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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 49 - n. 45 1 marzo 2007
ATTUALITÀ
  • Agricoltura: accordo Inail-Agriform per la tutela dei lavoratori
COMUNICATI
  • Inflazione: sui campi prezzi ancora in discesa. Per gli ortaggi e la frutta un vero tracollo
  • Pil: l’agricoltura ancora in frenata (meno 3,1 per cento) ed è l’unico settore che non aggancia la ripresa. Si conferma una crisi strutturale
TERRITORIO
  • Cia Emilia Romagna: bene Agrintesa. Un esempio da imitare
  • Cia: Friulano è un nome che non va. Teniamoci, per ora, il Tocai almeno in Italia
  • Direzione provinciale della Cia di Catanzaro: parte il progetto di ristrutturazione territoriale
APPUNTAMENTI
  • 8 marzo: convegno a Roma su “Donne e agricoltura, una sfida possibile”
  • A Gorizia il convegno finale del progetto “Vitis energetica”
  • Cia di Padova: convegno sulla “direttiva nitrati”
  • Cia di Reggio Emilia: le scelte per l’agricoltura montana

 

ATTUALITÀ


Agricoltura: accordo Inail-Agriform per la tutela dei lavoratori

 

Inail e Agriform, ente bilaterale per la formazione professionale nel settore agricolo, hanno firmato una convenzione che impegna i due enti a promuovere e sostenere iniziative per la valorizzazione e lo sviluppo delle professionalità.

L’obiettivo dell’accordo è quello di realizzare i quattro punti fondamentali che garantiscono la tutela del lavoratore: prevenzione, indennizzo, riabilitazione e reinserimento lavorativo e sociale. In particolare, Inail e Agriform si rendono disponibili a mettere in campo le infrastrutture, la rete, le professionalità possedute, le esperienze e i prodotti realizzati per favorire interazioni e sinergie per la formazione professionale.

“Abbiamo deciso di firmare questa convenzione con Agriform -ha dichiarato Vincenzo Mungari, presidente dell’Inail- per perseguire l’obiettivo strategico prioritario dell’Istituto di recuperare il ruolo di sostegno della bilateralità, allo scopo di veicolare iniziative e risorse verso le reali esigenze delle aziende e dei lavoratori”.

Agriform rappresenta una realtà significativa nel panorama della bilateralità nazionale e ha l’obiettivo di promuovere e sostenere iniziative per lo sviluppo delle professionalità degli addetti all’agricoltura. A questo scopo fornisce supporto operativo alle imprese attraverso attività di consulenza e formazione, individuate sulla base dell’analisi dei bisogni espressi dal territorio.

 

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COMUNICATI


Inflazione: sui campi prezzi ancora in discesa. Per gli ortaggi e la frutta un vero tracollo

 

La Cia evidenzia che a causa del clima mite i cicli vegetali hanno subito un’alterazione. Molto prodotto invenduto e gravi danni per i produttori. Un andamento che ha influito sui listini al dettaglio che a febbraio non hanno subito variazioni.

 

 

L’inflazione riprende a salire, ma sui campi i prezzi sono in netta discesa. Per i prodotti agricoli il 2007 è, infatti, iniziato con il segno negativo: per le quotazioni all’origine si è avuto, a gennaio scorso, un calo medio del 1,8 per cento. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale riafferma che il settore primario ha ancora una volta contribuito a frenare il costo della vita.

La discesa dei prezzi nelle campagne -avverte la Cia- ha influito, del resto, anche al dettaglio, visto che nel mese di febbraio i prodotti alimentari non hanno fatto registrare alcuna variazione rispetto a gennaio; mentre nei confronti dell’analogo periodo del 2006 la crescita è stata del 2,4 per cento, una delle più contenute tra i settori presi in considerazione dall’Istat.

