| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 189 | 1 ottobre 2010 |
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Gli opprimenti costi produttivi, contributivi e burocratici stanno mettendo a dura prova le imprese agricole. Ormai siamo in presenza di un onere sempre più assillante. Basta pensare che dal 2000 ad oggi si è assistito a rincari considerevoli. Per alcuni prodotti i prezzi pagati dall’agricoltore sono praticamente triplicati. Tra questi, soprattutto la “voce” energia ha inciso in modo grave sulla gestione aziendale. Una situazione allarmante che, sommata alla caduta libera delle quotazioni sui campi, diventa esplosiva e rischia di trascinare nel baratro migliaia di aziende che non riescono più a stare sul mercato. Il campanello d’allarme è il crollo dei redditi, che nel 2009 sono stati “tagliati” di oltre il 20 per cento e che anche quest’anno sono destinati a calare. La denuncia viene dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che sottolinea come lo scenario si sia aggravato ulteriormente con l’abolizione del “bonus gasolio” per le serre e con la fine della fiscalizzazione degli oneri sociali. D’altra parte, i dati parlano chiaro. Nello scorso mese di agosto -come conferma anche l’Ismea- il fattore costi produttivi ha segnato una nuova crescita, dovuta essenzialmente al forte aumento dei prodotti energetici (più 8,5 per cento, con punte del 18,5 per cento per l’energia elettrica) e dei mangimi (più 8,4 per cento). Oggi i costi produttivi -avverte Non solo. A questi aumenti, che negli ultimi anni hanno frenato l’attività imprenditoriale con un crescendo impressionante, si sono aggiunti -nota per le aziende agricole
Cia-Confederazione italiana agricoltori
Nessuna risposta valida ai gravi problemi che sta vivendo il settore del tabacco. Cosi la Cia-Confederazione italiana agricoltori esprime la più viva delusione in merito alla riunione del Tavolo di filiera che si è svolta oggi e dove i dirigenti del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali -assente il ministro Galan- non hanno presentato proposte utili per venire incontro alle esigenze dei produttori, sempre più in grande affanno. Per la Cia il tempo delle parole e delle promesse è scaduto. Il ministro deve impegnarsi affinché le misure agroambientali proposte nei Psr dalle regioni tabacchicole vengano al più presto approvate, con cifre ragionevoli, dalla Commissione europea. Una necessità evidenziata anche dagli assessori regionali all’Agricoltura dell’Umbria e della Campania.
Il fiore toscano è sempre più in crisi. Stessa sorte per il comparto floricolo nazionale ed europeo. I costi -sottolinea “La floricoltura toscana, fra le più importanti in Italia per quantità e qualità produttive, sta soffrendo enormemente per la crisi in corso, subendo sistematicamente -sottolinea il presidente regionale della Cia Giordano Pascucci - gli effetti delle dinamiche europee e mondiali”. Infatti, negli ultimi cinque anni -precisa “Particolarmente grave -aggiunge Pascucci- è lo scenario per le rose, la cui produzione si è dimezzata e i costi aumentati del 30 per cento; molte aziende sono uscite dal mercato per l’insostenibile concorrenza dei prodotti importati (tra questi, appunto, le rose del Kenya)”. La perdita di competitività del fiore europeo, ovviamente, prosegue “Il nocciolo della questione è -precisa Alessandro Del Carlo della Cia regionale Toscana- però che manca una strategia nazionale per il settore floricolo, non c’è niente per la tutela delle produzioni nazionali, non ci sono azioni di sostegno per lo sviluppo, anzi, si è tolta l’agevolazione sul gasolio mettendo fuori mercato le aziende floricole italiane. Lo scenario in Italia e nella nostra regione è drammatico; senza interventi tempestivi le produzioni di fiori recisi sono destinate a sparire nel nostro Paese”. Per
Uva da tavola a prezzi stracciati e acquistata non direttamente dai produttori. E’ così che Operazioni come questa, che non vedono tra i protagonisti quelli che dovrebbero essere gli attori principali, e cioè gli agricoltori e le loro strutture associative, determinano un effetto boomerang sulle produzioni di qualità come l’uva da tavola di Mazzarrone e l’Uva Italia di Canicattì, entrambe Igp. Il rischio che si corre è che, per reggere la concorrenza, altre catene distributive possano ulteriormente ridurre i prezzi all’origine oppure essere indotte a rivolgersi ad altre aree produttive nazionali o extracomunitarie dove i costi di produzione sono più bassi, mortificando così gli sforzi profusi dagli agricoltori nelle produzioni di qualità. “Non è questo il modello di accordo di filiera che gli agricoltori e
L’Associazione giovani imprenditori agricoli (Agia) della Lombardia terrà la sua Assemblea elettiva il 6 ottobre prossimo a Mantova, alle ore 9,30, presso la sala riunioni della Cia provinciale (via Imre Nagy, 46). Al termine degli adempimenti statutari, l'Agia Lombardia ha organizzato un incontro sul tema “Redditi agricoli, Psr e riforma della Pac: quali prospettive per i giovani in agricoltura?”. Alla vigilia della presentazione delle proposte della Commissione europea sulla riforma della Pac post 2013 e della discussione in corso sulla rimodulazione del Psr 2007-2013 della Lombardia, l'incontro dell'Agia vuole essere un'occasione di confronto per i giovani agricoltori sulle prospettive delle imprese agricole. Partecipano all'incontro:Davide Bulgarelli, presidente Agia Lombardia, Mario Lanzi, presidente Cia Lombardia, Luigi Panarelli, presidente Cia Mantova, Diego Balduzzi, responsabile tecnico Caa-Cia Lombardia.
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