| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 51 - n. 109 | 3 giugno 2009 |
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I bambini di “Scuola in Fattoria” hanno partecipato, il 30 maggio scorso, in tanti alla prima Festa nazionale che In testa i bambini e i ragazzi dell’istituto “Benedetto Citriniti” di Simeri Crichi; oltre 600, ormai da sei anni impegnati nel progetto sperimentale della Cia Calabria “A Scuola con Alle ore A vederli dal museo “Pietrarotta”, sito nel punto più alto dell’azienda, i bambini vestiti con magliette di colore diverso per ogni gruppo e cappellini verdi, sembravano tante oasi di fiori. Ogni gruppo ha potuto partecipare a tutte le attività, grazie alla disponibilità degli agricoltori di ripetere più volte le attività di trasformazione. Alle ore All’imbrunire, nella piazza antistante il museo di Pietrarotta, di fronte ad uno spettacolo straordinario offerto dalla vista di un mare azzurro, degustazione del gelato al bergamotto fatto nella stessa giornata. Il presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, che ha partecipato per tutta la giornata alla Festa, ha sottolineato come: “la prima festa nazionale ‘Scuola in Fattoria’, rappresenta un appuntamento di grande rilievo. Attraverso essa, abbiamo voluto rendere ancora più incisivo il rapporto con il mondo scolastico del nostro paese, rafforzando un progetto teso a valorizzare, tra i giovani, la realtà agricola in tutte le sue peculiarità e caratteristiche. Una festa, quindi, per dare un nuovo impulso all’iniziativa della nostra confederazione che proprio con il nuovo patto con la società ha aperto una fase nuova, cercando di valorizzare un’agricoltura che deve ritrovare una sua dimensione, deve ritornare protagonista attiva, deve poter fornire il suo insostituibile contributo allo sviluppo, alla rinascita economica e sociale”. Grande soddisfazione per la riuscita della prima festa nazionale “Scuola in fattoria” è stata, infine, espressa dal presidente regionale della Cia, Giuseppe Mangone e dalla responsabile nazionale di “Scuola in Fattoria” Rosa Critelli. Essi hanno evidenziato come: ”sono passati ben 17 anni dal lontano 1992 quando Alla manifestazione hanno partecipato anche Rosanna Contri, responsabile dell’Area territorio e sviluppo locale della Cia nazionale, i dirigenti e i docenti di diversi Istituti scolastici e dirigenti della Cia.
Non comprendiamo i motivi che spingono L’agricoltura e l’agroalimentare italiano -aggiunge Siamo e saremo solidali -conclude
Eccezionali con i videogiochi e grandi navigatori di Internet, per i più piccoli la campagna resta, però, ancora una realtà sconosciuta: non si sa nulla di coltivazioni, di animali e si ha paura anche del più innocuo tra gli insetti. L’iniziativa è stata promossa dalla Cia. Grande manifestazione in Calabria con il presidente Giuseppe Politi. Sorprendenti i risultati di un sondaggio europeo: per i più giovani l’orto si trova nel supermercato, addirittura le galline allattano i pulcini, il cotone viene dalle pecore e il pollo ha quattro cosce. Scarsa anche la conoscenza di una corretta alimentazione e dei prodotti naturali della terra. Eccezionali nei videogiochi e grandi nella navigazione di Internet. Ma davanti ad un esame nozionistico di agricoltura risulterebbero di sicuro bocciati. Non ne sanno pressoché nulla. I bambini, attratti dall’elettronica e dall’informatica, ignorano completamente la realtà agricola e tutto ciò che ad essa ruota intorno. Sta di fatto che nel nostro Paese appena uno su tre ha visitato una fattoria e che tantissimi dimostrano grande timore per cose che proprio nella campagna sono naturali: ad esempio un’ape, un calabrone, una mosca. E un recente sondaggio a livello europeo mette in mostra questa scarsissima conoscenza da parte dei più piccoli. Quelli italiani occupano i posti più alti di questa particolare classifica. Da esso risulta, infatti, che la stragrande maggioranza sostiene che l’agricoltore sia un nonno indaffarato, amichevole e altruista, che le arance, le olive e le banane crescano nel Regno Unito, le pesche in Finlandia, che il cotone venga dalle pecore, che un