Per quanto riguarda i prezzi praticati sui campi, la Cia evidenzia che a determinare il “raffreddamento” di gennaio è stato, soprattutto, il clima mite che ha alterato i cicli vegetali, in particolare per gli ortaggi, generando squilibri sui mercati. Distorsioni che hanno avuto ricadute anche sul consumo finale, con listini praticamente fermi, e sugli stessi agricoltori che in molti casi, proprio per la sovrapproduzione, non sono riusciti a collocare il prodotto che è rimasto così invenduto. Un danno rilevante che in regioni come Puglia e Basilicata è stato drammatico, specialmente nel settore dell’ortofrutta.

Nel dettaglio, si registrano -sostiene la Cia- cali, su base mensile, del 3,8 per cento della frutta (in particolar modo arance e kiwi), del 5,8 degli ortaggi, dell’1,2 per cento dell’olio d’oliva e dei prodotti zootecnici e del 6,9 per cento delle colture industriali.

 


Pil: l’agricoltura ancora in frenata (meno 3,1 per cento) ed è l’unico settore che non aggancia la ripresa. Si conferma una crisi strutturale

 

La Cia sottolinea le gravi difficoltà del mondo agricolo. Il presidente Giuseppe Politi: “una nuova politica e subito la Conferenza nazionale”. Troppi ostacoli e costi pesano sulle aziende. Tagliati i redditi degli agricoltori, che, nonostante problemi e difficoltà, hanno continuato ad investire e a creare occupazione (più 0,6 per cento).

 

 

L’economia italiana cresce e l’agricoltura soffre. E’ l‘unico settore che non aggancia la ripresa, mostrando ancora una volta un calo (meno 3,1 per cento) del valore aggiunto. Una situazione difficile che conferma una preoccupante crisi strutturale e l’esigenza, quindi, di una svolta, di un progetto nuovo che permetta al mondo agricolo di rilanciare sviluppo e competitività. E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati Istat sul Prodotto interno lordo (Pil) 2006 che evidenzia una crescita dell’1,9 per cento.

La flessione registrata dall’agricoltura nello scorso anno segue, seppur a ritmi inferiori, quella del 2005: meno 4,5 per cento. Due anni -sottolinea la Cia- che hanno aggravato pesantemente i conti del settore primario. Praticamente nell’ultimo quinquennio, se si esclude il 2004 (la crescita del 13,2 per cento si è determinata dopo un disastroso 2003), è stato un continuo calo, accompagnato da tagli ai redditi dei produttori, che lo scorso anno sono diminuiti del 4,2 per cento. Ad esso si devono aggiungere la flessione del 2,8 per cento della produzione lorda vendibile e dell’1,2 per cento dei consumi agroalimentari e la crescita dell’1,4 per cento dei costi aziendali.

Insomma, l’agricoltura, a differenza degli altri settori che hanno messo a segno palesi percentuali di crescita, resta al palo, evidenziando una preoccupante sofferenza non solo in termini economici, ma anche sociali. Questo significa -avverte la Cia- che al momento non ci sono strumenti e politiche che consentono il rilancio dell’imprenditoria agricola nel nostro Paese.

Un’imprenditoria che, nonostante le difficoltà, ha continuato ad investire e a creare occupazione che nel 2006 ha avuto una crescita dello 0,6 per cento.

“Dopo un difficile  2005, abbiamo, avuto -ha detto il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi- un 2006 carico di ostacoli, problemi e grandi incertezze che hanno confermato una sostanziale sofferenza di un settore che arranca. Il dato del valore aggiunto, purtroppo, non è un fulmine a ciel sereno. Esso è un ulteriore elemento che evidenzia l’esigenza di affrontare in maniera chiara e concreta i problemi del mondo agricolo attraverso una Conferenza nazionale, da noi più volte sollecitata e che ormai diventa sempre più impellente e indispensabile”.

