| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 47 - n. 207 | 2 novembre 2005 |
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Anche le Associazioni sindacali pensionati della Cia e Confagricoltura parteciperanno alla manifestazione dell’8 novembre a Bologna “Con l’agricoltura per lo sviluppo del Paese”. In un documento le due associazioni sottolineano che “Il disagio annunciato dalle Organizzazioni madri, in cui si trovano i produttori e gli operatori di tutto il settore agricolo, e la richiesta di maggiore attenzione per i problemi dell’agricoltura riguarda, sia i pensionati ancora impegnati nelle aziende sia quelli che hanno abbandonato l’attività. Le difficoltà dell’agricoltura, aggiunte al disagio delle popolazioni rurali, rendono sempre più complessa la situazione che sta attraversando il Paese. Se fino ad ora l’integrazione del reddito agricolo con la pensione, anche se minima, permetteva di continuare una vita dignitosa, oggi ciò non è più sufficiente. La aree rurali, che tradizionalmente assumono un ruolo guida nel favorire la coesione sociale, in questa fase rischiano di diventare elemento di disagio per il paese. Il welfare, che nelle economie moderne rappresenta l’insieme delle politiche sociali, va rivisto e riorganizzato per assicurare alle popolazioni rurali migliori condizioni di vita. Gli anziani, con l’allungamento della vita, hanno sempre più la necessità di disporre di un reticolo di servizi a livello locale in grado di garantirgli una vita serena. Occorre puntare decisamente sullo sviluppo dell’economia -quella agricola in particolare- e su una maggiore produzione di reddito, altrimenti sarà difficile innescare quei circuiti virtuosi che portano a un ampliamento degli interventi di natura sociale fruibili da parte di tutti i cittadini. Per questo l’insieme delle politiche pubbliche devono perseguire obiettivi di rigore, sviluppo e innovazione. Le Associazioni sindacali dei pensionati della Cia e della Confagricoltura sono mobilitate per sostenere i diritti degli agricoltori e dei pensionati. A tale scopo e necessario: - portare i minimi di pensioni a 600 Euro al mese, modificando i meccanismi che impediscono l’applicazione degli aumenti ai pensionati al minimo del settore agricolo; - parificare gli assegni familiari degli ex lavoratori autonomi a quelli degli ex lavoratori dipendenti; - modificare il paniere di rivalutazione delle pensioni per metterle al riparo dall’inflazione; - definire in tempi rapidi i livelli essenziali di assistenza - Liveas - rilanciare il sistema integrato dei servizi socio-assistenziali previsti dalla Legge n. 328/2000 e, in particolare, assicurare ovunque l’assistenza domiciliare agli anziani approvando in tempi rapidi la legge sulla non autosufficienza”.
Da domenica prossima 6 novembre in vendita la produzione 2005. Secondo la Cia, sarà un vero e proprio boom per i vitigni autoctoni. Già sugli scaffali anche il primo olio nuovo. Da domenica prossima 6 novembre si potrà acquistare e degustare il vino novello edizione 2005. E’ un appuntamento fisso che, ormai dal 1987, anno del varo di una specifica normativa nazionale, appassiona e attrae i consumatori nazionali ed europei, mentre stenta ancora ad imporsi all’attenzione del resto del mondo. Quest’anno, per la prima volta -secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori- si produrranno più di 20 milioni di bottiglie quando erano state meno di 5 milioni nell’87 e quasi 18 milioni lo scorso anno. I prezzi, da 2 a 6 euro la bottiglia sono stabili o in lieve calo e la qualità è ottima. E’ vero e proprio boom per i vitigni autoctoni, dall’Aglianico per Basilicata e Campania dove trova valorizzazione anche il Piedirosso, al Barbera e Dolcetto per il Piemonte e ancora Cannonau per la Sardegna, Sangiovese per Toscana, Umbria e Marche, Cesanese per il Lazio, Montepulciano per Abruzzo e Molise, Corvina per il Veneto, Schioppettino per il Friuli Venezia Giulia, Teroldego e Marzemino per il Trentino Alto Adige, Primitivo, Negro amaro e Uva di Troia per la Puglia, Nero d’Avola per la Sicilia, Gaglioppo per la Calabria, Lambrusco per l’Emilia Romagna. Ancora molto utilizzati, un po’ in tutta Italia, restano i vitigni internazionali Merlot, Cabernet, Chardonnay, Gamay, Malbech, Pinot nero e Syrah, soprattutto per favorire il 50% circa delle bottiglie destinate a Germania, Austria, Svizzera, Francia e, via via agli altri paesi europei, mentre cominciano ad essere statisticamente