pollo abbia quattro cosce, che le galline allattino i pulcini, che lo zucchero non si sa dove venga prodotto, che l’orto si trovi nel supermercato, che la seta si produce in fabbrica. Aspetti questi che sono stati evidenziati oggi nel corso della prima Festa nazionale di “Scuola in Fattoria”, promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori e che ha avuto il suo appuntamento “clou” in Calabria, presso la “Fattoria didattica e agrituristica - Fassi”, a Guardavalle Marina (Catanzaro). Iniziativa dove ha partecipato il presidente confederale Giuseppe Politi e alla quale sono stati coinvolti più di 600 bambini, sotto lo slogan “Agricoltura: laboratorio di Arte, Cultura e Ambiente”. L’iniziativa della Cia ha come obiettivo prioritario quello di cercare di indirizzare i più piccoli verso una realtà, quella agricola, che racchiude un grande patrimonio non solo produttivo, ma anche culturale, sociale e alimentare e di tradizioni secolari. Comunque, l’immagine che i bambini hanno della coltivazione -come si ricava dal sondaggio- è incentrata sugli animali. Una fattoria senza animali è quasi inconcepibile. Quasi tre quarti dei bambini europei sono stati in una fattoria almeno una volta e a quasi nove bambini su dieci la visita è piaciuta. La visita è stata più entusiasmante per i bambini spagnoli e irlandesi (64 e 59 per cento rispettivamente), ma meno per i bambini tedeschi e italiani (35 e 27 per cento). I bambini hanno difficoltà ad associare i prodotti non trattati alla loro forma finale dopo la trasformazione. Per esempio, il 50 per cento dei bambini europei non sa da dove viene lo zucchero, tre quarti non sanno da dove viene il cotone, mentre un quarto crede che cresca sulle pecore. Un terzo dei bambini non è in grado di citare nemmeno un prodotto derivato dal girasole. La maggior parte dei bambini entra in contatto con la produzione agricola unicamente al supermercato: solo il 10 per cento cita la fattoria come regolare fonte di acquisti per la famiglia. Il numero è più alto in Lussemburgo e Austria (30 e 28 per cento rispettivamente) e più basso in Irlanda (2 per cento), Regno Unito e Spagna (3 per cento entrambe). Quasi un quarto dei bambini non è in condizione di citare un metodo di conservazione del cibo diverso dal congelamento. Interrogati su quali animali producono latte, tutti i bambini hanno citato le vacche. Tuttavia, tra la metà (Irlanda, Svezia e Italia) e tre quarti (Grecia) dei bambini hanno menzionato anche le capre. Inoltre, in media un bambino su due ha citato le pecore, con una frequenza che va da 1/8 in Finlandia, 1/5 in Irlanda e nel Regno Unito fino a 4/5 in Grecia, Italia, Portogallo e Spagna. Alcuni hanno addirittura citato le galline. Forti differenze compaiono quando ai bambini viene chiesto quali prodotti possono essere ottenuti dal latte. Il formaggio è il più citato da tre bambini su quattro. Oltre la metà dei bambini ha citato il burro e lo yogurt e quattro su dieci la crema di latte. Altri prodotti (panna montata, formaggio di latte cagliato, gelato) vengono citati meno frequentemente. I risultati di questo sondaggio europeo -ricorda Un’alimentazione indispensabile -avverte In Italia, oltre un terzo dei bambini tra i 6 e i 9 anni risulta in soprappeso o obeso (34,1 per cento), un dato che scende al 25,4 per cento nella fascia tra i 10 e i 13 anni, e precipita con l'adolescenza (14-17 anni) al 13,9 per cento. Per i bambini e adolescenti italiani, al di sotto della maggiore età, l’obesità infantile, si attesta al 4 per cento di media, ma secondo recenti studi, nel 2025, mantenendosi questa situazione, l’obesità infantile nel nostro Paese triplicherà, arrivando al 12,2 per cento. I bambini europei e l’agricoltura - L’80 per cento non sa da dove viene il cotone, il 20 per cento crede che cresca sulle pecore. - Il 50 per cento non sa dove si produce lo zucchero. - Il 90 per cento entra in contatto con la produzione agricola solo al supermercato. - Per il 95 per cento gli agricoltori sono nonni indaffarati. - Per il 40 per cento il pollo ha quattro zampe. - Per il 20 per cento arance, olive e banane crescono nel Regno Unito.
