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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 52 - n. 235 2 dicembre 2010
COMUNICATI
  • Olio d’oliva: l’extravergine compie cinquant’anni. Un vero emblema dell’agricoltura “made in Italy” tipica e di qualità
  • Riso: firmato l’accordo quadro di filiera
TERRITORIO
  • Turismo Verde Cia Basilicata: "Festa del maiale" nel Parco Gallipoli Cognato
APPUNTAMENTI
  • Settore ovicaprino: domani conferenza stampa della Cia Sardegna
  • Cia di Mantova: lunedì 6 dicembre convegno sulla Pac dopo il 2013

 

COMUNICATI


Olio d’oliva: l’extravergine compie cinquant’anni. Un vero emblema dell’agricoltura “made in Italy” tipica e di qualità

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi ricorda l’importanza della legge che nel 1960 diede la nuova denominazione commerciale. Al successo ha contribuito il lavoro di tantissimi olivicoltori che si sono impegnati con grande tenacia. Rilevante anche l’apporto dato dall’etichetta d’origine. Plauso all’iniziativa di “Teatro Naturale”. I risultati positivi ottenuti non devono, però, far dimenticare le difficoltà e i problemi che incontrano i nostri produttori.

 

 

“Un vero emblema, un simbolo dell’agricoltura ‘made in Italy’ tipica, diversificata e di qualità. L’olio extravergine d’oliva rappresenta una cultura, una tradizione radicata nel territorio che, grazie al lavoro sapiente dei nostri agricoltori, è un fiore all’occhiello dell’agroalimentare italiano apprezzato e richiesto in tutto il mondo. Un prodotto inimitabile che fa grande il mondo agricolo nazionale, vanto di un impegno incessante di migliaia di imprese olivicole che operano con efficacia e determinazione”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in occasione dei cinquant’anni della legge (1407 del novembre 1960), che ha ufficialmente introdotto la denominazione commerciale “olio extravergine di oliva” e in concomitanza con il convegno promosso a Milano da “Teatro Naturale”, la rete dei saggi di "Coltura&Cultura", Olio Officina, sul tema, appunto, “1960-2010. Buon compleanno extra vergine. Tributo al re dei grassi”.

“A cinquant’anni di distanza, la legge del 1960, pur con le necessarie modifiche in modo da adeguarla ai nuovi scenari economici e sociali, rappresenta -ha rilevato Politi- un importante punto di riferimento. Grazie alla normativa introdotta nel 1960, le nostre produzioni di qualità hanno conquistato i mercati internazionali e valorizzato l’attività di tantissimi produttori”.

“Quella legge -ha rimarcato il presidente della Cia- suscitò all’epoca numerose polemiche. Ma oggi possiamo dire che fu lungimirante, soprattutto perché cominciò a suscitare attenzione verso l’olio d’oliva che veniva, purtroppo, relegato in una sorta di nicchia. Da allora sono stati raggiunti eccezionali livelli di qualità, premiando il lavoro dei nostri olivicoltori che tanto si sono impegnati per offrire ai consumatori, non solo italiani, un prodotto di altissimo pregio che ha cambiato il volto di un intero settore”.

“In questi anni -ha sostenuto Politi- i passi compiuti sono stati molti e significativi. L’olio extravergine d’oliva è entrato prepotentemente nell’alimentazione dei nostri connazionali e si è affermato in tanti mercati mondiali, anche in aree dove era praticamente sconosciuto. Un ulteriore contributo è venuto dall’introduzione dell’etichetta d’origine, che ha permesso di salvaguardare e valorizzare le produzioni ‘made in Italy’ e di tutelare i consumatori con un’informazione più chiara e trasparente”.

“Giustamente -come ha affermato Luigi Caricato, direttore di ‘Teatro Naturale’ e ideatore del progetto ‘Olio Officina’ e promotore della celebrazione del cinquantenario- l’extravergine da alimento etnico ha assunto la veste di alimento inter-etnico. ‘Un passaggio che è un lasciapassare per il futuro. I consumi -ha rilevato- ora riguardano popolazioni un tempo estranee alla cultura degli oli di oliva. Lo scenario alimentare che si profila all’orizzonte si sofferma sia sugli aspetti propriamente edonistici sia sugli aspetti più strettamente salutistici, per il ruolo di functional food universalmente riconosciuto dalla scienza medica e dai nutrizionisti’. Ecco, perché, dobbiamo continuare a percorrere la strada fin qui intrapresa e lavorare per far sì che questo prodotto consegua ulteriori successi”.

“D’altra parte, il nostro Paese -ha evidenziato il presidente della Cia- è il secondo produttore europeo di olio di oliva con una produzione che supera le 500.000 tonnellate (ricavate da 250 milioni di piante), due terzi delle quali extravergine e con molte Dop e Igp. Da non dimenticare poi il biologico. Il tutto per un valore produttivo che si avvicina ai 2,2 miliardi di euro”.

