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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 53 - n. 44 1 marzo 2011
COMUNICATI
  • Inflazione: il boom delle commodity agricole e il “caro-gasolio” riaccendono la corsa degli alimentari
  • Pil: l’agricoltura torna a respirare, ma le imprese sono sempre più condizionate da costi record, scarsa competitività e mancanza di una reale politica di sviluppo
TERRITORIO
  • 30 milioni di euro per i giovani agricoltori toscani. Cia: “sostegno e innovazione per favorire ricambio generazionale”
  • Agricoltura: Sos della Cia per gli allagamenti nel Metapontino
  • Alessandria: a Casale Monferrato incontro Cia e Ipercoop su “Territorio, consumi e distribuzione”
  • Assemblea dei pensionati Cia di Agrigento
  • Consorzi di bonifica: agricoltori costretti a pagare un’assurda gabella. La Cia di Cagliari dichiara guerra. Basta con queste inaudite bollette e chiede una vera politica di sviluppo per l’agricoltura sarda
APPUNTAMENTI
  • L’11 marzo Assemblea dei pensionati Cia di Catania

 

COMUNICATI


Inflazione: il boom delle commodity agricole e il “caro-gasolio” riaccendono la corsa degli alimentari

 

Sull’aumento dei prezzi al consumo incidono gli aumenti generalizzati delle materie prime e le tensioni nel Nord Africa. L’agricoltura italiana ne paga le conseguenze: subisce le speculazioni sui mercati internazionali per i prodotti -come i cereali- che importa in maniera massiccia, mentre il rialzo record del petrolio fa salire i costi di produzione e di filiera.

 

L’impennata delle commodity agricole e le tensioni sul prezzo del petrolio, accelerate dalle rivolte in Nord Africa, riaccendono la corsa degli alimentari. E cresce il rischio di una nuova fiammata inflazionistica come quella causata dalla “bolla” speculativa nel biennio 2007-2008. Ma le imprese agricole non traggono nessun vantaggio da questa situazione, anzi risentono del “caro-gasolio” che aumenta notevolmente i costi di produzione e subiscono l’incremento sui mercati internazionali di materie prime “strategiche” come cereali e zucchero, di cui la nostra agricoltura è assolutamente deficitaria. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati provvisori diffusi oggi dall’Istat sul trend inflazionistico a febbraio.

I prezzi dei prodotti alimentari -ricorda la Cia- aumentano dello 0,4 per cento rispetto a gennaio e del 2 per cento su base annua. Una crescita su cui incidono in particolare gli aumenti sul mercato cerealicolo, dove in un solo mese i prezzi sono saliti mediamente del 10,5 per cento, con punte del 19,8 per cento per il frumento duro, e hanno guadagnato oltre il 66 per cento rispetto a gennaio di un anno fa (addirittura il più 89 per cento per il frumento tenero). Ma l’agricoltura italiana è impossibilita a governare e “raffreddare” i listini di commodity come queste, che noi importiamo in grandi quantità ma i cui prezzi sono determinati su scala mondiale spesso attraverso “giochi” di speculazione finanziaria. Con conseguenti rincari che vanno a incidere sulla borsa della spesa degli italiani.

Oltre a subire gli effetti dell’aumento generalizzato delle materie prime agricole, il settore primario italiano risente in maniera pesante dei costi di produzione. Negli ultimi dieci anni -osserva la Cia- i prezzi dei fattori produttivi (concimi, mangimi, sementi, antiparassitari e soprattutto carburante) sono cresciuti più del doppio rispetto a quelli dei prodotti agricoli: rispettivamente più 3,7 per cento e più 1,5 per cento in media per anno. Ma il colpo di grazia all’agricoltura è arrivato soprattutto dal “caro-gasolio”, alimentato dalle forti tensioni del Sud del Mediterraneo.

Solo tra gennaio e febbraio -conclude la Cia- il boom del carburante (il greggio ormai sfiora i 120 dollari a barile) è costato all’agricoltura, e alle serre in particolare, un conto molto salato: oltre 5 milioni di euro. In più, l’incremento della benzina pesa sensibilmente anche sui costi della logistica e della distribuzione, e quindi sul prezzo finale di vendita dei prodotti alimentari, visto che in Italia quasi il 90 per cento dei trasporti commerciali avviene su gomma.

