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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 49 - n. 156 1 agosto 2007
COMUNICATI
  • L’agricoltura italiana non è la causa dei rincari alimentari. Importazioni, filiere troppo lunghe e speculazioni “gonfiano” i prezzi
TERRITORIO
  • Cia di Teramo: un successo la manifestazione “Tesori di Fattoria” a Giulianova
APPUNTAMENTI
  • Cia di Lecce: a Tricase Turismo Verde organizza il primo percorso di agricoltura multifunzionale

 

COMUNICATI


L’agricoltura italiana non è la causa dei rincari alimentari. Importazioni, filiere troppo lunghe e speculazioni “gonfiano” i prezzi

 

In un anno i prezzi agricoli all’origine sono scesi in media del 2,4 per cento. L’incremento registrato dai cerali non può determinare i preannunciati vistosi rialzi al consumo per pasta e pane. La Cia rinnova l’invito ad aprire al più presto un Tavolo di confronto tra tutti i soggetti della filiera agroalimentare.

 

L’agricoltura italiana non è la causa dei rincari dei prodotti alimentari. I prezzi agricoli all’origine in un anno (giugno 2006-giugno 2007) sono, infatti, diminuiti in media del 2,4 per cento, con cali record per frutta (meno 15,3 per cento), ortaggi (meno 11,6 per cento), suini (meno 11,8 per cento) e bovini (meno 8,5 per cento). A segnalarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale rileva che lo stesso incremento (inferiore al 20 per cento) registrato dal grano sia tenero che duro del nostro Paese non può determinare impennate vistose per pane e pasta come preannunciato dagli industriali trasformatori. Va, tuttavia, rilevato che oggi il grano duro in Italia ha una quotazione di 26 euro al quintale, praticamente la stessa cifra del 1985, quando era pari a 50 mila lire (25,8 euro).

Gli aumenti al consumo -avverte la Cia- sono determinati da altri fattori: le filiere agroalimentari troppo lunghe, la logistica infrastrutturale, i trasporti insufficienti e costosi, gli incrementi tariffari, la crescita delle importazioni delle derrate alimentari e, non ultime, le speculazioni.

Se si analizza, in particolare, l’andamento del frumento -sottolinea la Cia- si riscontra che le quotazioni estere, soprattutto nel mese di luglio registrano incrementi più accentuati (più 25 per cento) rispetto a quelli dei prodotti nazionali.

La causa degli incrementi dei cereali (specialmente del frumento) sui mercati mondiali -sostiene la Cia- è da attribuire al calo delle produzioni causato dal cattivo andamento climatico. Va, però, rilevato che per quest’anno è prevista una risalita produttiva che dovrebbe riequilibrare l’attuale situazione.

I prezzi dei prodotti agricoli -denuncia la Cia- si “gonfiano”, però, in maniera abnorme dal campo alla tavola, specialmente nel settore dell’ortofrutta, dove si registrano aumenti anche di venti volte. In media su un prodotto ortofrutticolo l’incidenza della fase produttiva, cioè il prezzo praticato dal produttore, è tra il 18 e il 20 per cento. Un aspetto che diventa più appariscente nelle regioni del Mezzogiorno, dove per alcuni prodotti tipici, come uva da tavola, arance e limoni, l’agricoltore ricava un quinto del valore finale.

Nel settore dell’ortofrutta il sistema di filiera è lungo e complicato. Nell’ipotesi più ottimale, abbiamo il passaggio dal produttore, alla cooperativa o all’organizzazione dei produttori, alla grande distribuzione. Nell’ipotesi che si può definire “normale” il percorso è dal produttore, all’intermediario, al grossista, al mercato, al dettaglio. Cinque, sei passaggi che evidenziano l’inefficienza del sistema.

Discorso valido anche per il prodotto trasformato. Ad esempio, un litro di latte alla stalla costa 0,34 euro, mentre al consumo arriva ad 1,40 euro. Il che significa che la parte agricola, dove i costi continuano a crescere in maniera evidente, incide poco più del 20 per cento sul prezzo finale. Ancora più appariscenti i casi della pasta e del pane, su cui prezzi finali la percentuale agricola è, rispettivamente, del 10 per cento e del 13 per cento.

La fase di produzione, è, quindi, quella più penalizzata. L’andamento dei prezzi all’origine degli ultimi anni lo dimostra chiaramente. Si è andata sempre più allargando la “forbice” tra i listini sui campi e quelli al consumo.

Il paradosso è, comunque, quello che i nostri agricoltori vedono ridurre il livello dei loro prezzi e crescere quello dei costi produttivi. Basti pensare al settore degli allevamenti dove i mangimi, che si acquistano prevalentemente dall’estero, hanno subito incrementi assai rilevanti. E tutto ciò ha determinato un’ulteriore corrosione dei redditi dei produttori che già lo scorso anno sono scesi del 3,4 per cento.

