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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 51 - n. 109 3 giugno 2009
ATTUALITÀ
  • Grande successo in Calabria della prima Festa nazionale di “Scuola in Fattoria”
COMUNICATI
  • Chiusura “Agri3”: Cia, un programma che racconta l’agricoltura “reale”. Solidarietà alla petizione proposta
  • Festa nazionale di “Scuola in Fattoria”: bambini imbattibili in informatica ed elettronica, ma non
TERRITORIO
  • Brindisi: a Ceglie Messapica inaugurato lo “Sportello Anziani”
  • Cia Umbria: Domenico Brugnoni eletto nuovo presidente
  • Danni all’agricoltura del Metapontino: Direttivo Cia a Scanzano Jonico. Occorre la dichiarazione di stato di crisi
  • La Cia di Campobasso insegna l’agricoltura
  • La Cia di Milano e Lodi sostiene la battaglia in difesa dell’ippodromo di San Siro
  • La Cia Umbria presente alla Fiera internazionale dell’agricoltura di Novi Sad in Serbia

 

ATTUALITÀ


Grande successo in Calabria della prima Festa nazionale di “Scuola in Fattoria”

 

I bambini di “Scuola in Fattoria” hanno partecipato, il 30 maggio scorso, in tanti alla prima Festa nazionale che la Cia ha organizzato a Guardavalle, in provincia di Catanzaro, presso l’azienda “Fassi”, sotto lo slogan: “Agricoltura: Laboratorio di Arte, Cultura e Ambiente”.

In testa i bambini e i ragazzi dell’istituto “Benedetto Citriniti” di Simeri Crichi;  oltre 600, ormai da sei anni impegnati nel progetto sperimentale della Cia Calabria “A Scuola con la Cia”. Tra le delegazioni più numerose quelle di  Villapiana, Corigliano e Castellaneta di Puglia.

Alle ore 10.00 in punto i pullman messi a disposizione dalla Cia hanno raggiunto l’azienda Fassi. I bambini e i ragazzi divisi in gruppi si sono dislocati nelle varie  postazioni di lavoro che la sera prima lo staff della Cia aveva predisposto nell’azienda e dove gli agricoltori avevano già collocato le attrezzature necessarie per tenere le dimostrazioni e coinvolgere i bambini nelle varie attività produttive: dal latte alla mozzarella; dal latte alla ricotta; dalla farina al pane; dal baco alla seta; le qualità organolettiche dell’olio; sapori e profumi degli olii calabresi; gli animali della fattoria; l’olivo; la biodiversità e l’agricoltura biologica.

A vederli dal museo “Pietrarotta”, sito nel punto più alto dell’azienda, i bambini vestiti con magliette di colore diverso per ogni gruppo e cappellini verdi, sembravano tante oasi di fiori. Ogni gruppo ha potuto partecipare a tutte le attività, grazie alla disponibilità degli agricoltori di ripetere più volte le attività di trasformazione.

Alle ore 13,00 in punto, malgrado gli assaggi di mozzarella, ricotta, pane e olio, focaccia, tutti attorno ai tavoli, sistemati all’aria aperta, per consumare il pranzo a base di prodotti dell’azienda Fassi. Subito dopo la gara estemporanea di ballo tra Puglia e Calabria. La musica, naturalmente, pizzica e tarantella. Il divertimento è assicurato ma il tempo scorre velocemente e, quindi, bisogna trasferirsi tutti al campo per la gara dei giochi agresti, il palio del ciuccio e la corsa dei cavalli.

All’imbrunire, nella piazza antistante il museo di Pietrarotta, di fronte ad uno spettacolo straordinario offerto dalla vista di un mare azzurro, degustazione del gelato al bergamotto fatto nella stessa giornata.