 

 

 


Pil: l’agricoltura torna a respirare, ma le imprese sono sempre più condizionate da costi record, scarsa competitività e mancanza di una reale politica di sviluppo

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi mette in evidenza che il dato positivo del valore aggiunto del settore (più 1 per cento), registrato nel 2010, non deve alimentare facili ottimismi. Il mondo agricolo italiano, nonostante i molti problemi, dimostra di essere vitale. Redditi ancora in calo e i produttori restano tra le difficoltà.

 

“Torna a crescere l’agricoltura. L’aumento nel 2010 del valore aggiunto agricolo (più 1 per cento) non deve, però, far dimenticare i problemi che gli imprenditori agricoli incontrano e la complessa realtà economica e sociale con la quale si devono confrontare. La situazione per le aziende, sia sotto il profilo dei costi che dei redditi e della competitività, resta molto difficile, anche perché continua a mancare una reale politica di sviluppo”. Così il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta le rilevazioni Istat sul Pil (Prodotto interno lordo).

“Il dato positivo dello scorso anno -ha aggiunto Politi- dimostra che il settore, è vitale e questo nonostante le gravi difficoltà che hanno pesato in maniera rilevante sulle imprese agricole, sempre più condizionate da problemi di natura economica e strutturale”.

“I produttori agricoli da tre anni, dal 2008 al 2010, convivono con una profonda crisi, con una competitività in costante frenata, con costi produttivi record, con redditi sempre più ‘tagliati’, con prezzi tutt’altro che remunerativi. Questo risultato -ha sottolineato il presidente della Cia- va visto soltanto come punto dal quale ripartire per cercare di risalire la china e imboccare definitivamente la strada di uno sviluppo solido e duraturo”.

“Il dato del 2010, dunque, non rischiara per nulla il cupo scenario che incombe sul settore. Per questo motivo -ha affermato Politi- rinnoviamo le nostre critiche al governo che non ha compreso la gravità delle questioni e, attraverso la ripresa della mobilitazione sull’intero territorio nazionale, lo invitiamo a predisporre al più presto interventi mirati per contrastare l’attuale emergenza”.

“E’, quindi, indispensabile che vengano adottate politiche nuove tese a valorizzare e sviluppare l’attività imprenditoriale agricola. In questo senso, riproponiamo le nostre priorità: una rinnovata politica agraria, la Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale, la programmazione degli interventi e una concertazione alla quale restituire spessore e legittimità”.

 

 

 

 

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TERRITORIO


30 milioni di euro per i giovani agricoltori toscani. Cia: “sostegno e innovazione per favorire ricambio generazionale”

 

Soddisfazione di Cia e Agia Toscana per l’annuncio dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Salvadori del prossimo finanziamento pari a 30 milioni di euro del pacchetto giovani finanziato dalla Regione Toscana verso le imprese agricole. “Si tratta di una novità importante -commenta il presidente di Cia Toscana Giordano Pascucci- che può incentivare i giovani (under 40) ed entrare nel mondo agricolo. Mentre normalmente i giovani si trovano di fronte a ostacoli che riguardano essenzialmente il reperimento dei terreni sui quali avviare o espandere l’attività agricola, l’offerta di consulenze specifiche e di formazione, l’accesso al credito ed al mercato. Il tema del ricambio generazionale è prioritario per dare un futuro all’agricoltura toscana, per questo c’è bisogno di una politica organica che affronti tutte le criticità per favorire l’inserimento di nuovi soggetti nel mondo agricolo e l’avvio di imprese moderne”.

E per questo le proposte presentate da Agia Toscana si pongono l’obiettivo di tentare di ridurre queste criticità, configurando un pacchetto di interventi, non solo basati sul pur indispensabile sostegno finanziario, in grado di facilitare prima ed accompagnare poi il complesso percorso di start up di una nuova imprenditorialità giovanile in agricoltura, supportando sia i singoli imprenditori che i processi di aggregazione, messa in rete ed integrazione economica di sistema di queste nuove esperienze.

