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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 54 - n. 74 3 aprile 2012
ATTUALITÀ
  • Lombardia: “La campagna nutre la città”, al via i mercati Donne in Campo a Milano
  • Siccità: prime positive risposte dalla Regione Toscana
  • Trattativa per il prezzo del latte: la Cia del Piemonte non è disponibile a rinunciare al meccanismo di indicizzazione
COMUNICATI
  • Benzina, il caro-carburante pesa sulla tavola di Pasqua: si spenderanno tra i 15 e i 20 euro in più a famiglia
  • Imu: Organizzazioni agricole, bene rispetto impegni tavolo fiscale ma non penalizzare le aziende montane
  • Pasqua: vince la vacanza breve e “low-cost”. Premiati gli agriturismi, con 300 mila presenze stimate nel prossimo week-end
TERRITORIO
  • Campania: tra i premiati del concorso “L’olio di casa mia” un imprenditore della Cia di Caserta
  • Promossa la legge sul vivaismo in Toscana. Cia: “accolte molte delle nostre proposte”
APPUNTAMENTI
  • Protocollo d’intesa per le esportazioni nei paesi a religione islamica tra Cia Puglia e Halal Italy. Il 5 aprile la presentazione a Bari

 

ATTUALITÀ


Lombardia: “La campagna nutre la città”, al via i mercati Donne in Campo a Milano

 

A Milano giovedì prossimo 5 aprile, in via Spallanzani dalle ore 9.00 alle ore 18.30, e sabato 14 aprile, in piazza Durante, dalle ore 9.00 alle ore 14.30, si svolgerà l'iniziativa "La campagna nutre la città", mostra mercato dei prodotti agricoli del territorio organizzata dall'Associazione Donne in Campo della Lombardia e dalla Cia di Milano-Lodi-Monza e Brianza.

Si potranno acquistare direttamente dalle imprenditrici agricole associate a Donne in Campo formaggi vaccini e caprini, salumi, mieli, vini, olio, confetture, ortaggi, farine, piante aromatiche e ornamentali provenienti dai diversi territori della Lombardia.

L'iniziativa si ripeterà ogni mese.


Siccità: prime positive risposte dalla Regione Toscana

 

Intanto sono in arrivo 3 milioni di euro per la manutenzione ed il ripristino dei piccoli invasi. La Regione Toscana ha raccolto il grido d’allarme lanciato dalla Cia Toscana rispetto al rischio siccità, che potrebbe determinare forti perdite produttive all’agricoltura regionale. Nella conferenza stampa tenuta dalla Giunta della Regione Toscana, il presidente Enrico Rossi ha posto al centro della propria attenzione le possibili conseguenze negative della siccità sul comparto agricolo, mentre l’assessore Salvadori, appunto, ha annunciato l’investimento (di 3 milioni di euro).

Positivo il giudizio della Cia Toscana sull’iniziativa della Regione Toscana, attenta ai problemi del settore agricolo e consapevole della necessità di un impegno collegiale sull’emergenza idrica: “L’intervento di oggi della Giunta Regionale -afferma il presidente Giordano Pascucci- risponde tempestivamente e con proposte concrete alle preoccupazioni del mondo agricolo, fatte proprie nei giorni scorsi dalla Cia Toscana. Il presidente Rossi ha dimostrato piena consapevolezza dei rischi che incombono sulle produzioni agricole e zootecniche. Importante -prosegue Pascucci-l’immediato intervento proposto da Salvadori per ripristinare la capacità di raccolta idrica dei piccoli invasi, così come l’impegno dell’Assessore Bramerini ad accelerare la realizzazione di alcune opere strategiche e, nell’immediato, a disciplinare per tutti l’uso dell’acqua in caso di emergenza”. L’acqua -ribadisce la Cia Toscana- è un fattore produttivo determinante per l’agricoltura, che occorre assicurare alle imprese chiedendo loro al tempo stesso il massimo sforzo per contenerne l’utilizzo evitando sprechi.

“Come Cia Toscana -conclude Pascucci- diamo la nostra piena disponibilità alle Istituzioni, per affrontare insieme l’emergenza attraverso una disciplina rigorosa che contenga i consumi idrici in tutti i campi, garantendo una equa distribuzione della risorsa”.

