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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 45 - n. 186 3 novembre 2003
ATTUALITÀ
  • Documento della Giunta Nazionale della Confederazione italiana agricoltori sugli OGM
TERRITORIO
  • Bologna: convegno sulla vendita diretta dei prodotti agricoli
  • Cia Sicilia: iniziata la raccolta di firme contro la norma che vieta al produttore la vendita dell’olio d’oliva sfuso
  • Unicità di modello ed unicità di sportello: la Cia di Alessandria promuove una petizione per semplificare la burocrazia nel settore vitivinicolo
APPUNTAMENTI
  • Campagna di informazione e promozione dei prodotti lattiero-caseari
  • Tutela delle produzioni: interventi compensativi e assicurazioni agevolate

 

ATTUALITÀ


Documento della Giunta Nazionale della Confederazione italiana agricoltori sugli OGM

 

La Confederazione italiana agricoltori, nell’autonomia che da sempre la contraddistingue, intende offrire, con questo documento, un contributo di riflessione sul tema assai rilevante delle biotecnologie, ed in particolare dell’utilizzo degli organismi geneticamente modificati in agricoltura. L’obiettivo è aprire, nel comparto agricolo alimentare, e non solo, un dibattito che, senza preconcetti, affronti problematiche che, in Italia ed in Europa dovranno, giungere, in ogni caso, ad una regolamentazione. Avvertiamo l’esigenza di pervenire a progetti di sviluppo e di progresso per l’agricoltura, di porre le basi per rendere competitivo il sistema delle imprese italiane, tenendo conto di esigenze, identità, sensibilità, situazioni differenziate.

La Confederazione italiana agricoltori ha sempre assunto, nei confronti del tema delle biotecnologie, un atteggiamento serio, aperto e pragmatico, mai preconcetto o ideologico.

E’ sufficiente il rimando alla deliberazione dell’ultima Assemblea Congressuale, laddove si afferma il consenso:

“alla promozione della ricerca sulle biotecnologie in agricoltura”, ribadendo “la necessità di uno sviluppo governato delle biotecnologie, orientato alla sostenibilità; in particolare di applicare integralmente il principio di precauzione, di garantire la biodiversità, di tutelare la tipicità delle produzioni.”

Prosegue il documento:” La CIA ritiene essenziale la ricerca nel campo delle nuove tecnologie biologiche. Esse possono prefigurare scenari di alto valore sociale e produttivo: riduzione degli impatti ambientali, miglioramento delle caratteristiche nutrizionali degli alimenti, miglioramento dell’efficienza fotosintetica, della resistenza delle piante, alle avversità e agli stress climatici, produzioni in ambienti sub-aridi. Per lo sviluppo delle biotecnologie, però, deve essere rispettato il principio di precauzione, devono essere attentamente valutati gli impatti economici ed ambientali delle specifiche innovazioni, devono essere attivati efficaci sistemi di tracciabilità e d’informazione sui prodotti geneticamente modificati e salvaguardata la biodiversità. Occorre, inoltre, riformare i sistemi internazionali di brevettazione, adeguandoli ai nuovi scenari scientifici e tecnologici.”

La CIA afferma che la maggior parte delle produzioni italiane oggi, non ha bisogno di OGM. L’azione si sposta quindi sulla costruzione di un modello virtuoso di crescita di filiere che possano fare a meno di OGM. A tal fine vanno previsti specifici sostegni economici utilizzando le risorse comunitarie ed integrandole con quelle nazionali e regionali.

Se ciò è ipotizzabile per alcune filiere, come quelle del biologico, la cosa appare più difficile per altre. Per i comparti, come quello zootecnico, in cui scontiamo una forte dipendenza nell’approvvigionamento di alimenti da Paesi che non garantiscono l’assenza di OGM, va rilanciato, a parere della CIA, il progetto di piano nazionale delle proteine vegetali, a partire dal seme.