“Per questa ragione -ha rilevato Politi- insistiamo per un’azione più decisa nei confronti dell’agricoltura. Il settore deve poter operare in un quadro di certezze e di prospettiva e non più tra vincoli, ostacoli e impedimenti che frenano l’azione imprenditoriale degli agricoltori italiani. Ribadiamo, pertanto, la necessità di adottare misure concrete per favorire una reale innovazione ed un equilibrato sviluppo”.

“Non è più tempo di parole, occorre -ha concluso il presidente della Cia- passare al più presto ai fatti. Sono necessari interventi mirati e propulsivi. Occorre favorire il rilancio dello sviluppo e della competitività delle imprese agricole, che non possono continuare ad operare tra ‘lacci e laccioli’, non riuscendo ad uscire dal tunnel di una profonda crisi”.

 

 

Valore aggiunto dell’agricoltura

2002

-3,1%

2003

-4,8%

2004

+13,2%

2005

-4,5%

2006

-3,1%

 

 

 

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TERRITORIO


Cia Emilia Romagna: bene Agrintesa. Un esempio da imitare

 

“Un bell’esempio, da imitare, di razionalizzazione produttiva e commerciale”. E’ il commento di Nazario Battelli, presidente della Cia Emilia Romagna, a seguito della presentazione di Agrintesa, la nuova cooperativa frutto dell’integrazione di tre strutture associative emiliano romagnole del settore ortofrutticolo e viticolo.

“Sempre più -dice ancora Battelli- per competere a livello internazionale occorre aggregare i produttori ed essere competitivi sui mercati raggiungendo masse critiche di prodotto. La Cia -conclude Battelli- nell’ esprime un vivo apprezzamento per questa iniziativa, si congratula con il presidente di Agrintresa Raffaele Drei”.


Cia: Friulano è un nome che non va. Teniamoci, per ora, il Tocai almeno in Italia

 

“Errare è umano, perseverare un pò sciocco”:  commenta così la presidente della Cia del Friuli Venzia Giulia Manuela Botteghi l’ennesimo colpo di scena  e, parafrasando il geniale Emilio Gadda, propone un titolo alla interminabile commedia  che potrebbe essere: “Quel pasticciaccio brutto del via  il tocai dal vigneto Friuli”.

“Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, chissà a cosa servirà  -afferma- una riunione ministeriale che ha come ordine del giorno l’adozione di un decreto che permetta l’utilizzazione del sinonimo friulano”. E  retoricamente chiede: “i difensori dell’indifendibile  sinonimo Friulano, che oggi strepitano tanto, dove  erano quando  proprio la Cia segnalò le difficoltà che ci sarebbero state nell’adottare  un  sinonimo così generico, troppo difficile da difendere di fronte a obiezioni legali o a norme di commercio internazionale? Erano agli stessi tavoli dove eravamo noi, ma forse pensavano più a come spendere gli agognati milioni di euro per la promozione che non agli interessi dei produttori vitivinicoli” 

E la presidente regionale prosegue così: “chi parla di scelta fatta all’unanimità sul sinonimo friulano pecca ,come minimo, di disonestà intellettuale perché vuol scambiare per accordo, un assenso dato obtorto collo,  ribadendo tutte le perplessità del caso. Se la maggioranza ha sempre ragione, noi abbiamo certo torto e al Tavolo Verde che si svolse  nell’irrituale sede di un’azienda agricola  di San Canzian d’Isonzo  avremmo  dovuto metterci di traverso, unici e soli, sulla radiosa strada., del sol dell’avvenire del friulano. Comunque sia, ora bisogna pensare a sbrogliare l’intricata matassa con un pò di pragmatismo e senza partire di nuovo per le crociate. Se il sinonimo friulano non va scegliamone un altro, come hanno fatto in questi giorni i francesi dell’Alsazia che utilizzeranno il sinonimo Pinot . Se è vero che con un provvedimento legislativo è possibile utilizzare la denominazione Tocai in ambito nazionale facciamolo, e alla svelta ,perché questo risolve il problema seppure limitatamente al mercato nazionale che del resto è quello attuale di riferimento”.