 

 


Trattativa per il prezzo del latte: la Cia del Piemonte non è disponibile a rinunciare al meccanismo di indicizzazione

 

La campagna lattiera-casearia 2012/2013 è iniziata lo scorso prmo aprile, ma in Piemonte non è ancora stato fissato il prezzo del latte alla stalla. Un nuovo incontro tra le parti è previsto dopo le festività pasquali. Il confronto civile, ma duro, riguarda anche il meccanismo di indicizzazione, riguardo al quale la parte agricola ha ribadito di non essere disponibile a tornare indietro.

Il meccanismo dell’indicizzazione, che definisce ed aggiorna il valore del latte sulla base di un paniere di prodotti e di indicatori riconosciuti sia dai produttori che dall’industria di trasformazione, ha scritto una pagina importante per quel che concerne i rapporti all'interno del sistema lattiero caseario piemontese. Rinunciarvi, secondo la Cia del Piemonte, sarebbe un errore gravissimo.

“Come Cia del Piemonte -ha dichiarato Lodovico Actis Perinetto, vicepresidente regionale, che rappresenta la Cia al tavolo della trattativa- siamo convinti che sia sbagliato ritornare ai vecchi schemi negoziali, ormai obsoleti e che si debba mantenere invece il meccanismo del prezzo del latte alla stalla indicizzato. L'indicizzazione è uno strumento oggettivo e tempestivo che elimina i fenomeni speculativi. Si può al limite rivedere qualcuna delle quindici voci che compongono il paniere in base al quale si determina il prezzo del latte, affidando l’incarico per la revisione al professor Daniele Rama, direttore dell’Osservatorio sul mercato dei prodotti lattiero-caseari all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ed ideatore del meccanismo”.

“Il sistema indicizzato -ha proseguito Actis Perinetto- consente di riconoscere il giusto ruolo a tutti gli attori della filiera: dall’allevatore, al trasformatore, all’utilizzatore finale e garantisce un sviluppo sano ed equilibrato del comparto lattiero-caseario piemontese".

“Grazie all’indicizzazione -ha concluso Actis Perinetto- si sono poste  le basi per una reale collaborazione di filiera”.

 

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COMUNICATI


Benzina, il caro-carburante pesa sulla tavola di Pasqua: si spenderanno tra i 15 e i 20 euro in più a famiglia

                              

La Cia commenta l’ennesimo record di oggi, con la verde sempre più vicina alla soglia dei 2 euro al litro. I continui rialzi contagiano anche i prodotti tipici pasquali. Nessun vantaggio per gli agricoltori, solo tanti costi in più.

 

L’ennesimo rialzo dei carburanti, con la verde che oggi arriva a sfiorare 1,94 euro al litro alla pompa, non taglia solo le vacanze di Pasqua, ma arriva fino al carrello della spesa delle famiglie, che non era così caro da ottobre 2008. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

In un Paese in cui oltre l’80 per cento dei trasporti commerciali avviene su gomma, è inevitabile il “contagio” del caro-carburanti sui prezzi al consumo dei beni alimentari. Di conseguenza anche chi resterà a casa durante le feste -spiega la Cia- dovrà mettere in conto di spendere di più per il pranzo pasquale.

Perché se è vero che i listini di vegetali e pesce freschi sono calati, rincarano invece i “classici” prodotti pasquali, a partire da uova di cioccolata (più 5-8 per cento) e colombe (più 3 per cento), che subiscono anche l’incremento a monte su scala mondiale di zucchero e cacao. Ma aumentano anche l’abbacchio (più 6 per cento), il salame corallina (più 10 per cento), le uova di gallina (più 2 per cento) o la pizza al formaggio (più 4 per cento). Con effetti immediati sul costo medio del pranzo di Pasqua -conclude la Cia- per il quale si sborserà in media tra i 15 e i 20 euro in più rispetto all’anno scorso.

Va ricordato, tra l’altro, che le aziende agricole non traggono nessun vantaggio dai rialzi dei listini al consumo degli alimentari, anzi risentono del “caro-gasolio” (raddoppiato in meno di un anno), che fa crescere i costi di produzione a livelli insostenibili.

 


Imu: Organizzazioni agricole, bene rispetto impegni tavolo fiscale ma non penalizzare le aziende montane

 

Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri, con una nota congiunta, esprimono soddisfazione per l'approvazione degli emendamenti al Decreto Legge fiscale n.16/2012 all’esame del Senato in cui, per quanto riguarda l’Imu, è stato confermato il percorso stabilito al tavolo fiscale ovvero che il gettito in agricoltura non debba superare per l'anno in corso un contributo aggiuntivo di 135 milioni di euro per i fabbricati rurali ad uso strumentale e di 89 milioni di euro per i terreni.