In tale contesto si colloca la difesa delle produzioni e delle aree in cui gli imprenditori hanno scelto, volontariamente, metodi di coltivazione e adottato disciplinari per valorizzare le loro produzioni. Per ciascuno di essi, siano essi riferiti a metodi di produzione biologica, od a lotta integrata o guidata, o a prodotti a denominazione, DOP ed IGP, riteniamo che le basi di partenza per stabilire eventuali soglie di tolleranza nelle sementi e negli alimenti per presenze accidentali di OGM, debbano essere eguali. Bisognerà, pertanto, porre tutte queste produzioni sullo stesso piano per uniformare i vantaggi economici delle scelte imprenditoriali orientate alla qualità.

Allo stesso tempo bisognerà, realisticamente, porsi il problema dei possibili vantaggi economici per settori della nostra agricoltura derivanti dall’utilizzo di OGM. Bisognerà, in ogni caso, tenere conto, nel rispetto del principio di precauzione, dei possibili rischi e costi in termini ambientali.

Dal dicembre 2002 la situazione ha visto mutare i suoi scenari normativi e regolamentari.

A livello europeo il Regolamento CE 1829/2003 ha stabilito la soglia dello 0,9%, al di sotto della quale non vige l’obbligo di etichettatura per mangimi e alimenti in cui si sia constatata e dimostrata una presenza accidentale di OGM. Si sta procedendo alla decisione circa le soglie di tolleranza per la presenza accidentale di OGM nei materiali di moltiplicazione, e sono state dettate raccomandazioni circa la coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e derivate da organismi geneticamente modificati.

E’ evidente che le nuove regole che saranno adottate dall’Unione europea costringeranno il nostro Paese ad uniformarsi.

L’obiettivo di un’organizzazione che rappresenta imprenditori agricoli è tutelare e difendere le convenienze economiche dei propri associati. La CIA ribadisce che la libera scelta imprenditoriale va garantita, ma che nel contempo vanno poste, con serietà, le regole che tutelino chi, da tali scelte, possa direttamente o indirettamente avere danno, in particolare rispetto a scelte che privilegiano le innovazioni.

Per la determinazione delle soglie di presenza accidentale di OGM nelle sementi da utilizzarsi nella campagna di semine per il 2004, la CIA ribadisce la necessità di procedere ad un controllo totale dei prodotti prima della loro immissione sul mercato, con soglie verificabili, che stabiliscano il principio di non perseguibilità, sia del venditore che dell’utilizzatore, in caso di riscontro al di sotto della soglia stabilita.

La CIA auspica che, a livello comunitario, la decisione sulle soglie di tolleranza per presenze accidentali nei materiali di propagazione non trovi, nella modifica della base giuridica per l’adozione della direttiva, elementi di contrapposizione ideologica, foriera di nuovi scontri a livello internazionale, ma sia assunta sulla base di reali riscontri scientifici e con modalità di controllo e gestione praticabili.

Per la CIA la questione più dirimente circa la capacità di incidere sulle scelte economiche resta l’applicazione nazionale delle regole di coesistenza.
La recente sentenza della Corte di giustizia, relativa al caso dell’Austria, dimostra come alle scelte bisognerà arrivarci sulla base sia di convenienze economiche che di dimostrazioni scientifiche.

Sarà necessario, quindi, un confronto approfondito con i produttori, con gli enti locali e con le rappresentanze economiche per stabilire le regole della coesistenza, graduando la responsabilità delle scelte a livello aziendale, di vicinato e di area. Sarà indispensabile, in ogni caso, prevedere forme assicurative ad hoc. Le misure dovranno essere adottate sulla base di fondamenti scientifici, dovranno essere proporzionali e specifiche rispetto alle colture e ai sistemi agricoli. Dovranno essere attivate tutte le energie per accelerare gli studi nazionali ed impedire che le decisioni siano assunte da altri senza tener conto delle nostre specificità nazionali e delle caratteristiche del nostro sistema aziendale e territoriale.