“Comunque, tutto ciò -ha detto ancora Politi- non deve, però, far dimenticare la gravissima crisi che da tempo sta investendo il settore olivicolo, con imprese sempre più in difficoltà, con prezzi in caduta libera e con pesanti costi produttivi e contributivi che tagliano i redditi e che rischiano di provocare un drammatico crollo”.

“C’è, infatti, bisogno di certezze e di reali prospettive. In quest'ottica è importante, una politica fatta di interventi incisivi che -ha concluso il presidente della Cia- diano agli olivicoltori gli opportuni strumenti per rilanciare lo sviluppo e accrescere la competitività. Un’azione che consenta di promuovere e valorizzare ancora di più l’olio extravergine d’oliva italiano, prevedendo anche accordi di filiera con la grande distribuzione”.

 

 

 

 

 


Riso: firmato l’accordo quadro di filiera

 

L’intesa è stata sottoscritta, per il mondo agricolo, da Cia, Confagricoltura e Copagri, per la parte industriale, dall’Airi. Il presidente Giuseppe Politi: “un risultato importante al quale abbiamo lavorato con impegno e convinzione”.

 

Un importante accordo quadro della filiera del riso è stato firmato oggi, presso il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, da Cia-Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura e Copagri, per il mondo agricolo, e dall’Airi, la maggiore associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione.

L’intesa, che avrà una durata triennale a partire dalla campagna di commercializzazione 2011-2012, e si pone come obiettivi -sottolinea la Cia- lo sviluppo di sinergie nella programmazione e nella qualificazione della produzione di risone in funzione delle esigenze di mercato; la creazione e il mantenimento nelle regioni di produzione; un polo di eccellenza nella produzione di risone e la crescita di una disponibilità di risone nel bacino regionale sufficiente al fabbisogno della filiera nazionale.

Con l’accordo, inoltre, si offre alle aziende risicole uno strumento di programmazione che ne valorizzi l’elasticità produttiva e la tipicità del prodotto trasformato caratterizzante il “made in Italy” nel mondo. Nello stesso tempo -afferma la Cia- si promuove lo sviluppo di organizzazioni di produttori e di imprese di trasformazione che possano stipulare contratti quadro e si consente agli operatori della filiera di recuperare competitività, al fine di acquisire ulteriori quote di mercato sia nell‘Unione europea sia nei paesi terzi.

L’intesa è stata salutata con soddisfazione del presidente della Cia Giuseppe Politi: “é stato raggiunto un risultato importante al quale la Confederazione ha lavorato con impegno e convinzione”. La firma dell’accordo quadro -ha aggiunto- “deve, però, essere un punto di partenza e non di arrivo della filiera e dispiace che ancora una volta il mondo della produzione si presenti in maniera non unitaria in un momento per altro delicato e alla vigilia di epocali cambiamenti nel settore come il disaccoppiamento totale dal 2012 e la nuova Pac”.

 

 

 

 

 

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TERRITORIO


Turismo Verde Cia Basilicata: "Festa del maiale" nel Parco Gallipoli Cognato

 

Gli antichi riti della civiltà contadina con al centro il maiale che è l’autentico “re della tavola”, l’invito a fare la spesa in campagna in vista delle festività natalizie per risparmiare e per contare su prodotti tipici e di qualità, il rilancio della filiera suinicola lucana e del marchio di tutela degli allevamenti autoctoni. Sono questi gli ingredienti principali della ”Festa del maiale”, manifestazione che si svolge domenica 5 dicembre in contrada Battaglia di Pietrapertosa, presso l’azienda agrituristica Sapori del Parco della famiglia Taddeo, con il sostegno di Turismo Verde Cia Basilicata.

Innanzitutto, si punta a riproporre ai “cittadini” le suggestioni del vivere quotidiano in un ambiente rurale, in un’affascinante cornice naturale e paesaggistica qual’è appunto quella delle Dolomiti Lucane e del Parco Gallipoli Cognato.  Intorno alla lavorazione delle carni suine si ripropone la ricostruzione di una della tradizioni più radicate nella cultura lucana. Un ”rito”, quello della Festa del maiale, che per decenni ha rappresentato uno dei momenti di aggregazione sociale più solenni. Riportarlo in vita, quindi, equivale a sostenere i cerimoniali tradizionali che sono il fondamento di un prezioso patrimonio culturale da conservare, valorizzare e trasmettere alle generazioni future che stanno assistendo, negli ultimi decenni, ad un inesorabile allontanamento dalle campagne e da tutto ciò che garantiva l’esistenza di tale civiltà.