Il presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, che ha partecipato per tutta la giornata alla Festa, ha sottolineato come: “la prima festa nazionale ‘Scuola in Fattoria’, rappresenta un appuntamento di grande rilievo. Attraverso essa, abbiamo voluto rendere ancora più incisivo il rapporto con il mondo scolastico del nostro paese, rafforzando un progetto teso a valorizzare, tra i giovani, la realtà agricola in tutte le sue peculiarità e caratteristiche. Una festa, quindi, per dare un nuovo impulso all’iniziativa della nostra confederazione che proprio con il nuovo patto con la società ha aperto una fase nuova, cercando di valorizzare un’agricoltura che deve ritrovare una sua dimensione, deve ritornare protagonista attiva, deve poter fornire il suo insostituibile contributo allo sviluppo, alla rinascita economica e sociale”.

Grande soddisfazione per la riuscita della prima festa nazionale “Scuola in fattoria” è stata, infine, espressa dal presidente regionale della Cia, Giuseppe Mangone e dalla responsabile nazionale di “Scuola in Fattoria” Rosa Critelli. Essi hanno evidenziato come: ”sono passati ben 17 anni dal lontano 1992 quando la Cia Calabria all’insegna dello slogan: ‘l’Agricoltura è Vita: difendiamola’, iniziò un proprio percorso per riavvicinare l’universo delle nuove generazioni al mondo dell’agricoltura. “Scuola in Fattoria” e, specificatamente in Calabria, ‘A Scuola con la Cia’, sono stati e sono 2 progetti operativi attraverso i quali la Cia ha perseguito e persegue i suoi obiettivi per determinare quel necessario, utile e proficuo rapporto tra agricoltura e società, in particolare tra agricoltura e nuove generazioni”.

Alla manifestazione hanno partecipato anche Rosanna Contri, responsabile dell’Area territorio e sviluppo locale della Cia nazionale, i dirigenti e i docenti di diversi Istituti scolastici e dirigenti della Cia.

 

 

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COMUNICATI


Chiusura “Agri3”: Cia, un programma che racconta l’agricoltura “reale”. Solidarietà alla petizione proposta

 

Non comprendiamo i motivi che spingono la Rai a interrompere la trasmissione “Agri3”, da anni presente nella programmazione di Rai 3. Testimoniamo di un interesse diffuso e crescente tra agricoltori e addetti ai lavori, per questo programma che nel tempo è divenuto un valido riferimento per il settore. E’ quanto evidenzia in una nota la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alla paventata imminente chiusura del programma “Agri3”, trasmissione di approfondimento delle tematiche agricole in onda su Rai3.

L’agricoltura e l’agroalimentare italiano -aggiunge la Cia- hanno bisogno dell’informazione. Serve al settore che a sua volta serve al Paese e quindi alla società. Esistono molti modi di rappresentare l’agricoltura e informare sull’agricoltura, “Agri3” informa sull’agricoltura reale, le sue mille problematicità, ma anche gli aspetti virtuosi che da essa sono espressi.

Siamo e saremo solidali -conclude la Cia- con tutte quelle iniziative che si oppongono alla chiusura del programma.

 

 


Festa nazionale di “Scuola in Fattoria”: bambini imbattibili in informatica ed elettronica, ma non

 

Eccezionali con i videogiochi e grandi navigatori di Internet, per i più piccoli la campagna resta, però, ancora una realtà sconosciuta: non si sa nulla di coltivazioni, di animali e si ha paura anche del più innocuo tra gli insetti.

 

L’iniziativa è stata promossa dalla Cia. Grande manifestazione in Calabria con il presidente Giuseppe Politi. Sorprendenti i risultati di un sondaggio europeo: per i più giovani l’orto si trova nel supermercato, addirittura le galline allattano i pulcini, il cotone viene dalle pecore e il pollo ha quattro cosce. Scarsa anche la conoscenza di una corretta alimentazione e dei prodotti naturali della terra.