E’ in tale ambito, diversificato e plurimo, sia rispetto alle scelte imprenditoriali, sia rispetto alle consolidate scelte della nostra agricoltura verso la qualità, la tipicità e la tutela delle produzioni agricole nazionali, che va ricercata una posizione chiara.

Bisognerà valutare le maggiori sensibilità dei consumatori, la necessità di conservare le biodiversità, e i rapporti di vantaggio economico e commerciale tra tutti i soggetti interessati, a partire dalla questione dei brevetti.

La CIA è conscia che la ricerca può aiutare tale processo e contribuire a decifrare i potenziali vantaggi dell’uso delle biotecnologie in agricoltura rispetto agli altrettanto latenti rischi, anche in materia ambientale.

La CIA chiama i propri dirigenti a tutti i livelli a impegnare le proprie intelligenze ed energie per valutare i contesti della competizione internazionale legati al tema, per valorizzare le specificità territoriali, per favorire scelte rispettose degli interessi degli agricoltori.

 

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TERRITORIO


Bologna: convegno sulla vendita diretta dei prodotti agricoli

 

"Oggi è più facile muovere il consumatore piuttosto che le merci". Questa frase di Giorgio Vitali, presidente della Cia di Bologna, che bene inquadra il contesto e gli scopi del convegno, da lui presieduto, "La vendita diretta dei prodotti agricoli - Una opportunità in un nuovo quadro normativo", organizzato, dall'Agia (l'Associazione dei giovani imprenditori della Cia) e dalla Confederazione bolognesi, il 31 ottobre scorso. Vitali ha anche sottolineato che, in un periodo come questo, in cui forti si mantengono le polemiche sul caro-prezzi, rendono ancor più attuale l'oggetto dell'iniziativa, volta a definire meglio una forma di commercializzazione che crea nuove opportunità commerciali, soprattutto per i giovani agricoltori e nel rapporto tra produttori e consumatori.
Temi ampiamente dibattuti nella relazione di Hendrik Hagedoorn, coordinatore Agia di Bologna. E' stato dapprima ricordato che il Decreto legislativo n.228/2001, noto come legge di Orientamento, riconosce ampie possibilità agli imprenditori agricoli singoli o associati e, tra queste, in base all'art.4, quelle di poter vendere direttamente al dettaglio, in tutto il territorio nazionale, i prodotti provenienti dalle proprie aziende, naturalmente configurando varie tipologie di vendita relative a diverse categorie di prodotto. Per effettuare la vendita diretta bisogna essere iscritti alla Camera di commercio ed occorre una semplice comunicazione al Comune dove ha sede l'azienda di produzione. L'Agia, ha ribadito Hagedoorn, giudica positivamente queste possibilità di vendita diretta perché consentono un risparmio delle spese di commercializzazione e di trasporto merci, una valorizzazione ed una salvaguardia del territorio, un incasso immediato ed una instaurazione di rapporti umani con i consumatori, anch'essi fruitori di notevole risparmio. Si punta quindi alla promozione e vendita di prodotti tipici in un contesto naturale accattivante, organizzando la vendita in un ambiente salubre, dove l'agricoltura è in armonia con la natura.
Il responsabile provinciale dell'Agia ha avanzato anche alcune proposte operative. In primo luogo informare e sensibilizzare gli agricoltori alla creazione di vere e proprie aree geografiche di vendita, garantendo una gamma completa di prodotti e creando sinergie tra le aziende affinché arrivino a "fare sistema" tra di loro. Si dovrà poi stabilire un collegamento con i percorsi enogastronomici già esistenti sul territorio. Infine, ma non certo meno importante, lavorare per ridurre gli attuali, troppi passaggi della filiera agroalimentare, che sono poi il vero motivo della lievitazione dei prezzi, fornendo al consumatore una valida e competitiva alternativa negli acquisti rispetto ai canali tradizionali della distribuzione.
E' stata poi la volta di Massimo Bagnoli, responsabile dell'ufficio fiscale della Cia nazionale che ha minuziosamente introdotto la questione del regime fiscale, producendo tutte le informazioni possibili sugli aspetti amministrativi e di disciplina legislativa, riferendo dettagliatamente sulle modifiche che la Legge di Orientamento ha prodotto nei confronti dell'articolo 2135 del Codice civile riguardante le caratteristiche dell'imprenditore agricolo.
Maria Grazia Galli, presidente della Federconsumatori di Bologna, ha sottolineato come la vendita diretta sia importante per il diritto che ha il consumatore di essere informato e di come debba avvenire secondo regole ed obbiettivi ben precisi. Ci vogliono maggiore cooperazione fra tutti i soggetti della catena economica e maggior coraggio nel segnalare limiti, errori, contestando qualsiasi speculazione.
Vivace il dibattito, molto "sentiti" gli interventi dei giovani presenti e conclusioni di Gianluca Cristoni, presidente nazionale Agia che ha esaminato le tipologie delle aziende agricole, rese note le novità in materia, soprattutto la possibilità di poter erogare servizi ed i quattro principi da cui non si può derogare: innovazione, formazione, informazione e monitoraggio.


