| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 47 - n. 83 | 3 maggio 2005 |
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“Non solo tessile e abbigliamento. Il ‘pericolo giallo’, cioè l’invasione di prodotti dalla Cina, è in agguato anche per la nostra agricoltura”. E' quanto ha dichiarato il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltura Giuseppe Politi, chiudendo alla Rocca dei Rettori di Benevento i lavori di presentazione del Programma Comunitario di Informazione sui prodotti lattiero-caseari della Associazione Aprolat Campania-Molise. Il presidente della Provincia di Benevento Carmine Nardone, dal canto suo, ha detto: “Una barriera della qualità e dell'originalità, realizzabile grazie alle nuove tecnologie, è l'unico strumento per arginare le concorrenze sleali nella commercializzazione del latte e di altri prodotti alimentari”. La riunione alla Rocca è stata anche occasione di un Forum tra i vertici nazionali delle confederazioni agricole, Unalat, Granarolo e Parmalat sulla zootecnia da latte nell'area centro-meridionale. I lavori sono stati aperti dal presidente della Provincia di Benevento Carmine Nardone e dal presidente di Aprolat Campania-Molise Giuliano Martino. Erano presenti anche i neo-consiglieri regionali Sandra Lonardo Mastella e Mario Ascierto Della Ratta, il vicepresidente e l'assessore provinciale all'Agricoltura Giovanni Mastrocinque e Alfonso Ciervo. Per Unalat era presente il presidente nazionale Ernesto Folli. Hanno, inoltre, partecipato il responsabile Analisi dei settori produttivi Ismea Fabio Del Bravo, il dirigente dell'assessorato all'Agricoltura regionale Giuseppe Alloca, il vicepresidente Granarolo Valerio Orlandini e il direttore relazioni istituzionali Parmalat Paolo Aceto. Al momento -ha rilevato Politi- l’import di prodotti agroalimentari dalla Cina è ancora tollerabile, ma nei prossimi mesi, si rischia di subire un colpo pesantissimo, con tutte le possibili e immaginabili conseguenze per le nostre imprese agricole. Di qui l'esigenza che a livello europeo si prendano le necessarie misure per contrastare questa "invasione" commerciale. La Cia, quindi, chiede che, come si sta facendo per il settore tessile, Bruxelles predisponga una politica strategica realmente mirata a tutelare le produzioni agricole europee, che già sono costrette a subire l'assalto non solo dal "made in China" ma anche da altri paesi, a cominciare da quelli del Bacino Mediterraneo e dell'America Latina. Le preoccupazioni degli imprenditori agricoli italiani, in particolare di ortofrutta, sono sempre più evidenti. Non passa ormai giorno che i mercati nazionali non siano invasi dai prodotti cinesi. Pomodori, "pummarola", fagioli secchi, mele, pere, agli, cipolle e adesso anche pinoli e vino "made in China" stanno cominciando a mettere in grande difficoltà le nostre produzioni. Nel 2004 -ha aggiunto il presidente della Cia- le importazioni di ortofrutta dal paese asiatico sono cresciute del 200 per cento, mentre nel complesso dell'agricoltura si è avuto un aumento del 136,5 per cento. Una tendenza che sembra sempre più destinata a consolidarsi. Politi così ha concluso il proprio intervento: “E qui s'inserisce la nostra proposta di un nuovo patto con la società. Riteniamo, infatti, restrittivo il rapporto agricoltore e consumatore e per questa ragione vogliamo inserire la nostra strategia dello sviluppo proprio in un nuovo patto tra gli agricoltori e la società. Un patto che si sostanzia con la capacità dell'agricoltura produttiva di soddisfare la domanda alimentare, di offrire prospettive ai giovani imprenditori ed alle forze imprenditoriali femminili, di agire in un mercato concorrenziale secondo regole e norme legislative. Un patto con il quale porre la responsabilità etica e il riconoscimento del contributo di un'agricoltura, sempre più multifunzionale, al benessere sociale nella sua accezione più ampia: qualità della vita, sicurezza alimentare, biodiversità, ambiente, paesaggio”. Nardone ha, inoltre, dichiarato: “Per mettere un freno alle importazioni per le produzioni da Paesi che non rispettano le regole, che sfruttano il lavoro minorile, che non rispettano i diritti sindacali si possono mettere in campo le tecnologie votate a garantire la salute e la tutela del consumatore e ad affrontare i grandi squilibri strutturali presenti nell'agricoltura e nell'industria dell'agro-alimentare mondiale. Si deve e si può partire dal dualismo che si registra negli investimenti fissi nazionali nel Sud che per l'agricoltura non superano il 30% e per l'industria agro-alimentare non giungono al 20 per cento. Il rilancio deve partire attraverso un nuovo protagonismo dei sistemi locali”. In apertura il presidente Aprolat Campania-Molise Martino ha annunciato che dalla prossima estate partirà una massiccia campagna nazionale promozionale sui benefici derivanti dal consumo del latte soprattutto per i più piccoli, i cui bisogni nutrizionali per lo sviluppo possono essere soddisfatti egregiamente proprio con il latte e suoi derivati. Il Programma comunitario, presentato alla Rocca dei Rettori, vuole appunto sostenere il consumo dei prodotti lattiero-caseari.