“Si convalidano così -commentano le Organizzazioni agricole- le tesi più volte sostenute al tavolo con il Governo circa l'eccesso del carico Imu richiesto al settore agricolo e vanno in direzione dell’equità fiscale”.

Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri chiedono invece che venga accantonato il comma 5 bis all'art.13 del Decreto Monti in cui si delega ad un apposito decreto ministeriale la rivisitazione delle aree montane e collinari i cui terreni sono esenti dall'Imu.

“In questo momento particolarmente difficile -dicono le quattro Confederazioni- non si può gravare con oneri aggiuntivi sulle aziende di queste zone che operano in situazioni di grandi difficoltà e sono un presidio indispensabile per la salvaguardia del territorio”.

 


Pasqua: vince la vacanza breve e “low-cost”. Premiati gli agriturismi, con 300 mila presenze stimate nel prossimo week-end

 

Secondo Turismo Verde-Cia, il “caro-trasporti” e i rincari generalizzati spingono le famiglie a optare per soggiorni ridotti e località vicine. Per le strutture agrituristiche le previsioni sono positive (+4%), spinte in alto soprattutto dal ramo ristorazione. Sulle richieste di alloggio pesa invece l’incognita meteo.   

 

La crisi economica, ampliata dal “caro-trasporti”, taglia i budget di Pasqua e accorcia i giorni di vacanza. Quest’anno almeno tre italiani su quattro resteranno a casa, bloccati dalla sfilza di aumenti: dal pieno di benzina ai pedaggi autostradali, dai biglietti aerei a quelli dei treni. Ma anche chi deciderà di partire, complici anche le previsioni meteo non proprio incoraggianti, opterà per località vicine e soggiorni brevi (2-3 giorni). E a beneficiarne saranno soprattutto gli agriturismi, unendo il relax della campagna spesso a pochi km dalla città alle tradizioni enogastronomiche del territorio. Senza dimenticare i prezzi contenuti, che rispetto all’anno scorso sono rimasti praticamente fermi. Lo afferma Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia, che stima una crescita del 4 per cento delle presenze in “fattoria” nel prossimo week-end con un giro d’affari superiore ai 100 milioni di euro.

A trainare le aziende agrituristiche sarà soprattutto il ramo ristorazione. Sugli oltre 300 mila italiani attesi in campagna -spiega Turismo Verde-Cia- due terzi sono soltanto i “buongustai”. Tra domenica 8 e lunedì 9 aprile, infatti, saranno quasi 200 mila le persone che si recheranno a pranzo o a cena in agriturismo. O che approfitteranno delle aree attrezzate per pic-nic comprando in azienda qualche prodotto tipico, soprattutto conserve, formaggi freschi e stagionati, salumi e paté.

Quanto ai pernottamenti, nelle strutture agrituristiche italiane associate a Turismo Verde si sfiorano le 100 mila prenotazioni. Sul rallentamento delle richieste di alloggio in questi ultimi giorni -sottolinea l’associazione della Cia- sta pesando il timore del brutto tempo, con le previsioni meteo che annunciano da oggi una nuova fase di pioggia e freddo fino a Pasqua.

I menù delle aziende agrituristiche nel periodo pasquale -informa Turismo Verde- rispettano sempre l’antica ritualità e le usanze enogastronomiche del periodo: ci sono le uova (simbolo di rinascita) e l’agnello (legato alla tradizione cristiana), la colomba (simbolo di pace) e le torte rustiche con salame e formaggio come il “casatiello” napoletano (che contiene tutti i simboli della Pasqua). E poi ci sono i dolci a base di grano (simbolo di resurrezione) come la pastiera, ma anche le frittelle e le zucche con i germogli (il ratto di Proserpina).

In Italia, ricorda Turismo Verde-Cia, le aziende agrituristiche raggiungono quasi 20 mila unità, di cui 16.504 con alloggio (per un totale di 206 mila posti letto) e 9.914 con ristorazione (per 385 mila coperti complessivi). Di questi, 3.836 fanno anche degustazione, 3.190 escursionismo, 1.638 equitazione, 1.950 trekking, 2.800 mountain bike e oltre 1.900 corsi, soprattutto di cucina.

