| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 53 - n. 156 | 2 agosto 2011 |
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La Cia commenta positivamente l’operazione del Nucleo Antifrodi dei Carabinieri di Parma. E’ sempre più indispensabile proteggere gli agricoltori onesti e i consumatori dai “falsi”, che sottraggono al nostro agroalimentare quasi 3 milioni di euro al giorno. Le truffe e le sofisticazioni alimentari causano un danno enorme agli agricoltori e ai consumatori. Non solo si ingannano i cittadini, mettendo a rischio la loro salute, ma si mina la credibilità dell’intero settore agroalimentare italiano, conquistata negli anni proprio grazie alla qualità dei suoi prodotti d’eccellenza. Come l’olio extravergine d’oliva. Ecco perché i risultati dei controlli e gli interventi sul campo effettuati dal Nucleo antifrodi dei Carabinieri sono fondamentali per la difesa del vero “made in Italy”. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che plaude al sequestro da parte dei Nac di Parma di oltre 9mila litri di olio di oliva proveniente da Spagna e Grecia e spacciato come ‘extravergine’ ma risultato invece ‘deodorato’ all’esame di laboratorio degli alchilesteri. Purtroppo in Italia le frodi alimentari sono tante e diffuse -osserva la Cia- e muovono un giro d’affari da ben 3 milioni di euro al giorno. Soldi sottratti agli agricoltori onesti che ogni giorno lavorano su tecniche di produzione ad altissimo standard qualitativo, attestato dalle certificazioni europee come Dop e Igp. Proprio gli olivicoltori hanno subito in questi anni enormi danni dalle sofisticazioni, a causa soprattutto delle grandi quantità di olio straniero di bassa qualità “miscelato” con il nostro e poi rivenduto a prezzi stracciati. Per questo è sempre più indispensabile proteggere le aziende sane del nostro paese e l’intero comparto olivicolo, che è di primaria importanza per la nostra economia. Solo in Italia -conclude la Cia- i consumi medi di olio si aggirano intorno a 650-700 mila tonnellate annue per un consumo a persona di circa 12-14 kg, e se ne produce mediamente ogni anno circa 500 mila tonnellate, di cui oltre il 30 per cento destinato all’export.
Anche i più grandi Comuni del Vulture-Melfese, in provincia di Potenza, hanno sottoscritto la “Carta di Matera” della Cia. Al termine di tre incontri nei rispettivi municipi, infatti, i sindaci di Melfi Livio Valvano, di Lavello Antonio Annale e di Venosa Bruno Tamburriello hanno siglato il documento di intenti alla presenza del presidente regionale della Cia Donato Distefano e di dirigenti regionali e locali. “La Carta di Matera è un’iniziativa meritoria - ha detto il sindaco di Melfi, Valvano - che ci offre la possibilità di partecipare a quel nuovo ‘patto’ col mondo agricolo messo in campo grazie alla Cia. Un patto che si fonda su nuovi principi come la rivalutazione dell’attività agricola in tutte le sue forme, la salvaguardia dell’ambiente e la valorizzazione del territorio attraverso la consultazione col mondo economico e le associazioni di categoria. L’amministrazione di Melfi è in una fase di pianificazione e programmazione e ci fa piacere discutere di agricoltura con la Cia, poiché la Carta di Matera ha l’obiettivo di intensificare quel ‘patto tra società e agricoltura’ anche attraverso una serie di iniziative che puntano a tutelare e valorizzare le attività agricole innovative”. ”Il comune di Lavello - ha continuato il sindaco Annale - non poteva non sottoscrivere la Carta di Matera, essendo il territorio lavellese a grande valenza agricola come dimostra il numero delle imprese iscritte alla Camera di Commercio, ben 850, un numero di aziende tra i più alti della regione. Nel ringraziare il presidente Distefano, per la sua presenza a Lavello, l'assessore Calice auspica un maggior protagonismo del comune nel percorso di valorizzazione e di sviluppo del territorio agricolo”. Il sindaco di Venosa, Tamburriello, ha ricordato come “la città del poeta latino Orazio Flacco -che ha dedicato buona parte delle sue opere al mondo rurale- ha solide tradizioni agricole che si rinnovano attraverso un atto di concertazione con il mondo dell’associazionismo dei produttori agricoli per guardare al futuro. Un impegno che ci stimola a una maggiore programmazione di azioni e a una maggiore attenzione per la complessa questione della ruralità e per contribuire alla ripresa dell’attività agricola attraversata da una dura crisi”. Il presidente della Cia lucana, Distefano, ha quindi ricordato che con la Carta di Matera “si intende avviare un percorso nuovo che vede i Comuni e il settore agricolo protagonisti di un nuovo modello di sviluppo, che tende a valorizzare il territorio, lo spazio rurale, le sue risorse, contemperando produttività e qualità della vita, tutela dell’ambiente e della persona, valorizzando l’agricoltura in tutte le sue forme e in tutte le sue funzioni. Con gli enti locali, a partire anche da quelli del Vulture-Melfese, intendiamo favorire e consolidare una nuova cultura dello sviluppo locale, che assegni centralità all’agricoltura, allo spazio rurale, alle risorse ambientali, naturalistiche e paesaggistiche”. Un dialogo, ha concluso Distefano, che “parte dai contenuti della Carta di Matera e che -oltre a riassumere esigenze, bisogni, peculiarità- raccoglie anche le tante potenzialità del comprensorio Vulture-Melfese, del suo patrimonio agroalimentare, della sua gastronomia, della ricettività agrituristica, facendone opportunità e progetto comune per una nuova stagione di sviluppo locale”.