 

Eccezionali nei videogiochi e grandi nella navigazione di Internet. Ma davanti ad un esame nozionistico di agricoltura risulterebbero di sicuro bocciati. Non ne sanno pressoché nulla. I bambini, attratti dall’elettronica e dall’informatica, ignorano completamente la realtà agricola e tutto ciò che ad essa ruota intorno. Sta di fatto che nel nostro Paese appena uno su tre ha visitato una fattoria e che tantissimi dimostrano grande timore per cose che proprio nella campagna sono naturali: ad esempio un’ape, un calabrone, una mosca. E un recente sondaggio a livello europeo mette in mostra questa scarsissima conoscenza da parte dei più piccoli. Quelli italiani occupano i posti più alti di questa particolare classifica. Da esso risulta, infatti, che la stragrande maggioranza sostiene che l’agricoltore sia un nonno indaffarato, amichevole e altruista, che le arance, le olive e le banane crescano nel Regno Unito, le pesche in Finlandia, che il cotone venga dalle pecore, che un pollo abbia quattro cosce, che le galline allattino i pulcini, che lo zucchero non si sa dove venga prodotto, che l’orto si trovi nel supermercato, che la seta si produce in fabbrica.

Aspetti questi che sono stati evidenziati oggi nel corso della prima Festa nazionale di “Scuola in Fattoria”, promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori e che ha avuto il suo appuntamento “clou” in Calabria, presso la “Fattoria didattica e agrituristica - Fassi”, a Guardavalle Marina (Catanzaro). Iniziativa dove ha partecipato il presidente confederale Giuseppe Politi e alla quale sono stati coinvolti più di 600 bambini, sotto lo slogan “Agricoltura: laboratorio di Arte, Cultura e Ambiente”.

L’iniziativa della Cia ha come obiettivo prioritario quello di cercare di indirizzare i più piccoli verso una realtà, quella agricola, che racchiude un grande patrimonio non solo produttivo, ma anche culturale, sociale e alimentare e di tradizioni secolari.

Comunque, l’immagine che i bambini hanno della coltivazione -come si ricava dal sondaggio- è incentrata sugli animali. Una fattoria senza animali è quasi inconcepibile. Quasi tre quarti dei bambini europei sono stati in una fattoria almeno una volta e a quasi nove bambini su dieci la visita è piaciuta. La visita è stata più entusiasmante per i bambini spagnoli e irlandesi (64 e 59 per cento rispettivamente), ma meno per i bambini tedeschi e italiani (35 e 27 per cento).

I bambini hanno difficoltà ad associare i prodotti non trattati alla loro forma finale dopo la trasformazione. Per esempio, il 50 per cento dei bambini europei non sa da dove viene lo zucchero, tre quarti non sanno da dove viene il cotone, mentre un quarto crede che cresca sulle pecore. Un terzo dei bambini non è in grado di citare nemmeno un prodotto derivato dal girasole.

La maggior parte dei bambini entra in contatto con la produzione agricola unicamente al supermercato: solo il 10 per cento cita la fattoria come regolare fonte di acquisti per la famiglia. Il numero è più alto in Lussemburgo e Austria (30 e 28 per cento rispettivamente) e più basso in Irlanda (2 per cento), Regno Unito e Spagna (3 per cento entrambe). Quasi un quarto dei bambini non è in condizione di citare un metodo di conservazione del cibo diverso dal congelamento.

Interrogati su quali animali producono latte, tutti i bambini hanno citato le vacche. Tuttavia, tra la metà (Irlanda, Svezia e Italia) e tre quarti (Grecia) dei bambini hanno menzionato anche le capre. Inoltre, in media un bambino su due ha citato le pecore, con una frequenza che va da 1/8 in Finlandia, 1/5 in Irlanda e nel Regno Unito fino a 4/5 in Grecia, Italia, Portogallo e Spagna. Alcuni hanno addirittura citato le galline.

