| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 24 | 3 febbraio 2010 |
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Il presidente della Cia Giuseppe Politi: gli alti costi e il crollo dei prezzi hanno creato un clima di preoccupazione e di grande incertezza. La caduta dei redditi nel 2009 (meno 25,3 per cento) ha frenato l’attività e gli investimenti. Sempre più necessaria la Conferenza nazionale. “I dati dell’Istat sulle intenzioni di semina da parte degli agricoltori non ci sorprendono. Questi confermano chiaramente le nostre preoccupazioni sulla grave crisi che sta investendo il settore. Sono soprattutto il crollo dei prezzi sui campi (più 11 per cento nel 2009, con punte del 40 per cento per il grano duro) e l’aumento (più 10 per cento) dei costi produttivi, contributivi e burocratici a frenare l’attività e gli investimenti degli imprenditori agricoli, che nello scorso anno hanno visto i loro redditi scendere in caduta libera (meno 25,3 per cento)”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale la rilevazione campionaria del nostro istituto di statistica fotografa la difficile situazione che sta caratterizzando l’agricoltura italiana. “Non è un caso che in più occasioni -avverte Politi- abbiamo evidenziato l’esigenza di interventi mirati e straordinari a sostegno delle imprese agricole, molte delle quali operano in grave affanno. I numeri che ci fornisce l’Istat sono emblematici. Ad allarmare è in particolare il fronte dei prezzi che ha, infatti, reso più difficile per gli agricoltori l’organizzazione delle semine. Sta di fatto che sono aumentati i terreni messi a riposo e quelli sui quali viene effettuata una manutenzione minima, in attesa di valutare se seminare e quale prodotto coltivare”. “Per i prezzi agricoli all’origine è, purtroppo, ‘profondo rosso’. Il trend negativo -ha aggiunto il presidente della la Cia- ormai prosegue da oltre un anno e sta investendo tutti i comparti produttivi. Le flessioni più accentuate si registrano, comunque, per i cereali che registrano un meno 28,2 per cento (con crolli anche del 35-40 per cento per il grano duro), per i vini (meno 19,5 per cento), per la frutta fresca e secca (meno 13,4 per cento), per l'olio d'oliva (meno 13,2 per cento), per il latte (meno 11,4 per cento) e per i suini (meno 6 per cento). Dati che hanno accresciuto le preoccupazioni e le incertezze degli agricoltori che non riescono ad effettuare una adeguata programmazione produttiva”. “L’indagine Istat -ha concluso Politi- dimostra ulteriormente la necessità di una nuova politica nei confronti del settore primario. Una politica fatta di interventi concreti e di misure realmente incisive che siano di supporto all’attività imprenditoriale agricola e alla sua proiezione sui mercati. Una politica con programmi seri che permettano all’agricoltura di operare in un quadro di certezze che oggi manca. Da qui rinnoviamo l’invito perché la Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale -dalla Cia richiesta fin dal 2004- si faccia in tempi rapidi”.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi rinnova l’invito a governo e forze politiche affinché nel decreto in discussione in Parlamento vengano introdotte queste due misure al fine di ridurre i pesanti costi che oggi gravano sugli imprenditori agricoli italiani. “I costi delle imprese agricole continuano a crescere in maniera opprimente, mentre i prezzi sui campi sono sempre più in caduta libera. Occorre intervenire al più presto. Bisogna alleggerire un ‘peso’ che grava sull’attività imprenditoriale. Per questo motivo rinnoviamo l’invito affinché nel decreto ‘Milleproroghe’ in discussione in Parlamento venga inserito un emendamento che preveda la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali (in scadenza il prossimo 31 luglio) per le aziende che operano in territori svantaggiati e di montagna e l’’accisa zero’ sul gasolio per tutte le imprese e non solo per le serre”. E’ quanto sollecita il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi preoccupato per la situazione generale del settore che è in grande affanno e gli agricoltori si trovano in piena emergenza. “Finora nei confronti dell’agricoltura del nostro Paese c’è stata scarsa attenzione. Il governo -avverte Politi- ha fatto tante promesse, ma i pochi interventi decisi sono totalmente