L’avvio di un lavoro congiunto per la promozione delle fonti rinnovabili di energia di origine agricola e forestale, è stato concordato a Rispescia (Grosseto), presso la sede di “Festambiente”, tra il vicepresidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Enzo Pierangioli e Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente. L’incontro fa seguito alla recente sottoscrizione del protocollo nazionale di collaborazione tra le due associazioni, che individua il tema delle fonti rinnovabili di energia come uno dei principali terreni di lavoro comune. Cia e Legambiente sottolineano, infatti, il ruolo essenziale che le imprese agricole, insieme alle istituzioni locali, possono svolgere nella produzione di energia da fonti rinnovabili, coniugando sviluppo sostenibile e nuove opportunità per le imprese. Secondo le due associazioni, occorre lavorare per la creazione ed il pieno riconoscimento delle aziende agri-energetiche, che puntino da un lato all’autosufficienza energetica, attraverso l’utilizzo delle diverse fonti rinnovabili, e dall’altro a proporsi come fornitrici di energia per le comunità locali. Occorre diffondere le buone prassi nel campo dell’energia termica da biomasse legnose, moltiplicando le positive esperienze già realizzate a livello aziendale e di piccole comunità (reti di teleriscaldamento). Va affrontato il tema dei biocarburanti, sul quale l’Italia segna un grave ritardo, promovendo politiche incentivanti e attivando la filiera produttiva. Prospettive interessanti possono aprirsi anche nel settore energia elettrica, con lo sviluppo di piccoli impianti eolici, del fotovoltaico, del mini-idroelettrico; occorre però che il governo attivi finalmente il meccanismo del conto energia, emanando al più presto i decreti di fissazione dei prezzi. Per Cia e Legambiente, un modello di produzione energetica che punti sulle fonti rinnovabili, secondo quanto previsto dal protocollo di Kyoto e dalle Direttive dell’Ue, deve necessariamente basarsi su impianti diffusi ed inseriti in un contesto di sviluppo locale. Al termine dell’incontro è stato istituito un gruppo di lavoro tra le due associazioni, che metterà a punto un programma di azioni progettuali finalizzato sia alla promozione dell’informazione e della formazione sulle agri-energie, che alla realizzazione di impianti dimostrativi.
L’iniziativa si svolgerà a Roma, domenica 8 maggio, nel Parco “Tor di Quinto”. Prevista l’affluenza di centinaia di famiglie. L’8 maggio parte il progetto promosso dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori e dalla Uisp “Lo sport dà i suoi frutti: Bimbi in Piazza”. Si tratta -spiegano gli organizzatori- di una iniziativa interdisciplinare costruita come un percorso di educazione al movimento e alla ricchezza dei prodotti agricoli italiani, per insegnare ai nostri ragazzi che una corretta e sana alimentazione è alla base di un corpo sano e in forma. Tale iniziativa si colloca dentro un più complesso progetto della Cia “Scuola in fattoria” che è specificatamente indirizzato agli alunni delle scuole elementari e medie. Con appuntamenti in piazza -spiegano Cia e Uips- si intende coinvolgere direttamente anche ragazzi di diverse fasce di età e le famiglie. I ragazzi, tra le altre cose, avranno a disposizione una riproduzione della nostra Penisola e dovranno riuscire a posizionare i prodotti delle varie Regioni per comporre “L’Italia dei prodotti agricoli”. La manifestazione -concludono Cia e Uisp- si svolgerà contemporaneamente in 63 piazze italiane, e prevede stand ricchi di produzioni locali, tipiche e tradizionali.