visibili le bottiglie inviate negli Stati Uniti. A livello di bottiglie prodotte svetta il Veneto con 6,5 milioni di bottiglie, pari a quasi un terzo dell’intera produzione italiana, seguono con oltre 2 milioni di bottiglie la Toscana ed il Trentino Alto Adige, quindi con oltre un milione di bottiglie il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna, la Puglia, la Sicilia e la Sardegna, mentre l’incremento maggiore, rispetto allo scorso anno è detenuto dal Lazio che passa da poco più di 500 mila ad 800 mila bottiglie. In termini quantitativi e di valore generato -rileva la Cia- i vini novelli rappresentano una piccola nicchia rispetto al settore vitivinicolo (150 mila ettolitri per circa 90 milioni di euro), ma hanno il pregio di essere commercializzati tutti in bottiglia e di dare un primo saggio qualitativo della vendemmia che è sicuramente tra le migliori degli ultimi 10 anni, soprattutto nel centro-sud. In ogni caso, una anteprima del livello qualitativo sarà possibile percepirla già da sabato 5 novembre al salone nazionale dei vini novelli che si terrà presso la fiera di Vicenza e nelle numerosissime iniziative locali che si svolgeranno in tutta Italia. Sono invece già sugli scaffali di vendita -avverte la Cia- l bottiglie dell’olio nuovo che quest’anno diventa statisticamente visibile e, per la prima volta, supererà i 2 milioni di bottiglie per un valore complessivo di quasi 10 milioni di euro. In questo caso leader assoluta è la Toscana, seguita dalla Puglia e quindi dall’Umbria, dalla Sicilia e dalla Calabria. Non essendo ancora stata adottata una normativa specifica, le denominazioni commerciali per individuare un olio di fresca produzione vanno da termini come novello o primolio a quelli del tipo fresco di frantoio, nuovo raccolto e via dicendo. Anche per questo prodotto, cui il consumatore nazionale si avvicina con crescente interesse, pure per la garanzia della esclusiva origine italiana, si ha profumo erbaceo intenso e sapore gustoso di oliva appena raccolta.
dati Istituto italiano del vino novello stime Cia-Confederazione italiana agricoltori
Perché continuano ad avere successo i mercatini di Donne in Campo di Tamara Bottoni ? ”Perché la gente, stufa di tutte le bugie che ci raccontano in televisione, dei prodotti falsi che ci propinano, va indietro nel tempo alla ricerca della verità”. Vuole, cioè, sapere di dove è venuta, le origini vere non quelle delle varie “Isole dei famosi”. E’ questo il clou dell’intervento di Enzo Pierangioli, vicepresidente nazionale Cia al convegno svoltosi a Livorno nell’ambito della Festa dell’olivo e dell’olio (“Nei secoli l’olivo”) svoltasi dal 27 al 30 ottobre scorsi, dove è intervenuto tra gli altri il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi a portare il saluto della città. Ma la novità vera di tutte le sortite fatte da “Donne in Campo”, finora dentro le grandi città toscane, è che a Livorno sono andate nel cuore di un quartiere fra i più popolosi e nuovo di zecca di Livorno: La Leccia-Scopaia-Collinaia in collaborazione con la Circoscrizione 4. Domenica 30 ottobre, infatti, sotto i loggiati del centro commerciale della Leccia, hanno esposto i loro caratteristici banchi, la mostra delle foto d’epoca (le origini vere) con rappresentati ed esposti i mestieri,i prodotti derivati dall’olio e come ci si lavava prima. Non sono i profumi di Cartier, ma la pelle non veniva corrosa dai detersivi come oggi. Accanto c’erano i cavalli delle”Giubbe verdi” che facevano girare i bambini, quei bambini che nei giorni scorsi erano andati a centinaia all’azienda “Dolci Ricordi” a cogliere le olive che poi sabato scorso sono andati a frangere e mangiare la “bruschetta” al Frantoio “Il Casone” di Vada. C’era, sempre con i bimbi “La fabbrica del Libro” a cura di “Itinera”, la consegna degli olivi da piantare ,alle scuole. Ma anche gli adulti si sono divertiti: con le gare alle corse in montai bike ed alle bocce, ma soprattutto ai pranzi e cene in tema di olio d’oliva, a prezzi modici, compresi gli stornelli in vernacolo di Pacitto e Franco ed il ballo. Tutto questo per far divertire la gente? Si. Ma anche per dire loro che l’agricoltura vive il suo momento migliore per la qualità e salubrità dei prodotti, ma anche che l’8 novembre prossimo scenderà in piazza a Bologna per impedire la chiusura delle aziende a causa della concorrenza estera e del troppo divario fra il prezzo dei prodotti, pagato agli agricoltori e quello pagato dal consumatore.