insufficienti. La stessa finanziaria per il 2010 è risultata molto deludente. Davanti all’attuale drammatico scenario, è necessario che si adottino misure tempestive e straordinarie per ridare fiato alle imprese. Sia la fiscalizzazione che l’’accisa zero’ sul gasolio possono garantire una riduzione dei costi. Certo non rappresentano la soluzione dei problemi degli imprenditori agricoli, ma sono in grado di ridare una boccata d’ossigeno ai tanti agricoltori che oggi fanno fatica ad operare e rischiano di essere espulsi dal mercato”. “D’altra parte, il panorama per gli agricoltori delle zone montane e svantaggiate -aggiunge il presidente della Cia- è alquanto difficile e costellato da nubi minacciose. Le agevolazioni contributive (meno 75 per cento per la montagna e meno 68 per cento per le aree svantaggiate) finiscono con il prossimo 31 luglio. Dal primo agosto gli aumenti saranno considerevoli e per le aziende, che già operano in condizioni precarie, le prospettive appaiono drammatiche. Per quelle di montagna le agevolazioni si riducono al 70 per cento, mentre per quelle delle aree svantaggiate al 40 per cento. Il danno è rilevante perché proprio l’80 per cento delle giornate denunciate all’Inps sono svolte in territori agevolati. E proprio le aziende delle aree svantaggiate rappresentano il 55 per cento del totale”. “La situazione diventa ancora più allarmante se si pensa che molte di queste imprese -rimarca Politi- avevano aderito all’operazione di ristrutturazione dei debiti Inps e, con grande sacrificio, avevano regolarizzato la loro posizione”. “Stesso discorso per l’’accisa’ zero sul gasolio. Questa agevolazione -sottolinea il presidente della Cia- non è fondamentale solo per le serre -settore sul quale, peraltro, pende una procedura Ue che ritiene il ’bonus’ un aiuto nazionale e questo sta alimentando molta confusione e preoccupazione tra i serricoltori- ma anche per tutte le altre aziende agricole che in questi anni hanno visto crescere in modo eccessivo il costo del carburante indispensabile per la loro attività”. “Il decreto ‘Milleproroghe’ appare, al momento, l’unica strada percorribile per intervenire in tempi brevi. Invitiamo, quindi, sia il governo che le forze parlamentari ad impegnarsi affinché -conclude Politi- le imprese agricole possano essere sgravate di una parte dei pesanti costi che oggi sostengono e messe nelle condizioni di stare ancora sul mercato. Altrimenti, sarebbe la chiusura”.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi ribadisce che su un problema così importante va aperto un ampio confronto e decidere dopo una consultazione popolare. In Italia ed in Europa è possibile produrre colture proteiche non “biotech”, con beneficio per l’ambiente, la salute, nonché per migliorare il reddito degli agricoltori e degli allevatori. “Subito un decreto da inserire nel ‘Milleproroghe’ che blocchi la coltivazione e la commercializzazione di Ogm e la predisposizione in tempi brevi di un Piano per le colture proteiche”. E’ quanto sollecita il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che rinnova le critiche alla decisione del Consiglio di Stato e ribadisce con forza che il “biotech” non serve all’agricoltura italiana, così diversificata, tipica e di qualità. “Su un argomento così importante e che coinvolge la vita dei cittadini, riaffermiamo la necessità -aggiunge Politi- che si apra al più presto un articolato confronto fra tutte le parti interessate, a cominciare dalle Regioni e dagli agricoltori. E ogni decisione in materia va presa dopo una consultazione popolare che si pone indispensabile su una problema di portata non solo economica, ma soprattutto etica”. “La nostra contrarietà agli organismi geneticamente modificati -rimarca Politi- non è ideologica. Siamo, infatti, convinti che in Italia ed in Europa è possibile produrre colture proteiche libere da Ogm, con beneficio per l’ambiente, la salute, nonché per migliorare il reddito degli agricoltori e degli allevatori”. “Non a caso, da tempo chiediamo -rileva il presidente della Cia- che nell’Ue e in Italia si predisponga un Piano europeo e nazionale per le colture proteiche. E’, d’altra parte, inammissibile che il proteico fornito agli allevamenti sia per il 90 per cento soia di importazione, spesso geneticamente modificata, in quanto più economica. In Italia, complice la