Auguri Bartolomeo! Il 17 luglio l’associazione pensionati Cia di Cuneo ha festeggiato i cento anni di Bartolomeo Giordanengo. A Vernate di fronte a oltre cento invitati il presidente dell’Anp provinciale Anna Graglia ha omaggiato di una pergamena ricordo lo “storico” associato.
I conti pubblici italiani hanno bisogno di rigore ed è ovvio che questo vuol dire “sacrifici per tutti”, anche per mantenere gli impegni presi con l’Ue. Ma la risposta non è certo la manovra finanziaria triennale varata dal governo. Lo sostiene il Cupla di Padova - costituito dalle associazioni e dai sindacati dei pensionati di Confartigianato, Cna, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confcommercio e Confesercenti - secondo il quale “i provvedimenti adottati dall’esecutivo non sono equamente ripartiti e i sacrifici da fare non tengono nella dovuta considerazione la situazione in cui versano le fasce più deboli della popolazione, in particolare anziani e pensionati”. Una situazione, ricorda il Cupla di Padova, in cui “il potere d’acquisto delle nostre pensioni è diminuito negli ultimi dieci anni del 30 per cento” mentre “la pressione fiscale è aumentata”. In più “i tagli indiscriminati agli enti locali non permettono più di erogare i servizi necessari per gli anziani” e “il Fondo per la non autosufficienza è stato quasi azzerato”. Al governo, il Cupla chiede “il recupero del potere d’acquisto delle pensioni; la riduzione della pressione fiscale sulle pensioni medio-basse; l’adeguamento delle pensioni al costo della vita del 100 per cento e l’aumento delle pensioni basse e medio-basse”. A livello di territorio, il Cupla di Padova chiede alla Regione Veneto di rispondere “no” all’applicazione dei ticket previsti dal governo; “no” a qualsiasi ticket sulla sanità; “no” alla pressione fiscale regionale sulle nostre pensioni; “no” alla restrizione delle prestazioni previste nel nuovo Piano socio-sanitario regionale 2011-2013 recentemente approvato in merito al programma delle cure primarie; “sì” al potenziamento delle Utap (Unione territoriale assistenza primaria); “sì” alla continuità terapeutica tra medicina generale e specialistica e ospedaliera; infine “sì” alla riduzione delle risposte ospedaliere, ma solo se accompagnate a un effettivo potenziamento della medicina territoriale.
Mercoledì 3 agosto, a Penango in provincia di Asti a partire dalle 9:30, si terrà l’Assemblea regionale piemontese dell’Anp-Cia. Tre i punti all’ordine del giorno: gli effetti negativi sui pensionati, le loro famiglie e sull’intera società determinati dal perdurare della crisi economica e le iniziative attivate al riguardo come Anp e Cupla; il ruolo dell’Anp nell’ambito del sistema Cia; la 6° Festa nazionale dell’Agricoltura a Torino dall’8 all’11 settembre nell’ambito delle iniziative per il 150esimo dell’Unità d’Italia. All’Assemblea parteciperà il presidente nazionale dell’Anp-Cia, Vincenzo Brocco.
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