Forti differenze compaiono quando ai bambini viene chiesto quali prodotti possono essere ottenuti dal latte. Il formaggio è il più citato da tre bambini su quattro. Oltre la metà dei bambini ha citato il burro e lo yogurt e quattro su dieci la crema di latte. Altri prodotti (panna montata, formaggio di latte cagliato, gelato) vengono citati meno frequentemente.

I risultati di questo sondaggio europeo -ricorda la Cia- mettono in luce l’esigenza di un rapporto nuovo tra il mondo della scuola e quello dell’agricoltura. Una strada che la Cia ha intrapreso proprio con il progetto “Scuola in fattoria” che si sta sviluppando in tutta Italia. E con la prima Festa nazionale si vuole dare un concreto contributo. Il tutto per ampliare la conoscenza dei più piccoli verso la realtà agricola, ma anche ad una sana e corretta alimentazione. 

Un’alimentazione indispensabile -avverte la Cia- per contrastare obesità e soprappeso che si riscontrano in maniera evidente soprattutto fra i bambini. I dati parlano chiaro. In Europa la situazione peggiore si riscontra in Gran Bretagna (29 per cento di soprappeso tra i 5 e i 17 anni, sia nei maschi sia nelle femmine), nei Paesi mediterranei (Cipro, Italia, Malta, Spagna) e in Portogallo. In ogni caso, per l’Organizzazione mondiale della Sanità 1 ragazzo su 5 in Europa è soprappeso. Ogni anno, agli oltre 14 milioni di giovani europei in soprappeso (3 milioni dei quali obesi) si aggiungono 400 mila “nuovi” soprappeso.

In Italia, oltre un terzo dei bambini tra i 6 e i 9 anni risulta in soprappeso o obeso (34,1 per cento), un dato che scende al 25,4 per cento nella fascia tra i 10 e i 13 anni, e precipita con l'adolescenza (14-17 anni) al 13,9 per cento. Per i bambini e adolescenti italiani, al di sotto della maggiore età, l’obesità infantile, si attesta al 4 per cento di media, ma secondo recenti studi, nel 2025, mantenendosi questa situazione, l’obesità infantile nel nostro Paese triplicherà, arrivando al 12,2 per cento.

 

I bambini europei e l’agricoltura

 

- L’80 per cento non sa da dove viene il cotone, il 20 per cento crede che cresca sulle pecore.

 

- Il 50 per cento non sa dove si produce lo zucchero.

 

- Il 90 per cento entra in contatto con la produzione agricola solo al supermercato.

 

- Per il 95 per cento gli agricoltori sono nonni indaffarati.

 

- Per il 40 per cento il pollo ha quattro zampe.

 

- Per il 20 per cento arance, olive e banane crescono nel Regno Unito.

 

 

 

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TERRITORIO


Brindisi: a Ceglie Messapica inaugurato lo “Sportello Anziani”

 

Inaugurato nei giorni scorsi a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, lo “Sportello Anziani” dell’Associazione pensionati presso la locale sede della Cia, ubicata in via Orto La marina n. 8.

Presenti il vicepresidente nazionale dell’Anp Enio Niccolini, il vicepresidente regionale vicario della Cia Donato Petruzzi, il presidente regionale e provinciale dell’Anp Mauro Zaccheo e Arcangelo Bruno, il presidente provinciale della Cia Luigi D’Amico, il sindaco della città Pietro Federico, l’assessore comunale ai servizi sociali Anna Vitale, e diverse altre autorità.

Si tratta del secondo “Sportello Anziani” istituito in provincia di Brindisi ed uno dei primi in Puglia. Prima dell’inaugurazione la Cia e l’Anp di Brindisi hanno tenuto, sempre a Ceglie Messapica, un’interessante e partecipata Assemblea pubblica sul tema “Proposte socio-sanitarie per programmare il piano attuativo per la salute”.