caduta dei prezzi di listino del mais in molte zone del Nord la produzione di soia, ovviamente libera da Ogm, è raddoppiata e triplicata con prezzi di mercato interessanti e convenienti. Mentre, sempre in Italia, paese leader delle grandi Dop della zootecnia, si sono persi in pochi anni 30 milioni di quintali di ottimo mais non biotech in grado di fornire gli allevatori Italiani un prodotto di qualità”. “Più che rincorrere miracolistiche semine geneticamente modificate, sarebbe utile capire -si chiede Politi- come mai, con costi produttivi di 15 euro per quintale, i prezzi di listino del mais sono a 13 euro al quintale. Non solo. E perchè dall’Est europeo arriva mais a 10 euro al quintale! Come Cia abbiamo già chiesto nelle sedi comunitarie di intervenire presso i paesi del Mar Nero prima che il loro prodotto invada totalmente il nostro mercato”. “Senza un Piano proteico europeo e nazionale, sarà difficile -afferma il presidente della Cia- reggere la pressione delle grandi ‘lobby’ del biotech sugli allevatori, sempre più stretti nella morsa degli aumenti dei costi di produzione ed il crollo dei prezzi sui campi. Comunque, nonostante una politica agricola poco efficace e l’assenza di un Piano proteico, non sono poche le realtà che iniziano a produrre proteico locale con buona redditività. L’aumento di produzione di soia al Nord è di buon auspicio, cosi come le interessanti e ottime produzioni, in Italia meridionale e senza traccia di microtossine, di orzo, avena, favino e pisello proteico mediamente vendute al prezzo di 150 euro la tonnellata ”.
Venerdì scorso 29 gennaio a Maserà di Padova si è svolto il Congresso provinciale dei pensionati Cia di Padova, con la partecipazione di 230 delegati. La relazione del documento della quinta Assemblea è stato illustrato dal presidente provinciale dell’Anp di Padova Bruno Rettore. Il segretario Dino Milanello ha illustrato l’attività svolta nei cinque anni dall’Anp e il programma di iniziative per il All’Assemblea sono intervenuti inoltre: il direttore provinciale Inac Massimo Lazzarin, Il presidente regionale della Cia Daniele Toniolo, il vicesindaco di Maserà e altre autorità, oltre a decine di pensionati e altre decine di pensionati non hanno potuto intervenire per orario inoltrato. Pertanto, è grande la soddisfazione dell’Anp e della Cia di Padova per la straordinaria partecipazione, ma soprattutto per gli interventi appassionati dei pensionati e lo spirito di volere essere protagonisti per un cambiamento della situazione sociale e in particolare sull’aumento delle pensioni.
E’ stata un momento di confronto vivace e molto partecipato l’Assemblea di Donne in Campo Lombardia che si è tenuta ieri 2 febbraio nella sala riunioni della Cia di Milano e Lodi e conclusa da Alberto Giombetti, coordinatore della Giunta nazionale Cia. Oltre quindici interventi, dopo le introduzioni della presidente regionale e della coordinatrice, hanno affrontato molte questioni fondamentali per le aziende agricole lombarde e si sono confrontati sul progetto di autoriforma dell’organizzazione e sul ruolo dell’associazione nel sistema Cia. Valorizzazione economica della qualità delle produzioni, mercati contadini, vendita diretta, metodi di produzione in agricoltura e salvaguardia della fertilità dei suoli, difesa delle aree agricole sono stati i temi più discussi negli interventi delle imprenditrici, anche con accenti critici e costruttivi. Accanto a questi temi una riflessione sul ruolo positivo che l’Associazione Donne in Campo ha svolto nel corso degli anni all’interno dell’organizzazione e nella società, potendo contare sulla partecipazione ed il protagonismo delle agricoltrici e su una serie di attività ed iniziative che hanno permesso di valorizzarne la professionalità e le capacità di proposta . Un contributo positivo che può ulteriormente essere potenziato con il percorso di rafforzamento del ruolo dell’associazione che si intende sviluppare, come proposto dai documenti congressuali. Al confronto hanno partecipato anche il presidente ed il vicepresidente della Cia Lombardia e le presidenti delle Cia di Milano e Lodi e di Mantova. Al termine dei lavori sono stati approvati, all’unanimità, i documenti congressuali ed alcune proposte di integrazione, oltre ad un ordine del giorno sulla vendita diretta ed ai nominativi delle delegate.