Non solo. Grazie a tali interventi si ottiene l’obiettivo di richiamare interesse ed attenzione per la salvaguardia e la valorizzazione delle attività contadine, di riavvicinare, persone sensibili e attente alle problematiche culturali e ambientali, al mondo dell’allevamento tradizionale e alla sua ricchezza di valori ed umili sentimenti e di sviluppare la filiera agroalimentare del suino, in un contesto turistico, come viaggio enogastronomico. Tutto ciò è possibile grazie alla passione della famiglia Taddeo che proporrà ai suoi ospiti il più antico menù contadino della giornata dedicata all’uccisione del maiale. Si comincia con le fave cotte e con l’antipasto di salsiccia dell’anno precedente che è di buon augurio per la ”riuscita” di quella del 2011. Il primo piatto ovviamente sono le orecchiette con il sugo di maiale, seguito da verdure e ”pezzente” sino all’arrosto misto di maiale. Il dolce tipico che si tramanda da generazione a generazione è il ”sanguinaccio” che ciascun azienda agricola realizzata sì sulla base della più antica ricetta ma con qualche variante. Per ricreare l’atmosfera di una delle più grandi feste contadine ci sarà la musica di un gruppo folcloristico.

Turismo Verde della Cia Basilicata, che patrocina la manifestazione, sta studiando- afferma il Paolo Carbone- un programma specifico denominato ”Natale nella casa di campagna”. L’obiettivo è di avvicinare attraverso i piatti tipici del Natale contadino la ”città” alla vita rurale per riscoprire un Natale meno consumistico e soprattutto per invitare i consumatori a “farsi la dispensa alimentare” presso le aziende agricole e gli agriturismi, rinnovando la tradizione di prepararsi il salame e la “suppersata”, la pancetta, il prosciutto, direttamente con la famiglia dell’allevatore suinicolo.

Nel Parco Gallipoli Cognato l’Azienda “Sapori del Parco” di Pietrapertosa che è considerata da Turismo Verde un “simbolo di sapiente integrazione e valorizzazione della cultura del paesaggio agrario”, punta sulla “fidelizzazione” della clientela, in particolare pugliese che con il “passa parola” e raccontando l’esperienza di vacanza-soggiorno, continua a scegliere con fiducia questa località, seguita da gruppi di tedeschi attratti dalle campagne circostanti le Piccole Dolomiti Lucane. (per informazioni 0971.983006).

 

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APPUNTAMENTI


Settore ovicaprino: domani conferenza stampa della Cia Sardegna

 

La crisi dell’agricoltura sarda e in particolare il settore ovicaprino sono al centro di una lunga,dura e difficile vertenza. La Cia nazionale e sarda hanno promosso in Sardegna per domani venerdì 10 e sabato 11 dicembre a Nuoro due giornate di mobilitazione su una nuova politica per dare un futuro di certezze al settore ovicaprino e per contribuire a far uscire l’agricoltura sarda dall’emergenza e proiettarla verso lo sviluppo.

Le iniziative di carattere nazionale vedranno la partecipazione di delegazioni provenienti dalle diverse regioni d’Italia.

Al fine di illustrare le proposte e i contenuti delle manifestazioni, il calendario e presentare i profili degli esperti e delle rappresentanze istituzionali che hanno garantito la presenza, è convocata una conferenza stampa per domani venerdì 3 dicembre a Cagliari, alle ore 11.00, presso la sede della Cia regionale  (via Libeccio 31).

 

 


Cia di Mantova: lunedì 6 dicembre convegno sulla Pac dopo il 2013

 

Si terrà lunedì prossimo 6 dicembre, alle ore 10.00, presso l’azienda agrituristica Corte Costavecchia a San Giorgio di Mantova (in via Cavallare 11), il convegno organizzato dalla Confederazione italiana agricoltori di Mantova su “La Pac dopo il 2013: un'opportunità per le famiglie rurali, a difesa della qualità e del territorio, una garanzia per i cittadini”.

Sarà il presidente provinciale della Cia Luigi Panarelli ad aprire i lavori e porteranno i loro saluti il sindaco di San Giorgio Damiano Vicovaro, il presidente della Provincia Maurizio Fontanili e il presidente della Camera di Commercio di Mantova Carlo Zanetti.

Lo stato attuale della discussione a livello europeo sulla riforma della Pac dopo il 2013 sarà illustrato da Roberto Scalacci, responsabile della sede Cia di Bruxelles.

 Dopo il dibattito, l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Giulio De Capitani e il presidente della Cia Lombardia Mario Lanzi interverranno per rispondere alle eventuali domande e per relazionare sulle posizioni attuali della Regione Lombardia e della Cia Lombarda.

Il presidente Panarelli -ha dichiarato durante la presentazione dell’iniziativa che “ è la prima volta che un tema così importante per il futuro dell’agricoltura viene affrontato nella nostra provincia e l’autorevolezza degli ospiti ci consentirà di conoscere meglio le posizioni che si stanno delineando”.

Le scelte che verranno fatte dal Parlamento europeo sulla Pac dopo il 2013 -ha affermato il presidente Panarelli- “ricadranno su tutte le imprese agricole europee e, quindi, è importante affrontare da subito le proposte attuali e le reali possibilità di modifica che, secondo noi devono tener  conto delle specificità dei territori e della ricchezza prodotto dall’agricoltura mantovana e lombarda”.

Il convegno è aperto a tutti gli agricoltori e cittadini interessati.

 

 

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