“La Cia, sarà comunque a fianco di tutti i produttori che continueranno a utilizzare questa denominazione, aiutandoli -aggiunge  la presidente Botteghi- a far valere le proprie ragioni in tutte le sedi. Intanto,  possiamo anche  in modo un pò più scientifico cercare un altro nome al Tocai, sapendo però che il sinonimo è una soluzione di ripiego. Perché  la cosa giusta da fare è quella di chiedere all’Unione europea, al suo Parlamento e al suo Governo, di agire secondo giustizia dando anche a noi la possibilità di usare la denominazione Tocai: se possono farlo gli  australiani, gli  americani e chissà quanti  altri ancora, perché noi invece no che, se non altro,  eravamo arrivati almeno un secolo prima?”


Direzione provinciale della Cia di Catanzaro: parte il progetto di ristrutturazione territoriale

 

Nella  Direzione provinciale Cia di Catanzaro, riunitasi il 28 febbraio scorso presso la Camera di Commercio, il presidente Franco Lucia ha avviato i primi presupposti operativi per la riorganizzazione della Cia provinciale, sulla base delle indicazioni scaturite dal seminario Cia  di Viareggio.

Tre i primi campi di intervento:

- la costituzione di una societa’ unipersonale, con amministratore unico nella persona del vicepresidente  Enzo Traversa, per la gestione dei servizi, compreso le convenzioni con  le società nazionali Cia;

- avvio della ristrutturazione territoriale, sulla base delle prescrizioni dello statuto provinciale, iniziando dalla sede di Soverato;

- nomina di Emanuele Dardano a coordinatore della Giunta provinciale Cia, riproposta nella stessa composizione della precedente presidenza.

“Con questi primi atti si è inteso avviare -ha  detto il presidente Franco  Lucia- un percorso innovativo e condiviso per rilanciare il sistema Cia su tutto il territorio provinciale”.

 

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APPUNTAMENTI


8 marzo: convegno a Roma su “Donne e agricoltura, una sfida possibile”

 

In occasione della “Giornata della Donna”, il prossimo 8 marzo si terrà il convegno a Roma, alle ore 10.00,  presso la Casa del Jazz (via di Porta Ardeatina 55),  "Donne e agricoltura, una sfida possibile". La manifestazione è stata promossa  dall'assessore all’Agricoltura della Regione Lazio Daniela Valentini, insieme con le rappresentanti delle organizzazioni agricole regionali Laura Brida, coordinatrice regionale Associazione Donne in Campo della Cia, Patrizia D'Aietti, responsabile Donne Impresa Coldiretti, e Orsola Balducci, responsabile settore femminile Confagricoltura.,

Questa iniziativa -viene affermato in una nota- nasce per guardare al futuro dell'agricoltura laziale.  Un'agricoltura che sempre più si tinge di “rosa”. Rispetto al 2005, infatti, l'occupazione agricola femminile è passata da 9 mila a 18 mila unità. Una bella conquista, ma ora più che mai c’è l'opportunità di valorizzare al meglio il lavoro delle donne.

L'approvazione del nuovo Programma di sviluppo rurale 2007-2013 del Lazio -continua la nota- rappresenta un'occasione unica per adottare una politica sincera ed efficace per tutte le donne e i giovani che decidono di raccogliere la sfida e di impegnarsi in un settore difficile. Il nuovo Psr del Lazio muoverà in sette anni un miliardo e mezzo di euro di investimenti, coinvolgendo oltre duecento aziende su una superficie rurale pari all'80 per ce dell'intero territorio laziale. Sarà così  sviluppare le potenzialità del comparto agricolo, scommettendo sui giovani, le donne, la qualità e l'eccellenza dei prodotti con progetti integrati e partendo dai bisogni e dalle vocazioni del territorio.