Anche dall’Umbria saranno in migliaia gli agricoltori che, sotto lo slogan "Con l'agricoltura per lo sviluppo del Paese. Insieme per le imprese agricole italiane", prenderanno parte martedì 8 novembre alla manifestazione nazionale di Bologna organizzata da Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura, Copagri, Legacoop/Agroalimentare e Agci. Tutti insieme, da tutta Italia, manifesteranno per chiedere con forza alle Istituzioni maggiore attenzione verso il mondo agricolo e la profonda crisi sta attraversando. L’influenza aviaria è solo l’ultimo degli eventi che hanno messo in ginocchio un intero comparto. A questo si aggiunge la riduzione dei prezzi praticati sui campi, la crescita dei costi produttivi (in particolare i carburanti agricoli) e di quelli previdenziali, drastica diminuzione dei consumi agro-alimentari, forte calo dei redditi e della competitività. Problemi più volte evidenziati dalle associazioni di categoria, che toccano da vicino anche gli imprenditori umbri rischiando di allontanare in modo allarmante lo sviluppo e di mettere fuori mercato una parte consistente dell'imprenditoria agricola italiana. Anche le istituzioni umbre, frattanto, stanno approvando una serie di documenti in cui esprimono adesione e solidarietà al mondo agricolo: il Consiglio della Provincia di Perugia ha già approvato un documento di sostegno mentre il Consiglio Regionale dell’Umbria porterà in discussione un apposito ordine del giorno l’8 novembre prossimo. Anche il Comune di Città di Castello e quello di Foligno hanno espresso formalmente la propria solidarietà al settore agricolo umbro mentre tanti altri Comuni umbri si stanno apprestando a sostenere la mobilitazione degli agricoltori in tutte le forme possibili.
E’ finito il tempo delle mele? E quando inizia la stagione delle pere? Che frutta si raccoglie ora, in ottobre, nelle nostre campagne? Domande a cui un tempo tutti sapevano rispondere, ma che oggi forse lasciano perplessi ed indecisi. Si può ricominciare dai bambini che, soprattutto in città, vedono la frutta e la verdura solo nei negozi. Per questo motivo la Confederazione Italiana Agricoltori dell’Emilia Romagna ha regalato ad ogni classe delle scuole elementari (primarie) della regione un calendario (complessivamente 30.000) , da appendere in aula, che insegna a collegare frutta ed ortaggi con i mesi di naturale maturazione. “I bambini di oggi possono diventare i consumatori consapevoli di domani -spiega Nazario Battelli, presidente della Cia Emilia Romagna- per questo è fondamentale coltivare in loro il senso del legame diretto tra territorio e alimenti, e cercare di ricostruire quel patrimonio di conoscenze naturali che aiutano a conservare e a trasmettere la cultura alimentare del nostro Paese. Perché un frutto fresco, raccolto e mangiato al momento giusto, ha tutto un altro sapore”. L’iniziativa è stata presentata il 28 ottobre presso la scuola primaria Ercolani di Bologna ed è promossa congiuntamente con il periodico “Agrimpresa”, il quindicinale di informazione della Cia Emilia Romagna ( a cui sono abbonati 29 mila imprenditori agricoli). “E’ nella prima infanzia -continua Battelli- che i bambini iniziano a ‘definire’ i sapori e ad apprezzarli. E’ per questo che è importante proporre loro frutta e verdura di stagione che sono alla base di una sana alimentazione”. Nel corso della presentazione dell’iniziativa, a cui hanno partecipato, tra gli altri, il preside della scuola Ercolani Fortunato Morleo e Luciano Trentini della Regione Emilia Romagna e presidente dell’Areflh (la più importante associazione istituzionale europea a cui aderiscono 20 regioni a vocazione ortofrutticola) una fattoria didattica della Cia ha preparato, per la consueta ricreazione dei bambini, una merenda a base di frutta e verdura di stagione e succhi freschi. “La prossima iniziativa -aggiunge Mara Biguzzi, direttrice della Cia- riguarderà i diari scolastici degli alunni che vorremmo ‘arricchire’ con informazioni sui prodotti della terra”.