Cia Sicilia: iniziata la raccolta di firme contro la norma che vieta al produttore la vendita dell’olio d’oliva sfuso

 

La secolare consuetudine, molto diffusa in Sicilia, di acquistare l’olio d’olio a bocca di frantoio, è stata d’un colpo cancellata dall’Unione Europea. Secondo gli euroburocrati, infatti, l’olio extravergine di oliva potrà essere venduto dai produttori solo in confezioni che non superino i cinque litri di capacità sigillati e muniti di etichetta. Addio, quindi, a damigiane, fusti di acciaio e bidoni da riempire con l’olio dei nostri contadini al frantoio o presso le loro aziende e assicurarsi così una buona riserva di olio per tutto l’anno.
Anche in Sicilia, come già del resto sta accadendo nel resto d’Italia, la Cia ha avviato la raccolta delle firme per chiedere al ministero delle Politiche Agricole e all’Unione Europea la modifica della norma.
“Si tratta di una disposizione che penalizza fortemente i produttori e i consumatori -dichiara Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia- perché da una parte determinerà la riduzione del reddito delle aziende impossibilitate a organizzarsi in tempi brevi rispetto al nuovo sistema commerciale, dall’altra l’aumento dei costi di confezionamento graverà ovviamente sul prezzo finale del prodotto”.
“La norma sull’obbligatorietà del confezionamento -continua Gurrieri- infligge, quindi, un duro colpo al già fragile tessuto delle aziende olivicole siciliane visto che su una produzione totale di 550 mila quintali di olio oltre il 70 per cento finora è stato destinato alla vendita diretta e all’autoconsumo”.


Unicità di modello ed unicità di sportello: la Cia di Alessandria promuove una petizione per semplificare la burocrazia nel settore vitivinicolo

 