“Il progetto Agricoltura Futuro giovane -spiega Chiara Innocenti presidente di Agia Toscana- comprende alcune azioni strategiche, fra cui il ‘Primo insediamento’ attraverso il rafforzamento delle specifiche misure nell’ambito del Psr; quindi l’affiancamento, ovvero la creazione di strumenti a supporto dell’affiancamento tra ‘giovane proprietario’ e ‘anziano agricoltore’. Inoltre -aggiunge Innocenti- auspichiamo la nascita di una Banca della Terra, con la costituzione di un patrimonio fondiario pubblico e privato a favore dei giovani imprenditori; più facilitazioni per l’accesso al credito; l’accesso al mercato e l’incentivazione di misure specifiche per i giovani imprenditori; senza dimenticare -conclude la presidente dei giovani agricoltori della Cia- di puntare sull’innovazione la formazione e la consulenza”.

Investire nei giovani -aggiunge la Cia Toscana- in agricoltura vuol dire poter contare su un patrimonio ambientale e paesaggistico che ha portato la Toscana ad essere una delle mete più apprezzate in Italia e nel mondo e che è frutto del lavoro che nei secoli la tradizione agricola ha mantenuto e preservato. “Il compito delle istituzioni, ed anche il nostro -conclude il presidente regionale Cia Pascucci-, è quello di creare i presupposti affinché il coraggio, la passione e la determinazione di giovani uomini e giovani donne possa contribuire in maniera determinate al percorso di rilancio economico e sociale della Toscana”.


Agricoltura: Sos della Cia per gli allagamenti nel Metapontino

 

Gli allagamenti dei campi nel Metapontino a seguito delle piogge delle ultime ore e delle esondazioni in più tratti dei fiumi Agri, Sinni e Basento stanno mettendo in ginocchio l’economia agricola del Metapontino: è l’Sos del presidente della Cia del Materano Nicola Serio che riferisce di una situazione allarmante con almeno mille ettari di colture pregiate ed arboree sotto l’acqua solo nei territori di Policoro, Scanzano, Montalbano.

In attesa di una stima dei danni alle colture e alle aziende agricole in tutto il comprensorio e in attesa delle prime iniziative di emergenza, la Cia rinnova la richiesta dell’immediata dichiarazione dello stato di calamità con l’avvio delle procedure che spettano alla Regione.

Secondo i sopralluoghi effettuati dai funzionari della Cia nel Metapontino e le segnalazioni raccolte negli uffici comunali della Confederazione -afferma Antonio Stasi, presidente della Cia di Scanzano- effetti devastanti si sono verificati per i vigneti, gli oliveti, le serre, le strutture aziendali,i fabbricati rurali, i macchinari, mentre, a causa degli allagamenti, degli straripamenti dei fiumi e dei canali e degli smottamenti dei terreni, si teme che alcune colture siano andate irrimediabilmente distrutte. Conseguenze negative si registrano anche per gli allevamenti di bestiame e per i campi di ortaggi

Un quadro estremamente allarmante che ripropone in maniera ferma, al terzo caso di allagamenti nel Metapontino dal mese di novembre scorso, l’esigenza di una valida opera di prevenzione.

Accanto agli interventi legati all’emergenza necessaria ed urgente, appare sempre più indispensabile -aggiungono i dirigenti del Metapontino della Cia- un’azione coordinata e programmata del Governo e della Regione volta all’attività di prevenzione dei disastri naturali. Occorre predisporre un programma pluriennale di manutenzione ordinaria del territorio ed è necessaria la valorizzazione dell’agricoltura e degli agricoltori nelle politiche di difesa dell’assetto idrogeologico del territorio, nell’ottica europea della multifunzionalità.

È in questa logica che -continuano i dirigenti della Cia- si conclude la rincorsa all’emergenza derivante da calamità naturali ed inizia la fase della prevenzione, dell’organica e razionale sistemazione e delle regole condivise per l’uso corretto del suolo e delle acque. Proprio l’agricoltura italiana si pone quale soggetto protagonista per la tutela del territorio, la creazione (o ricostruzione) di paesaggi di qualità, per garantire un corretto equilibrio ecologico e un controllo dei fenomeni naturali.

Purtroppo, sono sempre le alluvioni e le esondazioni dei fiumi -concludono Serio e Stasi- a sollecitare la necessità di Accordi di programma e a livello regionale Patti territoriali per ridurre il rischio alluvioni e dissesto del suolo tanto più che con il decreto “Milleproroghe” e i tagli del Governo non ci sono più risorse finanziarie disponibili e alla Regione non resterà che prevedere una “tassa di scopo”.