Inaugurato nei giorni scorsi a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, lo “Sportello Anziani” dell’Associazione pensionati presso la locale sede della Cia, ubicata in via Orto La marina n. 8. Presenti il vicepresidente nazionale dell’Anp Enio Niccolini, il vicepresidente regionale vicario della Cia Donato Petruzzi, il presidente regionale e provinciale dell’Anp Mauro Zaccheo e Arcangelo Bruno, il presidente provinciale della Cia Luigi D’Amico, il sindaco della città Pietro Federico, l’assessore comunale ai servizi sociali Anna Vitale, e diverse altre autorità. Si tratta del secondo “Sportello Anziani” istituito in provincia di Brindisi ed uno dei primi in Puglia. Prima dell’inaugurazione
Brugnoni, che succede al presidente uscente Antonio Sposicchi, è un imprenditore agricolo che conduce come comproprietario e legale rappresentante due aziende agricole, una dedita alla produzione di tabacco, cereali e vino, l’altra operante nel settore vivaistico e dei servizi connessi. Il neo-presidente, ringraziando per il largo consenso affidatogli dai delegati dell’Assemblea e conscio della serietà dell’impegno preso, è convinto che “l’attuale situazione politico-professionale dell’agricoltura globale (aggravata ancor di più dalla drammatica crisi economico-finanziaria), e inevitabilmente quella della nostra realtà regionale, impone a tutte le forze agricole un’attenta riflessione e una seria presa di posizione nella promozione di provvedimenti che garantiscano un futuro a tutto il settore”. “Pertanto, il mio impegno come presidente della Cia Umbria -ha continuato Brugnoni- sarà a supporto del comparto agricolo tutto, che ha l’improrogabile esigenza di evolversi, per poter affrontare nel migliore dei modi le problematiche attuali, in modo da permettere sia ai soci che a tutto l’ apparato della Cia di guardare con ottimismo al futuro”. Insieme al presidente, sono stati eletti i quindici membri della Direzione, ai quali si aggiungeranno nei prossimi giorni altri dieci membri nominati dalle unioni intercomunali, insieme agli otto già presidenti delle associazioni promosse dalla Cia (pensionati, giovani e donne) e dei gruppi di interesse economico ( settore zootecnico, vitivinicolo, olivicolo, cerealicolo e tabacco) .
Non è sufficiente dichiarare lo stato di eccezionale calamità naturale, occorre la dichiarazione di “stato di crisi”: è la sollecitazione che proviene dal Comitato Direttivo della Cia del Distretto Agro-alimentare del Metapontino che si è riunito a Scanzano Jonico per affrontare i problemi della emergenza causata dalla calamità naturale di giovedì 28 maggio. La differenza tra stato di calamità e di crisi -è stato spiegato- non è marginale: con lo stato di crisi è possibile attivare provvedimenti governativi e di naturale fiscale in grado di fronteggiare in maniera più efficace la situazione che coinvolge circa 2 mila aziende che rischiano di uscire dal mercato sino ad ipotizzare una sorta di “zona franca” per i mercati agro-alimentari e in materia fiscale. L'organismo dirigente comprensoriale d’intesa con l'Ufficio di Presidenza regionale della Cia ha fatto una prima stima dei danni provocati alle aziende agricole di Scanzano, Pisticci, Policoro, Montalbano, Capraro di Tursi e Sant'Arcangelo ed ha definito un “pacchetto” di richieste a breve e medio termine. I danni variano dal 100 per cento di Scanzano a quote del 30-40 per cento di altre aree con raccolti completamente distrutti o comunque irrecuperabili. A memoria nessun agricoltore ricorda un evento così catastrofico che -dice Antonio Stasi della Cia del Metapontino- è paragonabile al terremoto in Abruzzo con l'unica differenza che lì ha provocato vittime umane e da noi rischia di provocare una vittima economica e produttiva, l'agricoltura. E' stato chiesto, pertanto, un finanziamento -con la proclamazione dello stato di crisi, proprio come accade per l'industria- interventi economici almeno del 75 per cento del danno provocato alle piantagioni da rimpiantare e forme di credito bancario. Sempre nell'immediato è necessario che il Consorzio di Bonifica per le quote di irrigazione, i comuni per l'Ici, le società esattoriali per le competenze da esigere, blocchino ogni forma di cartella e bolletta emessa nei confronti degli agricoltori impossibilitati a pagare. Un'altra richiesta riguarda l'assicurazione contro i rischi di calamità: è indispensabile -a parere della Cia- una legge regionale che contribuisca al finanziamento delle polizze, perchè da soli i titolari di aziende non ce la fanno.