Una delegazione della Repubblica Moldava, composta da autorità pubbliche, ministero dell'Agricoltura e Camera di Commercio, rappresentanti della Confederazione nazionale di agricoltori ed imprenditori agricoli, sarà in visita nella regione Marche dall’ 8 al 13 novembre prossimi. L'iniziativa fa seguito ad una precedente visita effettuata in Moldavia nel settembre del 2004, da una delegazione marchigiana composta da rappresentanti del Consiglio della Regione Marche, della Cia e da imprenditori e cooperatori del settore agricolo. Lo scopo della visita, che ha finalità di amicizia e di reciproca conoscenza degli stati nazionali e regionali, riguarda anche gli aspetti economici ed eventuali progetti pilota comuni da avviare tra pubblico e privato come da protocollo sottoscritto tra lo Stato Italiano, l'Unione Europea e la Repubblica Moldava. La Cia Marche s’incontrerà con la delegazione della Repubblica Moldava mercoledì 9 novembre, alle ore 10.30, presso la sala convegni della Cia regionale ad Ancona, in Corso Stamira n. 29.
L’associazione Donne in Campo della Lombardia parteciperà anche quest’anno all’Expo dei Sapori alla Fiera di Milano dal 4 al 7 novembre. Lo spazio assegnato all’associazione è collocato nell’area di Regione Lombardia Agricoltura nel padiglione 11. Saranno esposti i prodotti di numerose aziende al femminile provenienti dalle diverse aree territoriali della regione dalla Valcamonica alla Valle Staffora, dalla provincia di Milano, a quella di Brescia a Mantova, Cremona, Pavia. I prodotti presentati saranno in particolare formaggi vaccini e caprini, vini, salumi, conserve alimentari, miele, riso, pesce. Sabato 5, alle ore 18, inoltre, presso lo wine bar della Regione Lombardia sarà organizzata una degustazione che presenterà i diversi prodotti.
Una delegazione di dirigenti della Cia provinciale di Alessandria, unitamente alle altre organizzazioni promotrici della manifestazione dell’8 novembre a Bologna “Con l’agricoltura per lo sviluppo del Paese”, incontreranno domani giovedì 3 novembre il prefetto di Alessandria, dottor Vincenzo Pellegrini, per esporre le motivazioni e per consegnare un documento dell’iniziativa di mobilitazione a Bologna. Nella stessa giornata la delegazione incontrerà il dottor Paolo Filippi e il professor Davide Sandalo, rispettivamente presidente e assessore all’agricoltura della Provincia di Alessandria. A seguire, i dirigenti di Cia, Unione Agricoltori, Copagri, Legacoop e Agci terranno una conferenza stampa per illustrare gli scopi e gli obiettivi della manifestazione. Nel frattempo a tutti i sindaci della provincia è stato inviato un ordine del giorno di sostegno alla mobilitazione da far approvare dalla Giunta o dal Consiglio Comunale.