 


Alessandria: a Casale Monferrato incontro Cia e Ipercoop su “Territorio, consumi e distribuzione”

 

Lo scorso 25 febbraio, presso la Sala Soci dell’Ipercoop di Casale Monferrato (Alessandria), si è svolto un interessantissimo incontro organizzato in collaborazione tra la Cia, che ha visto in Gabriele Carenini, presidente dell’Agia e vicepresidente della zona di Casale, il principale fautore, e la stessa Ipercoop.

“Territorio, consumi e distribuzione” sono stati i temi che hanno portato ad una numerosa presenza di consumatori e produttori agricoli.

Il dibattito, moderato dal giornalista de “Il Monferrato2, Pier Luigi Buscaiolo, ha visto la partecipazione di Roberto Bruzzese, dell’Ufficio ortofrutta del Consorzio acquisti di Nova Coop, Coop Liguria e Coop Lombardia, di Rita Schipani, presidente della sezione soci Coop di Casale, e di Gian Piero Ameglio, vicepresidente provinciale della Cia di Alessandria e presidente di zona della Confederazione casalese.

Tre esigenze molto sentite, quelle che sono emerse nel corso del dibattito. I produttori agricoli che evidenziano la necessità di vedere riconosciuto il giusto valore ai prodotti; la distribuzione organizzata che si deve ritagliare un ruolo fondamentale di intermediario nella filiera; i consumatori che richiedono sempre più qualità dei prodotti a prezzi accessibili.

“Si è trattato di un incontro positivo -ha affermato Gian Piero Ameglio- che ha permesso di confrontarci con il mondo della Grande Distribuzione che rappresenta un sistema organizzativo diverso da quello a cui il mondo produttivo agricolo è abituato”.

“Si tratta di un passo avanti -ha proseguito il vicepresidente provinciale della Cia- anche se siamo consapevoli delle difficoltà a cui ci troviamo di fronte, ed in particolare nel garantire grandi quantitativi di prodotto, anche se avvertiamo, che nell’ambito di una politica commerciale, siano necessari spazi riservati ai prodotti tipici e di pregio locali ”.

“Come mondo agricolo -ha concluso Ameglio- auspichiamo che in un ulteriore incontro gli interessi commerciali della distribuzione vengano incontro alle esigenze di redditività del comparto produttivo”.

 


Assemblea dei pensionati Cia di Agrigento

 

Nell’ambito della campagna di mobilitazione dei pensionati indetta dall’Associazione nazionale pensionati Cia, lo scorso 25 febbraio si è tenuta ad Agrigento l’Assemblea provinciale dell’Anp, alla quale hanno partecipato Pippo Di Falco, presidente provinciale della Cia, Carmelo Bellomo, presidente provinciale Anp (che ha tenuto la relazione), Carmelo Travaglia, presidente regionale Anp-Cia Sicilia. Ha concluso i lavori Vincenzo Brocco, presidente nazionale Anp-Cia.

Alla manifestazione hanno partecipato, inoltre, esponenti politici, istituzionali, sindacali.

 


Consorzi di bonifica: agricoltori costretti a pagare un’assurda gabella. La Cia di Cagliari dichiara guerra. Basta con queste inaudite bollette e chiede una vera politica di sviluppo per l’agricoltura sarda

 

Ancora una volta si scaricano sugli agricoltori le inefficienze dei Consorzi di bonifica. E così ai produttori arriva da pagare una nuova assurda gabella. E’ quanto sta accadendo nella Sardegna meridionale. A denunciare quest’ennesima assurda vicenda è la Cia di Cagliari che si mobilita contro bollette inaudite e chiede, invece, una vera politica di rilancio per l’agricoltura dell’Isola.

Mancati trasferimenti regionali, mancata applicazione della legge di riordino (L.R. 6/2008), conti che non tornano, cartelle di pagamento impazzite, fanno ormai dei Consorzi di bonifica -denuncia la Cia- strumenti non utili alle aziende agricole sarde. E in questi giorni si ripete un ritornello divenuto stantio. Nel Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale ci si è, infatti, ricordati che la stagione agraria 2006 presentava qualche deficit. E allora si è pensato bene che gli agricoltori associati, dopo aver regolarmente pagato quanto dovuto (acconto e saldo), dovessero nuovamente intervenire con un tributo straordinario: 165 €/Ha. Così la dirigenza del Consorzio ha emesso cartelle di pagamento.