Il problema dei rincari al dettaglio è, quindi, quanto mai attuale e va affrontato. Per questo motivo la Cia rinnova l’invito ad aprire un Tavolo di confronto tra il governo e tutti soggetti della filiera (organizzazioni agricole, cooperative, industriali, grande distribuzione organizzata, dettaglianti) in modo da analizzare attentamente la situazione e individuare le strade più opportune per scongiurare aumenti dei prezzi che avrebbero conseguenze pesanti per l’inflazione e, di conseguenza, per i consumatori e di riflesso per gli agricoltori italiani, visto il probabile calo degli acquisti. Dunque, un dialogo indispensabile che bisogna rendere al più presto costruttivo per evitare che la febbre dei listini cresca troppo e che s’inneschino pericolose spirali speculative.

 

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TERRITORIO


Cia di Teramo: un successo la manifestazione “Tesori di Fattoria” a Giulianova

 

Si è chiuso, nel migliore dei modi, il tradizionale appuntamento estivo de i “Tesori di Fattoria”, manifestazione organizzata ed ideata dalla Cia di Teramo. Da quest’anno la manifestazione è diventata di carattere nazionale, era stata una promessa del presidente della Cia nazionale, Giuseppe Politi, all’indomani dell’improvvisa scomparsa dell’ex presidente provinciale, Massimo Cerasi. Le regioni che quest’anno hanno rappresentato l’Italia sono state: l’Umbria, la Toscana, la Puglia, il Molise e l’Emilia Romagna, seguite anche dalle rispettive delegazioni della Cia e Turismo Verde. L’Abruzzo era ben rappresentato da un centinaio di aziende agricole che producono e vendono i prodotti della propria terra. Anche l’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Marco Verticelli, ha sottolineato l’importanza che questa manifestazione rappresenta per l’intero Abruzzo. Mentre, il presidente della Cia di Teramo, Giorgio De Fabritiis, da quest’anno ha raccolto il progetto ideato dal suo predecessore, cercando di valorizzare ancora di più una manifestazione a cui la Cia tiene molto.

La manifestazione "Tesori di Fattoria" è nata nel 2002 -sottolinea il presidente De Fabritiis - ideata e portata avanti dal compianto ex presidente della Cia di Teramo, Massimo Cerasi. Prima a Colonnella e l’anno dopo a Giulianova lido (2003), fu un successo. Dal  terzo anno ad oggi (2004-2007) a Giulianova alta nel cuore del centro storico, è diventato un appuntamento fisso delle manifestazioni estive della città. La manifestazione vuole essere una vetrina per i prodotti della nostra terra, troppo spesso soppiantanti da produzione agricole che arrivano da altri paesi emergenti. L’evento è finalizzato alla promozione delle produzioni agricole di qualità. I saperi di fattoria e, dunque, la sapienza contadina, sono alla base dei capolavori della gastronomia locale, che si esprime con sapori forti, singolari e complessi. Saperi e sapori per gli amanti della buona tavola e della cultura tradizionale contadina.

Molte sono state le novità di quest’anno introdotte nella sesta edizione, che si è svolta dal 27 al 29 luglio scorsi. L’apertura con la sfilata di oltre 25 trattori d’epoca, dal lido e fino alla parte alta della città. Poi la proiezione del filmato in ricordo dell’ex Presidente, Cerasi, con il toccante momento del taglio del nastro da parte della moglie (Cinzia). La prima rassegna, all’interno della manifestazione, dei cori folkloristici: “Lu Passagalle” di Pineto; “Nuova compagnia di Canto giuliese” di Giulianova; “li Tamurre” di Pretara (Isola del Gran Sasso); “la Corale di Iorio” di Atri e “Associazione Folk Vomano” di Montegualtieri di Cermignano. Nella suggestiva piazza Buozzi è stato riproposto il ristorante all’aperto, con quasi 1.000 pasti preparati, piatti tipici locali. Anche nell’altra piazza della Chiesa della Misericordia è stato riproposto “ Vini da mille e una botte”. Qui, con il fattivo contributo dell’Ais-Abruzzo, l’Associazione Italiana Sommelier, sono stati presentati i migliori vini abruzzesi con una degustazione guidata. Sempre sull’intera piazza, erano aperti anche i fondaci che ospitavano le cantine partecipanti. Nell’altra area, su corso principale della città, in collaborazione con l’Arssa-Abruzzo, si sono svolti i mini-corsi di degustazione del formaggio, olio, salumi ed infine l’aceto balsamico di Scandiano. Anche la Cna di Teramo era presente con le botteghe artigiane: la ceramica di Castelli, l’arte orafa, gli strumenti armonici, la lavorazione dei dolci, della pietra dura, del vetro e del metallo, il tutto per ricordare il legame del mondo agricolo con quello artigianale artistico. Poi, spazio alle mostre tematiche: il Gal Appennino Teramano, con le foto dei 29 Comuni delle tre Comunità Montane: Vomano- Fino-Piomba; Gran Sasso; Laga. La Cia Abruzzo, con foto e video del progetto per l’Angola in Africa, con la creazione delle fattorie si sostentamento. Mostra del mondo contadino di Luigi Sbei. Foto d’epoca della vita contadina teramana. L’Associazione Culturale “Inabruzzo”, con foto e testi per promuovere e far conoscere il nostro Abruzzo.