 

 

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TERRITORIO


Campania: tra i premiati del concorso “L’olio di casa mia” un imprenditore della Cia di Caserta

 

Organizzato dalla Regione Campania,si è svolto un concorso dal titolo "L’olio di casa mia". Ad esso hanno partecipato circa 170 aziende produttrici divise in cinque zone della provincia di Caserta. Dopo una selezione molto ferrea da parte di esperti assaggiatori, sono state selezionate 22 aziende finaliste. Presso la sede del Parco regionale del Matese, in tenimento del comune di Sant'Angelo d'Alife (Caserta), si è svolta la fase conclusiva che ha visto premiata tra le prime l'azienda agricola di Arcangelo Santabarbara di Piana di Monte Verna,socio da sempre della Confederazione italiana agricoltori..

E' stato un giusto riconoscimento al sapiente lavoro svolto nell'azienda che già si è distinta per la produzione di latte bovino e per la trasformazione di parte di esso in prodotti caseari che hanno conquistato il mercato non solo casertano. Fa piacere segnalare la circostanza essendo. Santabarbara uno dei migliori produttori associato Cia e punto di riferimento anche per tanti altri allevatori.

 


Promossa la legge sul vivaismo in Toscana. Cia: “accolte molte delle nostre proposte”

 

Soddisfa la Cia Toscana il nuovo testo delle legge sul vivaismo in Toscana. In particolare sono stati opportunamente introdotti i temi delle risorse idriche, del recupero e valorizzazione degli scarti verdi, -(in funzione del contenimento dei costi di produzione compreso quelli di natura energetica)-; così come -aggiunge la Cia Toscana- i temi della ricerca e della formazione, che sono fondamentali per l’innovazione e lo sviluppo del settore, nonché la competitività aziendale e di sistema. Il testo -aggiunge la Cia Toscana- raccoglie diverse delle questioni di merito segnalate dalla Cia.

“L’iniziativa legislativa in questione è condivisibile -ha detto Sandro Orlandini, presidente della Cia Pistoia e vicepresidente regionale in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale-  in quanto si pone alcuni obiettivi che fanno parte da tempo delle aspettative dei produttori e degli operatori del vivaismo e raccoglie molte delle proposte che la Cia ha fatto nel corso della fase preliminare”. “Tuttavia -ha proseguito Orlandini-, ci sono alcuni aspetti da migliorare, come sui temi della semplificazione, dell’urbanistica legata alle questioni degli annessi agricoli, della programmazione territoriale degli enti locali legata alla individuazione delle aree vocate al vivaismo”.

Tutti argomenti che dovranno trovare una definizione nel previsto regolamento di attuazione che intendiamo valutare in sede di concertazione. Orlandini ha poi rilevato in maniera critica come “nel progetto di legge non ci sia alcun riferimento ai temi dell’aggregazione del prodotto e delle politiche di filiera che invece sono molto importanti per la competitività del sistema”.

Roberto Chiti, coordinatore del Gruppo d’interesse economico del vivaismo, ha detto come “il testo delle legge può essere migliorato ulteriormente nella parte che riguarda la diffusione del verde, prevedendo già nell’articolato dei meccanismi di premialità e d’incentivazione negli interventi degli Enti Pubblici e dei privati, per i quali si potrebbe agire, nelle operazioni di recupero edilizio, a forme di agevolazione per quanto riguarda gli oneri di urbanizzazione”.

Alessandro Del Carlo, responsabile dei settori produttivi della Cia Toscana, ha sottolineato come “il testo presentato sia un’ottima base di partenza, benché migliorabile nel percorso consiliare verso l’approvazione, che auspichiamo possa avvenire nei tempi più brevi possibile anche per dare ai vivaisti e a tutti gli operatori un segnale di vicinanza e di incoraggiamento così importante in un momento particolarmente difficile per il settore e per tutta l’agricoltura”.

 

 

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APPUNTAMENTI


Protocollo d’intesa per le esportazioni nei paesi a religione islamica tra Cia Puglia e Halal Italy. Il 5 aprile la presentazione a Bari

 

Giovedì prossimo 5 aprile a Bari, alle ore 10.00, presso la sede della Cia di Puglia in via Matarrese 4, si terrà una conferenza stampa per la presentazione del protocollo di intesa siglato tra la Cia e Turismo Verde (l’associazione agrituristica della Cia) con Halal Italy, la sezione italiana dell’Halal International Autorithy, autorità internazionale di Certificazione islamica (indipendente e no profit).

Halal( حلال , Halal, halaal)  per i musulmani significa lecito e Halal prende le mosse da alcuni principi e dogmi della cultura musulmana che sono in linea con i principi di tracciabilità, salubrità, sicurezza e legalità. In Occidente si riferisce principalmente al cibo preparato in modo accettabile per la legge islamica.

 

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