Confagricoltura, Cia e Copagri dell'Emilia-Romagna esprimono soddisfazione per la sospensione da parte della Regione del pagamento della tassa sui controlli igienico-sanitari a carico delle imprese agricole imposti dal decreto legislativo 194 del 2008. Le tre organizzazioni, nello specifico, esprimono apprezzamento per l'impegno profuso dall'assessore regionale all'Agricoltura, Tiberio Rabboni, e dalla Direzione regionale dell'assessorato che, analogamente a quanto già fatto da altre regioni italiane, hanno operato affinché anche “Da molti mesi - evidenziano le tre organizzazioni - ci stiamo confrontando con "Dopo questo primo passo -rimarcano Confagricoltura, Cia e Copagri- proseguiremo l'azione a livello parlamentare in modo che con il recepimento di una disposizione nel decreto ‘Milleproroghe’, venga chiarita ed esplicitata una volta per tutte l'esclusione del comparto agricolo dal pagamento della tassa sui controlli igienico-sanitari".
“Le sfide del nostro tempo. Superare l’individualismo delle imprese agricole, promuovere l’associazionismo di prodotto, acquisire la piena consapevolezza del ruolo multifunzionale delle aziende”. E’ questo il tema della terza Assemblea elettiva dell’Agia (Associazione giovani imprenditori agricoli) della Sicilia in programma ad Enna venerdì prossimo 5 febbraio. Ai lavori, che si terranno presso la locale Camera di Commercio (piazza Garibaldi 1) e che avranno inizio alle ore 10.00, interverranno Giovanni Graziano, presidente dell’Agia Sicilia, Salvatore Maimone, vicepresidente della Cia di Enna, Maurizio Lunetta, presidente Aip Olivo, Francesco Salamone, presidente della Cia di Enna, Barbara Di Rollo, segretario nazionale dell’Agia.
Giovedì 4 febbraio prossimo, a Perugia, presso la sede regionale Cia, si svolgeranno, alle ore 9.30 l’Assemblea dell’Agia (Associazione giovani imprenditori agricoli) Umbria e alle ore 15.00 l’Assemblea dell’Associazione pensionati dell’Umbria. L’Assemblea dell’Agia sarà aperta dalla lettura del documento congressuale da parte del presidente regionale Giulio Agneni. Parteciperà il presidente regionale della Cia Umbria Domenico Brugnoni e sarà conclusa dal vicepresidente nazionale della Cia Enzo Pierangioli. Nel corso dell’Assemblea sarà discusso e votato il documento congressuale dell’Agia nazionale. Inoltre, verranno eletti i delegati dell’Agia Umbria all'Assemblea elettiva nazionale dell’Agia e i delegati all'Assemblea elettiva della Cia dell'Umbria. L'Assemblea dei pensionati Cia, aperta dalla relazione del presidente regionale Palmiro Marini, vedrà la partecipazione di Domenico Brugnoni e Catia Mariani, rispettivamente, presidente e direttore regionale della Cia. Sarà conclusa da Carla Donnini, presidente nazionale dell'Inac. Nel corso della stessa, verrà discussa e approvata la proposta di risoluzione nazionale dell' Anp. Verranno, inoltre, eletti i delegati umbri all'Assemblea elettiva nazionale dell'Anp e i delegati all'Assemblea elettiva della Cia dell'Umbria.
Si svolgerà domani, 4 febbraio, a Palermo la quinta Assemblea elettiva dell’Associazione dei pensionati della Cia Sicilia. Il tema principale dibattuto dai pensionati nell’assise che si terrà presso hotel Astoria Palace di via Montepellegrino, è il riconoscimento del loro ruolo di protagonisti nella società e la rivendicazione di vecchi e nuovi diritti in un sistema di welfare territoriale che necessita di revisione, rimodulazione e innovazione. Un tema certamente di grande attualità anche alla luce di scelte di bilancio parecchio discutibili operate da grandi comuni siciliani che riducono fortemente, quando non cancellano addirittura (è il caso di Palermo), le previsioni di spesa per le fasce deboli della popolazione di cui gli anziani e i pensionati fanno parte. I lavori, che saranno presieduti da Angelo Forgia, della Giunta regionale della Cia, si apriranno alle ore 10.00 con la relazione del presidente regionale dei pensionati Michele Spatafora. Interverrà il presidente della Cia regionale Carmelo Gurrieri. Concluderà i lavori il presidente nazionale dell’Anp-Cia Mario Pretolani.
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