Nella serata conclusiva, anche il noto conduttore radiofonico di Radio Dee Jay, Roberto Ferrari (Roberto Porchera), è stato ospite di “Tesori di Fattoria”, coinvolgendo, con la sua simpatia, i numerosi visitatori.

La Cia di Teramo, attraverso il suo presidente, ha ringraziato tutti gli enti pubblici e privati, che hanno permesso la riuscita della manifestazione.

 

 

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APPUNTAMENTI


Cia di Lecce: a Tricase Turismo Verde organizza il primo percorso di agricoltura multifunzionale

 

Domani giovedì 2 agosto, alle ore 20:00, in piazzetta Giuseppe Codacci Pisanelli, a Tricase (Lecce), nell’ambito dell’evento artistico-culturale  intitolato “Il Raduno Bandistico - Una tradizione popolare per la valorizzazione dei prodotti tipici”, Turismo Verde Cia  organizza il primo percorso di agricoltura multifunzionale, comprendente la mostra di aziende agroalimentari locali, tre laboratori del gusto e il conferimento del premio “Turris Magna”.

L’iniziativa -realizzata in collaborazione con Regione Puglia, Provincia di Lecce, Città di Tricase, Cnr  e Pro-Loco Tricase- coniugherà la tradizione concertistica delle bande pugliesi con la cultura enogastronomica e laboratoriale, consolidata dall’imprenditoria rurale del Grande Salento. Ricco e articolato si presenta il canovaccio dei lavori, modulato all’insegna di tre situazioni-stimolo, opportunamente correlate: si prevede, infatti, l’allestimento di una mostra di otto aziende agricole e agrituristiche, distintesi nel perseguimento di obiettivi d’eccellenza nel campo del biologico, delle agrienergie, del progetto “Scuola in Fattoria” e dell’agrisolidale diffuso.

Ogni realtà produttiva parlerà al territorio, comunicando nei vari stand predisposti le buone pratiche imprenditoriali che le aziende implementano quotidianamente, per salvaguardare le proprie identità, nel confronto con le difficili sfide della globalizzazione contemporanea e nel processo condiviso di costruzione del nuovo patto tra agricoltura e società. La seconda proposta di situazione si imposta su tre laboratori del gusto: si potranno conoscere e  assaporare i vini, l’olio e le dolci leccornie del Capo di Leuca, sotto la guida esperta del sommelier Enzo Scuretti (direttore della rivista “Messaggi in Bottiglia”), dell’imprenditore agricolo Elio Agostinello e del pasticcere Luciano Giangreco. La terza tappa dell’evento prevede la prima assegnazione dei premi “Custode Rurale” e “Imprenditore Agricolo”: si tratta di importanti riconoscimenti dedicati rispettivamente all’agricoltore-pastore anziano dell’ hinterland, distintosi per meriti inerenti alla promozione di valori e cultura della civiltà contadina del Terzo Millennio, nonché all’impresa di giovani generazioni affermatasi con contributi di qualità negli step della filiera agroalimentare di produzione, trasformazione e vendita.

Per premiare l’impegno profuso con tenace continuità dagli operatori di settore, interverranno Enzo Russo (assessore regionale alle Politiche Agricole), Cosimo Durante (assessore provinciale all’Agricoltura), Antonio Musio (consigliere provinciale con delega al Sud Salento), Vito Murrone (presidente provinciale della Cia di Lecce), il Commissario prefettizio della Città di Tricase e le autorità locali.

“Il percorso dell’agricoltura multifunzionale -dichiara Giulio Sparascio, vicepresidente nazionale di Turismo Verde e promotore dell’evento in parola-  rappresenta l’inizio di una serie di proposte formativo-divulgative, protese  al  rilancio di un concetto di ruralità considerato in tutte le molteplici prospettive di sviluppo. Lo spirito progettuale rientra nelle strategie di indirizzo del presidente provinciale Murrone che, in sintonia con gli orientamenti degli organi di vertice regionale e nazionale, intende promuovere i principi inclusivi del pianeta agricolo, coniugando la cultura e l’identità della memoria salentina con gli input innovativi dei processi di internazionalizzazione, nel quadro delle potenzialità diffusive ed etiche della comunicazione pubblica”.

 

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