Il coordinamento regionale dell’Associazione Donne in Campo ha avviato ieri i propri lavori con la prima riunione che si è tenuta presso la sede della Cia Calabria. Erano presenti, oltre ad alcune imprenditrici, il presidente e il vicepresidente regionali Giuseppe Mangone e Michele Drosi, Rosa Critelli responsabile regionale del settore Organizzazione Amministrazione, Maria Pia Bonifati, presidente Donne in Campo di Cosenza, il presidente della Cia di Crotone Barretta e il vicepresidente della Cia di Reggio Calabria Tonino Laganà , insieme a Rita Caridi che si occuperà dell’Associazione Donne in Campo per la provincia di Reggio Calabria. Presenti, inoltre, il direttore del Cipa-at Graziella Catrambone con le collaboratrici Rosellina Folino, Lucia Grande e Genoveffa Mangone. La riunione è stata introdotta da Milena Torcia, responsabile regionale settore ortofrutta, alla quale, la presidenza regionale, alcuni giorni fa ha affidato l’incarico di Coordinatrice regionale dell’Associazione. A conclusione si è deciso il programma di lavoro per i prossimi mesi. Priorità assoluta è stata data al tesseramento. Seguirà un lavoro di contatto con tutte le associate alla Cia delle varie province con l’obbiettivo di costituire a breve, sostanzialmente l’Associazione Donne in Campo. Contemporaneamente, sarà fatta una verifica sulla presenza negli organismi preposti alle pari opportunità e allo sviluppo dell’imprenditoria femminile in agricoltura: Regione, Province, Comuni e Camere di Commercio. A settembre si terrà il primo convegno pubblico di presentazione dell’Associazione e del suo programma di iniziative.
“Esprimo vivo compiacimento per la tempestività con la quale il presidente della Giunta regionale Agazio Loiero ha messo in piedi la squadra dei suoi assessori. Sono convinto che il loro sarà un compito molto arduo, viste le disastrose condizioni economiche e sociali in cui si trova la Calabria dopo un governo a dir poco disattento verso le problematiche più importanti della Regione. Mi auguro, comunque, che ci sia una forte iniziativa da parte del nuovo governo regionale ad affrontare prioritariamente i problemi di un’economia regionale che va sempre più verso il declino”. A parlare è il presidente della Confederazione italiana agricoltori della Calabria Giuseppe Mangone. “I miei auguri più sinceri -ha proseguito- vanno, inoltre, al neo-eletto assessore regionale all’Agricoltura Mario Pirillo al quale offriamo, da subito, tutta la disponibilità della Cia regionale a mettere in pratica una seria volontà di concertazione per affrontare i numerosi problemi dell’agricoltura calabrese. Noi siamo i diretti depositari del malessere che regna tra i nostri agricoltori il cui reddito da tempo è in caduta libera, visto che in Calabria gli indicatori dello sviluppo economico, segnano una condizione di ristagno”. “Negli ultimi anni gli investimenti aggiuntivi in agricoltura sono stati costantemente ridotti, fino alla totale eliminazione. Urge -ha aggiunto il presidente della Cia Calabria- trovare soluzioni agendo in più direzioni: la prima è sulla materia dei prezzi. Un divario tra prezzi pagati ai produttori e prezzi al consumo finale che ammazza i produttori e scoraggia i consumi. Quando il prezzo all’origine va su, il prezzo finale esplode subito in alto, quando il prezzo all’origine crolla, quello finale non si abbassa mai. Il gioco è condotto con uno strapotere della grande distribuzione. La seconda direzione è quella delle filiere e degli strumenti organizzativi dell’agricoltura. Nella nostra Regione, i problemi di mercato per le produzioni di olio d’oliva, agrumi, ortofrutta, possono essere affrontati solo se saremo capaci di costituire una moderna ed efficace organizzazione di filiera in grado di assicurare uno sbocco sui grandi mercati europei ed internazionali. La terza direzione è quella della competitività dei nostri prodotti. Occorrono politiche tese a rafforzare le esportazioni e ridurre le importazioni, soprattutto quando queste determinano una concorrenza sleale. Infine, occorre una decisa lotta alla criminalità nelle campagne, una profonda riforma per rendere efficace ed efficiente l’apparato burocratico amministrativo nonché, una rivisitazione delle leggi che regolano la funzionalità degli Enti in agricoltura”. Secondo Mangone, è su tutti questi punti che “occorrono una concreta programmazione e un grande impegno affinché i problemi dell’agricoltura e degli agricoltori non rimangano, così com’è stato nel governo Chiaravalloti, lettera morta”.