Venerdì scorso 31 ottobre il presidente provinciale della Cia di Alessandria, Roberto Ercole, e il direttore provinciale Giuseppe Botto hanno presentato, alle istituzioni, alla stampa e ai vitivinicoltori, la petizione “Unicità di modello ed unicità di sportello”.
Hanno partecipato all’incontro l’assessore provinciale all’Agricoltura Giuseppe Nervo e l’assessore regionale Ugo Cavallera, l’on. Lino Rava, membro della Commissione Agricoltura della Camera, Rocco Muliere, consigliere regionale, Lorenzo Marinello, delegato Onav di Alessandria, oltre che ad esponenti dell’assessorato all’Agricoltura della provincia e della Camera di Commercio, amministratori pubblici, di cantine sociale e dei Consorzi di Tutela.
Ha chiuso i lavori il presidente della Cia Piemonte Attilio Borroni, che ha sottolineato come dalla Confederazione di Alessandria è partita la necessità di avviare qualcosa di concreto per contrastare l’ormai dilagante burocrazia nel settore vitivinicolo che si è materializzata in questa petizione che rivesto lo scopo di stimolare l’avvio di una riflessione più complessiva per risolvere i problemi del settore.
La petizione, che verrà presentata al Consiglio Regionale del Piemonte, si prefigge questi obiettivi: ottenere una decisa semplificazione burocratica nel settore vitivinicolo, consentire agli Enti pubblici una gestione più efficiente dei controlli con maggiori garanzie per i consumatori.
Oggi le varie normative nel campo vitivinicolo (europee, nazionali e regionali) costringono i produttori ad adempimenti sempre più gravosi, a volte ripetitivi ed inutili, che per la loro complessità rischiano di creare disguidi forieri di pesanti sanzioni.
Inoltre, con sempre maggiore frequenza, le aziende vitivinicole sono soggette a controlli da parte di più Amministrazioni ed Enti che sovente non agiscono in collegamento tra loro. Questa situazione intralcia sempre di più la normale attività produttiva e si ripercuote sul mondo vitivinicolo, creando un sempre più crescente disagio.
Tutto ciò ha indotto la Cia ad attivarsi per richiedere l’introduzione di elementi di semplificazione per quanto riguarda gli aspetti burocratici. Occorre, da un lato, rispondere alle attese dei consumatori, a cui vanno garantiti controlli efficienti, rigidi ed equi e dall’altro non intralciare l’attività produttiva dei viticoltori. Il principale elemento di semplificazione che si chiede alla Regione Piemonte è l’istituzione di un modello unico da depositare presso uno sportello unico per le dichiarazioni riguardanti le superfici vitate e le produzioni vitivinicole.
Gli interessati possono sottoscrivere la petizione presso tutti gli Uffici della Cia.

 

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APPUNTAMENTI


Campagna di informazione e promozione dei prodotti lattiero-caseari

 

Si svolgerà domani a Roma la conferenza stampa di Aprolat per la presentazione della campagna di promozione del latte e dei prodotti lattiero-caseari italiani.
La campagna prevede comunicazioni tramite il sito web www.aprolat.it, un Cd Rom multimediale, un filmato multimediale, una guida a colori stampata in 100.000 copie, un depliant, delle locandine rivolte al mondo della scuola ed altro materiale informativo.
La campagna prevede il coinvolgimento della scuola (saranno coinvolte otre 4.000 istituti) e la partenership della FMSI (Federazione Medicina dello Sport).
E' prevista inoltre, una campagna di promozione tramite uno stand itinerante su 20 piazze di città italiane.


Tutela delle produzioni: interventi compensativi e assicurazioni agevolate

 

Nutrita e qualificata si preannuncia la presenza di politici, esperti e tecnici al Convegno nazionale che la Confederazione italiana agricoltori ha organizzato per il prossimo venerdì 7 novembre a Castellaneta, in provincia di Taranto, con inizio alle ore 15,30.
“Tutela della produzioni: interventi compensativi e assicurazioni agevolate” è l’attualissimo ed impegnativo titolo del convegno che vedrà la presenza degli assessori all’agricoltura comunale Giuseppe Rochira, provinciale Pietro Briganti e regionale Nicola Marmo.
L’on. Carmelo Patarino, rappresenterà la Commissione Agricoltura della Camera, e l’on. Enzo Lavarra quella dell’Unione Europea, così come la Camera di Commercio di Taranto con il presidente Emanuele Papalia.
Le relazioni di base saranno tenute da due dirigenti nazionali della Cia: Paolo Surace e Carmine Masoni, mentre il vice presidente vicario nazionale Giuseppe Politi introdurrà i lavori.
Al gran completo la presenza della Cia pugliese e tarantina con Vito Rubino, presidente Cia del Comprensorio Occidentale, che aprirà i lavori, Nicola Spagnuolo, Presidente Cia Taranto, e Antonio Barile, presidente Cia Puglia, che porteranno il saluto dei rispettivi livelli territoriali dell’organizzazione.
Molto atteso é l’intervento del ministro per le Politiche Agricole Giovanni Alemanno, mentre le conclusioni del convegno sono state affidate al presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti.

 

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