Cia Umbria: Domenico Brugnoni eletto nuovo presidente

 

La Cia Umbria, riunitasi in Assemblea venerdì 29 maggio scorso, ha eletto, con un consenso molto significativo, Domenico Brugnoni nuovo presidente, che ottenuto dai novanta votanti un solo voto contrario e sei astensioni.

Brugnoni, che succede al presidente uscente Antonio Sposicchi, è un imprenditore agricolo che conduce come comproprietario e legale rappresentante due aziende agricole, una dedita alla produzione di  tabacco, cereali e vino, l’altra operante nel settore  vivaistico  e dei servizi connessi.

Il neo-presidente, ringraziando per  il largo consenso affidatogli dai delegati dell’Assemblea e conscio della serietà dell’impegno preso, è convinto che “l’attuale situazione politico-professionale dell’agricoltura globale (aggravata ancor di più dalla drammatica crisi economico-finanziaria), e inevitabilmente quella della nostra realtà regionale, impone a tutte le forze agricole un’attenta riflessione e una seria presa di posizione nella promozione di provvedimenti che garantiscano un futuro a tutto il settore”.

“Pertanto, il mio impegno come presidente della Cia Umbria -ha continuato Brugnoni- sarà a supporto del comparto agricolo tutto, che ha l’improrogabile esigenza di evolversi, per poter affrontare nel migliore dei modi le problematiche attuali, in modo da permettere sia ai soci  che a tutto l’ apparato della Cia di guardare con ottimismo al  futuro”.

Insieme al presidente, sono stati eletti i  quindici membri della Direzione, ai quali si aggiungeranno nei prossimi giorni altri dieci membri nominati dalle unioni intercomunali, insieme agli otto già presidenti delle associazioni promosse dalla Cia (pensionati, giovani e donne) e dei gruppi di interesse economico ( settore zootecnico, vitivinicolo, olivicolo, cerealicolo e tabacco) .

La Direzione regionale, rappresentativa in modo capillare di tutte le forze e i territori della Cia dell’Umbria, avrà il compito di dare indicazioni, sostegno e controllo all’operato della Giunta territoriale dell’Umbria che comunque sarà sua espressione.


Danni all’agricoltura del Metapontino: Direttivo Cia a Scanzano Jonico. Occorre la dichiarazione di stato di crisi

 

Non è sufficiente dichiarare lo stato di eccezionale calamità naturale, occorre la dichiarazione di “stato di crisi”: è la sollecitazione che proviene dal Comitato Direttivo della Cia del Distretto Agro-alimentare del Metapontino che si è riunito a Scanzano Jonico per affrontare i problemi della emergenza causata dalla calamità naturale di giovedì 28 maggio. La differenza tra stato di calamità e di crisi -è stato spiegato- non è marginale: con lo stato di crisi è possibile attivare provvedimenti governativi e di naturale fiscale in grado di fronteggiare in maniera più efficace la situazione che coinvolge circa 2 mila aziende che rischiano di uscire dal mercato sino ad ipotizzare una sorta di “zona franca” per i mercati agro-alimentari e in materia fiscale.

L'organismo dirigente comprensoriale d’intesa con l'Ufficio di Presidenza regionale della Cia ha fatto una prima stima dei danni provocati alle aziende agricole di Scanzano, Pisticci, Policoro, Montalbano, Capraro di Tursi e Sant'Arcangelo ed ha definito un “pacchetto” di richieste a breve e medio termine. I danni variano dal 100 per cento di Scanzano a quote del 30-40 per cento di altre aree con raccolti completamente distrutti o comunque irrecuperabili.

A memoria nessun agricoltore ricorda un evento così catastrofico che -dice Antonio Stasi della Cia del Metapontino- è paragonabile al terremoto in Abruzzo con l'unica differenza che lì ha provocato vittime umane e da noi rischia di provocare una vittima economica e produttiva, l'agricoltura. E' stato chiesto, pertanto, un finanziamento -con la proclamazione dello stato di crisi, proprio come accade per l'industria- interventi economici almeno del 75 per cento del danno provocato alle piantagioni da rimpiantare e forme di credito bancario.

