per le politiche ambientali) un documento che richiede al “Comitato di revisione del Dlgs 152/06” e al ministero dell’Ambiente di chiarire con proprio atto l’inesistenza dell’obbligo di compilazione del Mud per le imprese iscritte all’Albo dei Gestori Ambientali ai sensi dell’art. 212, comma 8 (trasporto dei rifiuti in conto proprio).Il ministero si è riservato di rispondere nel più breve tempo possibile. In ogni caso, la Cia ha ribadito e continuerà a ribadire la propria contrarietà a che venga introdotto l’obbligo del Mud, per le imprese iscritte all’Albo secondo le procedure semplificate previste per il trasporto in conto proprio. Un obbligo di questo genere metterebbe le imprese in seria difficoltà e le esporrebbe al rischio di incorrere in dichiarazioni mendaci, non essendo fino ad ora tenute alla compilazione dei registri di carico e scarico da cui poter ricavare i dati da comunicare. La Cia, inoltre, ha sottolineato che l’iscrizione all’Albo con procedura semplificata o ordinaria, come paventato in alcune bozze di decreti correttivi del Dlgs 152/06, non sia accettabile e si debba invece prevedere un’autorizzazione generale, che sarebbe in linea con le disposizioni comunitarie e che sottrarrebbe gli imprenditori non solo ad onerosi obblighi burocratici, ma anche al rischio di incorrere in spiacevoli e gravose sanzioni amministrative e penali.
L’olivo e l’olio, compreso l’indotto, generano nel nostro paese un valore di oltre cinque miliardi di euro e posizionano al primo posto, a livello mondiale, l’Italia con un’esportazione di 1,347 miliardi di euro. Se a questi elementi economici aggiungiamo la valenza storica, culturale, salutistica, territoriale, ambientale e paesaggistica dell’oleolivicoltura e l’aspetto occupazionale e della coesione sociale che coinvolge oltre un milione di produttori, siamo di fronte ad un comparto produttivo che merita attenzione e considerazione dalla politica, dalle istituzioni e dalla società. Su queste valutazioni Domenico Falcone, in rappresentanza della Giunta nazionale della Cia, ha sviluppato il proprio intervento all’iniziativa promossa dal Cno all’interno del Salone dell’Olio d’Oliva (Sol) di Verona. Nell’esprimere l’apprezzamento e la condivisione per le finalità dell’incontro, Falcone ha sottolineato l’esigenza di una politica oleolivicola nazionale unitaria, con il coinvolgimento attivo dei produttori, dei trasformatori e dei distributori, in grado di creare le necessarie sinergie e garantire la reciproca convenienza a tutti i soggetti della filiera. Per la Cia, ha continuato Falcone, vanno immediatamente ripristinate regole e certezze superando il limite normativo delle 30 are, la confusione nella determinazione dei titoli, gli ingiustificabili ritardi nel pagamento del premio unico ed il sistema delle extra-rese. Una funzione importante, ha continuato Falcone, dovrà essere svolta dalle Organizzazioni di prodotto chiamate a sviluppare un sistema economico e di filiera finalizzato al mercato. Un percorso ed un progetto di sviluppo per l’oleolivicoltura italiana che potrà contare sull’apporto e sul contributo della Cia. Un impegno complessivo, ha concluso Falcone, che come componenti della filiera e rappresentanti delle Istituzioni e, più in generale, come società è dovuto quale riconoscimento al sacrificio ed alla professionalità degli olivicoltori italiani che con il loro lavoro e la loro passione ci consentono quotidianamente, di gustare il più nobile e salutare degli alimenti e di godere di un territorio, di un ambiente e di un patrimonio varietale differenziato, oltre 500 cultivar, che il mondo intero ci invidia.
Secondo Turismo Verde-Cia, saranno 700 mila i turisti (tanti gli stranieri) che hanno scelto la vacanza in campagna. Un giro d’affari di oltre 45 milioni di euro per il week-end pasquale. Molte le prenotazioni on-line. Gettonate le prime colazioni tradizionali di questo periodo festivo. Pasqua da record per gli oltre 15 mila agriturismi del nostro Paese. Si calcola, infatti, che sugli oltre 18 milioni di turisti (13,5 milioni di italiani e 4,5 milioni di stranieri) che si metteranno in viaggio per le prossime festività, almeno 700 mila persone, dal prossimo venerdì al lunedì dell’Angelo, trascorreranno giorni di relax a contatto con la natura, con le tradizioni e i sapori dei nostri piatti tipici. A rilevarlo è Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia-Confederazione italiana agricoltori, la quale annuncia il tutto esaurito per il lungo week-end pasquale. Gli ospiti italiani e stranieri (che rappresentano circa il 30 per cento del totale) delle aziende agrituristiche hanno scelto non soltanto di trascorrere delle giornate in mezzo alla natura, ma hanno espresso anche un maggiore interesse verso le preparazioni culinarie tradizionali legate alla Pasqua. E’ interessante notare -afferma Turismo Verde-Cia- che la maggior richiesta è stata fatta verso le tipiche prime colazioni che, negli ultimi anni, erano state un pò trascurate. Gli ospiti stranieri - ricorda Turismo Verde-Cia- hanno prenotato per più giorni, circa una settimana: le regioni più gettonate sono la Toscana, il Lazio, l’Umbria, la Sicilia e la Basilicata. Ma anche nelle altre regioni e isole le previsioni evidenziano una costante crescita delle presenze. In molti di questi casi è stata fatta una richiesta specifica di poter assistere ai riti della Pasqua. Sono dati che confermano il costante sviluppo che l'agriturismo sta registrando in questi ultimi anni. Sta di fatto che nel 2006 il settore ha avuto un giro d’affari che ha superato il miliardo di euro e le presenze (più di 12 milioni) nelle aziende agrituristiche del nostro Paese sono cresciute del 10 per cento rispetto all’anno precedente. Secondo Turismo Verde-Cia, soltanto nel week-end pasquale il settore agrituristico metterà in moto un giro di affari superiore ai 45 milioni di euro. Anche un sito di Turismo Verde, che offre informazioni anche sul territorio e sul tempo libero, ha registrato un incremento di visite di circa il 50 per cento e molte sono le prenotazioni fatte on-line (circa il 35 per cento).