A Gorizia il convegno finale del progetto “Vitis energetica”

 

Dopo  un anno di lavoro, sono pronte le conclusioni del progetto “Vitis energetica, valorizzazione energetica dei sarmenti di vite in provincia di Gorizia. I risultati del progetto, saranno presentati in dettaglio domani 2 marzo, alle ore 9,30,  presso la sala convegni del quartiere fieristico (in via della Barca 15) a Gorizia, dove unitamente ai partner scientifici ed imprenditoriali, ai soggetti promotori e alla Regione Friuli, sarà consegnato ai partecipanti il report finale dei dati economici, e delle analisi tecniche ed energetiche pubblicate in libretto ricco di foto e di informazioni.

Il progetto è stato e finanziato dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Gorizia e promosso dalla Confederazione italiana agricoltori di Gorizia con lo scopo di verificare la fattibilità della filiera energetica dei sarmenti di vite nell’ambito della provincia di Gorizia, caratterizzata da una storica e consolidata vocazione vitivinicola. L’obiettivo è stato quello di analizzare gli aspetti tecnici, economici e di impatto ambientale che intercorrono dall’approvvigionamento fino all’impiego energetico delle potature della vite. E’’ stata valutata la convenienza tecnico-economica della filiera agro-industriale per la produzione di pellet di vite e la filiera dell’auto-consumo per l’impiego diretto del cippato.

La realizzazione del progetto è stata affidata ad Aiel (Associazione italiana energie agroforestali), con la collaborazione di tre importanti partner scientifici: Dipartimento Te.s.a.f. Facoltà di Agraria Università di Padova, Catas S.p.a., Austrian bio energy centre Gmbh,  e due partner imprenditoriali: Biocalor Srl, Peruzzo Srl.

Le conclusioni della mattinata saranno affidate all’assessore all’Agricoltura della regione Friuli Venezia Giulia Enzo Marsilio e saranno l’occasione per entrare nell’attualità dei provvedimenti che la regione sta predisponendo in questo periodo , dal progetto di sviluppo rurale al piano energetico regionale.

 


Cia di Padova: convegno sulla “direttiva nitrati”

 

La Cia di Padova,  unitamente alla Coldiretti provinciale , e con il patrocinio del comune di Fontaniva , ha organizzato un convegno per sabato prossimo 3 marzo, alle ore 10.00 , dal titolo "Direttiva nitrati, obblighi, vincoli e prospettive per l'agricoltura". Il programma prevede l'intervento di Riccardo De Gobbi, dirigente Regione Veneto, Luigi Giardini, dell'Università di Padova.  Le conclusioni saranno di Marco Calaon, presidente Coldiretti Padova, e di Daniele Toniolo, presidente Cia di Padova.


Cia di Reggio Emilia: le scelte per l’agricoltura montana

 

La Cia di Reggio Emilia della Zona Montana, con il contributo di Banca Popolare dell’Emilia Romagna, organizza il convegno “Le scelte dell’agricoltura nell’Appennino Reggiano”, che si terrà domani venerdì 2 marzo, dalle ore 9.30, nella Sala del Consiglio comunale (piazza Gramsci) a Castelnovo ne’ Monti. Tra gli argomenti che saranno discussi nell’occasione, ci saranno le prospettive legate all’attivazione del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, i prodotti tipici delle filiere agroalimentari, il rapporto agricoltura-ambiente, i problemi connessi con la caccia.

Intervengono ai lavori: Giorgio Davoli (Cia Reggio Emilia), il sen. Fausto Giovannelli (presidente parco Appennino), il sen. Leana Pignedoli (vicepresidente commissione Agricoltura Senato), Roberta Rivi (assessore provinciale agricoltura), Ivan Bertolini (presidente Cia Reggio Emilia) e Francesco Zambonini (direttore Cia Reggio Emilia).

 

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