Sempre nell'immediato è necessario che il Consorzio di Bonifica per le quote di irrigazione, i comuni per l'Ici, le società esattoriali per le competenze da esigere, blocchino ogni forma di cartella e bolletta emessa nei confronti degli agricoltori impossibilitati a pagare.

Un'altra richiesta riguarda l'assicurazione contro i rischi di calamità: è indispensabile -a parere della Cia- una legge regionale che contribuisca al finanziamento delle polizze, perchè da soli i titolari di aziende non ce la fanno.

La Cia terrà in piedi, con le altre organizzazioni professionali, i comuni del Metapontino, il dipartimento Ambiente della Regione, un tavolo tecnico permanente per monitorare costantemente le azioni da mettere in campo. Gli agricoltori sosterranno le iniziative promosso dall'assessore Viti e autonomamente da parlamentari lucani per ottenere dal Governo la “massima attenzione” e provvedimenti adeguati.


La Cia di Campobasso insegna l’agricoltura

 

 Si è conclusa il primo  giugno scorso l’attività che la Confederazione italiana agricoltori di Campobasso, nell’ambito dell’indirizzo formativo che persegue da diverso tempo, ha svolto attraverso la società “Agricoltura è Vita Molise s.r.l.” di formazione professionale della ‘Terza Area Professionalizzante’ dell’ Istituto di istruzione superiore “G. Pittarelli” nell’edificio dello stesso a Campobasso.

Il corso, dal titolo “Addetto alle produzioni e certificazioni agroalimentari con metodo biologico”, ha visto la partecipazione di 9 studenti del 5° anno e si è svolto attraverso lezioni frontali, proiezioni di diapositive, visite di ambienti allevatoriali regionali e stages presso la struttura della Confederazione.

L’obiettivo del corso sui contenuti di zootecnia è stato quello di fornire nozioni sulle principali specie e razze bovine, ovine ed equine allevate, in relazione alla loro adattabilità a tipologie di allevamento estensivo.

Sono state illustrate tecniche di gestione degli allevamenti di alimentazione e nutrizione animale e gestione degli apporti alimentari provenienti da pascoli e dalle colture foraggere costituenti i cotichi erbosi delle aree interne della Regione Molise.

Inoltre si sono stati approfonditi i metodi della raccolta e conservazione della produzione foraggera, della produzione di latte e della riproduzione e della gestione della rimonta aziendale.

Mentre, per la parte relativa alla gestione della condizionalità nelle aziende biologiche e sulla gestione di sistemi per la messa in sicurezza delle aziende, si è proceduto a fornire informazioni circa le certificazioni biologiche, le normative Ce per la produzione di alimenti biologici e gli organismi di controllo evidenziando la loro importanza e peculiarità, i canali di commercializzazione e di vendita diretta dei prodotti agricoli ottenuti con metodi biologici.

E’ sta rimarcata l’importanza della condizionalità e del pacchetto igiene per le aziende zootecniche e la disponibilità del progetto Se.T.A. per la gestione aziendale e degli adempimenti della nuova Politica agricola comunitaria.

Gli studenti hanno frequentato i nostri uffici una volta a settimana per 8 settimane per gli approfondimenti e l’organizzazione delle attività.

Apprezzamenti e ringraziamenti per la qualità del lavoro svolto sono giunti al presidente provinciale della Cia di Campobasso Donato Campolieti dal personale e dal dirigente scolastico dell’Istituto “G. Pittarelli”.

 

 


La Cia di Milano e Lodi sostiene la battaglia in difesa dell’ippodromo di San Siro

 

La presidente della Cia di Milano e Lodi  Paola Santeramo è intervenuta alla conferenza stampa di presentazione del film realizzato dal regista Gianni Mario per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla minaccia cementificazione che incombe sull’ippodromo di San Siro. 