Il corso, dal titolo “Addetto alle produzioni e certificazioni agroalimentari con metodo biologico”, ha visto la partecipazione di 9 studenti del 5° anno e si è svolto attraverso lezioni frontali, proiezioni di diapositive, visite di ambienti allevatoriali regionali e stages presso la struttura della Confederazione. L’obiettivo del corso sui contenuti di zootecnia è stato quello di fornire nozioni sulle principali specie e razze bovine, ovine ed equine allevate, in relazione alla loro adattabilità a tipologie di allevamento estensivo. Sono state illustrate tecniche di gestione degli allevamenti di alimentazione e nutrizione animale e gestione degli apporti alimentari provenienti da pascoli e dalle colture foraggere costituenti i cotichi erbosi delle aree interne della Regione Molise. Inoltre si sono stati approfonditi i metodi della raccolta e conservazione della produzione foraggera, della produzione di latte e della riproduzione e della gestione della rimonta aziendale. Mentre, per la parte relativa alla gestione della condizionalità nelle aziende biologiche e sulla gestione di sistemi per la messa in sicurezza delle aziende, si è proceduto a fornire informazioni circa le certificazioni biologiche, le normative Ce per la produzione di alimenti biologici e gli organismi di controllo evidenziando la loro importanza e peculiarità, i canali di commercializzazione e di vendita diretta dei prodotti agricoli ottenuti con metodi biologici. E’ sta rimarcata l’importanza della condizionalità e del pacchetto igiene per le aziende zootecniche e la disponibilità del progetto Se.T.A. per la gestione aziendale e degli adempimenti della nuova Politica agricola comunitaria. Gli studenti hanno frequentato i nostri uffici una volta a settimana per 8 settimane per gli approfondimenti e l’organizzazione delle attività. Apprezzamenti e ringraziamenti per la qualità del lavoro svolto sono giunti al presidente provinciale della Cia di Campobasso Donato Campolieti dal personale e dal dirigente scolastico dell’Istituto “G. Pittarelli”.
La presidente della Cia di Milano e Lodi Paola Santeramo è intervenuta alla conferenza stampa di presentazione del film realizzato dal regista Gianni Mario per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla minaccia cementificazione che incombe sull’ippodromo di San Siro. "Come cittadina prima ancora che come rappresentante della Cia di Milano e Lodi ha affermato Paola Santeramo- mi sento offesa e in dovere di manifestare tutta la mia preoccupazione per un progetto che toglierebbe a Milano una delle pochissime aree verdi rimaste, un pezzo della sua storia e della sua identità. L'aggravante, poi, è che si prevede il suo spostamento nel Parco Agricolo Sud il che significa ancora consumo di suolo agricolo. Il G8 dell'agricoltura si è impegnato a raddoppiare la produzione agricola mondiale, ma come è possibile se in continuazione si consumano aree deputate alla produzione di cibo per trasformarle in aree edificabili o in spazi in cui far passare infrastrutture?". Nel filmato sono raccolte interviste a personaggi illustri e rappresentativi della città che hanno voluto dare un contributo affinché l’ippodromo rimanda dov’è e soprattutto un’area di tale pregio culturale, ambientale, storico e paesaggistico non venga distrutta dal cemento. Nel film è contenuta anche l’intervista a Paola Santeramo, che riportiamo di seguito e che è disponibile anche su You Tube. “Questo ippodromo costituisce un pezzo importante della storia, della cultura e identità della città di Milano –dichiara la presidente nel filmato- ha un valore enorme, insostituibile e irrinunciabile dal punto di vista ambientale. E’ un pezzo di verde importante, un pezzo di ambiente importantissimo e insostituibile. Con la sua area verde, con il suo spazio aperto rigenera l’aria, conserva l’acqua. Quindi, la città di Milano, che è una delle città europee più povere da questo punto di vista di spazi verdi e aperti, non può rinunciare e fare a meno di questo enorme patrimonio. Vogliamo che l’ippodromo di San Siro continui a esistere perché la proposta molto dissennata e che ci preoccupa è quella di spostare l’ippodromo nel Parco Agricolo Sud Milano, un altro patrimonio economico e ambientale di verde da tutelare, perché anche questo costituisce un pezzo di storia importante per la città di Milano con le sue eccellenze: il riso, il latte, i formaggi, il verde, il paesaggio, le bellezze che sono sempre state ammirate dai visitatori di tutto il mondo. Vogliamo che l’Expo lasci ancora queste testimonianze intatte e che i visitatori possano ammirare queste bellezze uniche al mondo”.
Dal 9 al 17 maggio 2009 si è svolta a Novi Sad, capitale della Regione della Vojvodina in Serbia, I prodotti presentati hanno riscontrato un notevole successo, si sono avviate delle relazioni con la rete commerciale serba in particolare per l’olio e per il vino. La presenza della Confederazione rientra fra le azioni messe in campo dall’accordo di gemellaggio sottoscritto fra Durante lo svolgimento della manifestazione, è stato definito, inoltre, il programma di un seminario da svolgere nel prossimo mese d’ottobre presso gli uffici della Regione dell’Umbria a Bruxelles per operatori e tecnici agricoli. Obiettivo dell’incontro sarà quello di approfondire le tematiche dei finanziamenti europei e delle normative che riguardano i paesi che fanno parte dell’Ue ed i candidati in pre-adesione. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla collaborazione della Banca di Credito Cooperativo dell’Umbria che
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