Un comportamento, in una condizione di difficoltà eccezionali come quella che si sta vivendo nelle campagne sarde, totalmente irresponsabile. Siamo davanti ad un atto contro lo sviluppo, contro il lavoro, contro le campagne, contro l'impresa. E gli agricoltori, giustamente, non ci stanno

Il Consorzio di bonifica del Basso Sulcis -ricorda la Cia- non supera la condizione di difficoltà divenuta oramai strutturale. A ciò si aggiunga il mancato trasferimento delle risorse regionali, circa 1.590.000 euro, i problemi di avviare il servizio di irrigazione e, allo stesso tempo, l'assenza di prospettive per i cinquemila ettari serviti, oltre alla conseguente preoccupazione degli agricoltori di quei territori che non potranno usufruire della risorsa idrica.

Quest’anno oltre 200 imprese agricole corrono il rischio di non avviare le colture irrigue. Per la Cia è urgente applicare la L.R. N. 6 del 2008 che pone rimedio a questo mix di trascuratezze. Essa prevede la copertura, nella misura dell'80 per cento, delle spese di manutenzione delle opere di bonifica e delle reti irrigue; l'erogazione di un contributo pari all'80 per cento per la copertura delle spese sostenute dai Consorzi per i consumi di energia; l’emanazione di direttive per il trasferimento del personale in esubero presso i Comuni e gli Enti locali da impegnare nell'esercizio delle funzioni trasferite con la legge regionale 9 del 2006, garantendo le risorse finanziarie necessarie; il sostegno degli oneri di gestione dei Consorzi di bonifica che non trovano copertura in conseguenza delle minori entrate conseguenti all'attuazione della legge regionale 19 del 2006; l’emanazione di apposite direttive ai Consorzi per la costituzione di servizi tecnici, amministrativi e contabili comuni tra più consorzi, riducendo in tal modo sensibilmente le spese di gestione.

La Cia invita, quindi, agli agricoltori chiamati ad assolvere a questo assurdo tributo a non pagare nel modo più assoluto. E sollecita gli stessi affinché facciano arrivare le bollette sulle scrivanie dei sindaci, dei presidenti di Provincia, in maniera che chiedano alla Regione provvedimenti capaci di risolvere le questioni e si avvii in Sardegna la discussione sull'agricoltura regionale.

Alla Regione, pertanto, la Cia sollecita di attivare una procedura di sospensione urgente delle bollette e di aprire un Tavolo regionale di confronto sull'uso delle risorse naturali e ambientali, di cui il tema dell’acqua è tra i più importanti.

L’agricoltura sarda, oggi, ha bisogno di politiche di prospettiva. Per tale motivo la Cia sottolinea l’urgenza di indire la Conferenza regionale delle Agricolture e delle Ruralità. Un appuntamento per ribadire l’ insostituibile ruolo di chi vive la ruralità e la campagna come un produttore di beni comuni, collettivi e duraturi; per rilanciare la figura del contadino e del pastore sardo, non come soggetto da contrapporre alla Regione sarda per portare soldi agli industriali del latte o ai Consorzio di bonifica.

La Cia provinciale di Cagliari, Sulcis e Medio Campidano, in mobilitazione, rinnova, dunque, alla Regione Sardegna e all'assessore regionale all'Agricoltura, Andrea Prato, l’esigenza di interventi decisivi per il rilancio vero del settore primario.

 

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APPUNTAMENTI


L’11 marzo Assemblea dei pensionati Cia di Catania

 

Il prossimo 11 marzo 2 a Belpasso si terrà l’Assemblea provinciale dell’Associazione pensionati Cia di Catania.Alla manifestazione parteciperanno Ruggiero Pardo, presidente provinciale Anp (che svolgerà la relazione), Francesco Costanzo, presidente provinciale Cia di Catania, Carmelo Travaglia, presidente regionale Anp Sicilia. Concluderà i lavori Enio Niccolini, vicepresidente vicario Anp-Cia.  Alla riunione sono stati invitati esponenti politici, istituzionali e sindacali.

 

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