L’atteso appuntamento annuale delle campagne lombarde conferma la sua formula: iniziative di "giornate a porte aperte" durante tutto l’anno. La giornata di domenica 15 maggio aprirà l’ottava edizione di “Per Corti e Cascine”, la manifestazione, promossa da Turismo Verde e dalla Confederazione italiana agricoltori Lombardia, che propone ogni anno una stagione di animazione delle campagne lombarde, che si sviluppa fino a fine anno con un programma ricco di iniziative organizzate nelle aziende agricole e agrituristiche della regione. La giornata di apertura coinvolgerà l’intera Lombardia. Le oltre 130 aziende agricole che aderiranno all’iniziativa apriranno le porte ai visitatori che saranno accompagnati dagli agricoltori stessi nel “cuore” delle loro aziende, per far conoscere le tecniche di produzione, di allevamento e di gestione di queste realtà complesse e spesso sconosciute al pubblico. I visitatori avranno la possibilità di degustare e acquistare direttamente i prodotti freschi o trasformati, sia biologici sia tradizionali, e partecipare alle iniziative di animazione dedicate a adulti e bambini. Entrare in una cascina, scoprire come vengono prodotti alcuni cibi che arrivano sulle nostre tavole o come si allevano gli animali, visitare un museo agricolo o semplicemente godersi la bellezza di un opera di architettura rurale, normalmente chiusa al pubblico, sono solo alcune delle cose che si potranno fare. Molte sono le aziende che svolgono attività agrituristiche e chi lo desidera potrà fermarsi a pranzo o a cena o trascorrere la notte nelle aziende attrezzate per l’ospitalità. Anche quest’anno l’offerta sarà ricca e variata: domenica 15 maggio si potrà scegliere tra ventiquattro itinerari sviluppati tra pianura e montagna, in un parco, lungo un fiume o intorno a un lago, facendo capo a nove province lombarde: Bergamo , Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia. Le iniziative successive, la descrizione delle aziende aderenti e tutte le informazioni in continuo aggiornamento saranno consultabili al sito www.turismoverdelombardia.it. Una mappa della manifestazione sarà in distribuzione presso lo Spazio Regione a Milano, gli uffici turistici delle varie province lombarde, le sedi Cia provinciali e la sede regionale, alcune stazioni ferroviarie e alcuni punti vendita nelle province. “Per Corti e Cascine” ha mantenuto e consolidato con successo nel tempo l’intento di sviluppare la conoscenza della campagna e della realtà agricola della Lombardia, portando il pubblico a contatto diretto con i protagonisti e la ricchezza di questo mondo. La manifestazione ha contribuito negli anni a promuovere l’identità dell’impresa agricola come luogo di produzione di qualità e anche di erogazione di servizi culturali e per il tempo libero, per utenti d’ogni età.
La Commissione Europea ha autorizzato altri aiuti di Stato per il settore agricolo. Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europa n. 107, serie C, del 3 maggio, sono state pubblicate le seguenti decisioni. Italia - Gli aiuti previsti dagli articolo 66, 68 e 69 della legge finanziaria per il 2003 a favore dei produttori di suini che hanno attuato il programma di eradicazione e prevenzione della malattia vescicolare. L’intensità dell’aiuto è previsto al 100 per cento delle spese ammissibili sulla base del margine lordo di produzione risultante dalla differenza tra il valore delle produzioni e le spese non sostenute. Lazio - Interventi a favore degli allevatori che hanno partecipato all’attuazione del piano vaccinale contro la febbre catarrale degli ovini, per compensare le perdite. La legge regionale di riferimento è la 30/2003, l’importo stanziato è di 1.426.919,51 euro e l’intensità del contributo è pari al 90 per cento delle perdite dovute a decessi, aborti e alla diminuzione della produzione lattiera più 60 euro a capo all’anno. Molise - Aiuti per l’eliminazione della vegetazione spontanea e dei residui di coltivazione. L’importo è di 500.000 euro, per il 2004 e l’intensità è pari o alla misura massima del de minimis o al 40 o 50 per cento delle spese a seconda della localizzazione delle imprese.
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