"Come cittadina prima ancora che come rappresentante della Cia di Milano e Lodi  ha affermato Paola Santeramo-  mi sento offesa e in dovere di manifestare tutta la mia preoccupazione per un progetto che toglierebbe a Milano una delle pochissime aree verdi rimaste, un pezzo della sua storia e della sua identità.  L'aggravante, poi, è che si prevede il suo spostamento nel Parco Agricolo Sud il che significa ancora consumo di suolo agricolo. Il G8 dell'agricoltura si è impegnato a raddoppiare la produzione agricola mondiale, ma come è possibile se in continuazione si consumano aree deputate alla produzione di cibo per trasformarle in aree edificabili o in spazi in cui far passare infrastrutture?".

Nel filmato sono raccolte interviste a personaggi illustri e rappresentativi della città che hanno voluto dare un contributo affinché l’ippodromo rimanda dov’è e soprattutto un’area di tale pregio culturale, ambientale, storico e paesaggistico non venga distrutta dal cemento.  Nel film è contenuta anche l’intervista a Paola Santeramo, che riportiamo di seguito e che è disponibile anche su You Tube.

“Questo ippodromo costituisce un pezzo  importante della storia, della cultura e identità  della città di Milano –dichiara la presidente nel filmato-  ha un valore enorme, insostituibile e irrinunciabile dal punto di vista ambientale. E’ un pezzo di verde importante, un pezzo di ambiente importantissimo e insostituibile. Con la sua area verde, con il suo spazio aperto rigenera l’aria, conserva l’acqua. Quindi, la città di Milano, che è una delle città europee più povere da questo punto di vista di spazi verdi e aperti, non può rinunciare e fare a meno di questo enorme patrimonio. Vogliamo che l’ippodromo di San Siro continui a  esistere perché   la  proposta  molto dissennata  e che ci preoccupa è quella di  spostare l’ippodromo nel Parco Agricolo Sud  Milano, un altro patrimonio economico e ambientale di verde da tutelare,  perché anche questo costituisce  un pezzo  di storia importante  per la città di Milano con le sue eccellenze: il riso, il latte, i formaggi, il verde, il paesaggio, le bellezze che sono sempre state ammirate dai visitatori di tutto il mondo. Vogliamo che l’Expo lasci ancora queste testimonianze intatte e che i visitatori possano ammirare queste bellezze uniche al mondo”.


La Cia Umbria presente alla Fiera internazionale dell’agricoltura di Novi Sad in Serbia

 

Dal 9 al 17 maggio 2009 si è svolta a Novi Sad, capitale della Regione della Vojvodina in Serbia, la Fiera internazionale dell’agricoltura. La Cia Umbria è stata presente anche per questa edizione del 2009 con alcuni prodotti tipici regionali, vino, olio e salumi prodotti da imprenditori agricoli e imprese della trasformazione agroalimentare.

I prodotti presentati hanno riscontrato un notevole successo, si sono avviate delle relazioni con la rete commerciale serba in particolare per l’olio e per il vino.

La presenza della Confederazione rientra fra le azioni messe in campo dall’accordo di gemellaggio sottoscritto fra la Cia Umbria e l' Unione delle cooperative della Vojvodina.

Durante lo svolgimento della manifestazione, è stato definito, inoltre, il programma di un seminario da svolgere nel prossimo mese d’ottobre presso gli uffici della Regione dell’Umbria a Bruxelles per operatori e tecnici agricoli.

Obiettivo dell’incontro sarà quello di approfondire le tematiche dei finanziamenti europei e delle normative che riguardano i paesi che fanno parte dell’Ue ed i candidati in pre-adesione.

Tutto questo è stato possibile anche grazie alla collaborazione della Banca di Credito Cooperativo dell’Umbria che la Cia Umbria  ringrazia per tutti gli sforzi effettuati.

 

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