L'agricoltura italiana scende in piazza, a Bologna, l'8 di novembre. Su iniziativa di Cia-Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura, Copagri, Legacoop/Agroalimentare e Agci/Agricoltura nazionali, migliaia di produttori agricoli, sotto lo slogan "Con l'agricoltura per lo sviluppo del Paese. Insieme per le imprese agricole italiane", chiederanno con forza una maggior attenzione verso i loro problemi che diventano sempre più gravi: riduzione dei prezzi praticati sui campi, crescita dei costi produttivi (in particolare carburanti agricoli) e previdenziali, drastica diminuzione dei consumi agro-alimentari, forte calo dei redditi, competitività in preoccupante affanno. L'allarme è ormai oltre i limiti consentiti e la manifestazione di Bologna diventa inevitabile. Dalle 10,30 una corteo di tantissimi produttori agricoli e di numerosi trattori provenienti da tutta Italia, si snoderà per le vie del centro cittadino per radunarsi in piazza Maggiore, dove i presidenti nazionali delle organizzazioni svolgeranno i loro interventi. Per illustrare contenuti e modalità della manifestazione, le Organizzazioni bolognesi terranno una conferenza stampa che si svolgerà venerdì 4 novembre, ore 10, presso la sede della Cia regionale, via Bigari 5/2. Saranno presenti Giorgio Vitali, presidente della Cia di Bologna; Antonio Caliceti, presidente di Confagricoltura Bologna; Gianpiero Calzolari, presidente provinciale di Legacoop/Agroalimentare; Massimo Mota, presidente provinciale di Agci/Agricoltura e, per Copagri provinciale, Severino Padovani e Andrea Gabusi.
Venerdì prossimo 4 novembre, alle ore 10.30, a Bari, presso l’ Hotel Sheraton Nicolaus (via C. Ciasca 1), si terrà una conferenza stampa per illustrare la mobilitazione degli agricoltori pugliesi per la manifestazione unitaria “Con l’agricoltura per lo sviluppo del Paese”che si svolgerà l’8 novembre 2005 a Bologna. Interverranno Antonio Barile, presidente della Cia Puglia, Onofrio Spagnoletti Zeuli, presidente della Confagricoltura Puglia, Fabio Ingrosso presidente della Copagri Puglia, Luigi Sansò, presidente della Legacoop Puglia, Giovanni Schiavone, presidente dell’ Agci Puglia.
“Con l’agricoltura per lo sviluppo del Paese. Insieme per le imprese agricole italiane”: queste le parole chiave della manifestazione nazionale del prossimo 8 novembre a Bologna, dove i produttori agricoli uniti sotto le sigle di Cia, Confagricoltura, Copagri, Lega cooperative, Agci, scenderanno in piazza per chiedere al governo nazionale provvedimenti urgenti a sostegno del settore . Dalla regione Friuli Venezia Giulia partiranno diverse centinaia di agricoltori che chiederanno con forza una maggiore attenzione verso i loro problemi che diventano sempre più gravi: il crescente divario tra prezzi all’origine e al consumo, la crescita dei costi di produzione, in particolare carburanti agricoli, e degli oneri previdenziali, la drastica diminuzione dei consumi agro-alimentari, portano ad un forte calo dei redditi e ad una competitività in preoccupante affanno. Cia, Confagricoltura, Kmecka Zveza, Lega Cooperative e Copagri del Friuli Venezia Giulia organizzano, in maniera congiunta, una conferenza stampa domani giovedì 3 novembre, alle ore 11.00, presso l’Hotel Astoria di Udine per illustrare i contenuti della manifestazione. Al centro dell’interesse degli agricoltori del Friuli Venezia Giulia i temi specifici del settore a livello regionale come la mancanza di una politica agricola inserita nel più ampio contesto dell’economia, il momento di crisi del quale soffrono settori importanti come il vitivinicolo, lo zootecnico, l’ortofrutticolo, il cerealicolo. E’ necessaria l’individuazione di una nuova politica agricola regionale che porti, anche attraverso la finanziaria 2006 maggiori risorse per gli investimenti e per i servizi allo sviluppo e all’innovazione. Per un’azione efficace serve il diretto coinvolgimento e impegno da parte del presidente Illy, della Giunta e del Consiglio regionale, oltre che dell’Assessore competente.
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