| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 46 - n. 144 | 3 agosto 2004 |
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Nel corso dell’audizione, svoltasi ieri, di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Dpef 2005/2008, la Confederazione italiana agricoltori ha fatto esplicito riferimento al Documento per la crescita e lo sviluppo predisposto dalle associazioni d’impresa e presentato nei giorni scorsi al governo, considerandolo come base di discussione per riempire di contenuti la prossima manovra finanziaria. La Cia ha rimarcato come appaia evidente il diverso approccio rispetto al passato circa la situazione economica del Paese: da una visione ottimistica del futuro ad una realistica consapevolezza della situazione di estrema gravità dei conti pubblici, a cui non sono estranee le responsabilità delle scelte di politica economica effettuate dal Governo in carica. Nell’esporre le proprie considerazioni la Cia ha rimarcato come l’economia italiana sta conoscendo segni di timida ripresa che non possono essere vanificati da una politica economica che prefigura tagli indiscriminati alle misure di sostegno alle imprese. La Cia ha concordato con l’obiettivo, fondamentale, di ridurre il deficit strutturale dei conti pubblici, intervenendo però, sulle cause di lunga durata e non già con un taglio indiscriminato al trasferimento di risorse alle imprese. I nuovi criteri per l’erogazione dei fondi pubblici al sistema delle imprese dovranno essere orientati ad iniziative che hanno effetti per lo sviluppo imprenditoriale e anche per la crescita complessiva. Inoltre, tali criteri non possono essere basati esclusivamente sull’aspetto dimensionale delle imprese. La Cia prende atto della indicazione fornita nel Dpef di preservare il settore dei servizi sociali dalla riduzione delle spese; ha rilevato, tuttavia, come gli operatori agricoli vivano ed operino in aree nelle quali l’erogazione dei servizi già precaria, viene aggravata dalla limitata disponibilità finanziaria dei comuni di tali aree, in genere piccoli e piccolissimi. La Cia ha sottolineato come il settore agricolo debba essere a pieno titolo considerato quale componente produttiva, economica e sociale in grado di contribuire al rilancio della nostra economia, alla coesione sociale e alla crescita del nostro Paese. Tra i temi relativi al rilancio della competitività, la Cia ha sottolineato l’esigenza d’intervenire su: la messa a regime strutturale dell’attuale sistema Iva per l’agricoltura, evitando ulteriori proroghe che non offrono certezza e prospettiva al settore; la graduale soppressione dell’Irap, con interventi immediati sui costi del lavoro e non legata solo al personale impegnato nella ricerca; una fiscalità di vantaggio estesa alle imprese agricole del Mezzogiorno e delle zone svantaggiate del nostro Paese, in particolare per le imprese condotte da giovani, per operazioni di accorpamento fondiario e per l’utilizzo dello strumento dell’affitto;la riduzione dei costi energetici principalmente nei settori ad alto consumo, quali le serre; un maggior sostegno al sistema assicurativo contro le avversità atmosferiche e gli squilibri di mercato, nonché al sistema del credito per la costituzione di nuove imprese. Tra le priorità relative allo sviluppo e alla crescita, la Cia ha indicato le azioni necessarie ed indispensabili: la realizzazione delle opere infrastrutturali indispensabili per legare le aree di produzione a quelle di maggior consumo, quali le reti stradali e ferroviarie, avendo cura di non depauperare ulteriormente la superficie agricola utilizzata; le reti irrigue e un sistema di piccoli invasi in grado di ottimizzare l’utilizzo della risorsa idrica; l’ incremento delle dotazioni a favore della ricerca e per il trasferimento delle innovazioni in agricoltura sia per venire incontro alle esigenze di modernizzazione del settore, sia in riferimento alle nuove frontiere dell’attività agricola ( sicurezza alimentare, difesa ambientale); l’attuazione di programmi mirati alla valorizzazione del territorio e al suo legame con le produzioni di qualità.
Rinnovo delle cariche all'Associazione provinciale allevatori di Bari. L'assemblea generale dell'Associazione ha eletto il nuovo Consiglio di amministrazione e il Collegio dei sindaci revisori.Per la Cia sono stati eletti Vito Scalera, allevatore di Altamura, e Luciano Colamonico, allevatore di Santeramo in Colle. Riconfermato successivamente il presidente uscente della Coldiretti, Pietro Laterza. Vito Scalera, della Cia, è stato eletto vicepresidente. A lui e a Luciano Colamonico i migliori auguri per l'impegno assunto a servizio della Confederazione.
''Anche l' agriturismo lucano in sintonia con il resto del Paese, dopo anni di crescita, nel mese di luglio ha registrato una battuta di arresto''. Lo ha detto il direttore di Turismo Verde Basilicata e vicepresidente della Cia regionale, Paolo Carbone. ''Su tutto il territorio regionale infatti -ha spiegato Carbone- si è verificata una diminuzione di presenze nelle aziende agrituristiche di circa il 15 per cento, in questo mese di agosto le prenotazioni non sono molto incoraggianti e si stima una flessione di oltre il dieci per cento rispetto allo scorso anno. La flessione più marcata è nelle aree interne e collinari della regione”. Secondo Turismo Verde Basilicata, ''il settore risente della compressione generale dei consumi e della incertezza della situazione economica. Occorrerà nei prossimi mesi un' attenta riflessione sulla efficacia delle strategie di promozione. La Cia e Turismo Verde di Basilicata -ha concluso Carbone- sollecitano il consiglio regionale a varare la nuova legge regionale che regola il settore; una legge che punti sul recupero della formula originale del modello. Un modello in buona parte snaturato in questi anni, con la complicità di interventi e provvedimenti che hanno contribuito a creare una situazione confusa e permissiva”.
Si è tenuto nei giorni, presso i locali della Cia provinciale di Firenze, un incontro fra una delegazione della Cia, presenti Piccini, Niccolini e Paoli, con Arminio de Deus Braga, presidente Sindacato dos Trabalhadores Rurais Campo Alegre de Lourdes - Bahia - Brasil. L’incontro si è svolto nel quadro dei rapporti del progetto “Fame zero”.
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