Accogliamo con favore la proposta della Commissione Ue relativa al raddoppio dei cosiddetti aiuti “de minimis” dagli attuali 3.000 euro a 6.000 euro. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori. A tal proposito, la Cia ricorda che questi aiuti possono essere decisi dai singoli Stati senza l’autorizzazione di Bruxelles, non superando, però, il tetto dello 0,6 per cento della propria produzione agricola. Nell’auspicare che tale proposta divenga al più presto operativa, la Cia rileva che tutto ciò comporterà l’esigenza di scelte mirate per l’assegnazione degli interventi, mentre si alleggeriranno le norme per la comunicazione degli aiuti agli uffici comunitari.
Sarà un fine settimana di Pasqua all’insegna del “tutto esaurito” nelle circa 120 strutture di agriturismo della Basilicata (tra aziende di ospitalità rurale e punti ristoro) per oltre 2.000 presenze da venerdì a lunedì e circa 10 mila coperti complessivi. Sono queste le previsioni di Turismo Verde , l’associazione agrituristica della Cia lucana. Se per i pernottamenti si registra quasi dappertutto il “tutto esaurito” con le prenotazioni chiuse da martedì scorso, per assicurarsi -riferisce Paolo Carbone, presidente di Turismo Verde Basilicata- un posto a tavola nelle due giornate che insieme al Ferragosto sono quelle con il “pienone”, vale a dire Pasqua e Lunedì dell’Angelo, c’è ancora qualche possibilità. Nonostante le condizioni metereologiche non incoraggiano alla vacanza in campagna -continua Carbone- la tradizione della fuga dai centri abitati tiene sicuramente, come tendenza e in Basilicata ci risulta superiore al soggiorno in albergo, se non altro per le tariffe concorrenziali dei pacchetti tutto compreso e per l’offerta di gastronomia tipica locale. Le presenze per i pernottamenti anche quest’anno -secondo le indicazioni di Turismo Verde Basilicata- sono per lo più di famiglie e comitive di famiglie di pugliesi e campani, con gruppi di giovani under 35 di Roma e del Lazio. Da parte dell’associazione agrituristica della Cia il rinnovato appello agli operatori agrituristici a vigilare sugli standard qualitativi dei servizi erogati quale migliore promozione in vista della stagione estiva che continua invece a presentare non poche incognite.
Il Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia continua a vessare gli agricoltori.A fronte di servizi non resi continua a chiedere agli agricoltori il non dovuto. Negli ultimi anni, denuncia la Cia di Bari, il Consorzio di Bonifica esegue con estremo ritardo la manutenzione alla rete irrigua di adduzione delle acque ai torrini e agli utenti finali del Comprensorio irriguo di “Minervino Alto” rispetto alle normali esigenze delle colture irrigue. Nel corso del 2006, a causa di tale ritardo, l’effettiva erogazione dell’acqua agli utenti è iniziata con notevole ritardo riducendo di fatto di un quarto la durata della stagione irrigua. Tale riduzione, denuncia ancora la Cia barese, ha comportato un grave danno agli utenti e un vantaggio al Consorzio che ha visto ridursi i costi di gestione e manutenzione. Tali circostanze, associate alle ben note crisi di mercato hanno comportato una notevole riduzione del reddito dei consorziati. A fronte di questa drammatica situazione, anche a fronte di una richiesta di oggettiva riduzione di un quarto dell’importo delle tariffe, il Consorzio di Bonifica “Terre d’Apulia” fa orecchi da mercante. In questi giorni, infatti, il Consorzio sta inviando gli avvisi di pagamento con i quali chiede il pagamento dell’importo integrale della tariffa, facendo suscitare una ribellione tra gli agricoltori del Comprensorio irriguo di “Minervino Alto”, nei confronti dei quali va il pieno sostegno della Cia barese perché questo problema venga risolto e si proceda già da ora ad affrontare il problema della manutenzione per dare il via alla campagna irrigua per l’anno 2007 nei tempi richiesti dalle esigenze delle colture e non di altri.
Il Centro di assistenza agricola della Cia Zona montana di Reggio Emilia ha indetto all’incontro con gli associati sui seguenti argomenti: rintracciabilità (pacchetto igiene, norme e applicazione); Direttiva nitrati; Piano di sviluppo rurale 2007-2013 (prime valutazioni); condizionalità (corretta gestione ambientale, benessere animale, normative igienico-sanitarie). L’incontro si terrà domani giovedì 5 aprile, alle ore 9.30, presso la Sala riunioni della sede Cia – Castelnovo né Monti. Parteciperanno per
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